Un paletot

lunedì 7 Dicembre 2020

In lettere dei condannati a morte della resistenza ce n’è una di Bianchetti Giuseppe, operaio trentaquattrenne di Montescheno, in provincia di Novara, che fa così:

Caro Fratello Giovanni, scusa se dopo tutto il sacrificio che tu hai fatto per me mi permetto ancora di inviarti questa mia lettera. Non posso nasconderti che fra mezz’ora sarò fucilato; però ti raccomando le mie bambine di dar loro il migliore aiuto possibile. Come tu sai che siamo cresciuti senza padre e così volle il destino anche per le mie bambine.
T’auguro a te e a tua famiglia ogni bene, accetta questo mio ultimo saluto da tuo fratello
Giuseppe

C’è un poscritto:

Di una cosa ancora ti disturbo: di venire a Novara a prendere il mio paletot e ciò che resta. Ciau tuo fratello.

Nel saggio su Leskov, Benjamin dice che, quando si sta per morire, l’indimenticabile affiora d’un tratto nelle espressioni e negli sguardi del morente e conferisce a tutto ciò che lo riguarda l’autorità che anche l’ultimo degli uomini possiede, morendo, per i vivi che lo circondano. Questa autorità, scrive Benjamin, è all’origine del narrato, e quest’autorità, credo, fa sì che il paletot di Bianchetti Giuseppe sia memorabile come quello di Akakij Akakevič e come la vestaglia di Oblomov.

Che si capisca

venerdì 4 Settembre 2020

Ho appena scritto (in una cosa che sto scrivendo) che Gogol’, non che fosse matto, ma non aveva mica tutti i suoi a casa, come dicono a Parma. Spero si capisca.

Odori

sabato 22 Agosto 2020

Uno aveva scritto che appena ti mettevi sulla prospettiva Nevskij sentivi odore di passeggiata.

[Nikolaj Gogol’, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Le cause della corruzione

lunedì 6 Luglio 2020

La maggior parte delle bustarelle, degli illeciti di servizio e cose simili, di cui sono accusati i nostri funzionari e non funzionari di tutte le classi, è causata o da mogli troppo spendaccione, troppo anziose di brillare in società, oppure dalla vuotaggine della loro vita domestica.
I mariti non si permetterebbe una decima parte delle irregolarità da loro commesse, se le loro mogli facessero almeno un po’ del loro dovere.

[Nikolaj Gogol’, Brani scelti dalla corrispondenza con gli amici, traduzione di Emanuela Guercetti, Firenze, Giunti 1996, p. 12]

Esattamente

sabato 23 Maggio 2020

Uno aveva visto arrivare un poliziotto, si era spaventato, poi il poliziotto aveva chiesto:
Lei si è degnato di smarrire il proprio naso?
Esattamente.
E’ stato trovato.

[Nikolaj Gogol’, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Talmente colpito

mercoledì 13 Maggio 2020

Uno di Pietroburgo aveva passato la mattina a leggere sui giornali le vicende della successione del trono spagnolo. Era rimasto talmente colpito che il trono fosse vacante che non era riuscito a fare niente tutto il giorno.

[Nikolaj Gogol’, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Un odore

lunedì 20 Aprile 2020

Uno faceva sempre odore di locale abitato.

[Nikolaj Gogol’, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Come mosche

venerdì 17 Aprile 2020

Un altro diceva che, da quando aveva preso lui la direzione, i malati guarivano tutti come mosche, che non facevano a tempo a mettere piede in ospedale che erano già sani.

[Nikolaj Gogol’, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

A volte

venerdì 10 Aprile 2020

Una era una signora piacevole da tutti i punti di vista. Amava le poesie e a volte disponeva la testa in modo sognante.
Un’altra era una signora semplicemente piacevole. Non era tanto poliedrica, di carattere.

[Nikolaj Gogol’, Anime morte, dal Rep. dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Per curare il mal di gola

giovedì 19 Marzo 2020

Uno, per riprendersi da raffreddore e mal di gola, aveva un rimedio a suo dire infallibile: faceva dei gargarismi con latte e fichi e si legava al collo un portaspilli con camomilla e canfora.

[Nikolaj Gogol’, Anime morte, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]