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Pubblici discorsi

30 settembre – Torino

Domenica 30 settembre, a Torino,
al Circolo dei lettori,
in via Bogino, 9,
alle 15,
con Fredrik Sjöberg,
dentro Torino spiritualità,
parliamo dei libri che ha scritto
dentro una cosa che si chiama
Il più grande esperto del mondo.

Pubblici discorsi

30 settembre – Torino

Domenica 30 settembre, a Torino,
al Circolo dei lettori,
in via Bogino, 9,
alle 21,
dentro Torino Spiritualità,
leggo da Oblomov, di Ivan Gončarov,
dentro una cosa che si intitola
Oblomov. Una vita orizzonatale
(mi hanno detto che ci saranno
dei cuscini, e che si potrò ascoltare
da sdraiati)

Pubblici discorsi

3 ottobre – Milano

Mercoledì 3 ottobre,
alle 19,
a Milano,
alla libreria Verso,
in Corso di Porta Ticinese, 40,
presentazione della Scuola
media inferiore di Pusškin e Gogol’,
ingresso libero.

Pubblici discorsi

16 ottobre – Bologna

Martedì 16 ottobre,
a Bologna,
alla libreria Coop Ambasciatori,
in via degli Orefici, 19,
alle 18,
La grande Russia portatile

Pubblici discorsi

20 ottobre – Bologna

Sabato 20 ottobre,
a Bologna,
in Salaborsa,
in piazza del Nettuno,
dalle 15 alle 17,
nella sala incontri del primo piano,
c’è la riunione dei soci di To soréla entertainment
e la riunione di Qualcosa,
per lavorare al numero 7;
dalle 17 e 30 alle 18 e 30,
nell’auditorium Enzo Biagi,
al piano sotterraneo
della stessa Salaborsa,
sempre sabato 20 ottobre,
presentazione del numero 3
di Qualcosa.
La cittadinanza è invitata
e anche gli altri.

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Consigli sovietici

    lunedì 24 settembre 2018

    [State attenti ai respingenti (da @sovietviusal, cliccare sull’immagine per ingrandire)]

    Scuola elementare

    C’è un commissario

    lunedì 24 settembre 2018

    C’è un commissario, nel Naso, uno dei racconti che compongono questo libretto, che, per descrivere una banconota, dice così:
    «È una cosa che non c’è niente di meglio, di questa cosa: non chiede da mangiare, non occupa spazio, in tasca ci sta sempre, la fai cadere non si rompe».
    E quando si incontra il Personaggio importante, nel Cappotto, Gogol’ lo introduce così:
    «Quale fosse e in cosa consistesse la carica del personaggio importante, ancora oggi non si sa. Bisogna sapere che quel personaggio importante era diventato da poco un personaggio importante e, fino a poco prima, era stato un personaggio che non era importante».
    E quando, poco prima, Akàkij Akàkevič entra nella cucina del sarto, leggiamo questo:
    «La porta era aperta perché la padrona di casa, preparando non so bene che pesce, aveva fatto così tanto fumo, in cucina, che non si vedevan neanche più gli scarafaggi».
    E per la moglie del barbiere del Naso, Gogol’ trova tre parole, «una signora abbastanza rispettabile», che ce la squadernano sotto gli occhi in un modo che prefigura il dialogo straordinario delle Anime morte tra la «Signora piacevole sotto tutti i punti di vista» e la signora «Semplicemente piacevole».
    Nelle storie della letteratura russa, a un certo punto si arriva al realismo, e il primo autore realista in cui ci si imbatte, di solito, è Nikolaj Gogol’.
    Che è una cosa abbastanza stupefacente, se si considera che, in questo libretto, a un certo punto, alla polizia viene impartita «la disposizione di catturare il morto a tutti i costi, vivo o morto, e di punirlo, che servisse d’esempio, nel modo più crudele possibile».
    O che, qualche pagina prima: «Il naso aveva guardato il maggiore, e le sue sopracciglia si erano un po’ aggrottate». Le sopracciglia del naso, come tratto realistico, sono molto realistiche, effettivamente. Per non parlare di quel «colore del viso che si chiama emorroidale», la cui colpa è «del clima pietroburghese». O della luna che «la fanno ad Amburgo, e la fanno malissimo». O del fatto che «tutto questo succede, credo, perché la gente si immagina che il cervello si trovi nella testa; no ve’: lo porta il vento dalle parti del mar Caspio».

