Pubblici discorsi

16 dicembre – Rai 2

Domenica, 16 dicembre,
su Rai 2,
alle 15,
dallo stadio Marassi di Genoa,
Sampdoria – Parma,
dentro la trasmissione
Quelli che il calcio
ci sono anch’io
a guardar la partita

Pubblici discorsi

8 gennaio – Bologna

Martedì 8 gennaio,
a Bologna,
alla libreria Coop Ambasciatori,
in via degli Orefici, 19
alle ore 18,
presentazione di
Qualcosa
(organo ufficioso dei Sapodisti)
Sempremai editore

Pubblici discorsi

12 gennaio – Bergamo

Sabato 12 gennaio,
alle 17,
alla libreria Incrocio Quarenghi,
a Bergamo,
in via Quarenghi 32,
La grande Russia portatile

Pubblici discorsi

17 gennaio – Milano

Giovedì 17 gennaio,
a Milano,
alla libreria Verso,
in corso di Porta Ticinese, 40
alle 19,
presentiamo
il numero 3 di
Qualcosa

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Unione Sovietica, Italia

    domenica 16 dicembre 2018

    La prima volta che ho sentito parlare dell’Unione Sovietica da uno che c’era stato, era negli anni settanta, ero alle medie, era venuto un giornalista della Gazzetta di Parma che ci aveva detto che là, in URSS, alle poche macchine che circolavano di notte toglievano i tergicristalli perché avevano paura che glieli rubassero, e noi avevamo pensato “Che posto insensato”. Mi è tornato in mente stamattina quando toglievo i fanali alla mia bicicletta, in stazione, perché se no me li rubano.

    Scuola elementare

    Calcio e mare

    domenica 16 dicembre 2018

    Sto andando a Genova, per Quelli che il calcio, a vedere Sampdoria Parma, e mi hanno detto che c’è Dario Vergassola, con me, e Dario Vergassola io l’ho conosciuto 17 anni fa, circa, quando mi ha invitato a una trasmissione radiofonica che si chiamava Radiofaro che facevano a Imperia che mi avevan chiesto di scrivere un pezzo che durasse tre minuti e parlasse del mare, e io avevo scritto, e poi letto per radio, il pezzo seguente (che poi è finito dentro un romanzo che si chiama Grandi ustionati):

    Dal momento che ho scritto dei libri, ogni tanto mi chiedono di scriver qualcosa su qualche argomento specifico, non so, per esempio parlare per radio per tre minuti del tema Il mare. Come se io avevo qualcosa da dire, del mare.
    Al mare, io sono vent’anni che non ci vado, al mare. Che pensarci da quando ho potuto decidere io, io ho sempre deciso di non andare, al mare. A dire il vero ci sono andato quattro anni fa una settimana a Pescara, al mare, ma lì non avevo deciso io aveva deciso la mia morosa di allora quello non vale.
    Non era proprio a Pescara, se può interessare, era un paesino prima, di arrivare a Pescara, quello dove facevano nel palazzetto il festival estivo di Erotika chissà se lo fanno ancora. Che noi con la mia morosa ci passavamo davanti tutte le volte che tornavamo dal mare. Stanchi arrossati arrabbiati dopo due mesi ci siamo lasciati.
    Quello è l’ultimo ricordo che ho, del mare, e a parte quello, del mare, solo ricordi d’infanzia, del mare.
    Solo, i ricordi d’infanzia io non li sopporto, i ricordi d’infanzia. Io prima di leggere Proust i ricordi d’infanzia già mi piacevano poco, dopo poi ho letto Proust non ne parliamo. E dopo Proust ho letto anche tutti gli altri scrittori con la proustite che adesso c’è pieno.
    Comunque una cosa la dico, dell’infanzia, se no veramente non ho niente da dire, del mare. Al mare, io quando da piccolo andavo al mare che mi costringevano io pativo un caldo io ero contento quando pioveva, al mare. Che tornavo dalle mie ferie al mare Com’è andata? mi chiedevano, Bene, gli dicevo, è piovuto tutto il tempo.
    Comunque di mare, se può interessare, io non so cosa dire, di mare. Io sono qui che la tiro alla lunga tre minuti, devo tirare, non siam neanche a due, andiamo bene. Andiam proprio bene, andiamo.
    Non so, proviam Monterosso.
    Monterosso, ci son stato un anno che ero già adolescente trovare mio zio che lui là ha una casa. Le cinque terre. Le cinque terre si possono visitare anche in battello ce le invidiano tutti. Ci andava anche il poeta anglossassone Byron a nuotare, mi ha detto mio zio che fa il ferroviere.
    Monterosso, se può interessare, Monterosso c’è una bella stazione, sul primo binario i tavolini del bar, con mio zio andavam delle volte in stazione a giocare a briscola coi suoi colleghi parlar dei ritardi dei treni, se può interessare.
    Questo per quel che riguarda il mare. Che delle volte vicino ci si trova anche la montagna. In quei casi nel lessico degli indigeni è molto frequente la parola strapiombo. Parola che da noi viceversa in Emilia Romagna è poco comune.

