Scuola elementare.

Komintern

martedì 22 Ottobre 2019

Uno, che si chiamava Iosif Brodskij, pensava che Komnitern fosse il nome di un gruppo musicale.

[Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Milano, da Sergej Dovlatov, Taccuini, a cura di Laura Salmon, Sellerio (questo matto è di Andrea Grossi)]

Il ilbro

lunedì 21 Ottobre 2019

Su una radio russa ho sentito che uno, l’altro giorno, a Mosca, è uscito dal cinema, ha detto all’amico che era andato al cinema con lui «È meglio il libro».
«Che libro», gli ha chiesto il suo amico.
«Uno qualsiasi».

Più di qualsiasi altra cosa

lunedì 21 Ottobre 2019

Negli uomini, più di qualsiasi altra cosa, Puškin apprezzava la benevolenza. Ne parlò qualche giorno prima di morire, insieme al tema a lui familiare del destino, recensendo il libro di Silvio Pellico I doveri degli uomini (del 1834).
«Silvio Pellico passò dieci anni in diverse galere e quando ebbe riacquistato la libertà, pubblicò le sue memorie. Fu una sorpresa per tutti: invece di astiose recriminazioni ci si trovò a leggere delle considerazioni commoventi, colme di luminosa serenità, d’amore e bonarietà».

[Andrej Sinjavskij, Passeggiate con Puškin, a cura di Sergio Rapetti, Milano, Jaca book 2012, p. 45]

Veramente

domenica 20 Ottobre 2019

Sto sentendo per radio la Leopolda, se dovessi riassumere il senso degli interventi di stamattina, fino a adesso, mi sembra che sia questo: Matteo Renzi è veramente bravissimo.

La differenza tra Parma e Broadway

domenica 20 Ottobre 2019

Ieri, a Bologna, c’era il drammaturgo russo Ivan Vyrypaev, che presentava l’edizione italiana delle sue opere, intitolata Teatro. L’introduzione di quel libro, di Fausto Malcovati, comincia così: «Non leggete questi testi. Parola dell’autore. Il teatro non si legge. Lo si va a vedere». E Vyrypaev ha detto che qualche giorno fa, a Parma, una signora gli ha detto: «Ma io, i suoi testi, li recito io, nella mia cucina». E che l’idea di questa signora di Parma che recitava nella sua cucina l’ha colpito così tanto che, a Broadway, lui, come tutti i drammaturghi del mondo vorrebbe che i suoi spettacoli fossero messi in scena a Broadway, ma quella signora che recita da sola in una cucina di Parma è meglio di Broadway, ha detto ieri Vyrypaev.

sabato 19 Ottobre 2019

Uno, che si chiamava Venedikt Erofeev, si domandava perché al mondo sono tutti così maleducati proprio in quei momenti in cui non si può essere maleducati, quando una persona ha tutti i nervi scoperti, quando è vigliacco e mite. E diceva che se tutti al mondo fossero stati come era lui in quel momento, mite e pavido, e se non fossero stati sicuri di niente, né di sé stessi né della serietà del loro posto al sole, sarebbe stato bello. Se non ci fosse stato nessun entusiasta, nessuna impresa, nessuna mania, ma invece una generale vigliaccheria sarebbe stata la salvezza da tutti i mali. E che se gli avessero mostrato un angolino al mondo dove non fosse sempre il momento di compiere delle imprese, lui avrebbe accettato di vivere lì per l’eternità.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Milano, anche questo matto è di Isabella Nenci]

Le sue poesie

giovedì 17 Ottobre 2019

In qualche modo, quando ho conosciuto meglio Anna Achmatova, le ho chiesto:
– Anna Andreevna, mi dice in che modo scrive le sue poesie?
Eravamo seduti a tavola, c’era molta gente. Mi ha risposto a bassa voce, nell’orecchio:
– È un mistero.

[Tat’jana Michajlovna Večeslova, in Achmatova bez gljanca (L’Achamtova senza fronzoli), a cura di Pavel Fokin, Sankt Peterburg – Moskva, Pal’mira 2018, p. 54)]

giovedì 17 Ottobre 2019

Uno, che si chiamava Venedikt Erofeev, si domandava se ci sarà poi, là, una bilancia, o non ci sarà. E che secondo lui su quella bilancia, se ci sarà, i sospiri e le lacrime peseranno più del calcolo e della premeditazione. E diceva che là, quelli come lui, poco seri, peseranno di più e vinceranno.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Milano, questo matto è di Isabella Nenci]

Venticinque anni

giovedì 17 Ottobre 2019


– Venticinque anni: ecco la durata di qualsiasi verità! – proclamava Burljuk.

[Benedikt Livšic, L’Arciere dall’occhio e mezzo. Autobiografia del futurismo russo, a cura di Giorgio Kraiski, Bari, Laterza 1968, p. 49]

Lavorare

giovedì 17 Ottobre 2019

Quando faccio i corsi di scrittura che si chiamano Scuola elementare di scrittura emiliana, o Scuola media inferiore di scrittura emiliana, come stasera, arrivo al corso che sono stanco, alle 21, vengo via, alle 23 e 30, dopo due ore e mezzo di lavoro, che non sono più stanco.