Uno scrittore qualsiasi

venerdì 9 Aprile 2021

Perché Dostoevskij, che era uno studente qualsiasi che nel giugno del 1845 era diventato, d’un tratto, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, subito dopo, nel 1846, era tornato ad essere uno scrittore qualsiasi, e tale, probabilmente, sarebbe rimasto se, il 22 dicembre del 1849, non gli fosse successa una cosa stranissima.

[Martedì 13 aprile alle 18 e 30, sul profilo Facebook della libreria Modus vivendi, in anteprima universale: Sanguina ancora (con Fabrizio Piazza)]

Si può dire

martedì 6 Aprile 2021

Si può dire che prima della storia era tutto preistoria.

[Oggi, alle 19, parlo di Augusto Monterroso dentro Sanguina ancora]

Tra 10 minuti

martedì 23 Marzo 2021

«Io sono un uomo malato… Un uomo cattivo, sono. Un brutto uomo, sono io. Credo di esser malato di fegato.»

[Tra 10 minuti leggo il capitolo zero di Sanguina ancora su Instagram]

23 marzo – Instagram

martedì 23 Marzo 2021

Martedì 23 marzo,
alle 19,
sul mio profilo Instagram,
leggo il capitolo zero
di Sanguina ancora
(L’incredibile vita di
Fedor M. Dostoevskij)

14 aprile – Radio Capital

domenica 14 Marzo 2021

Mercoledì 14 aprile,
alle 10 e 10,
su Radio Capital,
a Ora Daria,
con Daria Bignardi
parliamo di Sanguina ancora.
L’incredibile vita di
Fëdor Michajlovič Dostoevskij.

Antipatico

lunedì 15 Febbraio 2021

Uno sospettava di stare molto antipatico a un suo conoscente di nome Simonov, ma andava comunque a trovarlo perché non ne era del tutto sicuro.

[Da Memorie del sottosuolo]

7 febbraio – Writers

domenica 7 Febbraio 2021

Domenica 7 febbraio,
alle 19 e 35,
su www.writersfestival.it,
parlo, per 10 minuti,
dell’uomo del sottosuolo e
di Oblmov
(il programma è qui:
clic)

Nel caso in cui venga il desiderio di abbracciare il genere umano

martedì 12 Gennaio 2021

Non sono mai stato capace di fantasticare per più di tre mesi senza cominciare a sentire il bisogno di precipitarmi in mezzo alla gente. Precipitarmi in mezzo alla gente, per me significava andare a far visita al mio capufficio, Anton Antonyč Setočkin. È l’unico mio conoscente col quale sia rimasto costantemente in contatto per tutta la vita, e io stesso mi stupIsco adesso di questa circostanza. Lo andavo poi a trovare solo quando cominciava un periodo in cui i miei sogni mi avevano reso talmente felice che bisognava assolutamente correre ad abbracciare gli uomini e tutto il genere umano; e per fare ciò bisognava avere almeno una persona a disposizione, che esistesse davvero. Da Anton Antonyč bisognava, tuttavia, andare al martedì (il suo giorno), di conseguenza, anche la necessità di abbracciare il genere umano bisognava posticiparla al martedì successivo. Abitava, questo Anton Antonyč, ai Cinque angoli, al terzo piano, in quattro camerette una più piccola dell’altra con l’aspetto più economico che si possa immaginare e un colore giallastro. C’erano con lui due figlie, e una loro zia che versava il tè. Delle figlie, una aveva tredici anni, l’altra quattordici, avevano tutte e due il naso schiacciato e mi mettevano terribilmente in imbarazzo perché si sussurravano continuamente delle cose e ridacchiavano. Il padrone di casa di solito stava nello studio, seduto su un divano di cuoio davanti a un tavolo, con un ospite dai capelli grigi, un impiegato del nostro o di un altro ministero. Più di due o tre ospiti, e sempre gli stessi, non li avevo mai visti, lì. Si parlava di tasse, di dibattiti al Senato, di stipendi, di promozioni, di sua eccellenza, dei mezzi per piacergli eccetera eccetera. Io avevo la pazienza di stare seduto davanti a queste persone come uno stupido per quattro ore e di ascoltarli senza osare e senza essere capace di dire niente. Mi instupidivo, cominciavo a sudare, la paralisi mi minacciava; ma questo andava bene ed era utile. Tornato a casa, mettevo da parte per un po’ il mio desiderio di abbracciare il genere umano.

Come scrivere un bel romanzo, istruzioni pratiche

domenica 3 Gennaio 2021

Come scrivere un bel romanzo, istruzioni pratiche.
Quando Dostoevskij si trova a Wiesbaden, nell’albergo dove alloggia, nel 1865, e ha appena perso tutti i soldi che gli ha dato Stellovskij, e anche il suo orologio, e non gli dan da mangiare perché non paga, e non gli puliscono gli abiti, perché non paga, e se chiama il portiere il portiere non gli risponde, perché non paga, ecco lì, in quella situazione disperata, Dostoevskij comincia a scrivere Delitto e castigo.
Era: Come scrivere un bel romanzo, istruzioni pratiche.

[Illustrazione di G. D. Glikman]

Tutti

sabato 2 Gennaio 2021

Dopo ho pensato che noi siamo poi tutti degli ex studenti, come Raskol’nikov.

[Illustrazione di Noemi Vola]