Pubblici discorsi

21 novembre – Ragazzola (PR)

Sabato 21 novembre,
al teatro di Ragazzola,
Se mi dicono di vestirmi da italiano
non so come vestirmi
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  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Passioni e sintonie

    lunedì 28 Settembre 2020

    Oggi pomeriggio andiamo in palestra, con la Battaglia, e nessuno dei due ne ha voglia; è bello, condividere le passioni con qualcuno con cui sei in sintonia.

    Scuola elementare

    Una pua

    lunedì 28 Settembre 2020

    Un po’ di anni fa, dentro un romanzo che si chiama Mi compro una Gilera, ho scritto che, come gli eschimesi hanno quaranta modi diversi di dire “bianco”, così i russi hanno quaranta verbi diversi per dire “ubriacarsi”. Questa cosa che ho scritto non l’avevo verificata, mi piaceva e l’avevo buttata un po’ lì, e poi, ogni tanto, nel corso degli anni, mi sentivo in colpa, di aver buttato lì una cosa sulla lingua russa non verificata e, probabilmente, esagerata.
    Dopo, l’anno scorso, sono andato a verificare su un dizionario russo monolingue.
    Di modi diversi di dire ubriacarsi, in russo, ne ho trovati 67.
    Avevo sbagliato per difetto.
    Qualche tempo dopo, ho chiesto ai miei referenti in rete, di dirmi come si dice, nelle loro rispettive città, “l’ubriacatura”.
    Mi hanno risposto in tanti.
    Mi hanno detto che si dice: sbronza, sbornia, balla, basa, scuffia, ciclone, ciclope, quaglia, pita, gallina, ciucca, sventola, ciotola, sguindola, lorda, pitona, piomba, mina, scimmia, vopa, cimosa, bomba, pioggia, gatta, gianda, scaia, tronca, cagona, storta, chiara, cioca, pua, bresca, pezza, trona, cassa, sventola, piena, botta, sardella, legna, mina, lecca, cianta, scummata, lola, pezza, trofèa, pacca, boccia, pica, sberla, svarione, ventola, scalmana, elica, tortora, tormenta, , stoppa, imballata, tolla, ghega, chioppo, scassata, struppiata, banana, turbina, unta, cesta, parrucca, tega, lacca, furanza, uva, piega, crociera, stropa, cera, storna, manovra, gabbana, stecca, cinghiata, pitona, nizza, sgazza, pelliccia, pigna, piallata, pedda, progna, ciorva, papìna, fiocina, nadra, stringa, stinca, sgnola, legnata, quattordicino, valigia, e sono già centodue, se non ho sbagliato a contare.
    Allora gli italiani, le varianti di italiano che parliamo nei nostri paesi e nelle nostre città, non sono meno ricche del russo, ma il russo è uno, più o meno, gli italiani sono tanti, e io, per esempio, ne conosco pochi, e “pua”, per esempio, come variante di “sbornia”, non l’avevo mai sentita e non so cosa avrei capito, se qualcuno mi avesse chiesto «Andiamo a prendere una pua domani sera?».

    [Paragrafo di un discorso sulla lingua del sentimento che diventa un’appendice della nuova edizione dei Russi sono matti]

    Scuola elementare

    Sulle impalcature

    domenica 27 Settembre 2020

    Sulle impalcature non lasciare niente che non sia fissato.

    Scuola elementare

    Voglio fare l’originale

    sabato 26 Settembre 2020

    Oggi ho letto un discorso, a Faenza, dentro il Talk del Post, tutti gli altri parlavano di problemi contemporanei io parlavo d’amore, mi chiedevo cosa c’entrava. Domani leggo lo stesso discorso alle giornate della traduzione, tutti gli altri parleranno di traduzione io parlerò d’amore, mi chiederò cosa c’entrerà, forse.

    Scuola elementare

    Sopra lavorano

    sabato 26 Settembre 2020

    Sopra lavorano. Non stare sotto i tralicci.

    Scuola elementare

    Il portafoglio

    sabato 26 Settembre 2020

    Quando al mattino credi di aver perso il portafoglio, un’emozione impagabile.

    Scuola elementare

    Le fontane

    sabato 26 Settembre 2020

    Uno diceva che anche le fontane avevano il diritto di riposarsi, ogni tanto.

    [Koz’ma Prutkov, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, questa settimana dovremmo sapere la data d’uscita]

    Scuola elementare

    Se facciamo in tempo

    giovedì 24 Settembre 2020

    Domani ho la prima lezione con gli studenti del primo anno del corso di traduzione editoriale dal russo, alla Iulm, e la prima cosa che gli faccio tradurre, è una frase di Dostoevskij, poi due frasi diGogol’, poi, se facciamo in tempo, una frase di Pasternak. Quattro frasi, in due ore (se facciamo in tempo).

    Scrittura emiliana

    Le malattie professionali

    giovedì 24 Settembre 2020

    L’atto stesso della traduzione provoca un estenuante deflusso di energie nervose. Questo lavoro spossa e dissecca il cervello più di qualsiasi altro. Un buon traduttore, se non salvaguardato, si logora in fretta. La traduzione è nel senso stretto del termine un reparto insalubre. I professionisti, costretti dalla miseria delle paghe a «cuocere» libri uno dopo l’altro come bliny, senza riposo e senza sosta, anno dopo anno, si ammalano di nervi… Sono minacciati da afasia, sconnessione del centro della parola, disfunzione del discorso, nevrastenia acuta. Occorre in questo campo una profilassi del lavoro. Occorre studiare e prevenire le malattie professionali.

    [Osip Mandel’štam, Epistolario. Lettere a Nadja e agli altri (1907-1938), a cura di Maria Gatti Racah, Macerata, Giometti & Antonello 2020, p. 145]

    Scuola elementare

    Ricordati

    giovedì 24 Settembre 2020

    Ricordati: non aprire gli sportelli del battitore prima che si sia fermato del tutto.