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Pubblici discorsi

29 settembre – Torino

Giovedì 29 settembre,
a Torino,
al circolo di lettori,
in via Bogino 9,
alle 18 e 30,
Animali straordinari e infraordinari,
con Ermanno Cavazzoni e Leo Ortolani
(dentro Torino spiritualità)

Pubblici discorsi

30 settembre – Andria

Venerdì 30 settembre,
a Andria
all’officina casa del
festival Internazionale Castel dei Mondi
in Via Sant’Angelo dei Meli, 36
alle 20 e 30, Repertori dei matti delle città di Bologna,
Milano, Torino, Roma, Parma, Cagliari, Livorno
e Repertorio dei pazzi della città di Andria con particolare riferimento
al Repertorio dei pazzi della città di
Andria.

Pubblici discorsi

19 ottobre – Parma

Mercoledì 19 ottobre,
a Parma,
da Chuormo,
in via Imbriani 56,
alle 19,
Repertorio dei matti delle città di
Bologna, Milano, Torino,
Roma, Cagliari, Parma,
Livorno e Repertorio dei pazzi
della città di Andria con particolare
riferimento al Repertorio dei matti della città
di Parma.

Pubblici discorsi

11 novembre – Milano

Venerdì 11 novembre,
a Milano,
alla libreria Verso,
in Corso di porta Ticinese, 40,
Undici treni (seguono dettagli)

Pubblici discorsi

16 novembre – Bologna

Mercoledì 16 novembre,
a Bologna,
alle 18,
alla libreria Ambasciatori,
in via degli Orefici 19,
Carlo Lucarelli, Giuseppe Palumbo e Paolo Nori
presentano
Ma il mondo, non era di tutti?
(Marcos y Marcos)

Pubblici discorsi

19 novembre – Milano

Sabato 19 novembre,
a Milano,
alla associazione Italia – Russia,
in via Cadore, 16,
alle 19 (se non sbaglio)
leggo un discorso che si intitola
99 anni dalla rivoluzione russa

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Il deputato Oibò

    mercoledì 28 settembre 2016

    Poeti della rivolta

    «Partì da Roma il deputato Oibò
    Il quindici corrente, a mezzodì;
    Giunse a Torino il sedici – cenò,
    e la mattina dopo ripartì.

    Passò di qua, di là, di qui, di lì…
    Verso Piacenza ha sonnecchiato un po’,
    Alla stazion di Modena tossì,
    A Prato rise, a Terni starnutò;

    Andò ancora alla camera alle tre,
    Diede segno di viva ilarità,
    E alle otto, pare, desinò al caffè.

    Così annunziano i fogli alla città
    Tutte le volte ch’egli muove il piè…
    Mentre lui non sa mai quello che fa!

    [Edmondo De Amicis, Il deputato Oibò, in Poeti della rivolta. Da Carducci a Lucini, a cura di Pier Carlo Masini, Milano, Bur 1978, p. 396]

    Scuola elementare

    La prima cosa che ho scritto

    mercoledì 28 settembre 2016

    La prima cosa che ho scritto oggi è stata la lista della spesa. Buongiorno.

