Scuola elementare.

Generalizzazioni

giovedì 23 20 Gennaio20

Uno non amava le generalizzazioni, a meno che non fosse lui a farle.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione, questo matto è di Andrea Grossi]

Tutte le volte

giovedì 23 20 Gennaio20

Tutte le volte che vado a San Pietroburgo, una delle prime cose che mi vengono in mente è una poesia brevissima di Velimir Chlebnikov: «Poco, mi serve. Una crosta di pane, un ditale di latte, e questo cielo, e queste nuvole».

[Fotografia di Alessio Gironi http://www.gogolmaps.com]

Cosa c’è?

giovedì 23 20 Gennaio20

Uno era un terrorista prigioniero nella fortezza di Pietro e Paolo. Tutta la prigione ne attendeva la condanna a morte.
D’un tratto dalla sua cella una risata ampia, fragorosa. Una risata di pancia.
Una risata prima dell’impiccagione è più spaventosa dei singhiozzi.
Qualcuno aveva dato l’allarme: sembrava che la pazzia avesse preceduto la morte.
E alla domanda: “Cosa c’è?” Aveva risposto:” Sto leggendo Gogol, La notte prima di Natale. Dove si parla del fabbro Vakula. Da morir dal ridere…”

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione, questo matto è di Nicoletta Bianconi]

Nella testa

mercoledì 22 20 Gennaio20

Delle volte, penso di aver risposto a delle mail e invece non ho risposto. Come il canto mentale del Serpente di Malerba, che c’era uno che andava a cantare in un coro e non apriva la bocca, cantava nella sua testa. Io, con le mail, uguale.

Trenta

mercoledì 22 20 Gennaio20

Uno, in una colonia penale sull’isola di Sachalin, quando gli avevano chiesto quanti anni aveva, aveva risposto: «Trenta, o forse cinquanta».

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione, questo matto è di Lisa Vozza]

Perderle

mercoledì 22 20 Gennaio20

Ho comprato un paio di cuffie senza fili, buone, per andare a correre, e si riesce anche a telefonare, e si sente bene, senza i problemi che ci sono di solito con gli auricolari col filo; l’unica controindicazione, mi sembra, è che ho una gran paura di perderle, tutte le sere, Dove le ho messe? E dove ho messo il loro caricatore?

Sulla piazza Rossa

martedì 21 20 Gennaio20

Poi di sera andiamo sulla piazza Rossa a vedere com’è.

[Quest’estate, dal 29 giugno al 5 luglio, a Mosca con Gogol’ maps (http://www.gogolmaps.com): clic (illustrazione di Noemi Vola)]

La disperazione

martedì 21 20 Gennaio20

Uno sosteneva che è un attestato di maturità, la disperazione.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione, questo matto è di Elvira Antinozzi]

Di dipartimento

lunedì 20 20 Gennaio20

Sono a Milano, dovevo andare in casa editrice e al consiglio di dipartimento. Nessuna delle due cose era urgente. In casa editrice ho detto Tanto dovevo andare al consiglio di dipartimento. Al consiglio di dipartimento ho detto Tanto dovevo andare in casa editrice.

La sua capsula

domenica 19 20 Gennaio20

C’era uno che si chiamava Iosif Brodskij che di mestiere faceva il poeta. Per le sue poesie era stato accusato di parassitismo sociale e poi costretto a lasciare il suo paese. Della sua condizione di scrittore in esilio pensava che somigliasse a quella di un cane o di un uomo catapultato dentro a una capsula e che la sua capsula era il linguaggio. Il linguaggio in esilio diventa destino, diceva, prima ancora di diventare un’ossessione o un dovere.

(Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione, questo matto è di Barbara Soprani)