Crea sito
Pubblici discorsi

18 aprile – Mantova

Venerdì 18 aprile,
a Mantova,
alle 18,
alla libreria Ibs,
in via Verdi, 50,
Si sente?

Pubblici discorsi

22 aprile – Bologna

Martedì 22 aprile,
a Bologna,
alla Libreria Modo Infoshop,
in via Mascarella 24/b,
alle ore 19,
tredicesima parte (di 18)
della lettura integrale della
Certosa di Parma,
di Stendhal
(nella traduzione di Gianni Celati)

Pubblici discorsi

28 aprile – Bologna

Lunedì 28 aprile,
a Bologna,
alla Libreria Modo Infoshop,
in via Mascarella 24/b,
alle ore 19,
quattordicesima parte (di 18)
della lettura integrale della
Certosa di Parma,
di Stendhal
(nella traduzione di Gianni Celati)

Pubblici discorsi

29 aprile – Reggio Emilia

Martedì 29 aprile
a Reggio Emilia,
a palazzo Magnani,
in corso Garibaldi, 29,
In Unione Sovietica
non tutti i sovietici
eran sovietici
(Bulgakov, Erofeev,
Dovlatov, Chlebnikov,
Anna Achmatova,
Mandel’stmam,
Pasternak
e il compagno Stalin)

Pubblici discorsi

30 aprile – Bergamo

Mecoledì 30 aprile,
a Bergamo,
alle ore 21,
allo spazio incontri
della fiera del libro,
sul sentierone di Bergamo,
Si sente?

  • Vecchi discorsi

  • Scuola elementare

    Bisogno

    giovedì 17 aprile 2014

    Anton Čechov, Sulla letteratura

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Avrei bisogno di immergermi nell’acido solforico e di strapparmi la pelle dal corpo per rifarmene una nuova.

    [Anton Čechov, Sulla letteratura. Lettere ad Aleksej S. Suvorin, a cura di Fausto Malcovati, traduzione di Gigliola Venturi e Clara Coïsson, Milano, Archinto 2004, p. 125]

    Scuola elementare

    Delle cose

    mercoledì 16 aprile 2014

    Io vorrei che succedessero delle cose che quando ci penso, di notte, prima di dormire, penso che non succederanno mai, ma mai, ma mai mai mai mai mai.

    Scuola elementare

    Luccicare

    mercoledì 16 aprile 2014

    Augusto Frassineti, Misteri dei ministeri

     

     

     

     

     

     

    Gli alti funzionari appartengono quasi tutti alla famiglia dei ministeriali attivi. Ciò non toglie tuttavia che in loro la ministerialità possa atteggiarsi in modi negativi od elegiaci, o comunque di pathos, per la parte di subordinazione che in essi permane.
    Il direttore generale Argomento Pedrella, ad esempio, perito, come tutti sanno, in un incidente d’ascensore, fu senza dubbio uno dei ministeriali attivi più qualificati della penultima generazione.
    Si veda, per singolare contrasto, la lettera al Ministro, che qui riproduco. Essa fu estratta dalla fodera della giacca del direttore Pedrella alquanto consunta e ingiallita. Segno che il defunto ve la custodiva da parecchi anni.

    Eccellenza, quando la sera penso a tutti i pericoli corsi nella giornata; quando penso alle migliaia di veicoli che mi hanno rasentato senza schiacciarmi; alle decine di migliaia di finestre sotto le quali sono passato senza che nulla mi cadesse sopra la testa; agli uomini – forse un milione – che mi hanno incontrato senza farmi male; quando penso alle infinite traversie alle quali sono scampato; che ho attraversato in guerra mari e continenti, esponendomi a ogni sorta di calamità; quando penso alle meteore, ai terremoti, ai fulmini (ai quali non si riflette mai abbastanza); quando penso che ho parlato con tanta gente e che, dopo aver dormito le infinite notti senza la minima precauzione, mi sono ridestato come nulla fosse; quando la sera penso a tutto questo, Eccellenza, e mi raffiguro Lei che, con sì nobile dedizione, coraggio e lungimiranza, provvede a tutto ciò ed è un po’ come il padre di tutti noi; allora, Eccellenza – ed è questo che dovevo dirLe – mi sembra di essere il più felice degli uomini e mi viene una gran voglia di nascondermi e di luccicare. Il Suo direttore generale
    Argomento Pedrella.

