21 febbraio – Bologna
Sabato 21 febbraio,
a Bologna,
alla libreria Ambasciatori,
alle 11 e 30
con Anna Schiurru
parliamo di Una brutta voglia
di Anna Schirru,
WUDZ edizioni.


Sabato 21 febbraio,
a Bologna,
alla libreria Ambasciatori,
alle 11 e 30
con Anna Schiurru
parliamo di Una brutta voglia
di Anna Schirru,
WUDZ edizioni.

Domenica 22 febbraio,
al teatro Savoia di Campobasso,
alle 19,
racconto Delitto e castigo.

Senza trama e senza finale – cose che immagino di fare nel 2026: clic

Mi spiace, non dipende da me –. È la frase che uso più spesso quando lavoro. È bello sapere che niente dipende da me.
[Oggi, alle 18, alla Coop Ambasciatori, di Bologna, Veronica Raimo presenta Non scrivere di me]

Io, se voglio capire, capisco tutto.
Io non ho una testa, ho una casa di tolleranza.
Venedikt Erofeev
[Domani, 19 febbraio, alle 14, diretta Instagram]

«La verità è che, prima di tutto, ti fa male la testa, e ti fa così male che, da vigliacco, pensi alla morte. Non solo non hai le forze necessarie per parlare con me, fai anche fatica a guardarmi in faccia. E adesso, io, senza volerlo, sono il tuo carnefice, cosa che mi amareggia. Tu non riesci neanche a pensare e sogni solo di essere vicino al tuo cane, l’unico essere vivente, evidentemente, al qual sei affezionato. Ma le tue sofferenze adesso finiscono, il mal di testa passerà».
[Sto sempre traducendo Il maestro e Margherita]


Ero tranquillissimo.
Abbiamo fatto gol subito, eravamo 11 contro 10, ero tranquillissimo.
Guarda, pensavo, la prima volta che siamo in vantaggio che non ho paura che gli altri pareggino. Dopo han pareggiato.
Il resto è qui: clic

Ieri mi è arrivato un pacco io ho pensato che erano le scarpe da correre, le Hoka, ero contento, dopo l’ho aperto, erano dei quaderni A4. Stamattina, ero in giro con Nador, che adesso è lì che si riposa, ho pensato che io non le ho mica ordinate, le Hoka. La mia stima per me stesso diminuisce giorno per giorno.

Perché nella letteratura russa i self-made man, quelli che sono artefici della propria fortuna, questi uomini attivi, infaticabili, come Stol’c, in Oblomov, invece di essere celebrati vengono presi per il culo, mi sembra.
[Domenica 22 febbraio, a Campobasso, racconto Delitto e castigo]

E, tra le altre cose, racconto il mio contributo all’avanguardia russa, che leggo domani, a Bergamo, al teatro Donizetti insieme a delle altre cose.
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Razumichin propone a Raskol’nikov di aiutarlo a tradurre un saggio dal tedesco (il saggio si intitola È un essere umano la donna?).
Raskol’nikov non lo traduce, non si accorge nemmeno che Razumichin gli ha chiesto di tradurlo, perché da questo momento, da quando è uscito da questa casa dopo aver ucciso, da questo momento Raskol’nikov non ha un attimo di requie.
Se uccidi qualcuno, dopo, non hai un attimo di requie, ti vien da pensare dopo che hai letto Delitto e castigo.
[Stasera, 20 e 10, a Radio 3 suite, parlo del racconto di Delitto e castigo]

Poco, mi serve. Una crosta di pane, un ditale di latte, e questo cielo, e queste nuvole.
Velimir Chlebnikov
Sabato, al teatro Donizetti di Bergamo, Pietroburgo e le avanguardie
