Scrittura emiliana.

Quando Limonov ha smesso di leggere Limonov

giovedì 19 Marzo 2020

In questa intervista del 2018 a Rosalba Castelletti (clic), Limonov racconta che ha smesso di leggere Limonov, il romanzo di Carrère, quando Carrère dice che, in Russia, nel 42, fucilavano chi arrivava tardi al lavoro. Che è nella prima pagina del romanzo. Ha letto 18 righe (e, forse, l’introduzione).

Cosa ci vuole

lunedì 16 Marzo 2020

Tempo fa, con una mia amica, quando qualcosa non andava bene, io le dicevo : «Ci vuole pazienza». E lei mi rispondeva «E noi ce l’abbiamo». Con quella mia amica non ci vediamo dal 2014, circa, però di pazienza ce ne vuole ancora di più, e noi ce n’abbiamo ancora di più, secondo me. Domani sul foglio dovrebbe uscire un pezzetto sul coronavirus, scritto una decina di giorni fa, non vale più niente, probabilmente.

Stasera

lunedì 16 Marzo 2020

Stasera su Radio 3, intorno alle 20 e 15, se non sbaglio, vanno in onda 15 minuti di Se mi dicono di vestirmi da italiano non so come vestirmi, con Nicola Borghesi e con me. I primi quindici minuti della recita del 17/11 all’oratorio San Filippo Neri di Bologna.

Ecco

sabato 14 Marzo 2020

C’era una che, brindare, lei brindava così:
«Bevo alla casa distrutta,
e alla mia vita brutta».

[Anna Achmatova, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Uno spot

mercoledì 19 Febbraio 2020

Questo è uno spot che sta andando su Radio popolare (illustr. di Noemi Vola, montaggio di Andrea Cardoni): il primo che indovina la musica che c’è sotto vince una copia della Notte prima di natale, di Gogol’ (le risposte a paolo punto nori chiocciola gmail punto com):

L’oro in bocca

venerdì 17 Gennaio 2020

Andiamo a Mosca dal 29 giugno al 5 luglio 2020, partiamo da Milano Malpensa alle 12 e 10, arriviamo a Mosca alle 16 e andiamo in albergo, all’hotel Pekin, un albergo sovietico in piazza Majakovskij. È molto comodo, centrale, e ha dei corridoi che sembra l’albergo dove Jack Nicholson, in Shining, è andato per scrivere il suo libro intitolato, se non ricordo male, Il mattino ha l’oro in bocca (http://www.gogolmaps.com).

Intimo caos

sabato 30 Novembre 2019

“Ma cosa ti lavi da solo, ma smettila” rispondeva mia mamma “puzzano le cose che lavi te da solo, a mano poi, sei pieno di buchi sei, dove vai tutto sbrindellato?” e poi se per lei era arrivato il momento, partiva per un negozio che si chiamava ‘Intimo caos’.
E una volta c’ero andata anch’io con mia mamma, che prima di uscire mi sistemava sempre qualcosa, il cappello per esempio, e diceva: “forza ossicino”.
La commessa le aveva squadernato festosa dieci modelli di mutande da uomo e dopo, mia mamma, ne aveva scelto un tipo e la commessa l’aveva preso, l’aveva piegato come una reliquia, aveva fissato mia mamma qualche secondo e poi: “ha scelto bene signora” le aveva detto, “vedrà, questa è una mutanda valida”.
Da allora a casa, quando si comprava un oggetto che funzionava bene, come per esempio quel baracchino a manovella per grattugiare il parmigiano, che poi invece si rompeva sempre, ma all’inizio ci sembrava proprio utilissimo, dicevamo tutti: “è una mutanda valida”.

Anche

domenica 17 Novembre 2019

Oggi a Bologna c’è lo spettacolo che abbiamo scritto e che interpretiamo io e Nicola Borghesi, dove ci si chiede cosa vuol dire essere italiani e ci si risponde (anche) che essere italiani è difficile: clic.

Sta arrivando (forse)

lunedì 11 Novembre 2019

Quando ero piccola pensavo che la frontiera fosse il cerchietto per tenere fermi i capelli. E pensavo che a Giochi senza frontiere si potesse partecipare solo con i capelli sciolti.

[Esce il 20 novembre, se non mi sbaglio]

Essere fallito

giovedì 7 Novembre 2019

Uno era un poeta che considerava essere fallito non solo una professione, ma una specializzazione.

[Dall’Arciere dall’occhio e mezzo. Autobiografia del futurismo russo, di Benedikt Livšic, per il Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Bologna, questo matto è di Nicoletta Bianconi]