    [Da Il futuro della letteratura russa, introduzione alla nuova edizione dei Racconti di Pietroburgo di Gogol’ che uscirà, tra qualche settimana, per Marcos y Marcos]

    Scuola elementare

    Bisogna che scriva qualcosa

    domenica 23 settembre 2018

    Viktor Šklovskij, Zoo o lettere non d'amore

    Sto seduto qui, innamorato come un telegrafista.
    Sarebbe bello procurarsi una chitarra e cantare.

    O, parla almeno tu con me,
    amica dalle sette corde.
    L’anima è piena di tanta angoscia
    e nella notte c’è tanto chiaro di luna.

    Bisogna che scriva qualcosa per fare un po’ di soldi.

    [Viktor Šklovskij, Zoo o lettere non d’amore, traduzione di Maria Zalambani, Palermo, Sellerio 2002, p. 71]

    Scuola elementare

    Le traduzioni

    domenica 23 settembre 2018

    Uno, comunque, le traduzioni, secondo me, uno dovrebbe fare una traduzione solo per il gusto di finirla. Che è così una soddisfazione, finire una traduzione.

    Scuola elementare

    Come sono felici

    sabato 22 settembre 2018

    Capivo che l’innamoramento è un sentimento che deve continuamente crescere, muoversi, che per il suo movimento esso doveva avere delle spinte come il cerchio dei bambini che, appena perde la spinta e rallenta, subito cade. Ora capivo quanto sono felici gli innamorati che a causa di persone loro ostili o di circostanze sfavorevoli vengono privati della possibilità di vedersi spesso e per molte ore. Li invidiavo perché sapevo che il loro amore cresceva insieme con gli ostacoli che si frapponevano tra loro. Vedendo Sonja ogni giorno e rimanendo con lei per molte ore di seguito cercavo di divertirla come potevo, ma le parole che le dicevo non contribuivano né alla crescita dei nostri sentimenti, né al nostro avvicinamento spirituale: le mie parole riempivano il tempo, ma non lo sfruttavano.

    [M. Ageev, Romanzo con cocaina, traduzione di Ljudmila e Lila Grieco, Roma, e/o 1991, p. 89]

    Scuola elementare

    Le sopracciglia del naso (il realismo di Gogol’)

    sabato 22 settembre 2018

    Il naso aveva guardato il maggiore, e le sue sopracciglia si erano un po’ aggrottate.

    [Dai Racconti di Pietorburgo]

    Scuola elementare

    Grazie

    venerdì 21 settembre 2018

    E se un popolo non ha poeti, è come se gli avessero tagliato la lingua.

    Jurij Lotman

    [Si ristampa La grande Russia portatile: grazie a tutto lo staff di Salani, che sta lavorando benissimo, a tutti quelli che l’hanno letto e che ne hanno parlato, che son stati così cari, con questo libretto]

    Scuola elementare

    Comunque

    venerdì 21 settembre 2018

    Nostra patria è il mondo intero, nostra legge la libertà (clic).

    Scuola elementare

    Una cucina descritta da Gogol’

    venerdì 21 settembre 2018

    La porta era aperta perché la padrona di casa, preparando non so bene che pesce, aveva fatto così tanto fumo, in cucina, che non si vedevan neanche più gli scarafaggi.

    [Nikolaj Gogol’, Il cappotto, esce, nei Racconti di Pietroburgo, in novembre, forse, per Marcos y Marcos]

    Scuola elementare

    Una brutta figura in Qualcosa

    giovedì 20 settembre 2018

    1. Una volta, stavo tornando a casa da una festa, all’epoca vivevo a Cremona, ero in bicicletta ubriaco perso, e all’angolo tra piazza Stradivari e corso Vittorio Emanuele ho visto una volante della polizia. L’ho superata tutto tranquillo e disinvolto e ho proseguito per la mia strada. Dopo centro metri però ho perso l’equilibrio e sono caduto a terra. Allora sono tornato lì, dove stava la volante, mi sono sporto con la testa verso il finestrino e ho detto ai poliziotti: scusate sono solo caduto, tranquilli, non è successo niente.
    Chi lo sa che cosa volevo fare. Secondo me, forse mi volevo costituire. Comunque a parte tutto, anche loro erano d’accordo. Non preoccuparti, mi hanno detto, vai pure, che non è successo niente.

    [Domenico Arenella, da Qualcosa n. 3]