12 settembre – Versiliana
Sabato 12 settembre,
alla Versiliana,
sono alla festa del
Fatto quotidiano,
seguono dettagli.


Sabato 12 settembre,
alla Versiliana,
sono alla festa del
Fatto quotidiano,
seguono dettagli.

Il campionato di calcio di serie A, per una squadra come il Parma, è interessantissimo, ogni settimana può succedere il disastro lunedì andiamo a Como sono curioso.
Il resto è qui: clic

Apro una parentesi. Oggi il presidente del consiglio, in Italia, è Giorgia Meloni. Prima di lei era Mario Draghi, prima di Draghi, Giuseppe Conte, prima di Conte, Paolo Gentiloni, prima di Gentiloni, Matteo Renzi. Fine della parentesi.
[il discorso che ho fatto il 4 settembre a Mosca, il resto è qui: clic]

Come tradurre dal russo il verbo ljubit’ (amare), uno dei due discorsi che ho fatto a Mosca
Qui: clic

La scena che mi piace di più, della seconda parte di Anna Karenina, è la scena dell’ippodromo, dove Vronskij corre in sella a una cavalla meravigliosa, Frou Frou, qualche ora dopo aver saputo che la sua amante, Anna, che guarda dalla tribuna, è incinta, aspetta un bambino da lui. Il marito, Aleksej Karenin, un funzionario di stato importante che sospetta che loro due abbiano una relazione, è in tribuna anche lui e Tolstoj, questa scena, nei capitoli XXV, XXVIII e XXIX, ce la racconta dal punto di vista di Aleksej Vronskij, dal punto di visa di Anna Karenina e dal punto di vista di Aleskej Karenin. Leggo questi tre capitoli per il podcast Stare male (per gli abbonati a State bene Bombé) nella traduzione di Pietro Zveteremich. Si trova qui: Clic

Poteva andare peggio nel senso che ho rischiato di vederla al Tardini, di fare 180 chilometri tra andata e ritorno, di prendere l’acqua (alla fine è piovuto) invece sono rimasto a Bologna a guardarla su Italia 1 e a scuotere la testa sopra il divano. clic

Buongiorno, sono molto contento di essere qui per la seconda volta, la prima volta è stato due anni fa, nel 2024.
Mi presento, mi chiamo Paolo Nori, sono italiano, sono nato a Parma nel 1963, ho cominciato a studiare russo nel 1988, e l’ho studiato fino al 1996 quando ho deciso di provare a diventare uno scrittore e di smettere con lo studio della lingua e della letteratura russa. Poi, però, dopo che sono usciti i miei primi romanzi, siccome i miei editori italiani sapevano che sapevo il russo mi hanno chiesto se volevo tradurre qualcosa dal russo e io volevo e ho tradotto Puškin, Gogol’, Lermontov, Turgenev, Dostoevskij, Tolstoj, Leskov, Gončarov, Čechov, Bulgakov, Chlebnikov, Charms, i fratelli Strugackij e Venedikt Erofeev, che è una lista che avevo detto anche due anni fa si vede che mi piace, vantarmi degli autori russi che ho tradotto.
[Venerdì, a Mosca, leggo un paio di discorsi brevi al congresso dell’Institut perevoda]

La cosa che ho detto più spesso in questi ultimi anni è che in questi ultimi anni la cosa che ho detto più spesso è che a me piacciono due cose che fanno piangere, la letteratura russa e le partite del Parma.
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Intanto, l’arbitro, così non ne parliamo più.
Quando, ogni tanto succede, ai tifosi del Parma sembra che l’arbitro arbitri a favore della squadra avversaria, gli ultras di solito fanno partire un coro che dice «Come la Juve, voi siete come la Juve», e di solito i tifosi avversari si arrabbiano molto. L’altro giorno, allo stadio della Juventus che si chiama Allianz, i Boys del Parma non c’erano per protesta contro il costo dei biglietti altrimenti, alla fine della partita, credo che avrebbero cantato «Come la Juve, voi siete come la Juve», e questo per via dell’arbitro: clic

Io, la cosa che ho detto più spesso in questi ultimi anni, che a me piacciono due cose che fanno piangere, la letteratura russa e le partite del Parma. Qualcuno pensa che questo voglia dire che il Parma perde spesso, e il Parma perde abbastanza spesso, effettivamente, ma io non piango quando il Parma perde,
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