Scrittura emiliana.

Sta arrivando (forse)

lunedì 11 Novembre 2019

Quando ero piccola pensavo che la frontiera fosse il cerchietto per tenere fermi i capelli. E pensavo che a Giochi senza frontiere si potesse partecipare solo con i capelli sciolti.

[Esce il 20 novembre, se non mi sbaglio]

Essere fallito

giovedì 7 Novembre 2019

Uno era un poeta che considerava essere fallito non solo una professione, ma una specializzazione.

[Dall’Arciere dall’occhio e mezzo. Autobiografia del futurismo russo, di Benedikt Livšic, per il Repertorio dei matti della letteratura russa, redazione di Bologna, questo matto è di Nicoletta Bianconi]

Il profilo politico

sabato 2 Novembre 2019

In ognuno dei suoi racconti (inizialmente Efim scriveva racconti), delle sue storie (poi cominciò a scrivere storie, un po’ più lunghe dei racconti), e dei suoi romanzi (alla fine scriveva unicamente romanzi), le persone sembravano frutto di una selezione a tal punto erano tutte quante per bene, meravigliose, una meglio dell’altra.
Efim mi assicurava che i suoi personaggi esistevano anche nella vita reale. Da bravo scettico io nutrivo seri dubbi. A mio parere gli uomini non cambiano mai e ritengo che persino su un iceberg alla deriva un collettivo di sovietici conterà sempre e comunque carrieristi di Partito, piccoli delatori e, statene certi, almeno un effettivo del Comitato per la sicurezza nazionale [meglio noto come Kgb]. E questo perché in condizioni di particolare isolamento e di prolungato distacco dalla madre patria anche nelle persone più indomite può manifestarsi il desiderio di esprimere pensieri ideologicamente immaturi o di raccontare barzellette ambigue sotto il profilo politico.

[Vladimir Vojnovič, Il colbacco, traduzione di Cristina d’Audino, Torino, Einaudi 1999, pp. 4-5]

I corsi a Bologna

venerdì 13 Settembre 2019

I corsi di To soréla entertainment a Bologna in una pagina: corsi tosorela 2019

Turgenev

giovedì 29 Agosto 2019

Turgenev, che già, di natura, per conto suo, era timido, poi oltretutto, Puškin e Gogol’, a lui, lo trattavan malissimo, si svegliava di notte gridava: «Mamma mia!». Soprattutto da vecchio.

[Attribuito a Daniil Charms, da I russi sono matti, esce in settembre]

Per il bene del paese

mercoledì 14 Agosto 2019

Passare il mese di agosto in città mi piace molto: mi sveglio, vado a correre, leggo, scrivo, faccio la spesa, pulisco la casa, ascolto la radio e il telefono muto, e pochissime mail, e l’impressione di essere io, a decidere cosa fare della mia giornata, e son giornate lunghissime, dalla mattina alla sera.
E in una di queste giornate, l’altro ieri, dalla radio è entrata nella mia cucina la voce di Matteo Renzi che diceva che voleva fare, con il MoVimento 5 stelle, un governo No tax, cioè mettere a posto i conti, lui e il MoVimento 5 stelle, e poi, magari, andare a votare, ma non per un tornaconto personale, per il bene del paese.
Io, non sono un esperto di politica, ma ascolto molto la radio, e quando ho sentito così, mi sono ricordato che Renzi, pochi mesi fa, aveva detto che lui, col MoVimento 5 stelle, mai e poi mai.
E invece adesso, per il bene del paese, sì.
E mi è tornato in mente di quando Renzi, qualche anno fa, aveva detto che lui, il presidente del consiglio senza passar dalle urne non lo avrebbe fatto mai e poi mai.
Invece poi, per il bene del paese, gli è toccato di farlo.
E mi è tornato anche in mente di quando Renzi aveva detto che lui, l’articolo 18, non ci pensava minimamente a tagliarlo, che gli investitori internazionali con cui parlava non gli chiedevano affatto di tagliare l’articolo 18.
Invece poi, non si sa bene perché (per il bene del paese, si presume), gli era toccato di tagliarlo.
E mi è tornato poi in mente di quando Renzi aveva detto che lui (e Maria Elena Boschi) se perdeva il referendum sulla riforma istituzionale (di Maria Elena Boschi) si sarebbe ritirato dalla politica.
E invece poi, per il bene del paese, gli è toccato non ritirarsi.
E a Maria Elena Boschi, è toccato anche a lei.
E mi è tornato anche in mente di quando Renzi aveva detto che lui, a una scissione del PD non ci aveva mai minimante pensato.
Invece adesso magari, per il bene del paese, gli tocca anche causare la scissione del PD.
E alla fine mi è venuto in mente il più bel libro che ho letto quest’anno, che poi è un libro che ho riletto, che si chiama Viaggio sentimentale, e l’ha scritto Viktor Šklovskij, ed è un libro che parla della rivoluzione russa, cui Šklovskij ha partecipato in prima persona, non dalla parte dei vincitori, e a un certo punto Šklovskij dice: «Non voglio farmi più intelligente di quel che sono: dico solo quello che penso. È inutile tutta la nostra finezza e lungimiranza politica. Se, invece di provare a fare la storia, provassimo semplicemente a considerarci responsabili dei singoli atti che la compongono, forse gli esiti non sarebbero così grotteschi. Non la storia bisogna fare, ma una propria biografia».
E mi è venuto da pensare che Renzi, se invece che al bene del paese pensasse alla propria biografia, forse sarebbe meglio anche per il paese.
Chissà.
Io non è che me ne intenda.

[uscito oggi sulla Verità]

Uguale

sabato 29 Giugno 2019

Stasera, a tornare a casa in treno, ero come uno di quei giapponesi che si addormentano, la sera, sulla metropolitana di Tokyo, solo che non c’era la metropolitana, non ero a Tokyo, e non son neanche giapponese.

Una voce

sabato 22 Giugno 2019

Sono trent’anni che, tutte le mattine, io ho a che fare con una voce che mi dice Ma cosa credi fare, che sei solo una merda? Quella voce lì, secondo me, è il mio migliore amico. Adesso quasi quasi gli do un nome. Potrei chiamarla Gaspare. Ecco.

Due minuti e mezzo di fascisti

mercoledì 8 Maggio 2019

Sette anni fa: Clic

Ooooo

lunedì 29 Aprile 2019

Il viaggio in Russia che si è chiamato Gogol’ Maps è finito con questa canzone qua: Clic