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Pubblici discorsi

3 settembre – Parma

Domenica 3 settembre,
alle ore 11.30,
presso l’Archivio-Museo CSAC,
all’Abbazia di Valserena,
in Strada Viazza di Paradigna, 1,
a Parma,
dentro il Festival Tutti matti per Colorno,
I repertori dei matti delle città di Bologna,
Milano, Torino, Roma, Cagliari, Parma, Andria,
Livorno, Reggio Emilia, Lucera e capitanata e Genova
con particolare riferimento al Repertorio dei matti della città di Parma
(insieme alla visita al museo, che è
dentro la certosa che forse è stata quella che Stendhal intendeva quando
scriveva della Certosa di Parma, costa 10 euro, con vari sconti possibili,
che saranno specificati tra qualche giorno sul sito dello Csac: clic, mi dicono che
i posti sono limitati e che è consigliata la prenotazione;
per informazioni e prenotazioni:
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it).

Pubblici discorsi

16 settembre – Bologna

Sabato 16 settembre,
a Bologna,
in Salaborsa,
in piazza del Nettuno,
dalle 15 alle 18,
quarta riunione di
Qualcosa.

Pubblici discorsi

21 settembre – Luzzara

Giovedì 21 settembre,
a Luzzara,
al centro culturale Zavattini,
Viale Filippini 35
alle ore 20.15
FORLIMPOPOLI
(discorso sulla lingua del 900)

Pubblici discorsi

9 novembre – Bologna

Giovedì 9 novembre,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Zitti tutti!
di Raffaello Baldini

Pubblici discorsi

7 dicembre – Bologna

Giovedì 7 dicembre,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Carta canta
di Raffaello Baldini

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Un cielo

    sabato 19 agosto 2017

    La nostra colonia penale era al limitare della fortezza, proprio accanto al bastione del forte. Capitava che si guardasse il mondo del buon Dio attraverso le fessure della palizzata: chissà che non si potesse vedere qualcosa? E quello che vedevi era soltanto un piccolo lembo di cielo sopra all’alto terrapieno coperto d’erbaccia, e avanti e indietro lungo il baluardo, giorno e notte, andavano le guardie, e subito pensavi che sarebbero passati anni interi, e tu proprio a quello stesso modo saresti andato a guardare attraverso le fessure della palizzata e avresti visto lo stesso baluardo, le stesse guardie e lo stesso piccolo lembo di cielo, non il cielo che sovrastava la colonia penale, ma un altro cielo, lontano, libero.

    [Fëdor Dostoevskij, Memorie da una casa di morti, traduzione di Serena Prina, Milano, Feltrinelli 2017, p. 17]

    Scuola elementare

    La città vuota

    venerdì 18 agosto 2017

    Sono andato in Salaborsa, la biblioteca, i frequentatori sembrava che fossero quasi tutti lì per il fresco, stravaccati sulle poltrone senza neanche un libro in mano, poi sono uscito, son tornato a casa in bici, la città vuota del ferragosto a me piace molto, anche dopo che ferragosto è passato, ha qualcosa di così insensato che mi sembra che vada bene, l’unico difetto, a Bologna, la puzza dei cassonetti, molto meglio a Casalecchio di Reno, dove facciamo la raccolta differenziata spinta, la spazzatura puzza direttamente in casa, vuoi mettere, la soddisfazione di una città pulita?

    Scuola elementare

    (del popolo)

    venerdì 18 agosto 2017

    E.: Non la disturba il fatto che la sua mostra, al Grand Palais, sia di fianco a quella di Fernand Léger?
    F. B.: Affatto. Trovo il confronto interessante. Non ho mai incontrato Léger di persona. Ma so che avevamo, io e lui, due opinioni completamente diverse, dell’arte. Lui ha provato a fare dell’arte per il popolo. Io penso che sia impossibile. Non si può fare arte che per sé. Provare di fare dell’arte per il popolo significa che ci si crede più intelligenti di lui.

    [Est-il méchant? intervista a L’Express del 15 novembre del 1971, in Francis Bacon, Entretiens, s. l., Carré 1996, p. 44]

    Scuola elementare

    Lui e la maglietta

    giovedì 17 agosto 2017

    Stamattina, a Lisbona, in Rua do Jardim do Regedor, c’era un bambino che sarà stato alto un metro e cinque centimetri, con un cappello verde, un paio di braghe corte e una maglietta blu con su scritto I am Batman che erano bellissimi, lui e la maglietta.

    Scuola elementare

    E se c’è una formalità

    giovedì 17 agosto 2017

    È pura.