    Scuola elementare

    Livorno

    mercoledì 28 settembre 2016

    Mi hanno invitato al festival Il senso del ridicolo di Livorno, e come sono arrivato mi è venuto in mente Iosif Brodskij, nato a Pietroburgo e emigrato poi in America; quando gli han chiesto che differenza c’era tra l’America e la Russia lui ha detto che, nelle città americane dove aveva vissuto le strade servivano come mezzi di comunicazione e per strada non succedeva niente, mentre a Pietroburgo succedeva tutto per strada; a me Livorno sembra un posto dove succede tutto per strada e mi son ricordato quando ci ero venuto per la prima volta, quindici anni fa, e avevo visto dei bambini giocare a pallone per strada, e mi ero rivisto a giocare a pallone per strada io, nella periferia di Parma, all’inizio degli anni settanta, e ho rivisto quel gesto così bello e così sepolto da una qualche parte nella memoria del mio corpo di coricarmi sopra l’asfalto e di allungarmi il più possibile con il braccio destro per arrivare, sotto una macchina, a togliere il pallone dal radiatore sotto il quale si era andato a incastrare. Mi hanno invitato a Livorno per fare una lettura dai repertori dei matti delle città di Bologna, di Milano, di Torino, di Roma, di Cagliari, di Parma, di Andira e di Livorno, che sono dei libri che da un paio d’anni curo per la Marcos y Marcos, sul modello del Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo. Dal 2015, con una ventina di scrittori per ciascuna delle città interessate, repertoriamo i matti della città e a Bologna, che è il primo repertorio che abbiamo fatto, una ragazza che di mestiere fa la redattrice per delle case editrici e che si chiama Chiara ha tirato fuori questo matto qui: «Uno era il migliore amico di Michael Jackson. Lo aveva conosciuto quando Michael Jackson aveva dovuto rifare il bagno nella sua casa di Parigi e si era rivolto alla Manutencoop. La Manutencoop aveva mandato lui, che era il fontaniere di fiducia, e così lui era partito per Parigi con i suoi attrezzi da fontaniere e un sacchetto di tortellini, che non sai mai bene quello che trovi da mangiare quando vai in giro. La casa di Michael Jackson era piena di cose meravigliose che Michael Jackson gli aveva fatto vedere; poi Michael Jackson gli aveva chiesto di trasformare il gabinetto in modo che venisse su dal pavimento, premendo un tasto, solo nel momento del bisogno poi, finito il bisogno, premendo un altro tasto tornasse giù e sparisse sotto le piastrelle. A un certo punto si era fatta l’ora di mangiare, e lui aveva tirato fuori i suoi tortellini da cuocere; Michael Jackson aveva il suo mangiare speciale, ma quando aveva visto i tortellini gli aveva chiesto di fare cambio e gli erano piaciuti da matti. A quel punto era nata l’amicizia e così, entrati in confidenza, avevano cominciato a chiacchierare. Poi lui si era messo a cantare e a suonare, così, tanto per passare il tempo, e Michael Jackson era rimasto così colpito che gli aveva chiesto per favore di insegnargli a cantare e a suonare, perché – aveva detto – era molto meno bravo di lui».
    Quando l’ho sentito io mi sono accorto che non solo la storia, anche la sintassi e il lessico, erano bolognesi (fontaniere a Bologna è l’idraulico), e ho pensato che stavamo facendo anche un piccolo osservatorio linguistico, forse. Quando poi è uscito il Repertorio dei matti della città di Milano, mi è sembrato che fare il matto a Milano fosse molto diverso da fare il matto a Bologna: i matti bolognesi sembran dei matti che fanno spettacolo della propria stravaganza, e il luogo in cui sono principalmente ambientate le avventure dei matti bolognesi è il bar, mentre il luogo principale dei matti milanesi è la metropolitana, che è anche quello un luogo pubblico ma più solitario. I matti torinesi, invece, per quel che può valere l’esperienza dei nostri libretti, sembrano matti domestici, e il matto più di Torino tra i matti di Torino è forse questo qua. «Uno   telefonava ai vicini per dire che dalla sua finestra vedeva  un quadro storto e  per favore di drizzarlo, se no non riusciva a dormire».
    Io ricorderò questo festival di Livorno anche perché è stato il primo posto dove ho letto in pubblico un matto di Cagliari memorabile e terribile, questo qua: «C’era uno che un giorno stava cagando, quando aveva cominciato ad uscirgli della roba bianca dal culo. “Sembravano le pappardelle Barilla”, raccontava. Allora aveva pensato fossero le sue budella, l’intestino magari, ma non si era preoccupato più di tanto. Stava sempre lì sul cesso quando gli era venuto in mente che però senza intestino non si può mica vivere, e che dunque era bene non perdere le frattaglie. Con calma e coraggio, utilizzando il pollice della mano destra, aveva allora rinfilato tutta quella roba bianca, che era in realtà una tenia, da dove era venuta».
    Dopo ci son state molte altre cose molto interessanti, per esempio il dibattito tra Davide Ferrario e Gianni Canova sul valore comico di Checco Zalone, che ha avuto dei momenti molto belli, ma devo confessare, con un po’ di vergogna, che, per me, la cosa più emozionante del festival è stata la lettura del matto delle pappardelle.

    [Uscito ieri su La verità]

    Scuola elementare

    Stabilire un rapporto con il proprio portafoglio

    martedì 27 settembre 2016

    esploratore-del-proprio-portafoglio

    Di Timofej Kostin, viene da qui: Clic

    Scuola elementare

    Attenzione attenzione

    martedì 27 settembre 2016

    Un-personaggio-in-cerca-di-aurore

    È vietato l’ingresso ai non addetti al lavoro
    È vietato il lavoro ai non addetti all’ingresso
    È ingrassato l’addetto ai non vietati al lavoro
    È lavato il gessetto ai non addetti all’ingrosso
    È ingrossato il divieto ai non lavati di fosso
    È addetto all’ingresso il non vietato al lavoro
    È avvallato il lavoro all’ingresso del foro
    È levato di dosso il divieto del tetto
    È addossato il divieto ai non venati di rosso
    È arrossato il viadotto ai derivati del cloro
    È venduto il cruscotto con paletti di gesso
    È ingessato il bompresso ai maledetti del fosso
    È mozzato il permesso ai garetti del toro
    È maledetto il congresso dei cavilli del moro
    È forato il moretto nei contratti del coro
    È contrito il foretto ai lavori del messo
    È cessato il forzetto al divieto dell’oro
    È venduto il merluzzo non senza decoro
    È dettato il permesso ai verdetti del foro
    È vietato l’ingresso agli addetti al lavoro

    [Bruno Munari, Attenzione attenzione, in Stefano Bartezzaghi, Un personaggio in cerca di aurore, Mantova, Corraini 2016]

