Scuola elementare.

Diciamo

martedì 26 Maggio 2020

È degli uomini diciamo speculativi, la capacità di estrarre da una condizione infelice una certa felicità, una sottile allegria.

[Leonardo Sciascia, A futura memoria, Milano, Bompiani 2000, p. 85]

Un manuale

lunedì 25 Maggio 2020

Per scrivere ci vogliono due cose, una macchina da scrivere, e una sedia. Esistono solo le cose che si fanno tutti i giorni. Un uomo libero, quando è sconfitto, non dà la colpa a nessuno. Questo è tutto quello che bisogna sapere per scrivere un romanzo bellissimo.

Di imitare

lunedì 25 Maggio 2020

C’era uno che era stato capace di dire che se vogliamo avere una parte più importante, la parte dell’uomo libero, dobbiamo essere capaci di accettare, o almeno imitare, il modo in cui un uomo libero è sconfitto. E un uomo libero, quando è sconfitto, non dà la colpa a nessuno.

[Iosif Brodskij, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Confessione

domenica 24 Maggio 2020

Io faccio lezione a distanza, faccio gli esami a distanza, faccio il relatore di una tesi a distanza, e faccio yoga, a distanza, son proprio un fascista.

Eppure

domenica 24 Maggio 2020

«Eppure devo morire!» disse (e per poco non aggiunse “Un uomo come me!”).

[Fëdor Dostoevskij, L’idiota, traduzione di Licia Brustolin, Milano, Garzanti 2000, p. 604]

Undici russi

domenica 24 Maggio 2020

La libreria Verso di Milano mi ha chiesto 10 titoli russi per uno scaffale di letteratura russa da mettere in libreria, ne ho scelti 12:
Aleksandr Puškin, Umili prose, che raccoglie in un libro solo le prose che Puškin ha pubblicato in vita (I racconti di Belkin; La donna di picche, Kiržali, La figlia del capitano);
Nikolaj Gogol’, Anime morte;
Michail Lermontov, Un eroe dei nostri tempi;
Ivan Turgenev, Padri e figli;
Ivan Gončarov, Oblomov;
Fëdor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo;
Lev Tolstoj, La morte di Ivan Il’ič;
Viktor Šklovskij, Zoo o lettere non d’amore;
Michail Bulgakov, Il maestro e Margherita;
Il’ja Il’f e Evgenij Petrov, Le dodici sedie;
Arkadij e Boris Strugackij, Picnic sul ciglio della strada.
Venedikt Erofeev, Mosca – Petuški.

Esattamente

sabato 23 Maggio 2020

Uno aveva visto arrivare un poliziotto, si era spaventato, poi il poliziotto aveva chiesto:
Lei si è sdegnato di smarrire il proprio naso?
Esattamente.
E’ stato trovato.

[Nikolaj Gogol’, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Che dispiacere

venerdì 22 Maggio 2020

Dopo tanti romanzi in prima persona, ne ho scritto uno in terza persona, che tra un po’ esce, e intanto che lo correggevo mi è venuto in mente Dino Risi quando ha detto a Nanni Moretti «Spostati, che voglio vedere il film». Qui, ho provato a spostarmi, non so se ci sono riuscito.

Coraggio pure

venerdì 22 Maggio 2020

Accendo la radio, c’è il presidente del consiglio, che parla. Quando abitavo in Russia, che accendevo la televisione, spesso c’era Putin, che parlava, ma non così spesso, se non ricordo male.

Gli uomini devono essere buoni

giovedì 21 Maggio 2020

Il crimine ha una propria causa così come ce l’ha una malattia, e il modo di affrontare razionalmente un qualsiasi stato di anormalità consiste nel rimuoverne la causa.
«Un medico chiamato a curare una febbre tifoide cercherebbe probabilmente di individuare l’origine dell’acqua bevuta dal paziente, dopodiché, individuato il pozzo, ordinerebbe di ripulirlo per evitare che altri possano ammalarsi. Se per curare la febbre tifoide chiamassimo invece un giudice, questi infliggerebbe al paziente trenta giorni di carcere, pensando che, così, nessun altro oserebbe bere l’acqua impura. Se il paziente dovesse guarire in quindici giorni, sarebbe ugualmente tenuto a scontare la pena fino alla fine; e se, trascorsi i trenta giorni, la malattia dovesse essere peggiorata, il paziente sarebbe ugualmente rilasciato, perché la pena inflitta sarebbe stata scontata.
Di norma, i giudici non sono scienziati: pensano che per rendere buoni gli uomini ci sia un solo modo, che consiste nel terrorizzarli affinché non osino fare il male.

[Meyer Levin, Compulsion, traduzione di Gianni Pannofino, Milano, Adelphi 2017, p. 527]