Scrittura emiliana.

No

lunedì 19 Febbraio 2024

La mia agente, si chiama Valentina, una volta mi ha telefonato mi ha detto che la casa editrice Laterza voleva fare una collana che si intitolava Una notte al museo, dove chiedevano a degli scrittori di passare una notte in un museo e di raccontare com’era, e che avevano pensato che io avrei potuto scrivere un libro sull’Ermitage di San Pietroburgo.
«Sei contento?» mi ha chiesto Valentina.
«No», le ho risposto io.

[Martedì 5 marzo, a Bologna, in Salaborsa, alle 18, con Nicola Borghesi e Alessandro Freno presento il libro Una notte al museo russo (esce il primo marzo). Nella foto di @claudiosforza_photography) Aleksandr Traugot]

La domenica

lunedì 12 Febbraio 2024

Che io, meglio se concentro tutti i miei impegni lavorativi un solo giorno la settimana, la domenica, quando le forze del bene sono stanche dopo lo sforzo della creazione e il settimo giorno si riposarono. Io invece vengo da sei giorni che non ho fatto un cazzo, sono fresco come una rosa.

[Oggi vado a Milano a registrare l’audiolibro di Diavoli e, stasera, a presentare Grandi ustionati alla libreria Verso]  

A nessuno

mercoledì 7 Febbraio 2024

Mi ricordo di aver fatto un test del Q. I. e di essere risultato al di sotto della norma. (Non l’ho mai detto a nessuno)

Joe Brainard

[Ieri sera, a una scuola che si chiama Una piccola macchina per lo stupore, abbiamo parlato di Joe Brainard]

Uno spettacolo

venerdì 12 Gennaio 2024

Tanti anni fa ho fatto una proposta a un editore: una raccolta di racconti di scrittori emiliano-romagnoli. Gli ho scritto: «Il titolo, Allegri e disperati, significa nella mia testa un ragionamento che è cominciato da una frase di Gogol’. Nella mia testa c’è questa frase di Gogol’ che gira e dice più o meno “Non avete provato anche voi quella sensazione di quando finisce la festa, che vi sembra che vi si stacchi la pelle di dosso?”. Questa sensazione di cui parla Gogol’, che la pelle ti si stacca di dosso dopo la festa, è secondo me tipica della nostra terra, dove il carattere gioviale della gente convive con una discrezione che impedisce di manifestare in pubblico i propri sentimenti e i propri affetti. Allora il momento della disperazione è un momento solitario. Non ci sono, da noi, e non potrebbero esserci», gli ho scritto, «quelle donne che in Sicilia sono pagate per piangere ai funerali. Noi affrontiamo il mondo come se fossimo tutti d’un pezzo, con una dignità e una coerenza che ci hanno insegnato che vanno bene. E quando crolliamo, che crolliamo, crolliamo da soli, dentro le stanze. E uno che viene da fuori non lo direbbe mai, a vederci che teniamo su una compagnia di trenta persone e beviamo lambrusco e diciamo cazzate, non lo direbbe mai che diamo i pugni al muro, quando torniamo a casa».

[Forse facciamo un altro spettacolo teatrale. Si chiamerà, forse, La disperazione. Primo episodio. Nella foto (fatta alle collezioni comunali d’arte di Bologna) il pianoforte della scuola di musica Giuseppe Sarti di Faenza dopo l’alluvione]

Ogni tanto

martedì 9 Gennaio 2024

ogni tanto mi chiedono «Ma come mai tieni per il Parma, con tutte le squadre che ci sono?», e io mi vien da rispondere che ho preso tanto di quel freddo, allo stadio Tardini di Parma, e, tutto il freddo che ho preso, non posso tenere per un’altra squadra, devo tener per il Parma.
Il resto è qui: clic

2 gennaio

martedì 2 Gennaio 2024

 


«Non ho avuto un primo amore» disse alla fine, «ho cominciato direttamente dal secondo».

[Ivan Turgenev, Primo amore. Il canto dell’amore trionfante, a cura di Eridano Bazzarelli, Milano, Bur 2016 (4), p. 19]

Ricominciamo

martedì 5 Dicembre 2023

Io sono parte di quella forza che eternamente vuole il male e eternamente compie il bene.

Goethe. «Faust»

[Aprile dell’anno prossimo, se tutto va bene, consegno la traduzione del Maestro e Margherita (nel cartello c’è scritto Vietato parlare con gli sconosciuti)]

Un coglione

giovedì 23 Novembre 2023

E sono sempre contento quando scopro che la sconosciuta che mi ha chiesto di firmarle un romanzo che si chiama Francesca si chiama Francesca. Che coglione.

Amare

martedì 14 Novembre 2023

E qualche anno dopo, nel 2016, ho tradotto un racconto di Leskov che si intitola A proposito della sonata a Kreutzer, che è un racconto che comincia nel febbraio del 1881, il giorno del funerale di Dostoevskij, con l’io narrante, lo stesso Leskov, che va al funerale, poi torna a casa e si presenta da lui una donna velata che gli dice di averlo visto al cimitero, e che la persona che hanno appena accompagnato all’altro mondo era il suo confidente, di lei, e adesso lei ha bisogno di confessare a lui, a Leskov, una cosa che la tormenta e di chiederli un consiglio.
Leskov ha paura che sia una donna implicata in questioni politiche ma, è gentile, le dice «Va bene, mi dica».
Lei gli dice: «Io ho tradito mio marito».
Leskov è sollevato, ma le dice una cosa del tipo «Eh, e io come la posso aiutare?»
«Mi dica, glielo devo dire?»
Leskov non sa cosa rispondere e le chiede «Ma lo ama?».
«Se lo amo. Questa è, sa?, una parola strana, che tutti pronunciano ma pochissimi sanno che cosa vuol dire – dice la donna –. Amare è come se significasse essere destinate alla poesia e alla virtù. Ma di questo sentimento sono capaci in pochissimi. Le nostre contadine, invece della parola amare, usano la parola compatire. Non dicono: mi ama, dicono: mi compatisce. Secondo me è molto meglio, è una definizione più semplice. Amare – compatire significa amare in senso quotidiano».

[Domani, a Genova, con Laura Salmon parliamo di guerra, di traumi e di affetti (clic)]

Dal vivo

domenica 12 Novembre 2023

Matteo Caccia racconta che Matteo Bordone, nel 2013, gli ha scritto dicendo: “È morto Paolo Nori” E lui ha pensato “Non credevo che fosse così vecchio”.

[Mercoledì 22 novembre, al teatro Palladium di Roma, alle 21, Due volte che sono morto dal vivo]