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Pubblici discorsi

30 giugno – Radio 3

Giovedì 30 giugno,
a Radio 3,
a Fahrenheit,
alle 16,
Le parole senza le cose

Pubblici discorsi

1 luglio – Cremona

Venerdì 1 luglio,
a Cremona,
alle 19
leggo La Svizzera
(dura un’ora e venti
e seguono dettagli)

Pubblici discorsi

7 luglio – Montemaggiore in San Pietro (o di Monte San Pietro)

Giovedì 7 luglio,
a Montemaggiore in San Pietro,
o di Monte San Pietro
(che google Maps dà
a 28 minuti di macchina,
senza traffico,
dalla croce di Casalecchio di Reno,
che è attaccata a Bologna),
davanti alla chiesa,
alle 20 e 30,
Repertorio dei matti della città di
Bologna e forse anche delle altre città,
un po’.

Pubblici discorsi

4 agosto – Bologna

Giovedì, 4 agosto,
a Bologna,
al Cortile del piccolo Teatro del Baraccano,
Via del Baraccano 2,
alle 21,30 (probabilmente)
Tutto tranne che il liscio
con io, che mi chiamo
Paolo Nori,
che leggo (e canto),
e
l’orchiesta a fiato
L’usignolo
(Francesco Gualerzi, Saxofono contralto e quartino
Mirco Ghirardini, direzione e clarinetti,
Fabio Codeluppi tromba e arrangiamenti,
non sappiamo chi al bombardino,
Cristina Zambelli genis,
Benedetto Dall’aglio corno
Gianluigi Gialla Paganelli tuba)
che suonano il liscio e
anche dell’altro.
Costa 12 euro
(ridotto 10).

Pubblici discorsi

2 settembre – Seneghe

Venerdì 2 settembre,
a Seneghe,
nella piazza dei balli,
alle 21 (se non sbaglio)
leggo La Svizzera
(dura un’ora e venti)
(e seguono dettagli)

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Insolito furto

    lunedì 27 giugno 2016

    Carlotta, del Repertorio dei matti della città di Parma, segnala un articolo uscito oggi sulla Gazzetta di Parma che dice, nel catenaccio, se si dice così (quella frasetta sopra al titolo): «Insolito furto in una via del centro», e poi sotto, in grande: «Stende il coprimaterasso al sole: glielo portano via» e poi sotto la foto di una signora che stende un coprimaterasso al sole.

    Scuola elementare

    Majakovskaja 11

    lunedì 27 giugno 2016

    foto

    Io comunque sono un personaggio stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.
    [Daniil Charms, Vešč’, Moskva, Amfora 2000, p. 343 (nella fotografia Pietroburgo, Ulica Majakovskaja d. 11, stamattina]

    Scuola elementare

    Vecchie (che si ribaltano)

    domenica 26 giugno 2016

    Vecchie _illustr_Harms

    Una vecchia, per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
    Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
    Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta.
    Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano

    [Daniil Charms, illustrazione di Timofej Kostin]

    Scuola elementare

    Oggi e domani a Pietroburgo

    domenica 26 giugno 2016

    Oggi abbiamo comprato un quaderno che in copertina c’è una bottiglia, un ombrello e c’è scritto Da Pietroburgo con apatia e indifferenza. Poi due di noi sono entrati nel museo dell’Artico e dell’Antartico e non hanno capito tanto perché c’era scritto tutto in russo e loro il russo non lo sapevano ma era in un posto così bello, una chiesa sconsacrata, e aveva un nome così bello, Museo dell’Artico e dell’Antartico, che non hanno potuto non entrare. Poi una ha comprato un bicchiere di fragole da una vecchietta russa e ha pagato cinquanta rubli e ha visto che la vecchietta le diceva qualcosa e lei ha detto No, tieni pure il resto, non ringraziarmi, e la vecchietta ha detto ancora qualcosa e lei ha detto Ma no, tieni pure il resto, non ringraziarmi, non ringraziarmi, dopo la vecchietta diceva ancora qualcosa e lei ha detto Ma no, per me cosa vuoi che sia, non è neanche un euro, e la vecchietta ha detto ancora qualcosa allora lei ha immaginato che forse c’era un problema non c’era nessun problema, solo che le fragole costavano duecento rubli, è saltato fuori alla fine. Poi dopo stasera andiamo al mare, se non piove, e domani andiamo a portare una rosa nella casa dove abitava Charms, quello che ha scritto Vecchie che si ribaltano. E basta.

