Scrittura emiliana.

Forse

giovedì 18 Febbraio 2021

Se io penso alla donna della mia vita, Togliatti, e alla ragazza della mia vita, la Battaglia, la prima cosa che mi viene in mente è: «Le ragazze, quelle che camminano, con stivali di occhi neri, sui fiori del mio cuore», che è l’inizio di una poesia di un poeta russo che si chiama Velimir Chlebnikov, per dire.

[Domani consegno un romanzo che esce il 6 aprile, forse]

Quattro tazze

martedì 16 Febbraio 2021

A Lipari, la mattina dopo, le guardie fasciste troveranno quattro tazze e la teiera in casa Lussu; Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti se ne sono andati senza sparecchiare.

[Alice Zanotti, Tutti gli appuntamenti mancati, Milano, Bompiani 2021, p. 24]

Abitato

giovedì 11 Febbraio 2021

Uno faceva sempre odore di locale abitato.

[Esce oggi il Repertorio dei matti della letteratura russa]

Povero Barigazzi

domenica 31 Gennaio 2021

E se Che dispiacere uscisse tutte le volte che perde il Parma, sarebbe un lavoro a tempo pieno, povero Barigazzi.

Abitare

domenica 31 Gennaio 2021

C’era uno che quando il medico gli chiese: ‘Dove abitate attualmente? Mi pare che prima abitavate…’, lui rispose: ‘Abitavo, abitavo. Abitavo anche prima. Come si può non abitare?’

Rosanna Turone da Fëodor Dostoevskij, Il sosia
dal Repertorio dei matti della letteratura russa, a cura di Paolo Nori, Milano, Salani 2021 (esce l’11 febbraio)

Ottimismo sovietico

mercoledì 20 Gennaio 2021

Non raffreddare un motore elettrico con l’acqua. L’acqua è conduttore elettrico.

Nel caso in cui venga il desiderio di abbracciare il genere umano

martedì 12 Gennaio 2021

Non sono mai stato capace di fantasticare per più di tre mesi senza cominciare a sentire il bisogno di precipitarmi in mezzo alla gente. Precipitarmi in mezzo alla gente, per me significava andare a far visita al mio capufficio, Anton Antonyč Setočkin. È l’unico mio conoscente col quale sia rimasto costantemente in contatto per tutta la vita, e io stesso mi stupIsco adesso di questa circostanza. Lo andavo poi a trovare solo quando cominciava un periodo in cui i miei sogni mi avevano reso talmente felice che bisognava assolutamente correre ad abbracciare gli uomini e tutto il genere umano; e per fare ciò bisognava avere almeno una persona a disposizione, che esistesse davvero. Da Anton Antonyč bisognava, tuttavia, andare al martedì (il suo giorno), di conseguenza, anche la necessità di abbracciare il genere umano bisognava posticiparla al martedì successivo. Abitava, questo Anton Antonyč, ai Cinque angoli, al terzo piano, in quattro camerette una più piccola dell’altra con l’aspetto più economico che si possa immaginare e un colore giallastro. C’erano con lui due figlie, e una loro zia che versava il tè. Delle figlie, una aveva tredici anni, l’altra quattordici, avevano tutte e due il naso schiacciato e mi mettevano terribilmente in imbarazzo perché si sussurravano continuamente delle cose e ridacchiavano. Il padrone di casa di solito stava nello studio, seduto su un divano di cuoio davanti a un tavolo, con un ospite dai capelli grigi, un impiegato del nostro o di un altro ministero. Più di due o tre ospiti, e sempre gli stessi, non li avevo mai visti, lì. Si parlava di tasse, di dibattiti al Senato, di stipendi, di promozioni, di sua eccellenza, dei mezzi per piacergli eccetera eccetera. Io avevo la pazienza di stare seduto davanti a queste persone come uno stupido per quattro ore e di ascoltarli senza osare e senza essere capace di dire niente. Mi instupidivo, cominciavo a sudare, la paralisi mi minacciava; ma questo andava bene ed era utile. Tornato a casa, mettevo da parte per un po’ il mio desiderio di abbracciare il genere umano.

In realtà

venerdì 18 Dicembre 2020

In realtà, io continuo a farmi una domanda superflua: cos’è meglio, una felicità da quattro soldi, o delle sofferenze inaudite? Eh? Cos’è meglio?

[Fëdor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo, Roma, Voland 2012, p. 166]

Capitolo terzo

mercoledì 16 Dicembre 2020

Capitolo terzo
Amore polivalente

In questo capitolo indaghiamo il motivo per cui è pericoloso essere appassionatamente innamorati di più di una persona contemporaneamente.

[Pierre Bayard, Zagadka Tolstoevskogo (L’enigma Tolstoevskij), Mosca, Tekst 2019, p. 54]

Uomini superflui

martedì 24 Novembre 2020

“È già stato notato da tempo che tutti i protagonisti dei maggiori racconti e romanzi russi,” scrive Dobroljubov, “soffrono per il fatto che non vedono che scopo abbia la propria vita e non trovano, per sé, un’occupazione.”

[Stasera, alle 19, sul mio profilo Instagram, parlo della letteratura russa come un manuale d’istruzione per trasformarsi in uomini superflui]