    Scuola elementare

    Un altro fiume

    domenica 16 dicembre 2018

    Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

    Per Tolstoj questo aspetto ha un’importanza di principio: egli diceva che gli uomini non sono intelligenti, stupidi, coraggiosi, codardi, no: gli uomini sono come un fiume, che attraversa valli ora strette, ora ampie, ora incontrando un banco di sabbia, ora una cascata.

    [Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 353]

    Scuola elementare

    Forse Qualcosa

    domenica 16 dicembre 2018

    Nel numero 7 di Qualcosa, che dovrebbe uscire tra 9 mesi circa, si parlerà dei nostri genitori, e ci saranno, forse, queste tre epigrafi:

    I genitori sono negativi non sviluppati. Tra tutti coloro che incontriamo nella vita sono quelli che conosciamo peggio, proprio perché non li incontriamo; l’iniziativa fin dall’origine è già stata presa dagli «avi»: sono loro che vengono incontro a noi. Il cordone ombelicale non è stato tagliato, loro sono parte di noi esattamente nella stessa misura in cui ci è impossibile capirli. Il collasso della conoscenza è assicurato. Il resto sono congetture. Abbiamo paura di vedere il loro corpo e di guardarli nell’anima. Loro per noi non si trasformano mai in persone, rimangono per sempre un susseguirsi di impressioni che non hanno un’origine, dei mutevoli spauracchi-miraggi.

    Viktor Erofeev

    Mi ricordo l’unica volta che ho visto mia mamma piangere. Stavo mangiando una crostata di albicocche»

    Joe Brainard

    La mamma era stata, oltre che mia madre, la cugina più vicina della mia parentela. Essa era stata la mia sola vera Fidanzata. Avrei dovuto e voluto essere il Suo custode. Se ho sempre mancato al mio dovere, niente di male per Lei. Il Suo custode fu sempre presente in Lei stessa. C’era del resto Chi L’aspettava. Il papà, morto il 28 giugno 1909, la stava aspettando da 53 anni. Sorridente, dolce, scanzonato, aspettava la Mamma. Intatto nel viso, nel corpo, nella barba, nei capelli (così come risultò all’apertura della cassa, nel cimitero di Modena, la mattina del 10 febbraio 1962, davanti a me e al mio giovane e carissimo cugino Paolo Tardini e al direttore del cimitero) egli si lasciò vedere da me per la prima volta nella mia vita. Non avevo mai avuto un ricordo visivo di lui. Lui, mio padre, aveva 33 anni; e io, suo figlio, cinquantaquattro. Unico al mondo, io credo, ho visto per la prima volta il papà: lui, in età di un mio figlio; io, in età di suo padre!

    Antonio Delfini

    Scuola elementare

    Tra mezz’ora

    sabato 15 dicembre 2018

    La riunione di Qualcosa in Salaborsa (Noi non siamo lunatici, siamo rompicoglioni)

    Scrittura emiliana

    Cosa fa la prosa

    sabato 15 dicembre 2018

    Tutto andava, è il caso di dire, per verso, tutt’altro che per traverso, al D’Annunzio sontuosamente, tra donne e levrieri, esiliato ad Arcachon. Cantava, cantava: cantava “il selvaggio anelito, la gota che gronda, il lungo sforzo a testa bassa, i polsi tra le razze della rota, le spalle che sollevano la cassa e la massa nemica, il suolo raso, l’urlo roco delle strozze riarse ad ogni schiera abbattuta, l’allegro ardor del gioco; o Ameglio, e il ferro freddo…” (sono, si capisce, versi: ma li trascrivo come prosa per vieppiù restituirli all’insensatezza e all’atrocità, poiché la prosa non perdona).

    [Leonardo Sciascia, 1912+1, in Opere 1984-1989, Milano, Bompiani 2004, p. 265]

    Scuola elementare

    Ecco

    sabato 15 dicembre 2018

    Erano un paio di mesi che non mi funzionava lo scanner, adesso, d’un tratto, si è rimesso a funzionare, non è giusto, secondo me.

    Scuola elementare

    Spendere

    venerdì 14 dicembre 2018

    Ho comprato due mele stayman, da un fruttivendolo in via Saffi, a Bologna, lui mi ha chiesto «Vuoi quelle spendopoco o spendomolto?». Ho preso quelle spendomolto. Un euro e trenta.

    Scuola elementare

    Un fiume

    venerdì 14 dicembre 2018

    Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

    Il termine «scritto» è sbagliato se riferito ai romanzi. I romanzi non si scrivono, anche se Mark Twain, rispondendo alla domanda su come si dovesse scrivere un romanzo, rispose: «stando seduti». I romanzi vengono costruiti. Il romanzo non è un lago, ma un fiume, e si potrebbero scegliere come epigrafe per i romani le parole del Canto della schiera di Igor:
    «O Dnepr Slavutič! Ti sei fatto strada tra i monti di pietra…»

    [Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 236]

    Scuola elementare

    Comunque

    giovedì 13 dicembre 2018

    Oggi, comunque, non ho preso neanche un treno