    Scrittura emiliana

    Vladimirskij sobor

    domenica 26 giugno 2016

    Cattedrale Vladimirskij

    [Cattedrale dell’icona della madre di Dio di Vladimir, San Pietroburgo]

    Scuola elementare

    Il commento di Alain Elkann sulla Brexit

    sabato 25 giugno 2016

    Se dovessi trovare la parola giusta per commentare quanto successo direi: «Mah».

    [Grazie a Manuel]

    Scuola elementare

    Una cosa che leggo stasera a San Pietroburgo

    sabato 25 giugno 2016

    Pubblici discorsi

    Ecco io l’altro esempio che vorrei fare riguarda l’inizio di Memorie dal sottosuolo di Dostoevsij, o Ricordi dal sottosuolo, o Appunti dal sottosuolo, anche questa storia dei titoli, una volta ho visto un romanzo di Dostoevskij che si intitolava Gli indemoniati, Vacca, ho pensato, un inedito, invece era I demòni che gli avevan cambiato titolo. Ma torniamo all’inizio di Memorie dal sottosuolo, o Ricordi dal sottosuolo, o Appunti dal sottosuolo.

    L’inizio in russo è così: Ja celovek bol’noj, ja sloj celovek, ne privlekatel’nyj ja celovek; ja dumaju, chto mne bolit pecen’, che tradotto più o meno sarebbe Io sono un uomo malato, un uomo cattivo, sono, un brutto uomo, sono io; credo di esser malato di fegato. Che è un inizio dove Dostoevskij costruisce una specie di trottola sonora, nella quale il pronome, ja, io, il sostantivo, celovek, uomo, e l’aggettivo, bol’noj, sloj e neprivlekatel’nij, sono sempre presenti nelle prime tre frasi ma si cambiano di posto, Ja celovek bol’noj, Ja sloj celovek, Neprivlekatel’nyj ja celovek. È una cosa che fa girare la testa, dal tanto che è fatta bene, secondo me; con questa frase, quasi esclusivamente con l’involucro sonoro della frase, Dostoevksij ci dà il carattere del personaggio; l’uomo del sottosuolo, contraddittorio disperato ridicolo così simile a noi, è già tutto qui: Io sono un uomo malato, un uomo cattivo, sono, un brutto uomo, sono io. Credo di essere malato di fegato.

    Ecco, sono andato a prendere la traduzione di Ricordi dal sottosuolo nell’edizione dei classici della Bur: Sono un malato… Sono un malvagio. Sono un uomo odioso. Credo d’aver male al fegato. Il suono, di Dostoevskij, la trottola sonora, non c’è più. Ci han messo anche tre puntini dopo malato che chissà da dove saltano fuori. Il suono, nelle traduzioni in prosa, stranamente, sembra che non gliene freghi niente a nessuno. Come se il suono non fosse l’equivalente del significante, e come se non sapessimo tutti che significato e significante vanno via insieme, come ci hanno insegnato.

    Scuola elementare

    Appunti da Pietroburgo

    sabato 25 giugno 2016

    Ieri siamo stati al museo russo e la prima cosa che la guida ci ha detto, di non toccare i quadri con le mani. Poi la sera ho guidato il gruppo fino a ulica Rossi e al teatro Aleksandrinskij e ho sbagliato strada, sono andato dall’altra parte abbiam camminato quaranta minuti per niente, poi mi sono scusato, siam tornati indietro, chi non era stanchissimo è venuto siamo arrivati, alla fine, e quando siamo arrivati mi sono scusato ancora e ho pensato che forse non è il mio mestiere, fare la guida.

    Scuola elementare

    Ritratto di Anna Achmatova

    sabato 25 giugno 2016

    foto

    Kuz’ma Petrov Vodkin, Ritratto di Anna Achmatova, 1922, Olio su tela, San Pietroburgo, Museo russo.

    Scuola elementare

    Coda

    sabato 25 giugno 2016

    sundukov

    Aleksej Sundukov, Coda, olio su tela, 1986, Museo russo, San Pietroburgo