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Pubblici discorsi

3 settembre – Mantova

Mercoledì 3 settembre,
a Mantova,
alla Galleria Corraini,
in via Ippolito Nievo 7a,
tra la 18 e le 19
con Yocci
firmiamo le prime copie di
Scuola elementare di scrittura emiliana per non frequentanti
(con esercizi svolti)

Pubblici discorsi

3 settembre – Mantova

Mercoledì 3 settembre,
a Mantova,
dentro il Festivaletteratura,
al conservatorio Campiani,
alle 21 e 15,
La fondazione,
di Raffaello Baldini
(nella traduzione di Giuseppe Bellosi)
per voce (Paolo Nori)
e piano (Carlo Boccadoro),
è la cosa numero 12 dentro il Festivaletteratura,
costa 8 euro.

Pubblici discorsi

4 settembre – Mantova

Giovedì 4 settembre,
a Mantova,
al Festivaletteratura,
alle 15,
nel portico del cortile d’onore del palazzo ducale,
si parla di Scuola elementare di scrittura
emiliana per non frequentanti (con esercizi svolti)
e di Scrivo dunque sono di Elisabetta Bucciarelli
(è il numero 26 del festival,
costa 5 euro).

Pubblici discorsi

5 settembre – Mantova

Venerdì 3 settembre,
a Mantova,
al Festivaletteratura,
al tempio di San Sebastiano,
alle 18 e 30
(numero 113 nel programma del Festival,
costa 5 euro)
si parla di Russia
con Vladimir Sorokin
partendo dal suo libro
La giornata di un opričnik

Pubblici discorsi

12 settembre – Modena

Venerdì 12 settembre,
alle 21,30,
al Chiostro della Biblioteca Delfini,
in Corso Canal Grande, 103
dentro il Festivalfilosofia
leggo l’inizio della
Sovrana lettrice,
di Alan Bennet,
preceduto da
un brevissimo discorso
sulla Sovrana lettrice,
di Alan Bennet

  • Vecchi discorsi

  • Scuola elementare

    Un argomento

    martedì 2 settembre 2014

    Samuel Beckett, Premier amour

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ma, per passare adesso a un argomento meno triste, alla morte di mio padre ho dovuto lasciare la casa.

    [Samuel Beckett, Premier amour, Paris, Les éditions de minuit 1970, p. 12]

    Scuola elementare

    Tradotto (ieri)

    martedì 2 settembre 2014

    gogol

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    E tutto questo succede, credo, perché la gente si immagina che il cervello si trovi nella testa; no ve’: lo porta il vento dalle parti del Mar Caspio.

     

    [Nikolaj Gogol', Memorie di un pazzo]

    Scuola elementare

    Repertorio dei matti della città di Bologna

    lunedì 1 settembre 2014

    Alla fine di settembre comincia un corso che si chiama Repertorio dei matti della città di Bologna, per fare un libretto che si chiamerà così (Repertorio dei matti della città di Bologna, e che uscirà per Marcos y Marcos).
    Ci si trova per due fine settimana, è avvantaggiato chi ha fatto la scuola elementare di scrittura emiliana (ma non è indispensabile), ci sono 20 posti, ci si iscrive qui: clic

    Scuola elementare

    Anche

    lunedì 1 settembre 2014

    E se c’è qualcosa di assiale, è computerizzato.

    Scuola elementare

    Sotto le gambe dei tavolini

    lunedì 1 settembre 2014

    erofeev, mosca petuski

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    E vorrei finire con due cose, una scritta da Evgenij Popov, l’altra da Fëdor Dostoevskij. Popov, che è quello che ha scritto che Mosca–Petuškì in Russia lo conoscono tutti quelli che hanno un rapporto, per quanto minimo, con la letteratura o, nella peggiore delle ipotesi, con la vodka, prova anche a spiegarsi il motivo della straordinaria popolarità del poema (ferroviario) di Erofeev. E dice che forse dipende dal fatto che Erofeev, «diversamente da altri scrittori, non è venuto dal popolo, ma nel popolo è rimasto». Erofeev, scrive Popov, «ha vissuto la sua vita terrena come un uomo semplice: ha bevuto, ha girovagato, si è sposato due volte, è diventato padre e nonno, i suoi taccuini sono stati trovati sotto le gambe di tavolini zoppi di legno, dove avevan servito da zeppe, fogli con la sua scrittura sono stati usati per chiudere barattoli di marmellata», scrive Popov, e con questo abbiam quasi finito. Volevo solo aggiungere che, chiedo scusa se parlo di cose che mi sono successe, volevo solo aggiungere che tradurre questo libro mi ha fatto tornare la voglia di leggere i classici russi, e mi son messo a leggere i Fratelli Karamazov, di Dostoevskij, e avevo appena cominciato che ho trovato una frase che ho pensato che forse era la frase ideale per finire questa introduzione. Alla fine della sua prefazione, Dostoevskij scrive: «E questa, in sostanza, è la prefazione. Sono perfettamente consapevole del fatto che era superflua, ma, dal momento che è stata scritta, lasciamola qui».

    [Dall'Introduzione al poema ferroviario di Venedikt Erofeev Mosca-Petuški (che esce dopodomani, se non sbaglio)]

    Scuola elementare

    Ieri

    lunedì 1 settembre 2014

    Ieri ho cambiato browser. Non avrei mai detto che avrei scritto una cosa del genere, invece si vede l’ho scritta. Ed è una cosa, cambiare browser, che secondo me non è neanche priva di conseguenze. Cioè ieri, il 31 agosto del 2014, è un giorno – minimamente – memorabile per via del fatto che ho cambiato browser.

    Scuola elementare

    Sul meeting di Rimini di Comunione e liberazione

    domenica 31 agosto 2014

    Augusto Monterroso, Il resto è silenzio

     

     

     

     

     

     

     

    Le idee che Cristo ci lasciò sono tanto buone che fu necessario creare tutta l’organizzazione della Chiesa per combatterle.

    [Augusto Monterroso, Cristianesimo e chiesa, in Il resto è silenzio, a cura di Barbara Bertoni, Palermo, Sellerio 1992, p. 124]

    Scuola elementare

    Niente

    domenica 31 agosto 2014

    Ieri, in libreria, ho incontrato Romano Montroni, che era venuto alla prima riunione di Niente, una rivista che vorremmo fare ma forse, intitolandosi Niente, è forse meglio se non la facciamo, e mi ha chiesto, Montroni, Come va la rivista?
    Male, gli ho detto io, è in crisi.
    Be’, mi ha detto lui, allora va bene, mi ha detto.
    Eh, gli ho detto io, in effetti.

    Scuola elementare

    Ecco

    domenica 31 agosto 2014

    Ecco, mi sono detto, adesso ormai è mezzanotte devi scrivere qualcosa, cosa scrivi?
    Non lo so, mi sono risposto, qualcosa troverò, mi son detto.
    Sì sì, certo.

    Scuola elementare

    Premier amour

    sabato 30 agosto 2014

    Samuel Beckett, Premier amour

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Perché la data della mia nascita, dico bene, della mia nascita, non l’ho mai dimenticata, non son mai stato obbligato di trascriverla, resta impressa nella mia memoria, l’anno, per lo meno, in cifre che la vita farà fatica a cancellare. Il giorno anche, quando faccio uno sforzo lo ritrovo, e lo celebro spesso, a modo mio, non dirò tutte le volte che torna, no, perché torna troppo spesso, ma spesso.

    [Samuel Beckett, Premier amour, Paris, Les éditions de minuit 1970, p. 8]