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Pubblici discorsi

4 giugno – Parma

Sabato 4 giugno,
a Parma,
al Cinema Edison,
in Largo 8 marzo 9/A,
alle 17 e 30,
Parma (e po pu)
con Giancarlo Ilari

Pubblici discorsi

9 giugno – Palermo

Giovedì 9 giugno
sono a Palermo
dentro il festival
Una marina di libri
(seguono dettagli)

Pubblici discorsi

18 giugno – Cagliari

Sabato 18 giugno,
a Cagliari,
alle 19,
al Babeuf,
in via Giardini, 147/a
il Repertorio dei matti
della città di Cagliari
di Antonio Boggio
Alberto Bocchetta,
Chiara Saiu,
Bachisio Bachis,
Roberta Mele,
Vanessa Aroff Podda,
Mauro Tetti,
Gianni Zanata,
Giorgia Pittau,
Francesca Mulas,
Carola Farci,
Daniele Ortu,
Nicola Muscas

Pubblici discorsi

19 giugno – Cagliari

Domenica 19 giugno,
a Cagliari,
alle 11,
al Bar Florio
in via san Domenico, 90
Spinoza e Le agenzie ippiche

Pubblici discorsi

1 luglio – Cremona

Venerdì 1 luglio,
a Cremona,
alle 19
leggo La Svizzera
(dura un’ora e venti
e seguono dettagli)

Pubblici discorsi

2 settembre – Seneghe

Venerdì 2 settembre,
a Seneghe,
nella piazza dei balli,
alle 21 (se non sbaglio)
leggo La Svizzera
(dura un’ora e venti)

  • Vecchi discorsi

  • Scuola elementare

    Per gli altri

    giovedì 26 maggio 2016

    Luigi Manconi, Corpo e anima. Se ti vien voglia di fare politica, a cura di Christian Raimo, Roma, minimum fax

    Mi sembra perfino inconcepibile che qualcuno faccia qualcosa “per gli altri”. Quel che faccio lo faccio per me, per essere in pace con la mia coscienza. Se desidero alleviar le sofferenze degli altri, dare ali altri una maggior dignità di vita, è perché le loro sofferenze mi fanno pena, le sento come mie, e la loro abiezione, il loro abbrutimento m’offendono: sento in loro offesa la mia umanità.

    Ernesto Rossi, lettera alla moglie Ada,
    15 ottobre 1937

    [Luigi Manconi, Corpo e anima. Se ti vien voglia di fare politica, a cura di Christian Raimo, Roma, minimum fax 2016, p. 7]

    Scuola elementare

    Quartine supersoniche (Francesca Genti)

    mercoledì 25 maggio 2016

    QUARTINE SUPERSONICHE

    l’amore che io provo supersonico
    è qualcosa che non so spiegare
    è l’amore della sonda nello spazio
    quando scopre un nuovo corpo astrale

    l’amore che io provo licantropico
    è una cosa che mi fa ululare
    è lo sguardo della lupa verso il cucciolo
    quando trova qualcosa da mangiare

    l’amore che io provo cannibalico
    è un istinto che non puoi domare
    è il bolo del poeta quando mastica
    due parole buone per rimare

    l’amore che io provo mostruoso
    certe volte mi fa vergognare
    è la donna scimmia danzatrice
    mentre balla alla festa parrocchiale

    è il lupo l’ufo il commensale
    che non sa fare conversazione,
    è le sere di quando da bambino
    ti mettevano da solo in punizione.

    [Una poesia inedita di Francesca Genti (grazie)]

    Scuola elementare

    Saperne poco

    mercoledì 25 maggio 2016

    Tutte le volte che mi rimetto a studiare la letteratura russa, come stamattina, mi accorgo subito che ne so molto poco e è un piccolo sollievo, accorgermi che ne so molto poco.

