Crea sito

Scrittura emiliana.

Abitudini

martedì 10 gennaio 2017

Dopo poi ero lì in bicicletta, al semaforo di via Ugo Bassi, avevo appena comprato un paio di occhiali, a me piace moltissimo comprare gli occhiali, dovevo andare in via Colombi al poliambulatorio Reno, ero lì che pensavo che io, a me non mi dava fastidio, essere vecchio, forse per via che ero stato vecchio anche da giovane ero abituato.

[Da Fare pochissimo, in preparazione]

Avviso

martedì 10 gennaio 2017

Stamattina, alle 11 e 40, cioè tra 40 minuti, sono su Radio popolare a parlare di Undici treni, che esce dopodomani.

Un film bellissimo

domenica 25 dicembre 2016

clic

Stasera

domenica 18 dicembre 2016

Repertorio dei matti della città di Roma

Uno, stanco di abitare in una strada che non aveva un nome, un giorno, sotto casa sua ci aveva piantato un cartello. C’era scritto “Via Meglio di Niente”.

[Stasera, a Roma, allo scup, in via della stazione Tuscolana, 82, dentro una cosa che si chiama
Leggo per legittima difesa, alle 19, Repertori dei matti della città di Bologna, Milano, Torino, Roma, Cagliari, Parma, Livorno e Repertorio dei pazzi della città di Andria con particolare attenzione al Repertorio dei matti della città di Roma]

Domani

martedì 22 novembre 2016

Matti Andria

Uno faceva lo speaker alla radio e per sopperire alla mancanza di mezzi tecnici faceva da solo l’effetto eco delle parole che diceva. Ad esempio quando apriva la trasmissione e diceva “Buonasera amici della notte, benvenuti a questa nuova puntata di musica italiana” allungava per un tempo indefinito, mai uguale, l’ultima sillaba all’incirca delle parole e quindi diceva “Buonasera-era-era, amici-ici-ici, della-ella-ella, notte-otte-otte” e così via. Il tutto a sua completa discrezione, poteva infatti capitare che l’eco si potesse ascoltare solo su alcune parole e quindi “Ciao-ao-ao, Paolo-olo-olo, grazie per aver chiamato in trasmissione, quale-ale-ale, canzone-one-one, preferisci ascoltare?”. Capitava che qualcuno del pubblico chiamasse in trasmissione e alla sua domanda “Ciao-ao-ao come ti chiami-ami-ami?”, quello rispondeva “Sei un coglione-one-one”. A quel punto, senza l’effetto eco, si scusava con il pubblico dicendo che nell’ultimo periodo c’erano un sacco di interferenze sulla frequenza.

[Domani sera, a Bologna, all’atelier Sì, clic c’è l’incontro del Repertorio dei matti della città di Bologna con il repertorio dei pazzi della città di Andria, ingresso libero e aperto a tutti]

Il grande Magazzi

sabato 5 novembre 2016

il grande magazzi

Clic
[dal Festival sonoro della letteratura 2015]

Descrivi in cinque righe la letteratura popolare

martedì 1 novembre 2016

Erano anni che ormai la crisi durava, ma quella sera era decisa a troncare , così non si poteva continuare.
Anche quella sera Popolare era uscito con gli amici, o almeno così sosteneva, e Letteratura in casa ad aspettarlo come sempre. La macchina si fermò qualche minuto dopo la mezzanotte davanti alla loro abitazione comprata con mille sacrifici molti anni prima quando Letteratura e Popolare avevano un progetto di vita assieme. I primi dissapori iniziarono quando Popolare si mise a frequentare quello che lui diceva essere il nuovo che avanzava. Quello che Letteratura non sopportava non erano queste nuove compagnie era l’ansia di Popolare di piacere a tutti i costi e con più’ piaceva, più Popolare si allontanava da Letteratura.
Popolare usci dal suo suv e si incamminò nel vialetto che lo conduceva alla loro casa. Capi subito come stavano le cose quando vide le tre valige sul pianerottolo.
Non entrò neanche per chiedere spiegazioni carico’ le tre valige sulla macchina e parti sgommando.
Letteratura dietro al vetro della cucina non riuscì neanche a piangere.
Non si videro mai più.

[Compito della Scuola media inferiore sulla letteratura popolare, svolgimento di Daniele Marchi]

Per molto tempo

domenica 23 ottobre 2016

gary la vita davnati a sé

Per molto tempo non ho saputo che ero arabo perché non c’era nessuno che mi insultava.

[Romain Gary, La vita davanti a sé, traduzione di Giovanni Bogliolo, Vicenza, Neri Pozza 2015 (21), p. 9]

Transizioni

venerdì 14 ottobre 2016

Qualche anno fa uno scrittore che conosco mi ha detto «Io adesso, il prossimo romanzo che scrivo, sarà in romanzo di transizione».
Che io un po’ l’ho ammirato, che c’è una modestia nell’idea di scrivere un romanzo di transizione, ammirevole, proprio. Che se c’è un romanzo, tra l’altro, è di transizione, oppure di tutta una generazione.

Ogni giorno

mercoledì 12 ottobre 2016

imgres-1

Ogni giorno attribuisco minor valore all’intelligenza. Ogni giorno mi rendo sempre più conto che è solo al di là di essa che lo scrittore può appropriarsi nuovamente di un riflesso delle sue impressioni, ossia di qualcosa di se stesso e della materia unica dell’arte.

[Marcel Proust, Contro Sainte-Beuve, (senza indicazioni di traduzione), Milano-Udine, Mimesis 2013, p. 21]