26 marzo – Milano
Giovedì 26 marzo,
alle 18 e 30,
sono a Casa Manzoni
con altri a
parlare del Meridiano
di Antonio Pennacchi


Giovedì 26 marzo,
alle 18 e 30,
sono a Casa Manzoni
con altri a
parlare del Meridiano
di Antonio Pennacchi

Mercoledì 24 giugno,
a Cervia / Milano Marittima
Arena Stadio dei Pini,
alle 21 e 30
La libertà. Primo episodio.
Informazioni e prenotazioni:
Clic

Domani, alle 19 e 30, su zoom, incontro gli abbonati a State bene bombé che hanno voglia di parlare di State bene bombé e vediamo cosa salta fuori.

Oggi sono uno che è andato a correre che sembra che l’abbiano picchiato (invece ha incontrato, l’altra notte, in un bellissimo b&b di Santarcangelo, una bellissima cabina doccia trasparente nel suo tragitto per andare in bagno).

La terza puntata di questo podcast, che si intitola, lo ridico, Stare male, voglio mettere un pezzo di uno spettacolo teatrale che faccio io che si intitola La disperazione. Primo episodio. Fa così:
Io, la disperazione, la disperazione ha una pessima fama, ma invece io, devo dire, la stimo.
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Čechov, come abbiamo detto, figlio e nipote di un ex servo della gleba, è diventato un dottore e uno dei più celebri scrittori russi.
E il 7 gennaio del 1889, scrive a Suvorin questa cosa qua:
«Quello che gli scrittori aristocratici ottengono gratis, gli intellettuali borghesi lo acquistano a prezzo della loro giovinezza. Provate un po’ a scrivere la storia di un giovane, figlio di un servo della gleba, che è stato garzone di bottega, cantore in chiesa, allievo di ginnasio, studente universitario, spesse volte frustato, educato a venerare le gerarchie, a baciar la mano ai popi, a inchinarsi alle idee altrui, a profondersi in ringraziamenti per ogni boccone di pane; di un giovane che andava a dar ripetizioni senza galosce, s’azzuffava con i compagni, pranzava con piacere dai parenti ricchi, era ipocrita con Dio e con gli uomini senza nessun bisogno, solo perché consapevole della propria nullità. Provate a raccontare come quel giovane sia riuscito a strizzare fuori, goccia a goccia, il servo che ha in sé, e come destandosi un bel mattino, sente che nelle sue vene non scorre più sangue di servo ma vero sangue di uomo libero».
[La vita è orribile e meravigliosa, di Anton Čechov, traduzione di Sophia Simo, esce per Neri Pozza il 7 aprile]

Credo che il 21 marzo sia il giorno internazionale della poesia. E credo sia per quello che mi hanno invitato a Santarcangelo a parlare di Anna Achmatova. E io ho accettato volentieri, non sapevo, allora, che il 21 marzo ci sarebbe stato Parma Cremonese.
Quando l’ho saputo, ho provato a fare spostare la giornata internazionale della poesia, non ci sono riuscito.
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[Nell’edizione russa, le ultime 4 righe del paragrafo 11.6 e tutto il paragrafo 11.8 sono stati censurati]
11.6 Non lo sa
«Chi siamo noi, per decidere le cose?» mi ha detto Vitalij. «Siamo, nella maggior parte dei casi, degli ignoranti e, in molti casi, dei vigliacchi; se chiedessero a me di distribuire le risorse statali, io, devo dire, la maggior parte li darei ai miei amici, no, io non credo nella democrazia, a me il governo che c’era in Russia, fino all’altro giorno, non mi dispiaceva, devo dire».
«Ma adesso», ha detto «No sejčas’», ha ripetuto in russo, «è tutto cambiato, vsë izmenilos’».
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Mia nonna, quando sentiva qualcuno che diceva delle cose che la convincevano, taceva un attimo e poi diceva Ha parlato bene. Ecco, Woland, mi sembra, ha parlato proprio bene.
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Di letterature russe, ognuno ha la propria. Io, la mia, l’ho scoperta nel 1978, quando ho letto il primo romanzo russo che ho letto nella mia vita, Delitto e castigo, di Dostoevskij, e ho scoperto che esistevano dei libri così feroci, e così belli, e così veri, e così lontani, e così familiari, e son successe subito due cose: la prima, che è aumentato, intorno a me, il possibile, la seconda, che ne volevo ancora. E ho cominciato a cercarne e ne ho trovati subito: altri Dostoevskij, dei Tolstoj, dei Puškin, dei Gogol’, dei Lermontov, dei Turgenev, un Gončarov, dei bellissimi Leskov, tanti piccoli Čechov.

Due cose: siccome ho un problema al ginocchio, sono andato da un ortopedico che mi ha detto come fare per continuare a correre, e una delle cose è mettermi delle solette nelle scarpe, le ho prese ieri, mi alzano un po’ , di statura, oggi è il primo giorno che sono in giro con le solette, è stranissimo, mi sento Silvio Berlusconi; l’altra è qui: clic
