Quelli come lui

giovedì 12 Marzo 2020

Uno, che si chiamava Venedikt Erofeev, si domandava se ci sarà poi, là, una bilancia, o non ci sarà. E che secondo lui su quella bilancia, se ci sarà, i sospiri e le lacrime peseranno più del calcolo e della premeditazione. E che là, quelli come lui, poco seri, peseranno di più e vinceranno.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

L’ingiuria più grande

martedì 10 Marzo 2020

Ci sono lingue nelle quali non esistono parole e espressioni offensive, e neanche indecenti. Per i malesi, ad esempio, l’offesa e l’ingiuria più grande è “Non hai vergogna?”.

Lo stesso

mercoledì 5 Febbraio 2020

C’era uno che, quando non stava a conversare con gli Angeli del Signore, scriveva cose così: Hai le mani che puzzano di piedi, ma è lo stesso.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Venedikt Erofeev

lunedì 23 Dicembre 2019

E sentivo con tutto il mio essere che però quello lì era del vino liquoroso.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 135]

Tre lati

sabato 9 Novembre 2019

Uno rifletteva sul fatto che nell’uomo non c’è solo solo il lato fisico, ci sono anche il lato spirituale, il lato mistico e quello ultra-spirituale. E, siccome era ubriaco, si aspettava che prima o poi gli fuoriuscisse il vomito da tutti e tre questi lati.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Bologna, questo matto è di Domenico Arenella]

sabato 19 Ottobre 2019

Uno, che si chiamava Venedikt Erofeev, si domandava perché al mondo sono tutti così maleducati proprio in quei momenti in cui non si può essere maleducati, quando una persona ha tutti i nervi scoperti, quando è vigliacco e mite. E diceva che se tutti al mondo fossero stati come era lui in quel momento, mite e pavido, e se non fossero stati sicuri di niente, né di sé stessi né della serietà del loro posto al sole, sarebbe stato bello. Se non ci fosse stato nessun entusiasta, nessuna impresa, nessuna mania, ma invece una generale vigliaccheria sarebbe stata la salvezza da tutti i mali. E che se gli avessero mostrato un angolino al mondo dove non fosse sempre il momento di compiere delle imprese, lui avrebbe accettato di vivere lì per l’eternità.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Milano, anche questo matto è di Isabella Nenci]

Venedikt Erofeev

sabato 5 Ottobre 2019

Ecco un’altra differenza tra loro e me: loro parlano poco per non star zitti, io parlo poco per non dir troppo.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 161]

Venedikt Erofeev

martedì 24 Settembre 2019

Ma lei dice: a me piacciono solo gli uomini socialmente pericolosi.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 143]

Venedikt Erofeev

giovedì 12 Settembre 2019

L’idea della responsabilità personale di ciascuno invece dell’idea dell’irresponsabilità impersonale di tutti.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 101]

Lui

venerdì 16 Agosto 2019

«Un incrocio tra un aristocratico russo e un alcolizzato di produzione sovietica – così caratterizza l’aspetto esteriore di Erofeev il suo medico curante, la psichiatra Irina Dmitrenko, e aggiunge: – Credo che l’alcol non l’abbia deformato, e questo non succedeva, di solito. Era un genio, non un malato, e un uomo straordinario. Lavorando in vari ospedali, ho visto molti alcolizzati e so cos’è un alcolista. Sono persone disperate e del tutto irresponsabili. Che hanno perso l’uso della parola. Hanno perso il proprio io, il senso di quel che fanno. Venja, no. Era maestoso. Questa era la cosa interessante. Io mi son resa conto che avevo di fronte una persona che sapeva come doveva vivere. Lo sapeva lui. E poteva, lui, trovare una giusta relazione con l’alcol».

[Oleg Lekmanov, Michail Sverdlov, Il’ja Simanovskij, Benedikt Erofeev: postoronnij (Venedikt Erofeev: l’estraneo), Mosca, Ast 2018, p. 43]