18 aprile – Bologna
Sabato 18 aprile,
a Bologna,
alla Libreria Ambasciatori,
alle 11 e 30,
con Rossella Sorbara
parliamo di
Il cielo è nero
la terra è blu,
di Rossella Sorbara.


Sabato 18 aprile,
a Bologna,
alla Libreria Ambasciatori,
alle 11 e 30,
con Rossella Sorbara
parliamo di
Il cielo è nero
la terra è blu,
di Rossella Sorbara.

Mercoledì 24 giugno,
a Cervia / Milano Marittima
Arena Stadio dei Pini,
alle 21 e 30
La libertà. Primo episodio.
Informazioni e prenotazioni:
Clic

La nebbia è come il futuro, da lontano la vedi e pensi che, appena ci arrivi, ci vivi dentro, la tocchi, la respiri, magari la mangiu, se ti va. Invece no. Fai un passo e si allontana. E, infatti, come il futuro, praticamente, non arriva mai.
Oggi, alle 11 e 30, alla libreria Ambasciatori.

«Noblesse oblige» aveva commentato il gatto e aveva allungato a Margherita un calice pieno di liquido trasparente.
«È vodka?» aveva chiesto piano Margherita.
Il gatto, offeso, era saltato sulla sedia.
«Per carità, regina» aveva gracidato. «Le sembra che mi sarei permesso di offrire della vodka a una signora? È alcool puro».
[La traduzione più lunga della mia vita]

A me, una delle cose che mi piace è stancarmi, così dopo sono uno che si è stancato.

E se dovessi scrivere un monologo teatrale, su Renzo, come probabilmente dovrei fare se si facesse quello spettacolo che non faremo mai, forse lo intitolerei Le poche cose che so di mio babbo Renzo, forse.
Non sono sicuro.
Oppure Una persona che non ho mai incontrato, mio babbo Renzo.
Non saprei.
Oppure Mio babbo Renzo costruiva le case.
Non so.

E quel ragazzo senegalese, diciannove anni, cinque anni, che è qua, da quando ne aveva quattordici, ha detto che lui, di notte, se è in una strada buia, e deserta, e vede che d’un tratto, incontro a lui viene un italiano, lui ha paura.
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Sono andato allo stadio con mio fratello Emilio, io ho un fratello bello e uno ricco, lui è quello ricco, e tiene per il Milan, e a dieci minuti dalla fine, nella mia fila, in tribuna, ci siamo alzati tutti in piedi e gridavamo, tutti, Rigore! Rigore!, anche mio fratello Emilio, che tiene per il Milan, perché dalla tribuna sembrava che ci fosse un rigore marcio per il Parma.
Dopo, arrivato a casa, l’ho visto sul computer, sembrava rigore anche sul computer.
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N. Paolo, dobbiamo cominciare.
P. Sempre il problema di cominciare, sempre il problema di cominciare, allora io comincerei con una cosa che, l’altro giorno, son stato a Reggio Emilia, ho visto il film di Soldini su Raffaello Baldini, il poeta di Santarcangelo di Romagna che lui lavorava a Milano, a Panorama, il settimanale, e hanno detto che lui, quando lavorava a Panorama, gli han chiesto di scrivere un articolo sui re magi, lui si è documentato poi ha cominciato così: «Non erano tre. Non erano magi. Non erano re».
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Una volta, una quindicina di anni fa, in una libreria di Bologna, raccontavo la tesi di Boris Ejchenbaum, che Anna Karenina, se Tolstoj l’avesse fatta finire quando muore Anna Karenina, sarebbe stato un racconto tirato molto alla lunga, invece, siccome è un romanzo, c’è ancora tutta una parte dopo la morte di Anna Karenina, in un romanzo che si intitola Anna Karenina, ho detto una quindicina di anni fa in una libreria di Bologna e una ragazza che era lì ha detto Nooo! Non lo sapevo che moriva, lo volevo leggere.
Ecco.
Stasera, al circolo dei lettori di Torino, racconto Delitto e castigo

Anton Čechov, una volta, sua moglie gli ha scritto una lettera che gli ha detto che non stava bene e lui le risponde: “Mi scrivi: «Dovunque mi caccio, non vedo che muri». Ma dove ti sei cacciata?”.
[Domani, al festival di Chora, leggo una cosa che si intitola Che fatica, stare al mondo]

Che era il pianerottolo di un condominio della periferia di Mosca, al tredicesimo di diciassette piani e all’epoca, a Mosca, nei condomini di periferia, i pianerottoli non erano posti molto belli, c’era anche una cosa che si chiamava musoroprovòd.
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