    Scuola elementare

    Baistrocchi

    martedì 27 settembre 2016

    Io, la mia vita, se l’avessi dovuta descrivere in un grafico, il cinquanta per cento della mia vita sarebbe stata in una fetta di grafico che indicava dei periodi che mi ero sforzato che la mia vita rimanesse così, il cinquanta per cento sarebbe stato in un’altra fetta di grafico che indicava dei periodi che mi ero sforzato che la mia vita cambiasse.
    Adesso ero in un periodo che mi sforzavo che la mia vita rimanesse così, che non era però una cosa priva di conseguenze.
    Che io ogni tanto, a me, nella mia immaginazione, mi si presentava un personaggio immaginario che mi piaceva moltissimo che ero praticamente io stesso però un me stesso che vedeva le cose con molta più chiarezza di come la vedevo io, come se fosse il protagonista di una canzone, o di una commedia musicale, Il paese dei campanelli, che in quei posti lì, nelle canzoni, nelle operette, nelle commedie musicali, le cose che c’erano dentro erano sempre cose sensate se ci andava a finir dentro una cosa insensata c’era un motivo sensato anche per la presenza di una cosa insensata cioè tutto il contrario della mia vita, che era piena di cose insensate senza motivi sensati, e compariva d’un tratto questo io bello, alto, intelligente, sensato, con i capelli e con un nome sensato, come Gianluca, e mi diceva «Baistrocchi!», mi chiamavo Baistrocchi, «Baistrocchi!» mi diceva Gianluca.
    «Oh», gli rispondevo io.
    «Ma ti piace, a te, questa vita che fai?», mi diceva Gianluca.
    «No», gli dicevo io.
    «E allora perché vuoi che rimanga così?» mi chiedeva Gianluca.
    E io non sapevo più cosa dirgli che a me, il me stesso con i capelli, alto, bello, da operetta, quando mi compariva, era un’apparizione così mortificante che mi ammutoliva, il più delle volte.

    Scuola elementare

    Scuola elementare di scrittura emiliana e letteratura russa

    lunedì 26 settembre 2016

    Ci si può iscrivere ancora qui:
    Clic

    [Che poi è questo: Sono aperte le iscrizioni alla scuola elementare di scrittura emiliana e letteratura russa (con esercizi pratici), dieci incontri di due ore e mezzo, dalle 21 alle 23 e 30 (giovedì 13, 20 e 27 ottobre, giovedì 3, 10, 17 e 24 novembre novembre, giovedì primo, 8 e 15 dicembre all’Atelier Sì di via San Vitale, a Bologna).
    Si tratta:
    dei semicolti e delle loro scritture,
    di letterario e di non letterario,
    del suono e del senso,
    della paura e del riso,
    dell’andare fuori tema,
    dello straniarsi,
    del non sapere,
    delle liste, delle fattografie,
    della storia delle cose,
    della frase,
    della ripetizione della frase,
    dei diversi modi di ripetere la frase,
    della trama e della non trama,
    del tutto e del niente,
    delle biografie,
    delle agiografie e del contrario delle agiografie,
    delle poesie,
    del suono nelle poesie e
    del contrario delle poesie,
    dell’editoria,
    delle pubblicazioni,
    del senso dello scrivere e li si tratta passando attraverso dei capolavori della letteratura russa dell’ottocento, che leggeremo insieme (il cappotto di Gogol’ e La donna di picche di Puškin, per esempio) e dei capolavori della letteratura italiana del 900 che è meglio non anticipar quali sono che sono un po’ una sorpresa.
    Per informazioni info@ateliersi.it, tel. 3290898744]

    Scuola elementare

    Le pappardelle

    lunedì 26 settembre 2016

    Repertorio dei matti della città di Cagliari

    [Ieri, a Livorno, ho letto in pubblico questo matto di Cagliari che non avevo mai avuto il coraggio di leggerlo, prima di ieri]

    C’era uno che un giorno stava cagando, quando aveva cominciato ad uscirgli della roba bianca dal culo. “Sembravano le pappardelle Barilla”, raccontava. Allora aveva pensato fossero le sue budella, l’intestino magari, ma non si era preoccupato più di tanto. Stava sempre lì sul cesso quando gli era venuto in mente che però senza intestino non si può mica vivere, e che dunque era bene non perdere le frattaglie. Con calma e coraggio, utilizzando il pollice della mano destra, aveva allora rinfilato tutta quella roba bianca, che era in realtà una tenia, da dove era venuta.

    Scuola elementare

    E se c’è un’avanguardia

    domenica 25 settembre 2016

    È russa.

    [grazie a Patrizia]

    Scuola elementare

    Perché l’ha scritto

    sabato 24 settembre 2016

    passeggiate con puskin

    Non avrebbe mai scritto Evgenij Onegin se non avesse saputo che non era quello il modo di scrivere.

    [Andrej Sinjavskij, Passeggiate con Puškin, a cura di Sergio Rapetti, Milano, Jaca book2012, p. 72]