    [Augusto Frassineti, Misteri dei ministeri, Parma, Guanda 1952, pp. 11-12]

    Scuola elementare

    Poco fa

    mercoledì 16 aprile 2014

    Sono uscito per andare a correre, a metà delle scale mi sono accorto che avevo in testa gli occhiali.

    Scuola elementare

    Di cosa scrive James Cain

    mercoledì 16 aprile 2014

    James Cain, La farfalla

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Io scrivo del «desiderio che si avvera», concetto, questo, terrificante, non saprei spiegarne il perché, almeno per la mia fantasia.

    [James Cain, La farfalla, traduzione di Maria Napolitano, Milano, Longanesi 1947, p. 20]

    Scuola elementare

    Son passati diversi giorni

    martedì 15 aprile 2014

    L’altro giorno, son passati diversi giorni, in occasione del compleanno di Eugenio Scalfari hanno pubblicato un’intervista a Scalfari sulle donne, che a me, io non l’ho letta, ho letto un riassunto che ne ha fatto Christian Raimo (clic), e questa cosa mi ha fatto venire in mente in mente un libro che ho comperato per il titolo, ci sono un po’ di libri che ho comprato per il titolo, questo era in inglese e l’ho comprato a Praga, se non ricordo male, e l’ha scritto Mavis Cheek e si intitola The Sex Life of my Aunt (Clic).

    Scrittura emiliana, Scuola elementare

    Certosa di Parma (12 di 18)

    martedì 15 aprile 2014

    gianni celati, certosa di parma
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    La Certosa di Parma, nella traduzione di Gianni Celati, letta ieri alla modo infoshop di Bologna (parte dodici di diciotto): Clic

    Scuola elementare

    Se fossi onesto

    martedì 15 aprile 2014

    Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Scrivere è certamente un modo astuto per evitare di ‘fare’; intorno a me la gente si preoccupa di vivere, ha famiglia, percepisce stipendi, si ammala e muore. Oh, anch’io percepisco stipendi, ma si può chiamare stipendio quanto si ottiene in cambio di ‘scrivere’? Via, non diciamo sciocchezze. Probabilmente scrivere è il modo di frodare che tiene chi è nato ladruncolo o truffatore, ma non ha abbastanza coraggio per delinquere su grande scala. Se fossi onesto, fabbricherei monete false – deve essere un lavoro da grande artista – o ricatterei facoltose coppie con figli scapestrati, o semplicemente aspetterei di notte il rientro di gentiluomini affezionati alla vita: «O la borsa o la vita», vecchia e nobile sentenza, piena di acute allusioni filosofiche, e forse progettata da un’intelligenza non ignara del divino. Ma io sono vigliacco e claustrofobo: non posso tollerare la prospettiva della galera, luogo tradizionalmente chiuso: soprattutto, avrei paura delle mie vittime. Io derubare – chi? Dovrei trovare una vittima più indifesa e codarda di me: sono certo che sarebbe uno scrittore; ma non si può mica sperare di incontrare sempre e solo scrittori.

     

    [Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa, Milano, Adelphi 2013 (2), pp. 21-22]

    Scuola elementare

    Con questo papa

    lunedì 14 aprile 2014

    Ho preso due numeri della rivista Il mio papa perché mi sembrava una rivista, non so come dire, memorabile, e ci son delle cose, come le ricette di Papa Francesco, o la cuoca di Papa Francesco che cucina con gli avanzi, molto belle; e adesso, per radio, sento uno che dice «Con questo papa», e a me mi vien da pensare che adesso, tra poco, con questo papa, vado a letto, che è una cosa, devo dire, che, in passato, ho fatto più volte anche con gli altri papi diversi da questo.

    Scuola elementare

    Federico Zeri

    domenica 13 aprile 2014

    guatelli

     

     

     

     

     

     

     

     

    Per fortuna c’è stato qualcuno che ha raccolto gli oggetti della cultura contadina e ha istituito delle raccolte la principale, direi la raccolta maggiore, la più importante, la più bella, la più interessante e direi anche la più commovente è quella fatta da Ettore Guatelli, che per tutta la vita ha raccolto gli oggetti della cultura contadina e della vita quotidiana dei contadini e li ha raccolti con un’apertura mentale ECCEZIONALE, senza privilegiare questo o quell’oggetto e ha messo su un museo vicino a Collecchio, a Ozzano Taro. Io lo considero uno dei musei più straordinari dell’Italia, innanzitutto per la ricchezza dei reperti, e degli oggetti, e in secondo luogo per il modo con cui è allestito, modo che dimostra un grandissimo gusto, una grande sensibilità e una grande intelligenza.