    Scuola elementare

    Sappiatevi regolare

    mercoledì 25 maggio 2016

    Repertorio dei matti della città di Parma

    Uno si chiamava Amelio Zambrelli, di mestiere conoscitore atmosferico. Era un uomo magro magro e alto, con una lunga barba, sempre vestito di nero, rotolato a valle da Tizzano per scrivere le sue personalissime previsioni del tempo che venivano pubblicate sulla Gazzetta; iniziavano tutte con la frase “secondo il mio acume” e finivano con “sappiatevi regolare”. Per i parmigiani era un punto di riferimento: se un giorno la previsione era sbagliata, si poteva sentire per le vie del centro la frase “Zambréli, at ghe miga ciapè!”; ma lui si vantava del fatto che duemila delle sue previsioni si fossero avverate. In una sera d’agosto era stata organizzata una sfida di previsioni in rima con il suo omologo di Boretto, Otello Parenti, che, una volta stracciato, si era giustificato dicendo che lui era più un astrologo. Un pomeriggio d’inverno, sotto un cielo grigio, due ragazzi giocavano a palle di neve in una piazza Duomo deserta; vedendo passare Zambrelli gli chiesero in anteprima le previsioni per il giorno dopo. “Sarà una bella giornata di sole”. “Sì e cucù” risposero i due ragazzi, alzando il naso infreddolito. La mattina dopo il sole illuminava piazza Duomo, in una gelida, limpida giornata, che faceva brillare la neve già scesa.

    Scuola elementare

    Poveri egiziani

    martedì 24 maggio 2016

    Sono andato con la Battaglia a vedere X man, che è un film che comincia in Egitto e fan vedere questi egiziani dei secoli scorsi che scrivono le tavolette egiziane e imbalsamano i loro faraoni e io quando sono uscito le ho chiesto, alla Battaglia, Lo sai perché gli egiziani han scritto tutte quelle tavolette e hanno imbalsamato tutti quei faraoni? No, mi ha detto lei, Perché sapevano che poi nel futuro avrebbero dovuto riempire tutti i musei egizi che ci sono nel mondo, non potevan mica tanto riposarsi.

    Scuola elementare

    Un primo amore

    lunedì 23 maggio 2016

    turgenev

    «Non ho avuto un primo amore» disse alla fine, «ho cominciato direttamente dal secondo».

    [Ivan Turgenev, Primo amore. Il canto dell’amore trionfante, a cura di Eridano Bazzarelli, Milano, Bur 2016 (4), p. 19]

    Scuola elementare

    A sua volta

    lunedì 23 maggio 2016

    Ho sentito adesso il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che ha detto:
    «Noi dobbiamo fare, come dire, fronte comune, non dobbiamo, a sua volta, dividerci».
    Ecco.
    E volevo chiedere, a quelli che lo capiscono quando parla, a sua volta di chi? Mi spiegate?
    Grazie.

    Scuola elementare

    E se c’è un dente

    lunedì 23 maggio 2016

    È avvelenato.

    [grazie Alice]

    Scuola elementare

    Perché

    lunedì 23 maggio 2016

    Dopo pensavo che la letteratura italiana contemporanea io la leggo perché sono italiano e contemporaneo, la letteratura russa dell’ottocento la leggo perché mi piace.

    Scuola elementare

    Lo straniero, l’isolano, il mendicante

    lunedì 23 maggio 2016

    Repertorio dei matti della città di Cagliari

    Uno aveva lavorato all’Enel, e quando lavorava all’Enel era delegato sindacale, e dicevano, ne dicevano tante, dicevano che in una riunione con l’azienda, lui era lì come delegato della CGIL, in una riunione che durava troppo, lui aveva detto che i problemi dell’Enel si risolvevano se l’Italia usciva dal patto atlantico; aveva proposto l’uscita dell’Italia dal patto atlantico, ma la proposta non era stata messa a verbale, e dicevano che l’aveva fatta ma non si sapeva. Si sapeva invece che dall’Enel se ne era poi andato, se ne era andato in continente, e partendo, dalla nave che lasciava Cagliari, si diceva, forse lui stesso diceva di aver detto a sé stesso “Fuggi. Dopo trentaquattro anni ti strappi alla terra dove hai amato, sofferto e fatto il buffone. Ogni angolo di strada testimonia una tua gioia, un dolore, una paura. In cambio sarò libero. La maschera che mi cuciranno addosso, lo straniero, l’isolano, il mendicante, mi nasconderà, occulterà il nome, sarò uomo fra uomini”.
    Se ne era andato in continente a tradurre libri, a scrivere libri, ché quando lavorava all’Enel scriveva già nei giornali. Nei libri scriveva di antiche leggende sarde, di giudici banditi, di minatori e cani e addii. Era diventato un traduttore e uno scrittore, uno scrittore sardo dicevano in continente, e una volta era venuto in Sardegna ed era morto. Ma era morto in mare, mica scrivendo. Era morto in mare ma in un vecchio sogno “arrivava in riva, guardava il mare, si chiedeva: “Lo attraverso?” e rispondeva: “No. È troppo largo.”