13 ottobre – Firenze
Martedì 13 ottobre,
a Firenze,
al Teatro Puccini,
alle 21,
racconto
Il maestro e Margherita.


Martedì 13 ottobre,
a Firenze,
al Teatro Puccini,
alle 21,
racconto
Il maestro e Margherita.

Giovedì 15 ottobre,
a Palermo,
al teatro Orione,
alle 21,
racconto
Il maestro e Margherita.

Sabato 17 ottobre,
a Osimo,
al Teatro La nuova Fenice,
alle 21,
racconto
Il maestro e Margherita.

Domenica 18 ottobre,
a Torino,
al Circolo dei lettori,
alel 17,
L’amore è una banana.

Martedì 20 ottobre,
alla libreria La forma del libro,
a Padova,
alle 18 e 30,
L’amore è una banana
con Andrea Pennacchi.

Mercoledì 21 ottobre,
su Zoom,
alle 19,
per gli abbonati a State bene Bombé,
con Pietro Sermonti presentiamo
L’amore è una banana.

Giovedì 22 ottobre,
a Milano,
alla libreria Rizzoli,
alle 18 e 30,
con Alberto Rollo
presentiamo
L’amore è una banana.

Venerdì 23 ottobre,
dalle 9 in poi,
sono a Radio 24,
a Uno nessuno e centoMilan
a parlare,
con Alessandro Milan,
dell’Amore è una banana.

Venerdì 23 ottobre,
alla libreria Feltrinelli di Parma,
alle 18,
L’amore è una banana.

Sabato 24 ottobre,
a Verona,
al Teatro Nuovo,
alle 21,
racconto Il maestreo e Margherita.

Lunedì 26 ottobre,
a Bologna,
alla libreria Coop Ambasciatori,
alle 18
presento I luoghi a cui appartieni
con Chiara Donadi.

Martedì 27 ottobre,
a Genova,
al teatro della Tosse,
Sala Trionfo,
alle 21
racconto
Il maestro e Margherita.

Mercoledì 28 ottobre,
a Firenze,
al gabinetto Vieusseux,
alle 17 e 30,
con Guido Carpi
parliamo di Dostoevskij e
dell’Idiota.

Un ragazzo, ieri, a Bologna, dopo la lettura del Maestro e Margherita dove dicevo che questa foto probabilmente, è un falso, perché sono stato tante volte agli stagni del Patriarca e non ho mai visto questo cartello, mi ha detto che lui c’è stato quest’anno, all’inizio di agosto, e l’ha visto, e mi ha fatto vedere la foto. Mi è venuto il dubbio che faccia anche lui parte del complotto che ci vuole far credere che questa foto esiste e gli chiederei di mandarmela, a paolo punto nori chiocciola gmail punto com, così la esaminiamo per bene.
Grazie!
Al resto (per gli abbonati a Bombé) si arriva da qui: clic

Roberto, come gli altri invitati (Veronica Raimo, Pietrangelo Buttafuoco, Gherardo Colombo, Annalisa Cuzzocrea, Alessandro Milan, Dario Ferrari, Carlotta Natoli, Gabriella Caramore) ha raccontato i 5 libri della sua vita, e ne è uscito un monologo teatrale stupefacente, secondo me. Nei prossimi giorni, con Roghers produzioni, che ha gestito il festival, mettiamo online anche gli altri interventi, forse
Si trova qui: clic

Eravamo ancora ai Fratelli Karamazov che ho visto scritto, in alto, sul telefono, Inter Parma 1 – 0. E, poco dopo, eravamo ancora ai Fratelli Karamazov, Inter Parma 2 – 0. E qualche minuto dopo, avevamo forse appena cominciato a parlare di Pena e retribuzione, Inter Parma 3 – 0.
Il resto è qui clic

