Litigare

venerdì 5 Agosto 2022

La prima volta che ho visto Pennacchi, a Bologna, a una presentazione di un numero di Limes, lui ha litigato con uno scrittore che era sul palco con lui. Gli piaceva, litigare. In Camerata Neandertal ha scritto «Non mi diverto a scrivere. Mi diverto a leggere e studiare, e soprattutto a andare in giro per Latina a litigare con quelli che incontro».

[Oggi sul Foglio c’è un pezzetto su Antonio Pennacchi]

A San Siro

giovedì 21 Aprile 2022

«Qui ciascun sugli allora riposa / Io perfino che allori non ho / Ogni fiore si sente un po’ rosa / Ogni fiume si sente un po’ Po».

Ernesto Ragazzoni

Giovedì 28 aprile, a Milano, allo stadio Giuseppe Meazza, sala Executive, ingresso 7, entrata libera, (dalle 9 e 30 alle 18, io ci sono alle 14, registrazione obbligatoria, sansiro@ilfoglio.it) parlo, per 10 minuti, della stagione del Parma Calcio 1913.

Povero Brunetta

martedì 19 Aprile 2022

Dopo contro il Brescia, Brunetta ha un’occasione in contropiede, la può passare a Tutino che è da solo a porta vuota ma tira lui e manca la porta di tre-quattro metri. Non tantissimo. Se uno considera che il campo è lungo più di cento metri, non ha sbagliato di tanto. (Ovvero, povero Brunetta, l’ultimo pezzo sul Parma di questo campionato).

Clic

Edinaja Rossija

domenica 3 Aprile 2022

Si dice: lo zar di tutte le Russie, che sono poi tre: la grande Russia, la piccola Russia (l’Ucraina), la Russia bianca (Bielorussia). Il nome del partito di Putin, Edinaja Rossija (Russia Unita, o Un’unica Russia) potrebbe essere inteso come un programma politico. È stato fondato nel 2001. Domani, su Foglio, intervisto Alessandro Cifariello, che insegna lingua e letteratura russa all’università della Tuscia.

E noi?

lunedì 21 Marzo 2022

All’inizio Blok dice: «Ci sono tetri nomi d’imperatori, di condottieri, di inventori di strumenti di morte, di torturatori e torturati. E, accanto ai loro, un nome lieve: Puškin». E, più avanti, dice «Non fu affatto la pallottola di D’Anthès a ucciderlo. L’ha ucciso la mancanza d’aria». I presenti raccontano che, a sentire quel discorso memorabile, si era reduci dagli anni terribili del comunismo di guerra, e stavano per arrivare gli anni terribili delle purghe staliniane, i presenti si chiesero «E noi? Moriremo per mancanza d’aria?».

[Domani, sul Foglio, un pezzo sull’idea che in Italia abbiamo della Russia]

Se così si può dire

domenica 13 Marzo 2022

a me dispiaceva tanto per quel ragazzo americano che aveva avuto la sfortuna di nascere negli Stati Uniti d’America, e pensavo che culo, se così si può dire, che ho avuto, a nascere nel paese migliore del mondo, l’Unione Sovietica.

[Domani, sul Foglio, traduco e riassumo una lunga intervista che Jurij Dud’ ha fatto a Boris Akunin]

Mi dispiace

lunedì 7 Marzo 2022

Mi dispiace, avrei detto, ma l’Unione Sovietica era un posto bellissimo, che era così grigio, così povero, così misero, così fatto a mano che scintillava di bellezza, di dolore, di amore, di solidarietà, mi dispiace ma a me era sembrato così.

Domani sul Foglio un pezzo lungo

In ucraino e in russo

giovedì 3 Marzo 2022

Ma questo numero di Novaja Gazeta lo pubblichiamo in edizione bilingue: in ucraino e in russo. Perché per noi l’Ucraina non è un nemico, e la lingua ucraina non è la lingua del nemico. E non lo saranno mai. Infine: solo un movimento globale contro la guerra può salvare la vita sul nostro pianeta”:clic

Non comprendere niente

lunedì 28 Febbraio 2022

E ho detto che io, questa cosa che era successa, che da Mosca partissero dei missili diretti a Kiev o a Odessa non la capivo, perché io Kiev la conoscevo dalla letteratura russa, e sapevo, dalla letteratura russa, che il Dnepr è così grande che le aquile che lo vogliono attraversare quando arrivano a metà tornano indietro, e Odessa, la scalinata, la conoscevo dal cinema russo e non capivo come i russi potessero bombardare quelle città delle quali mi avevano fatto innamorare, e che l’unica cosa che sapevo era che mi veniva da piangere. Clic

Rodnoj

domenica 27 Febbraio 2022

moltissimi cittadini russi hanno un parente in Ucraina, o qualcuno che comunque è «rodnoj», che è una parola russa difficile da tradurre e che significa, più o meno, «caro», ma è più forte, viene da rodìt’, che significa partorire, e se un russo ti dice che sei rodnoj vuol dire che si sente legato a te con le viscere, e io ho chiamato due miei amici che vivono a Pietroburgo e che mi chiamano «rodnoj», e gli ho chiesto come stanno e loro mi hanno detto che stanno bene, che sono mortificati da quello che sta succedendo e mi hanno chiesto come stiamo noi e io gli ho detto «Bene» e loro mi han detto «Tenete duro». Loro. A me.
E mi son messo a sentire il primo canale russo, Pervyj kanal, la televisione governativa, e ho sentito che loro non parlano di guerra, parlano di «operazione di denazificazione e smilitarizzazione dell’Ucraina», e mi è tornato in mente quando anche in Italia si diceva che la guerra in Jugoslavia non era una guerra, altrimenti noi non l’avremmo appoggiata, è contro la costituzione, era anche quella lì una qualche operazione adesso non mi ricordo esattamente di che tipo.

[Domani, sul Foglio, ci dovrebbe essere un pezzo mio, lungo, su Russia e Ucraina]