    [grazie a Giancarlo]

    Scuola elementare

    Guarda

    mercoledì 16 agosto 2017

    Oggi ho imparato a scaricare i film sul telefono, che è una cosa che non pensavo avrei mai fatto, invece guarda.

    Scuola elementare

    Verificare

    mercoledì 16 agosto 2017

    Il mio paese, dandomi allo scrivere, divenne lo sfondo di molte delle mie storie. Tutto è accaduto in quel paese, perché tutto è accaduto in me. Guai, scrisse qualcuno, allo scrittore che non ha dietro di sé un territorio preciso, una geografia e addirittura una topografia ben definita, vissuta, nei confronti della quale possa verificare passioni e sentimenti.

    [Piero Chiara, Di casa in casa, la vita, Milano, Mondadori 2013, p. 13]

    Scuola elementare

    Secondo me

    mercoledì 16 agosto 2017

    Secondo me certe cose italiane come il Cappuccino, o la Stracciatella, il gusto del gelato, che son cose che si trovan dappertutto, anche in Russia, anche in Portogallo, secondo me la fortuna del cappuccino o della stracciatella dipende dal loro nome, non dal fatto che son buone, credo io, hanno un nome che si ripete volentieri, Cappuccino, Stracciatella, mi sbaglierò ma secondo me è così.

    Scuola elementare

    Giuseppe Quattropalmi

    martedì 15 agosto 2017

    «Lei deve dunque sapere» attaccò rivolgendosi più al Lunardini che a me «che il Merdicchione si era opposto con insistenza a una giusta richiesta di Sua Eccellenza Mordace. Quel cognome è chiaro che non stava bene a un magistrato: si poteva e si doveva modificarlo e correggerlo. Ma lui non ne voleva sapere. Allora Mordace cosa fa? Per smuoverlo, inizia una procedura d’ufficio. Comincia col richiedere al paese di nascita del Merdicchione la copia integrale del suo atto di nascita. E cosa capita? Che in calce all’atto di nascita figura un’annotazione: “Il Merdiccione Giovanni di cui al presente atto è deceduto in data 4 settembre 1930”. Deceduto! Qui, il Mordace mangia la foglia, anzi, la morde. Comincia a istruire un procedimento penale e chiede al procuratore del re di Trani di aprire un’inchiesta. Tutto diventa chiaro: il Merdicchione Giovanni defunto era un laureato in legge che nel 1929 aveva vinto un concorso per sessantacinque posti di uditore di pretura. Nel 1930 quando, arrivata la nomina, si accingeva a partire per la Pretura di Napoli dov’era stato destinato, una febbre tifoide lo mandò all’altro mondo. Figuratevi una famiglia meridionale che riesce a portare un figlio alla laurea e poi a farlo entrare in magistratura! Una quaterna al lotto! Sfumata di colpo, rientrata nel nulla. In famiglia c’era un cugino della stessa età ma d’altro cognome: Giuseppe Quattropalmi. Un giovane sfaccendato che al secondo anno di legge aveva interrotto gli studi. Qualcuno nella famiglia ebbe l’idea di passargli i documenti del morto, che gli somigliava come un fratello e d’infilarlo tra i vincitori del concorso. Era arrivata, proprio in quei giorni, l’assegnazione del Merdicchione alla Pretura di Napoli. Il Quattropalmi si presentò in luogo del morto e venne immesso nelle funzioni. Dopo un anno di uditorato fu nominato pretore e trasferito ad Aidussina. Ma si trovava nella stessa situazione di un falso prete che amministri i sacramenti. Mancava del carisma. E si sentiva. Le sue sentenze avevano qualche cosa di approssimativo, di incerto, anche nella forma. Specialmente nella forma.
    «Quando Sua Eccellenza Mordace» continuò «di nulla sospettando, lo mandò a chiamare per indurlo a cambiare cognome, si impuntò. Merdicchione sono nato e Merdicchione voglio morire, disse. Sfido! Si era reso conto che per ottenere la modifica avrebbe dovuto produrre la copia integrale dell’atto di nascita e si sarebbe scoperto il trucco.

    [Piero Chiara, Vedrò Singapore?, Milano, Mondadori 2014, pp. 84-85]

    Scuola elementare

    Cose molto interessanti sul Portogallo

    martedì 15 agosto 2017

    A Lisbona, se uno prende una bottiglietta d’acqua minerale non gassata, gli danno una bottiglia da mezzo litro e costa un tot, se ne prende una gassata, gliene danno una da un quarto di litro e costa di più. Incredibile.