18 aprile – Bologna
Sabato 18 aprile,
a Bologna,
alla Libreria Ambasciatori,
alle 11 e 30,
con Rossella Sorbara
parliamo di
Il cielo è nero
la terra è blu,
di Rossella Sorbara.


Sabato 18 aprile,
a Bologna,
alla Libreria Ambasciatori,
alle 11 e 30,
con Rossella Sorbara
parliamo di
Il cielo è nero
la terra è blu,
di Rossella Sorbara.

Mercoledì 24 giugno,
a Cervia / Milano Marittima
Arena Stadio dei Pini,
alle 21 e 30
La libertà. Primo episodio.
Informazioni e prenotazioni:
Clic

Parlo spesso della Russia, nelle cose che scrivo, e per anni ho avuto l’impressione di parlare di cose esotiche, lontane, che non interessavano a tutti; dopo, nel 2022, improvvisamente la Russia è diventato un argomento d’attualità e è stato strano.
Questa settimana, non so perché, mi è venuto in mente di leggere, per Stare male, una cosa del 2002 che si intitola Le agenzie ippiche e che parla di quando ero in Russia nel 1993 e c’è stata una specie di rivoluzione e, ho cominciato a leggerlo, ho avuto ancora quella vecchia impressione di parlare di una cosa esotica che non interessa a nessuno. È un po’ lungo, si intitola Le agenzie ippiche, l’ho pubblicato per la prima volta in Pubblici discorsi e poi è finito dentro qualche romanzo, per registrarlo uso un microfono nuovo se mi fate sapere se si sente bene o male vi sono grato.
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Grande partita, credo.
Non l’ho vista, non lo so, ma ne conservo un bellissimo ricordo.
State bene.
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La nebbia è come il futuro, da lontano la vedi e pensi che, appena ci arrivi, ci vivi dentro, la tocchi, la respiri, magari la mangiu, se ti va. Invece no. Fai un passo e si allontana. E, infatti, come il futuro, praticamente, non arriva mai.
Oggi, alle 11 e 30, alla libreria Ambasciatori.

«Noblesse oblige» aveva commentato il gatto e aveva allungato a Margherita un calice pieno di liquido trasparente.
«È vodka?» aveva chiesto piano Margherita.
Il gatto, offeso, era saltato sulla sedia.
«Per carità, regina» aveva gracidato. «Le sembra che mi sarei permesso di offrire della vodka a una signora? È alcool puro».
[La traduzione più lunga della mia vita]

A me, una delle cose che mi piace è stancarmi, così dopo sono uno che si è stancato.

E se dovessi scrivere un monologo teatrale, su Renzo, come probabilmente dovrei fare se si facesse quello spettacolo che non faremo mai, forse lo intitolerei Le poche cose che so di mio babbo Renzo, forse.
Non sono sicuro.
Oppure Una persona che non ho mai incontrato, mio babbo Renzo.
Non saprei.
Oppure Mio babbo Renzo costruiva le case.
Non so.

E quel ragazzo senegalese, diciannove anni, cinque anni, che è qua, da quando ne aveva quattordici, ha detto che lui, di notte, se è in una strada buia, e deserta, e vede che d’un tratto, incontro a lui viene un italiano, lui ha paura.
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Sono andato allo stadio con mio fratello Emilio, io ho un fratello bello e uno ricco, lui è quello ricco, e tiene per il Milan, e a dieci minuti dalla fine, nella mia fila, in tribuna, ci siamo alzati tutti in piedi e gridavamo, tutti, Rigore! Rigore!, anche mio fratello Emilio, che tiene per il Milan, perché dalla tribuna sembrava che ci fosse un rigore marcio per il Parma.
Dopo, arrivato a casa, l’ho visto sul computer, sembrava rigore anche sul computer.
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N. Paolo, dobbiamo cominciare.
P. Sempre il problema di cominciare, sempre il problema di cominciare, allora io comincerei con una cosa che, l’altro giorno, son stato a Reggio Emilia, ho visto il film di Soldini su Raffaello Baldini, il poeta di Santarcangelo di Romagna che lui lavorava a Milano, a Panorama, il settimanale, e hanno detto che lui, quando lavorava a Panorama, gli han chiesto di scrivere un articolo sui re magi, lui si è documentato poi ha cominciato così: «Non erano tre. Non erano magi. Non erano re».
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