21 marzo – Santarcangelo
Sabato 21 marzo,
a Santarcangelo di Romagna,
al Supercinema,
alle 21,
Vi avverto che vivo
per l’ultima volta,
Noi e Anna Achmatova.


Sabato 21 marzo,
a Santarcangelo di Romagna,
al Supercinema,
alle 21,
Vi avverto che vivo
per l’ultima volta,
Noi e Anna Achmatova.

Giovedì 26 marzo,
alle 18 e 30,
sono a Casa Manzoni
con altri a
parlare del Meridiano
di Antonio Pennacchi

Mercoledì 24 giugno,
a Cervia / Milano Marittima
Arena Stadio dei Pini,
alle 21 e 30
La libertà. Primo episodio.
Informazioni e prenotazioni:
Clic

– Dostoevskij è morto.
– Protesto, Dostoevskij è immortale.
Oggi è l’ultimo giorno per iscriversi a questo corso: clic

In appendice a Non è colpa dello specchio se le facce sono storte c’è il testo dello spettacolo teatrale La libertà. Primo episodio; l’ho registrato come se fosse un audiolibro, e comincia così:
E una volta, in Russia si votava, un quotidiano mi ha chiesto non chi vinceva, che quello si sapeva, mi hanno chiesto cosa pensavo delle elezioni in Russia, e a me son venute in mente le elezioni in Emilia, e mi è venuto da pensare che io, in Emilia, non ero governato dalla giunta regionale emiliana, né dalla giunta comunale di Casalecchio di Reno, che è il posto dove abito, né son stato governato da quella di Parma, che è il posto dove ho abitato per tantissimo tempo. No. Io, a ripensare al Maestro e Margherita di Bulgakov, che nelle prime pagine c’è una signora che ha un chiosco di bevande nel centro di Mosca e apre due succhi di albicocca e intorno si spande odore di pettinatrice, e io, da quando ho letto quella cosa lì, tutte le volte che sento odore di pettinatrice penso al Maestro e Margherita, e se non avessi letto Il maestro e Margherita probabilmente non avrei mai riconosciuto, nella mia vita, l’odore di pettinatrice, o a ripensare alle poesie di Chlebnikov, e «Le ragazze, quelle che camminano, con stivali di occhi neri, sui fiori del mio cuore», o alle cose che ha scritto Charms, e «Quando compri un uccello, guarda se ci sono i denti o se non ci sono» e «Se ci sono i denti, non è un uccello», a me è venuto da pensare che io, invece che dai vari governi Pentapartito o monocolore che si dice si siano alternati alla guida del paese negli anni della mia adolescenza e della mia giovinezza, io, piuttosto che da loro, sono stato governato da Bulgakov, da Chlebnikov, da Charms, da Mandel’štam, da Blok, da Puškin, da Anna Achmatova, da Lev Tolstoj, da Gogol’, da Dostoevskij, da Venedikt Erofeev, da Iosif Brodskij, da Ivan Gončarov, e sono stato, a volte, per degli attimi, per dei giorni, per dei mesi, un suddito felice e riconoscente.
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Mia nonna Carmela si chiamava Carmela e era comunista
Mio nonno Gaspare si chiamava anche lui Gaspare e era anarchico e comunista.
Mia mamma Liliana si chiamava, come si può immaginare Liliana e era socialista.
Mio babbo Renzo si chiamava Renzo e era anche lui socialista.
Io mi chiamo Paolo e non so cosa sono.
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Dopo, se guardate la classifica su Diretta punto it, il Parma è l’unica squadra, in serie A, che nelle ultime 5 partite non ne ha persa neanche una.
State bene.
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Può darsi che sul pianeta Marte ci sia qualcuno più intelligente di me. Sul pianeta Terra ne dubito fortemente.

Un secolo più tardi, quando il poeta Osip Mandel’štam muore in un gulag, sua moglie, Nadežda, scrive che il marito le aveva detto, una volta: «Da noi si uccide per la poesia; a conferma dell’eccezionale considerazione in cui la poesia è tenuta».
Ecco.
Questo mi sembra un esempio significativo, del valore della letteratura, in Russia.
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Quando comincia una cosa nuova, non so mai da dove cominciare.
Come la prima volta che ho scritto un romanzo, che non sapevo come si faceva, a scrivere un romanzo.
Difatti, non è venuto tanto bene, il primo romanzo che ho scritto.

Sempre bello quando un libro di Dostoevskij torna in libreria, ma se qualcuno fosse indeciso se leggere o meno questo racconto io gli risponderei che secondo me è meglio di no.


Vivere una vita non è attraversare un campo credo sarà, prima o poi, il titolo di un mio romanzo, per il momento è il titolo del piccolo discorso sul dolore che sto scrivendo e che dirò tra qualche mese in un posto che non sono sicuro di essere autorizzato a dire che posto è e quindi, per il momento, non lo dico. Fine.


a me una volta è venuto da pensare che io ormai è una vita, che sono sul punto di rassegnarmi, e forse è per quello, che mi trovo così bene su quei treni, perché sembrano treni che non ce la fan quasi più, che sono sul punto di rassegnarsi.
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