6 giugno – Firenze
Sabato 6 giugno,
a Firenze,
alle 18 e 30
al Belvedere di Villa Bardini
partecipo,
con Claudio Giunta e Valerio Cappozzo
a Dante Globale
(faccio un discorso su Dante di mezz’ora).
.


Sabato 6 giugno,
a Firenze,
alle 18 e 30
al Belvedere di Villa Bardini
partecipo,
con Claudio Giunta e Valerio Cappozzo
a Dante Globale
(faccio un discorso su Dante di mezz’ora).
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Sabato 13 giugno,
a Novara,
alle 21 e 30,
nel cortile del Castello Sforzesco
racconto Delitto e castigo.

Mercoledì 24 giugno,
a Cervia / Milano Marittima
Arena Stadio dei Pini,
alle 21 e 30
La libertà. Primo episodio.
Informazioni e prenotazioni:
Clic

Questa è una conversazione da bar, in un bar che hanno aperto qui a Parma, d’estate, dentro un convento nel centro della città. A quel bar lì ci va della gente che pensa di essere molto alla moda, à la page. Allora fanno tutte queste domande: Tu cosa scrivi, di cosa ti occupi.
Molte volte dicono: Interessante. Molte volte dicono: Pasolini. Molte volte dicono: Wim Wenders. Ti piace Pasolini?, chiedono. Ti piace Wim Wenders?.
Alla domanda su Pasolini non dico niente: faccio partire la testa verso destra, poi le faccio fare una curva stretta ma morbida, com’è disegnata e la porto a sinistra, la fermo in salita. Alla domanda su Wenders dico di sì, che mi piace. Quando mi chiedono i film gli dico di no, che non li conosco.
Allora come fai a dire che ti piace Wim Wenders?
Wim Wenders, gli dico, mi piace il suo nome. Che lui ha un nome di battesimo che se lo ribalti di centottanta gradi, si legge uguale.
Io, quella cosa lì, di sedersi, in un bar, a guardare passare il mondo, io fin da quando son piccolo è una cosa che mi piace da sgarbati.
L’avevo anche scritto dentro in un libro.
Sono andato a cercarlo, non l’ho trovato.
Ho scritto tanta di quella roba, dentro nei libri, tutta uguale.
Ne ho trovato un’altra. Che io, quando ero piccolo, mi si slacciavano le scarpe continuamente. Anche a vent’anni, mi si slacciavano. Anche a venticinque. Anche a trenta. Adesso, ne ho sessanta, mi slacciano ancora.
Sempre le stesse cose.
Giorgio Manganelli una volta ha scritto che lui ha cominciato a scrivere perché non era capace di allacciarsi le scarpe. Ecco. Lo capisco.
[È in libreria la nuova edizione di un libro disperato che ci sono affezionato]

Se avesse dovuto spiegare perché, avrebbe detto che la sua relazione con Togliatti era una cosa che era lì, chiusa, da qualche parte, nella sua pancia.
Poi si sarebbe corretto, e avrebbe detto che non era una cosa, era un insieme di cose, un odore, un sapore, un sentimento, un’aria, nel senso di una qualità di ossigeno particolare, una luce, uno spazio, uno slargo, una discesa, quando, il mattino presto vai in bicicletta giù per una discesa e senti in faccia il mondo, ecco, un mondo, Togliatti era un mondo, con tutto, con i prati, e la rugiada, e le cantine, e gli scarafaggi, e gli androni dei palazzi, e le scale da fare a piedi, e le vicine che lasciavano la spazzatura sui pianerottoli, e i bar dei supermercati, e la noia, e il mare, e la Romagna, e l’Emilia, e la Toscana, e la Russia e tutto questo era lì, nella sua pancia, nella sua testa, nelle sue braccia, nei suoi piedi, nelle sue spalle, nella sua stanchezza, nella sua voglia di alzarsi al mattino; lui con Togliatti aveva imparato a camminare, a parlare, a ascoltare, a dire «Sei insopportabile» come se fosse un complimento e a sentirsi dire «Sei insopportabile» e a prenderlo come un complimento.

Io, la prossima settimana, se riesco, comincio a registrare un podcast che si intitola Ma guarda: sono un coglione (destinato agli abbonati a Bombé), che viene da un libro che sto scrivendo e si intitola Ma guarda: sono un coglione, e che ha un’epigrafe, il libro, che fa così: «L’uomo, diceva S., è un animale ben stupido, a giudicare da me stesso» (Chamfort). E mi piace il fatto che sia anche l’epigrafe del secondo romanzo che ho pubblicato che io, la ripetizione, è una figura retorica che la uso abbastanza, mi sembra (il resto è qui: clic)

Registrato con Silvia Nucini al Salone del Libro di Torino, andrà online per Chora Media in agosto, in anteprima esclusiva per gli iscritti a Bombé (grazie a Silvia e a Chora Media), clic

È appena uscito per gli Oscar Mondadori un libro che era uscito dieci anni fa per Marcos y Marcos e che si intitola La piccola Battaglia portatile; la Battaglia è il nome col quale chiamo mia figlia quando scrivo di lei, e quel libro lì racconto certe cose che mi sono successe da quando è nata, nell’ottobre del 2004, per esempio quella volta che le ho dato da mangiare, la prima volta che mangiava qualcosa che non fosse il latte di sua mamma, era mela grattugiata, che io mi chiedevo se le sarebbe piaciuta, e le era
piaciuta ma, la cosa incredibile, dopo, a annusarla, sapeva di mela.
Avevo raccontato questa cosa a Carlo Lucarelli che, qualche anno dopo, quando sono nate le sue due bambine, che avevano qualche mese mi ha mandato un messaggio che c’era scritto «È vero! Sanno di mela!».
[Oggi sul Fatto quotidiano un pezzo sulla Battaglia portatile]

Ci sono delle cose che crediamo di sapere benissimo, poi leggiamo un libro e ci accorgiamo che non le sapevamo, benissimo. Autoritratto, di Davide Enia, ha vinto il terzo premio Karenin, ne parliamo con l’autore alla Coop Ambasciatori il 30 maggio, alle 11.

Questo per via del male, per via delle ripetizioni, invece, io ho tradotto anche la morte di Ivan Il’ič e nella morte di Ivan Il’ič Tolstsoj usa la parola morte smert’, e il verbo morire Umerét’, come se fossero delle armi, ci fa male, con quelle parole, e se io avesse tradotto qualcuna di quelle morti invece che con morte con dipartita, o con torpedone, sarei un delinquente, dovrebbero mandarmi ai servizi sociali, per lo meno.
[Per gli abbonati a State bene e a State bene Bombé, con dieci04 mettiamo qua sotto l’audio del discorso dell’altro giorno ai Dialoghi di Pistoia (grazie ai Dialoghi di Pistoia)
IL resto è qui: clic

Si sente? Grazie.
Buongiorno.
Grazie dell’invito, sono onorato, come si dice.
Il 6 giugno mi hanno invitato a Firenze a Parlare mezz’ora di Dante e mi è tornato in mente il discorso che ho fatto nel 2023 alla Biblioteca Classense, metto qui l’inizio, clic l’integrale su Bombé.

Questo fine settimana ero libero venerdì e sabato, ero impegnato domenica, a Pistoia, per i dialoghi di Pistoia, l’ultima di campionato, Parma Sassuolo, l’han messa domenica, l’ho vista a Pistoia, in albergo.
Mi è piaciuta.
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