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Scuola elementare.

La licenza poetica

sabato 29 aprile 2017

Da qualche anno, con l’Arci di Reggio Emilia, facciamo una rassegna che si chiama Autori in prestito (clic) ma che tutti gli anni ha anche un altro nome (si è chiamata Cose che ci governano, Questa è l’acqua, Le mani che scrivono le poesie [sono le stesse mani che fanno le pulizie], Sono un pessimista ma me ne dimentico sempre), ed è una rassegna alla quale invitiamo della gente che ci sembra che abbia delle cose da dire a raccontarci l’incontro con i libri, i film, i quadri, le musiche della loro vita. Quest’anno la rassegna si chiamerà La licenza poetica perché, qualche mese fa, ero a Firenze, una ragazza che si chiama Cassandra mi ha detto che lei, una volta, aveva letto a un bambino una poesia di Gianni Rodari e in questa poesia c’era scritto «Ma però», e il bambino le aveva che ma però non si può dire, e lei aveva detto «Eh, ma Rodari, è un poeta, ha la licenza poetica», e il bambino ci aveva pensato un po’ poi le aveva chiesto «E quanto costa, questa licenza?», allora la gente che chiamiamo, stiamo cominciando a invitarli adesso, quest’anno alla fine dovrà anche rispondere a questa domanda: quanto costa, questa licenza?

Troppo

sabato 29 aprile 2017

Sono le 9 e 28, ho già scritto una pagina, se andiamo avanti così chissà dove andiamo a finire (aver paura di lavorare troppo).

I matti del giorno di questa settimana

venerdì 28 aprile 2017

Clic

Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata

venerdì 28 aprile 2017

[Esce il 18 maggio, cliccare sull’immagine per ingrandire]

Due mestieri

giovedì 27 aprile 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Naturalmente non rimpiango d’aver baciato e mangiato e veduto il sole; mi rincresce d’essermi avvicinato e aver voluto dirigere un po’ il corso delle cose, mentre tutto ha seguito un itinerario stabilito in precedenza. Rimpiango di aver combattuto in Galizia, d’essermi dato da fare con le autoblinde a Pietoburgo, d’essermi battuto sul Dnepr. Non ho cambiato un bel nulla. Adesso, seduto alla finestra, guardo la primavera che mi oltrepassa e stabilisce il tempo che farà domani senza minimamente consultarmi, senza bisogno del mio permesso, forse perché non sono di qui; e penso che in questo modo avrei dovuto lasciarmi scorrere accanto la rivoluzione. Quando si piomba giù come macigni non bisogna pensare; e se si pensa, non bisogna cadere. Ho confuso due mestieri.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 162]

Una cosa che mi piace

giovedì 27 aprile 2017

Andare in autobus a Milano; è una cosa che mi sembra di essere grande, più grande dei miei cinquantatré anni.

Repertorio dei matti della città di Genova

giovedì 27 aprile 2017

[Esce il 18 maggio (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Sulla guerra

mercoledì 26 aprile 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

È molto difficile scrivere sulla guerra. Di tutto quanto ho letto e giudicato verosimile, posso menzionare solamente le descrizioni di Waterloo di Stendhal e le scene di battaglia di Tolstoj.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 86]

Se c’è un riflesso, è condizionato

mercoledì 26 aprile 2017

Stamattina ero a Bologna, sul viale davanti alla stazione, fermo al semaforo, e c’erano delle hostess di Alitalia, ferme anche loro, e io le ho guardate e mi sono accorto che, nel mio sguardo, c’era della disapprovazione, e poi subito dopo mi sono chiesto cosa ne sapevo, io, della vertenza Alitalia, e se non mi sembrava di essere telecomandato e mi son vergognato e ho alzato le mani rivolto alle hostess come per dire «Scusatemi».

Stranissimo

mercoledì 26 aprile 2017

Quando ero piccolo mi sembrava stranissimo che la gente che c’era nei film, non tossissero mai, o non starnutissero mai, o non andassero mai in bagno, adesso mi sembrava stranissimo che la gente, nei film, non cercassero mai dentro le borse il caricatore del cellulare.