19 febbraio – Bologna
Giovedì 19 febbraio,
alla Libreria Coop Ambasciatori,
a Bologna
presento Non scrivere di me,
di Veronica Raimo,
con Veronica Raimo.


Giovedì 19 febbraio,
alla Libreria Coop Ambasciatori,
a Bologna
presento Non scrivere di me,
di Veronica Raimo,
con Veronica Raimo.

Domenica 22 febbraio,
al teatro Savoia di Campobasso,
alle 19,
racconto Delitto e castigo.

«La verità è che, prima di tutto, ti fa male la testa, e ti fa così male che, da vigliacco, pensi alla morte. Non solo non hai le forze necessarie per parlare con me, fai anche fatica a guardarmi in faccia. E adesso, io, senza volerlo, sono il tuo carnefice, cosa che mi amareggia. Tu non riesci neanche a pensare e sogni solo di essere vicino al tuo cane, l’unico essere vivente, evidentemente, al qual sei affezionato. Ma le tue sofferenze adesso finiscono, il mal di testa passerà».
[Sto sempre traducendo Il maestro e Margherita]


Ero tranquillissimo.
Abbiamo fatto gol subito, eravamo 11 contro 10, ero tranquillissimo.
Guarda, pensavo, la prima volta che siamo in vantaggio che non ho paura che gli altri pareggino. Dopo han pareggiato.
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Ieri mi è arrivato un pacco io ho pensato che erano le scarpe da correre, le Hoka, ero contento, dopo l’ho aperto, erano dei quaderni A4. Stamattina, ero in giro con Nador, che adesso è lì che si riposa, ho pensato che io non le ho mica ordinate, le Hoka. La mia stima per me stesso diminuisce giorno per giorno.

Perché nella letteratura russa i self-made man, quelli che sono artefici della propria fortuna, questi uomini attivi, infaticabili, come Stol’c, in Oblomov, invece di essere celebrati vengono presi per il culo, mi sembra.
[Domenica 22 febbraio, a Campobasso, racconto Delitto e castigo]

E, tra le altre cose, racconto il mio contributo all’avanguardia russa, che leggo domani, a Bergamo, al teatro Donizetti insieme a delle altre cose.
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Razumichin propone a Raskol’nikov di aiutarlo a tradurre un saggio dal tedesco (il saggio si intitola È un essere umano la donna?).
Raskol’nikov non lo traduce, non si accorge nemmeno che Razumichin gli ha chiesto di tradurlo, perché da questo momento, da quando è uscito da questa casa dopo aver ucciso, da questo momento Raskol’nikov non ha un attimo di requie.
Se uccidi qualcuno, dopo, non hai un attimo di requie, ti vien da pensare dopo che hai letto Delitto e castigo.
[Stasera, 20 e 10, a Radio 3 suite, parlo del racconto di Delitto e castigo]

Poco, mi serve. Una crosta di pane, un ditale di latte, e questo cielo, e queste nuvole.
Velimir Chlebnikov
Sabato, al teatro Donizetti di Bergamo, Pietroburgo e le avanguardie

Ricordo che mia madre
entrava nella mia stanza
ed era maggio
e i grilli cucivano la campagna
là lontano.
Nell’aria dolce
come dopo una febbre
stavamo in quel silenzio
che entrava dappertutto.
Nino Pedretti
[Epigrafe della nuova edizione, rivista e ampliata, della Piccola Battaglia portatile che esce il 12 maggio]

Lo stadio di Bologna è a 500 metri da casa mia, e quando c’è Parma Bologna è come se giocassi in casa, in un certo senso.
Quando penso alla partita più memorabile, tra tutte quelle che ho visto nella mia vita, penso a una partita che si è giocata allo stadio Dall’Ara di Bologna il 18 giugno del 2005, spareggio di ritorno per non andare in serie B.
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«Ossignore, pof, pof, pof,
C’è il poeta Mariengof.
Molto beveva, molto mangiava,
Senza mutande in giro andava».
Mariengof e Gogol’ Maps, qui: clic
