11 settembre – Firenze
Venerdì 11 settembre,
a Firenze,
E questo cielo e queste nuvole,
seguono dettagli


Venerdì 11 settembre,
a Firenze,
E questo cielo e queste nuvole,
seguono dettagli

Sabato 12 settembre,
alla Versiliana,
sono alla festa del
Fatto quotidiano,
seguono dettagli.

(pezzo sulla prima volta che uscirà quest’estate sul Fatto quotidiano, in anteprima per gli abbonati a Bombé)
La prima volta che mi sono sposato ho sposato Francesca, è successo recentemente e l’abbiamo fatto per motivi burocratici, perché abitiamo in un posto che se uno dei due sta male possono impedire all’altro di visitarlo in ospedale.
Per risolvere questo problema c’erano due possibilità: o uno dei due diventava deputato, o ci sposavamo.
Ci siamo sposati.
Continua qui: clic

Non crederò mai alla sincerità delle convinzioni cristiane, filosofiche o umanitarie di una persona che fa svuotare il proprio vaso da notte a un servo.
La formula morale più semplice e breve è essere serviti dagli altri il meno possibile e servire gli altri il più possibile. Pretendere il meno possibile dagli altri e dare loro il più possibile.
[Giovedì vado in Russia, comincio a lavorare su Tolstoj, la citazione viene da Lev Tolstoj, La verità della vita, Roma, trad. di Chiara Calcagno, Roma, Castelvecchi 2022, pp. 28-29]

Un paio di settimane fa, il giorno prima di partire per la Russia, ho rivisto il romanzo che esce in settembre, si intitola L’amore è una banana. Ero sul divano, che leggevo, e ogni tanto ridevo, e Togliatti mi ha chiesto Cosa stai leggendo? e io le ho riposto Il mio scrittore preferito. E poi ho pensato Ma guarda.

Io e Leonardo nell’ufficio di Claudio Sforza il 24 luglio 2026 (foto di @claudiosforza_photography).

Dopo, qualche giorno dopo, ero già a Mosca, qualcuno mi ha detto che, in Italia, il mio pezzo dove dicevo che Pietroburgo era tranquillissima era dispiaciuto a alcuni commentatori. E io ho pensato che, se ci fosse stata veramente una pioggia di droni, sul centro di Pietroburgo, e noi fossimo stati chiusi in albergo, io avrei scritto che c’era una pioggia di droni sul centro di Pietroburgo e che noi eravamo rimasti chiusi in albergo e questi commentatori sarebbero stati contenti.
Invece di droni non ne abbiamo visti, io ho scritto che i droni, se c’erano, non ce ne siamo accorti, ci son rimasti male, i commentatori.
Ma pensa.
Il resto è qui: clic

Il primo romanzo tradotto da Fedor Michajlovič è La dernière Aldini, di Georges Sand, un romanzo ambientato anche quello in Italia il cui protagonista è un cantante di umili origini che conquista una grande notorietà.
C’è una lettera al fratello Michail nella quale Fedor Michajlovič scrive «Sai quel libro che ho tradotto dal francese, La dernière Aldini? Ho scoperto oggi che l’hanno già tradotto; c’è già, una traduzione russa, ho lavorato per niente».
Questo è l’ingresso di Dostoevskij nell’arena letteraria.
Il resto è qui: clic

Sono stato in Russia, a Pietroburgo e a Mosca, a fare la guida turistica per Gogol’ Maps, un viaggio sui luoghi dove è nata la letteratura russa, e mi son successe due cose stranissime.
[Domani, sul Fatto quotidiano, Diario di un filorusso, nuovo capitolo (illustrazione di Noemi Vola)]

Ecco, la cosa incredibile, di Dostoevskij, noi possiamo leggerlo o non leggerlo, ma lui, nelle cose che ha scritto, ci ha letto, come siam fatti prima ancora che venissimo al mondo.
Continua qui: clic
Oggi, a Ovada, l’ultimo monologo su Delitto e castigo

Ci vediamo in agosto lo facciamo a fine luglio perché poi io vado in Russia, lo facciamo il giorno prima di partire, come la rivoluzione d’ottobre, che c’è stata in novembre, cioè, il contrario.
Qui: clic

A differenza di sua sorella, lei non era affatto brava a mentire.
[Domani, 21 luglio, a Viareggio, alle 19, Una casa da svuotare con Veronica Galli]
