Delle mattine

sabato 24 Settembre 2022

Ci son delle mattine che preparo tutto di corsa e, quando son pronto per uscire, mi accorgo che sono in anticipo di venti minuti.

Nitroglicerina

venerdì 23 Settembre 2022

Alla fine della sua vita, l’Achmatova prende delle pastiglie di Nitroglicerina, e mi sembra bellissimo, a una cert’ora del giorno, dire «Spetta che devo prendere la nitroglicerina».

[Vi avverto che vivo per l’ultima volta, ultimo capitolo]

Un critico letterario

mercoledì 21 Settembre 2022

Nel 1925, il critico Viktor Osipovič Percov, collaboratore della rivista Novyj LEF, e, in seguito, autore della biografia ufficiale di Majakovskij, scrive «La lingua contemporanea non ha radici comuni con la lingua dell’Achmatova; le nuove persone vive restano e resteranno fredde e insensibili ai lamenti di questa donna che è nata in ritardo e non è stata capace di morire in tempo». Achmatova, nel 1925, era viva, aveva 36 anni. Erano quattro anni che avevano fucilato suo marito, Nikolaj Gumilëv.

[Vi avverto che vivo per l’ultima volta, penultimo capitolo]

Fantascienza

martedì 20 Settembre 2022

E mi sono accorto che sono arrivato all’ultimo capitolo. E giovedì finisco di scrivere il libro. E mi sembra impossibile. Non può essere vero. È fantascienza. Un libro di fantascienza. Che parla di Anna Achmatova.

Una bestia

giovedì 15 Settembre 2022

Achmatova, dopo la guerra, era straordinariamente popolare. Aveva letto le sue poesie patriottiche per radio, si lavorava a una nuova edizione delle sue opere, era all’apice di una fama che durava ormai da più di vent’anni.
Quando leggeva in pubblico, spesso presentata da Boris Ejchenbaum, era molto ammirata.
Nell’aprile del 46, dopo una lettura nella sala delle colonne dell’università di Mosca, il critico Vilenkin nota che, mentre leggeva l’Achmatova, il pubblico respirava all’unisono.
Sono stato anch’io, qualche volta, parte di un pubblico simile; un pubblico che, per l’incanto di quel che arriva dal palco, si trasforma in un’unica bestia.
È la sola occasione in cui mi piace essere parte di una bestia: respirare all’unisono, rispondere, docile, agli ordini, misteriosi, di una poesia.
Dopo la lettura di Mosca ci sono dieci minuti di applausi.
Ejchenbaum si congratula con Anna Achmatova per l’accoglienza che riceve ovunque e lei gli risponde «Non mi piace. Ma soprattutto non piace a loro».
Aveva ragione.

[Vi avverto che vivo per l’ultima volta, in preparazione (nell’immagine, il ritratto di Petrov-Vodkin di Anna Achmatova e del figlio Lev Gumilev)]

Non cambia niente

mercoledì 14 Settembre 2022

Quando, nel 1946, la escludono dall’Unione degli scrittori, dice ai suoi amici «Ho vissuto la fama e la diffamazione, e sono arrivata alla conclusione che in fondo non cambia niente».
Eleine Feinstein dice che era «meravigliata della stupidità di chi pensava che quel provvedimento avrebbe offuscato la sua fama: il 26 ottobre del 1946 osservò divertita, parlando con la Čukovskaja: “Se mi avessero dato una dacia, mi avessero coperto di razioni alimentari e nel frattempo avessero segretamente proibito di pubblicare le mie poesie… allora sì tutti mi avrebbero odiato per il mio benessere materiale”».

[Vi avverto che vivo per l’ultima volta, in preparazione]

Le croci

domenica 11 Settembre 2022

Questa donna è malata / questa donna è sola. // Il marito morto / il figlio in prigione / pregate per me.

Anna Achmatova

[Martedì 13 settembre, alle 21, sul canale Youtube Parabellum, con Mirko Campochiari e Massimo Vassallo parliamo di Russia e Ucraina (nella foto, di @claudiosforza_photography sono, un po’ spettinato, con uno dei gatti del Museo Achmatova)]

Novalgina

domenica 11 Settembre 2022

Ho visto in bagno la boccetta della Novalgina mi è venuto voglia di buttar giù una ventina di gocce. Non mi fa male niente, ma è così bello, l’effetto della Novalgina. Mi piacerebbe un leggero mal di testa e godermi l’effetto della Novalgina invece sto benissimo, vacco mondo.

Un treno

venerdì 9 Settembre 2022

Quando devo prendere un treno penso sempre che il treno, per un qualche motivo, non arriverà mai. Oggi, oltretutto, c’è anche sciopero, dei treni. Allora quando è arrivato questa Frecciargento 8801 che da Padova mi riporta a Bologna ero così contento. Quando sono contento io, quasi sempre sono così contento. Difficile che sia contento e basta. Buongiorno.

Vedi?

giovedì 8 Settembre 2022

Dice Elaine Feinstein che a Lev Gumilëv, quando suo padre è stato fucilato nel 1921, lui aveva nove anni, nessuno ha detto che suo padre era morto. Povero bambino. Povero Lev Nikoalevič.
A me Lev Gumilëv viene spontaneo chiamarlo Lev Nikolaevič, aggiungendo il patronimico, perché lui adorava suo padre.
Invece Anna Achmatova, faccio fatica a chiamarla Anna Andreevna, perché lei e suo padre avevano un rapporto difficile.
Quando lui le aveva chiesto di non immischiare il cognome della loro famiglia con una cosa così discutibile come la poesia, lei gli aveva risposto «Ne faccio a meno, del tuo cognome».
Lei, poi, quando la chiamavano Anna Andreevna non era contenta.
Diceva che il patronimico era una cosa che, con Lev Nikolaevič Tolstoj funzionava, con lei no.
Che io quando ho letto quella cosa lì ho pensato “Vedi? Avevo ragione”.

[Nella foto Nikolaj Gumilëv, Lev Gumilëv, Anna Achmatova]