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Pubblici discorsi

9 settembre – Mantova

Mercoledì 9 settembre,
a Mantova,
alle 21,
al conservatorio Campiani,
la cosa numero 11 dentro il festival letteatura,
c’è la lettura integrale
della morte di Ivan Il’i
di Lev Tolstoj
con Carlo Boccadoro che la suona.

Pubblici discorsi

10 settembre – Mantova

Giovedì 10 settembre,
a Mantova,
alle 11,
all’aula magna Isabella d’Este,
alla cosa numero 28 del
festivaletteratura,
io leggo dalla Bambina fulminante e
dalla Piccola Battaglia portatile
e Vanna Vinci disegna.

Pubblici discorsi

12 settembre – Mantova

Sabato 12 settembre,
a Mantova,
a Palazzo Ducale, Portico d’onore,
alle ore 14 e 30,
all cosa numero 159 del
festivaletteratura
c’è Kari Hotakainen
che lo presento io.

Pubblici discorsi

13 settembre – Radio 2

Domenica, 13 settembre,
su Radio 2,
alle 13 e 45,
dentro una trasmissione che si chiama
Mammanonmamma
si parla della
Piccola Battaglia portatile.

Pubblici discorsi

14 settembre – Teramo

Lunedì 14 settembre
a Teramo,
alle 18,
presso L’ARca
(laboratorio delle arti contemporanee)
dentro il festival della follia
presento,
con Gianluca Veneziani,
il Repertorio dei matti della città di Bologna
e il Repertorio dei matti della città di Milano.

Pubblici discorsi

23 settembre – Trieste

Mercoledì 23 settembre, a Trieste,
al salone degli incanti,
alle 18 e 30,
dentro una cosa che si chiama
Coffee talks
leggo
Una scelta irrevocabile,
discorso sul caffè

Pubblici discorsi

2 ottobre – Bologna

Venerdì 2 ottobre,
a Bologna,
alla libreria Ambasciatori,
in via degli Orefici 19,
alle 18,
si parla di
Sono socievole fino all’eccesso, vita di Montaigne,
di Ugo Cornia,
e di Il medico, la moglie, l’amante, come
Čechov cornificava la moglie-medicina
con l’amante-letteratura,
di Fausto Malcovati,
con Ugo Cornia e Fausto Malcovati.

Pubblici discorsi

3 ottobre – Montechiarugolo

Sabato 3 ottobre,
a Montechiarugolo,
al castello,
alle 17 e 30,
La bambina fulminante.

Pubblici discorsi

21 ottobre – Torino

Mercoledì 21 ottobre,
a Torino,
al circolo dei lettori,
in via Bogino 9,
non so ancora bene a che ora,
leggo un discorso su Zavattini e
su Miracolo a Milano, credo.

Pubblici discorsi

25 ottobre – Ravenna

Domenica 25 ottobre,
a Ravenna,
al teatro Rasi,
alle ore 21,
Coso,
discorso su Raffaello Baldini.

  • Vecchi discorsi

  • Scuola elementare

    Un refuso

    mercoledì 2 settembre 2015

    Ho sentito adesso Pannella per radio che ha detto che lui ringrazia Papa Francesso.

    Scuola elementare

    Da festeggiare

    mercoledì 2 settembre 2015

    Quando facevo l’università, non capivo tanto il senso delle feste di laurea. Uno si iscrive all’università, pensavo, dà degli esami, finisce di dare gli esami, scrive la tesi e si laurea, succede così, pensavo, cosa c’è da festeggiare? La stessa cosa, più o meno, vale per la scrittura di un romanzo: uno comincia, scrive un capitolo, poi un altro capitolo, poi un altro capitolo, poi un altro capitolo e poi a un certo momento il romanzo è finito. Cosa c’è da festeggiare? Niente.

    Scuola elementare

    Una pièce del tardo Beckett

    martedì 1 settembre 2015

    Mel Gussow, Conversazioni con (e su) Beckett.jpg

    All’inizio di marzo mi trovavo a Parigi. Beckett mi cercò in albergo. Gli chiesi come andava e lui rispose sconsolatamente: “Sto in una casa di riposo. E non è la prima”. Gli domandai se potevo passare da lui. Rispose: “Non mi sento in vena di parlare. Ma mi farebbe piacere vederti”. Suggerì venerdì alle 5 di pomeriggio, poi mi diede l’indirizzo. Più tardi, quello stesso giorno richiamò e disse che aveva confuso gli appuntamenti: non potevamo fare sabato, invece? Sì, naturalmente.
    L’insegna diceva “Tiers Temps Orléans. Retraite”. Era un edificio assolutamente convenzionale a fianco di un piccolo ospedale, in una tranquilla via residenziale. Attraversai un salone dove cinque anziani guardavano in silenzio la televisione. Trovata un’infermiera, disse che ero venuto a trovare il signor Beckett. Mi condusse attraverso un giardino alla sua stanza, di fronte a un patio. Essendo marzo, il paesaggio era desolato.
    La stanza era piccola e disadorna, nuda quasi quanto una cella. Sui muri non c’erano quadri, nessuna ovvia amenità, solo uno stretto letto rifatto con precisione, una scrivania e un tavolo con sopra alcuni libri, tra i quali un dizionario e la copia scolastica della Divina Commedia con annotazioni di suo pugno: l’ultimo anno della sua vita Beckett rileggeva Dante in italiano. Sul pavimento c’era un televisore portatile, sul quale continuava a seguire tennis e calcio. Sul tavolino accanto al letto stavano un telefono e un’agenda. Di fronte, un armadio e quello che pareva un piccolo frigorifero. Le scarpe erano allineate in un angolo. Avrebbe potuto essere la scena di una pièce del tardo Beckett.

