Tutto sommato

martedì 25 Agosto 2020

Tolstoj Diceva: «Nonostante l’orrenda scrittura, in Dostoevskij si trovano pagine straordinarie».

[Serena Vitale, Nota al testo, in Fedor Dostoevskij, La mite, Milano, Adelphi 2018, p. 100]

Questi nostri cari giovani

lunedì 24 Agosto 2020

Quando questi giovani, questi nostri cari giovani, vogliono dire qualcosa di intelligente e profondo, subito sul loro viso sincero e ingenuo si legge: «Ecco, sto dicendo cose intelligenti e profonde».

[Fëdor Dostoevskij, La mite, a cura di Serena Vitale, Milano, Adelphi 2018, p. 18]

Alla fine

martedì 18 Agosto 2020

Ieri ho finito di rileggere Delitto e castigo, mi ricordavo che alla fine Raskol’nikov si pentiva invece no, non si pente. Mi è piaciuto molto.

Una scure

lunedì 17 Agosto 2020

E alla fine, quando va in Siberia, in galera, i forzati rimproverano Raskol’nikov per il fatto che lui è un signore, e i signori non vanno in giro con una scure (illustrazione di Noemi Vola).

Una morte

lunedì 10 Agosto 2020

E non mi ricordavo che, in Delitto e castigo, c’è un personaggio che muore perché ha fatto il bagno subito dopo mangiato.

Come tutti

martedì 4 Agosto 2020

Vedi Rodja, io l’ammetto, sei un ragazzo intelligente, ma sei un imbecille.

[Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo, traduzione di Damiano Rebecchini, Milano, Feltrinelli 2019 (8), pp. 197-198]

Cose che piacciono a Raskol’nikov

martedì 28 Luglio 2020

«A me piace,» proseguì Raskol’nikov, «mi piace quando cantano al suono dell’organetto in una fredda sera d’autunno, buia e umida, soprattutto quando è umido e i passanti hanno tutti un’espressione malata e un colorito verde pallido, o ancora meglio, sapete, mi piace quando cade la neve bagnata e vien giù dritta, senza vento, e attraverso la neve brilla la fiamma dei lampioni a gas».

[Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo, traduzione di Damiano Rebecchini, Milano, Feltrinelli 2019 (8), p. 185]

Delitto e castigo

lunedì 27 Luglio 2020

Sto rileggendo Delitto e castigo, non mi ricordavo che ci son delle scene che sembra Shining, solo più bello.

Solo lì

lunedì 27 Luglio 2020

«Non un granello di polvere in tutto l’appartamento. Una pulizia così c’è solo nelle case delle vecchie vedove, sole e cattive». continuò a pensare Raskol’nikov fra sé.

[Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo, traduzione di Damiano Rebecchini, Milano, Feltrinelli 2019 (8), p. 31]

Ancora

martedì 21 Luglio 2020

Oggi, dopo 42 anni, comincio a rileggere il primo romanzo russo che ho letto, Delitto e castigo. E mi torna in mente la prima reazione che ho avuto quando ho capito di cosa parlava Dostoevskij in quel romanzo, quando Raskol’nikov, il protagonista, si chiede «Ma io, sono come un insetto o sono come Napoleone?».
E quella domanda, io, quindicenne, me la sono rivolta anch’io: «Ma io» mi son chiesto «sono come un insetto o sono come Napoleone?».
E ho avuto la sensazione che quella cosa che avevo in mano, quel libro pubblicato 112 anni prima a tremila chilometri di distanza, mi avesse aperto una ferita che non avrebbe smesso tanto presto di sanguinare. Avevo ragione. Sanguina ancora.