23 aprile – Instagram
Giovedì 23 aprile,
alle 13 e 30,
sul mio profilo Instagram
parlo delle cose che succedono
da qui a fine maggio.


Giovedì 23 aprile,
alle 13 e 30,
sul mio profilo Instagram
parlo delle cose che succedono
da qui a fine maggio.

Venerdì 24 aprile,
a Iglesias,
al Teatro Elecra,
alle 18 e 30,
Chiudo la porta e urlo.

Sabato 25 aprile,
a Iglesias,
alle 11,
in piazza Municipio,
parlo di Una brutta voglia
di Anna Schirru
con Anna Schirru.

Mercoledì 6 maggio,
a Milano,
dovrei fare qualcosa su
Čechov ma non so ancora bene.

Giovedì 7 maggio,
a Scandiano,
biblioteca comunale,
alle 21,
sono con Alessandro Milan
a parlare
dei libri della
sua vita.

Venerdì 15 maggio,
alle 19 e 30,
al salone di Torino,
Piazzale Oval,
Sala Viola,
La piccola Battaglia
portatile.

Sabato 16 maggio,
a Torino,
al salone,
Centro congressi,
Sala Madrid,
tra le 15 e le 16
Valerio Magrelli parla del Misantropo,
io parlo di La vita è orribile e meravigliosa.

Domenica 17 maggio,
al salone di Torino,
La pista 500,
alle 16,
Non è colpa dello
specchio se le facce sono storte
Diario un filorusso.

Mercoledì 24 giugno,
a Cervia / Milano Marittima
Arena Stadio dei Pini,
alle 21 e 30
La libertà. Primo episodio.
Informazioni e prenotazioni:
Clic

O quando siamo arrivati a casa, eran due giorni che non vedeva il suo gatto, l’ha preso da terra gli ha detto: «Pepe, abbracciami».
[Domani, 23 aprile, alle 13 e 30, sul mio profilo Instagram, parlo di quello che succede da qui a fine maggio]

Sto lavorando al Maestro e Margherita, dove, al capitolo 28, si parla dei i negozi dove si poteva pagare solo in valuta, che c’erano anche quando ci sono andato io, nel 1991. La prima volta che sono andato in Russia era il 1991, e era un periodo, la fine della perestrojka, che il paese era in una condizione stranissima.
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Parlo spesso della Russia, nelle cose che scrivo, e per anni ho avuto l’impressione di parlare di cose esotiche, lontane, che non interessavano a tutti; dopo, nel 2022, improvvisamente la Russia è diventato un argomento d’attualità e è stato strano.
Questa settimana, non so perché, mi è venuto in mente di leggere, per Stare male, una cosa del 2002 che si intitola Le agenzie ippiche e che parla di quando ero in Russia nel 1993 e c’è stata una specie di rivoluzione e, ho cominciato a leggerlo, ho avuto ancora quella vecchia impressione di parlare di una cosa esotica che non interessa a nessuno. È un po’ lungo, si intitola Le agenzie ippiche, l’ho pubblicato per la prima volta in Pubblici discorsi e poi è finito dentro qualche romanzo, per registrarlo uso un microfono nuovo se mi fate sapere se si sente bene o male vi sono grato.
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Grande partita, credo.
Non l’ho vista, non lo so, ma ne conservo un bellissimo ricordo.
State bene.
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La nebbia è come il futuro, da lontano la vedi e pensi che, appena ci arrivi, ci vivi dentro, la tocchi, la respiri, magari la mangiu, se ti va. Invece no. Fai un passo e si allontana. E, infatti, come il futuro, praticamente, non arriva mai.
Oggi, alle 11 e 30, alla libreria Ambasciatori.

«Noblesse oblige» aveva commentato il gatto e aveva allungato a Margherita un calice pieno di liquido trasparente.
«È vodka?» aveva chiesto piano Margherita.
Il gatto, offeso, era saltato sulla sedia.
«Per carità, regina» aveva gracidato. «Le sembra che mi sarei permesso di offrire della vodka a una signora? È alcool puro».
[La traduzione più lunga della mia vita]

A me, una delle cose che mi piace è stancarmi, così dopo sono uno che si è stancato.

E se dovessi scrivere un monologo teatrale, su Renzo, come probabilmente dovrei fare se si facesse quello spettacolo che non faremo mai, forse lo intitolerei Le poche cose che so di mio babbo Renzo, forse.
Non sono sicuro.
Oppure Una persona che non ho mai incontrato, mio babbo Renzo.
Non saprei.
Oppure Mio babbo Renzo costruiva le case.
Non so.
