Venedikt Erofeev

martedì 21 Luglio 2020

Vergogna-coscienza-onore. Io, per esempio, ho così tanta vergogna che di coscienza ne ho già un po’ meno e di onore quasi più niente.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 124]

Venedikt Erofeev

giovedì 14 Maggio 2020

Io questi stagni li vieterei.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 113]

Una testa

mercoledì 6 Maggio 2020

Uno diceva: «Io, se voglio capire, trovo posto per tutti. Io non ho una testa», diceva «ho una casa di tolleranza».

[Venedikt Erofeev, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Venedikt Erofeev

martedì 7 Aprile 2020

Non nel senso di essere un catalizzatore, nemmeno un fermento, solo un antigelo.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 55]

Quelli come lui

giovedì 12 Marzo 2020

Uno, che si chiamava Venedikt Erofeev, si domandava se ci sarà poi, là, una bilancia, o non ci sarà. E che secondo lui su quella bilancia, se ci sarà, i sospiri e le lacrime peseranno più del calcolo e della premeditazione. E che là, quelli come lui, poco seri, peseranno di più e vinceranno.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

L’ingiuria più grande

martedì 10 Marzo 2020

Ci sono lingue nelle quali non esistono parole e espressioni offensive, e neanche indecenti. Per i malesi, ad esempio, l’offesa e l’ingiuria più grande è “Non hai vergogna?”.

Lo stesso

mercoledì 5 Febbraio 2020

C’era uno che, quando non stava a conversare con gli Angeli del Signore, scriveva cose così: Hai le mani che puzzano di piedi, ma è lo stesso.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Venedikt Erofeev

lunedì 23 Dicembre 2019

E sentivo con tutto il mio essere che però quello lì era del vino liquoroso.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 135]

Tre lati

sabato 9 Novembre 2019

Uno rifletteva sul fatto che nell’uomo non c’è solo solo il lato fisico, ci sono anche il lato spirituale, il lato mistico e quello ultra-spirituale. E, siccome era ubriaco, si aspettava che prima o poi gli fuoriuscisse il vomito da tutti e tre questi lati.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Bologna, questo matto è di Domenico Arenella]

sabato 19 Ottobre 2019

Uno, che si chiamava Venedikt Erofeev, si domandava perché al mondo sono tutti così maleducati proprio in quei momenti in cui non si può essere maleducati, quando una persona ha tutti i nervi scoperti, quando è vigliacco e mite. E diceva che se tutti al mondo fossero stati come era lui in quel momento, mite e pavido, e se non fossero stati sicuri di niente, né di sé stessi né della serietà del loro posto al sole, sarebbe stato bello. Se non ci fosse stato nessun entusiasta, nessuna impresa, nessuna mania, ma invece una generale vigliaccheria sarebbe stata la salvezza da tutti i mali. E che se gli avessero mostrato un angolino al mondo dove non fosse sempre il momento di compiere delle imprese, lui avrebbe accettato di vivere lì per l’eternità.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Milano, anche questo matto è di Isabella Nenci]