    [Mel Gussow, Conversazioni con (e su) Beckett, traduzione di Manlio Benigni, Milano, Ubublibri 1998, p. 58]

    Scuola elementare

    Un po’ pesa

    martedì 1 settembre 2015

    Mi sembra, anche oggi, che esistan soltanto le cose che si fan tutti i giorni, che è una cosa un po’ pesa per via del fatto che tutti i giorni son tutti i giorni.

    Scuola elementare

    Come lo stufato

    lunedì 31 agosto 2015

    Kari Hotakainen, La legge di natura

    L’uomo è qualcosa di immenso, contiene così tanti ingredienti, come lo stufato. Per esempio l’alloro. Ce lo metti, ma poi mica te lo mangi quando lo stufato è pronto, eppure non può mancare. Lo stesso accade con l’uomo, ha dentro il male, e per quanto non lo usi spesso, ce lo deve avere.

    [Kari Hotakainen, La legge di natura, traduzione di Nicola Rainò, Milano, Iperborea 2015, pp. 39]

    Scuola elementare

    Dal quaderno degli appunti

    lunedì 31 agosto 2015

    31 agosto, Casalecchio di Reno, lunedì

    Bisogna fare degli sforzi, tutti i giorni, porca puttana vacca troia.

    Scuola elementare

    Una vocazione

    lunedì 31 agosto 2015

    Allora poi ieri ho lavato le scale, come faccio una volta ogni due mesi, e quando poi sono uscito ho visto le scale pulite ho pensato Ma guarda che belle scale, ma chi le ha lavate bene così? E ho pensato che se facessi, di mestiere, quello che lava le scale, sarei sempre contento, secondo me. In particolare passare lo straccio, a me piace molto passere lo straccio.

    Scuola elementare

    Ai pedoni bisogna volergli bene

    lunedì 31 agosto 2015

    Il'ja Il'f, Evgenij Petrov, IL vitello d'oro

    Ai pedoni bisogna volergli bene.
    I pedoni costituiscono infatti la parte più numerosa del genere umano. Non solo: ne costituiscono la parte migliore. I pedoni hanno creato il mondo. Sono stati loro a costruire le città, a innalzare gli edifici di tanti piani, a impiantare i canali e gli acquedotti, a lastricare le vie e ad illuminarle con lampade elettriche. Sono stati loro a diffondere la civiltà su tutta la terra, a inventare la stampa, a scoprire la polvere da sparo, a lanciare i ponti sui fiumi, a decifrare i geroglifici egiziani, a introdurre l’uso del rasoio di sicurezza, ad abolire il commercio degli schiavi e a stabilire, infine, che coi semi della soia si possono preparare ben centoquattordici saporite e nutrienti pietanze.
    E quando tutto era già bell’e fatto, quando il nostro pianeta natio aveva assunto un aspetto relativamente ordinato, soltanto allora sono apparsi gli automobilisti.
    Va notato, del resto, che anche l’automobile è stata inventata dai pedoni. Ma questa è una cosa di cui gli automobilisti, da un giorno all’altro, si sono scordati. Senz’altro si sono messi a schiacciare i docili e intelligenti pedoni. Le vie, che dai pedoni erano state create, sono passate sotto il dominio degli automobilisti. Le carreggiate sono divenute larghe il doppio, i marciapiedi si sono assottigliati fino alle dimensioni d’una fascetta da tabacco. E i pedoni, spaventati, si sono ridotti a incollarsi contro i muri delle case.
    Nelle grandi città i pedoni conducono una vita da martiri. Per loro si è istituito una specie di ghetto del traffico. Hanno permesso di attraversare le strade soltanto agl’incroci, cioè proprio nei punti dove il movimento è più forte e dove quel capello, a cui sta appesa di solito la vita del pedone, è più che mai soggetto a spezzarsi.
    Nel nostro ampio paese, l’automobile di tipo comune – destinata nel pensiero dei pedoni al pacifico trasporto dei passeggeri e delle merci – ha assunto la minacciosa configurazione d’un proiettile fratricida. Essa mette fuori combattimento interi scaglioni di membri dei sindacati e relative famiglie. Se poi un pedone riesce per avventura a frullar via illeso di sotto l’argenteo cofano d’una macchina, sopravviene a multarlo la polizia per infrazioni alle norme del catechismo stradale.

    [Il’ja Il’f, Evgenij Petrov, Il vitello d’oro, traduzione di Agostino Villa, Pordenone, Studio Tesi 1992, pp. 9-10]

    Scuola elementare

    E se c’è un caso

    domenica 30 agosto 2015

    È letterario.

    [Grazie a Antonio]

    Scuola elementare

    La preghiera

    domenica 30 agosto 2015

    Šklovskij, Viaggio sentimentale

    Ci annoiavamo. Tutto il battaglione era russo, di Pietroburgo, non finivano di rammentarlo: «Ci si fa la fame, ma è interessante». La sera si sente urlare: «Alla preghiera!» e poi cantano l’Internazionale. Credete che in venti? L’ho cantata anch’io.

    [Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olosufieva, Milano, SE 1991, p. 235]