11 aprile – Milano
Sabato 11 aprile,
alla sala Puccini
del Conservatorio di Milano,
alle 12,
dentro il festival di Chora Media,
leggo una cosa
che si intitola
Che fatica stare al mondo


Sabato 11 aprile,
alla sala Puccini
del Conservatorio di Milano,
alle 12,
dentro il festival di Chora Media,
leggo una cosa
che si intitola
Che fatica stare al mondo

Sabato 11 aprile,
a Torino,
al circolo dei lettori,
alle 20 e 30 (credo)
racconto Delitto e
castigo.

Giovedì 16 aprile,
a Sant’Ilario d’Enza,
alle 21,
Gherardo Colombo
racconta i libri della
sua vita.

Sabato 18 aprile,
a Bologna,
alla Libreria Ambasciatori,
alle 11 e 30,
con Rossella Sorbara
parliamo di
Il cielo è nero
la terra è blu,
di Rossella Sorbara.

Mercoledì 24 giugno,
a Cervia / Milano Marittima
Arena Stadio dei Pini,
alle 21 e 30
La libertà. Primo episodio.
Informazioni e prenotazioni:
Clic

Il carnevale, non so dirvi cosa gli capita alla gente, ma diventano simpatici per qualche giorno.
[Rossella Sorbara, Il cielo è nero la terra è blu, Castel di Sangro, Neo 2026, p. 9]

E Grigorovič risponde «Fichi, Nekrasov, son le quattro del mattino».
All’epoca, a Pietroburgo, c’era una comunità parmigiana attiva e influente, per quello molti rappresentanti dell’intelligencija russa dell’Ottocento parlavano con l’accento parmigiano, non solo Grigorovič.
A quel punto, sembra che Nekrasov abbia detto una frase storica: «Ci sono cose più importanti del sonno».
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Nei circhi ci sono i leoni, e gli elefanti e tu sei sorpreso, e divertito, solo che poi, nella vita normale, cosa c’è? Dei buoi legati a un aratro, e campi a perdita d’occhio.
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Parte di quella forza che eternamente vuole il male e eternamente porta il bene:

Nei giorni in cui scrivevo Bassotuba non c’è, era il 1998, ero più giovane e molto arrabbiato. Oggi sono più vecchio e meno arrabbiato e era meglio prima, forse.
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Stamattina ho visto che la crosta che ho sul naso si sta riducendo e mi sono ricordato che anni fa, quando facevo l’università, volevo fare una mostra di foto di croste, che avrei intitolato Croste, non so se era una buona idea.

Io non so se gli ultimi romanzi che ho scritto, quello su Dostoevskij, quello su Achmatova e quello su Baldini li avrei scritti se non avessi ricevuto, nel 2011, nella cucina del mio appartamento nel quartiere Croce di Casalecchio di Reno, una telefonata da un numero sconosciuto [foto di @claudiosforza_photography].
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Un mistico probabilmente caucasico diceva che più fai una cosa, più è probabile che tu la rifaccia.

gli rispondevo gli dicevo che li ringraziavo ma io non gli avevo chiesto niente che doveva esserci stato un disguido e gli chiedevo, ad ogni buon conto, di cancellare il mio nome dal loro database.
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