Ma è vero quell’episodio di Gerry Scotti e del suo picco di notorietà a inizi 2000, quando a Passaparola lei era la risposta di un quiz?
È vero, e mi dispiace che ci sia, in Italia, una persona che ha perso una cifra significativa perché non conosceva il cognome dell’autore di Bassotuba non c’è.
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Nekrasov va da Belinskij col manoscritto di Povera gente e gi dice: «Ho trovato un nuovo Gogol’».
Sembra che Belinskij gi risponda «Da voi i nuovi Gogol’ crescono come i funghi, ne trovate uno a settimana. Comunque», aggiunge, «lasciatelo lì, il manoscritto, quando ho tempo lo leggo».
Trova il tempo, lo legge, convoca questo ragazzo a casa sua, un appartamento in una grande casa al numero 68 della prospettiva Nevskij, all’angolo con la Fontanka e gli dice «Nekrasov ha torto, voi non siete il nuovo Gogol’, voi siete andato più avanti, di Gogol’. Io non so come fate, che siete giovane come l’acqua, ma voi, con la vostra arte, ci fate vedere delle cose che noi critici ci mettiamo degli anni, a spiegare, voi non vi rendete forse conto nemmeno voi, di quel che avete scritto, ma sappiate che avete un grande talento, tenetelo da conto», dice Belinskij a un Dostoevskij ventitreenne che, pochi minuti dopo, sceso sulla prospettiva Nevskij, sul ponte Aničkov, guarda l’acqua nella Fontanka, un altro dei canali che attraversano il centro di Pietroburgo, e gli sembra come sempre, guarda il cielo, gli sembra come sempre, guarda i passanti indifferenti che lo incrociano sulla prospettiva Nevskij e gli sembrano come sempre, ma, dentro di sé, ha l’impressione che sia tutto cambiato e si chiede «Ma davvero, sono così grande?»
E Povera gente, il romanzo che l’ha reso così grande, è oggi, nella nuova traduzione di Verdiana Neglia, tra le vostre mani.
Buona lettura.
[Mi sono arrivate le copie della nuova edizione di Povera gente tradotto da Verdiana Neglia per Neri Pozza, esce il 16 ottobre, clic]

Il Dizionario dei soprannomi della città di Roma diventerà un libro di Mondadori e lo scriveranno i partecipanti a un corso in presenza che si fa alla libreria Giufà in novembre.

E questa è Ànnuška, che è una delle 18 persone che abitavano nell’appartamento in comune dove abitavano anche Bulgakov e la prima moglie, Tat’jana Lappa, Ànnuška è quella che teneva sempre occupata la cucina perché, il suo mestiere, fare il samogon, cioè la vodka fatta in casa, e per portarla fuori usava dei bidoncini e, delle volte, le tremavano le mani, versava la vodka giù per le scale.
E, non so a voi, a me ricorda il personaggio di un romanzo russo che versa l’olio in una piazzetta qua vicino, e che si chiama, guardacaso, Ànnuška, e su quell’olio versato scivola Berlioz proprio nel momento che passa il tram, una sfortuna, incredibile.
[Domani, a Venaria Reale, leggo per la terza volta il monologo sul Maestro e Margherita e ogni volta che lo leggo poi lo correggo quindi un certo senso è una prima, quella di domani, ma credo che lo correggerò anche per la data dopo, quella di Bologna (foto di @claudiosforza_photography)]

L’altro giorno, ero a Perugia, Marco Pierini mi ha passato una chiavetta con la registrazione del concerto del 24 aprile 2012 dei Nuovi Bogoncelli, a Modena.
I Nuovi Bogoncelli sono un gruppo musicale di gente che non sa suonare, nato dopo lo scioglimento dei Bogoncelli, che erano le stesse persone, stesse canzoni, stessa scaletta, cambiava solo il nome.
Ho provato a cercare nelle cose che ho scritto qualcosa sui nuovi Bogoncelli, ho trovato, in Pubblici discorsi, un pezzo sulle bandiere anarchiche dove vengono citati. Lo metto qua sotto con una foto di Proudhon. Non so se consigliare o no l’ascolto (non sapevamo suonare), però, nel caso, buona lettura, buon ascolto, e state bene.
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Parlare d’amore è un po’ un disastro. C’è un racconto di Čechov, si intitola Nemici, dove c’è scritto che gli innamorati si campiscono meglio, tra di loro, quando tacciono.
[Oggi a Roma, con Veronica Raimo, domattina a Radio 2 social club, domani sera a Mestre]
