Scuola elementare.

Perché non lo faccio?

sabato 22 20 Febbraio20

Ora nel vostro libretto ho letto il Mastro di posta, e vi voglio dire, matočka, che capita di vivere e di non sapere che lì, accanto a te, c’è un libretto nel quale tutto la tua vita è esposta come sul palmo di una mano. E quello che prima a te era incomprensibile, adesso, appena comincia a leggere questo libretto, a poco a poco tutto ti viene in mente, e lo scopri, e lo decifri. e infine ecco ancora perché mi sono innamorato del vostro libretto: ci sono altre opere, qualsiasi esse siano, che per quanto tu le legga, per quanto ti ci impegni, sono scritte con una tale arguzia che è come se tu nemmeno lo capissi. Io, per empio, per mia natura, sono ottuso, di modo che non posso leggere opere troppo importanti; mentre questa la leggi, ed è come se l’avessi scritta tu steso, proprio come se, parlando grosso modo, tu avessi preso il tuo proprio cuore, così com’è, l’avessi rivoltato da una parte all’altra di fronte alla gente, e avessi descritto tutto nel dettaglio, ecco com’è! Sì, e la cosa è pure semplice, in nome di Dio; ma sì, davvero, anch’io l’avrei scritto così; e perché mai non lo faccio?

[Makar Devuškin, protagonista di Povera gente di Dostoevskij, scrive a Varen’ka Dobroselova come gli è sembrato uno dei Racconti di Belkin, di Puškin; in Fedor Dostoevskij, Povera gente, a cura di Serena Prina, Milano, Feltrinelli 2017, pp. 93-94]

Dove sono capitato

sabato 22 20 Febbraio20

Uno ha appena detto che lui dice sempre tutto quello che pensa. Come se fosse un pregio, l’ha detto.

È finita

venerdì 21 20 Febbraio20

Ho un male che parte dalla chiappa sinistra e si fa tutta la gamba, ho smesso di correre da due settimane; pensavo che passasse, non passava, sono andato dal fisioterapista, mi ha detto che devo fare delle sedute di laser ma che, intanto, posso correre. Son contento, che posso corree, ma un po’ mi dispiace. Perché questo periodo che non ho corso, un po’ mi dispiaceva, che non potevo correre, ma un po’ ero contento perché avevo una scusa. Non era colpa mia. Ecco. Oggi è finita.

Qualcosa

venerdì 21 20 Febbraio20

Quando ero piccola pensavo che la frontiera fosse il cerchietto per tenere fermi i capelli. E pensavo che a Giochi senza frontiere si potesse partecipare solo con i capelli sciolti.

Paola Ragone in qualcosa n. 7

[Sabato 29 febbraio, a Bologna, in salaborsa, alle 15, riunione di Qualcosa, aperta a tutti]

No

giovedì 20 20 Febbraio20

Negli ultimi venti minuti, ho chiesto un francobollo in tre tabaccherie, in tutte e tre dovevano arrivare. Ma io non mi arrendo.

Su una zampa

giovedì 20 20 Febbraio20

La zanzara dello Zambia
quando zompa su una zampa
da Kasempa alla Tanzania
mica danza, mica smania,
mica semina zizzania,
sente solo che uno zampi-
rone brucia nella stanza.

[Toti Scialoja, La zanzara senza zeta, Macerata, Quodlibet 2018]

Stamattina

mercoledì 19 20 Febbraio20

Stamattina un libraio mi ha detto al telefono «Oh, è incredibile, I russi sono matti sta vendendo benissimo». Calcando su “incredibile”.

Uno spot

mercoledì 19 20 Febbraio20

Questo è uno spot che sta andando su Radio popolare (illustr. di Noemi Vola, montaggio di Andrea Cardoni): il primo che indovina la musica che c’è sotto vince una copia della Notte prima di natale, di Gogol’ (le risposte a paolo punto nori chiocciola gmail punto com):

Nessuno

martedì 18 20 Febbraio20

E niente. Quelli che il calcio mi hanno chiamato ancora a non dire niente domenica prossima per Torino Parma. Si vede che proprio non hanno trovato nessuno.

Dal 20 febbraio

lunedì 17 20 Febbraio20

Io sono quello che non ce la faccio.

[La nuova edizione di Bassotuba non c’è negli Oscar 451 Mondadori, che io pensavo uscisse il 20 febbraio, in realtà, mi hanno detto, è già in libreria dal 13 febbraio]