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Pubblici discorsi

Tutti i giorni – Radio rock

Tutti i giorni feriali
(non il sabato),
a Radio rock,
alle 7 e 15 circa,
Il matto del giorno.

Pubblici discorsi

27 giugno – Genova

Martedì 27 giugno,
a Genova,
al palazzo Ducale,
Munizioniere,
alle 18
Repertorio dei matti della città di Genova

Pubblici discorsi

6 luglio – Reggio Emilia

Giovedì 6 luglio,
alle 21:15,
a Reggio Emilia,
dentro la rassegna Summersoup,
nello spazio esterno tra
il Centro Internazionale L. Malaguzzi
e la sede dell’Arci di Reggio Emilia,
in viale Ramazzini 72,
Repertori dei matti delle città di Bologna,
Milano, Torino, Roma, Cagliari,
Parma, Andria, Livorno,
Reggio Emilia,
Lucera e Capitanata e Genova
con particolare riferimento al
Repertorio dei matti della città di Reggio Emilia.
Legge io, che mi chiamo Paolo Nori,
suona il concerto a fiato L’usignolo
diretto dal Maestro Mirco Ghirardini

Pubblici discorsi

7 luglio – Civitella di Romagna

Venerdì 7 luglio,
a Civitella di Romagna,
che è in provincia di Forlì e Cesena,
dentro un festival che si chiama
Mosto,
alle 22,
ai Poderi dal Nespoli,
leggo La Svizzera
(presso Cantina,
c’è scritto nel programma)

Pubblici discorsi

16 settembre – Bologna

Sabato 16 settembre,
a Bologna,
in Salaborsa,
in piazza del Nettuno,
dalle 15 alle 18,
quarta riunione di
Qualcosa.

Pubblici discorsi

9 novembre – Bologna

Giovedì 9 novembre,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Zitti tutti!
di Raffaello Baldini

Pubblici discorsi

7 dicembre – Bologna

Giovedì 7 dicembre,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Carta canta
di Raffaello Baldini

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Come scrivono gli stranieri

    mercoledì 28 giugno 2017

    – Anch’io ci ho già pensato, fratello, – disse piano. – Oh, come lo capisco. Da noi si scrive tutti come stranieri, troppo correttamente, troppo perfettamente. Nell’antica Atene una venditrice riconobbe uno straniero solo dal fatto che parlava troppo correttamente. Ho capito tutto! – gridò e scattò su. – Adesso so come scrivere la mia tragedia!
    – Stai scrivendo una tragedia? – chiese Griboedov.

    [Jurij Tynjanov, Kjuchlja, traduzione di Agnese Accattoli, Pesaro, Metauro 2004, p. 44]

    Scuola elementare

    Festival letterari sardi

    martedì 27 giugno 2017

    Io, di solito, delle cose che scrivo, non ne so molto, e il fatto di non saperne molto, di solito, non è una cosa che mi impedisca di scriverne, mi piace parlare della mia ignoranza, è un tema che mi affascina, è una mia debolezza.
    Questa volta, però, quando mi hanno detto che il tema di questo numero di Sardinia Post Magazine erano i festival letterari sardi, io mi son detto che, dei festival letterari sardi, non potevo dir niente, nemmeno indagare la mia ignoranza che sarebbe stata simile alla mia ignoranza sui festival letterari lombardi o veneti o campani, probabilmente.
    Poi, qualche giorno fa, dal comune di Cervia mi hanno chiesto di scrivere qualche riga sul concetto di partecipazione, e a me è venuto da scriver così: «Mi succedeva tutti gli anni, a un festival di poesia, che c’era una piazza, centinaia di persone che, guidate dalla voce di qualcuno che era in piedi su un palco, cominciavano a respirare insieme, come se fossero un’unica bestia; e io, che ero lì con loro, non ero più io, ero una parte di quella bestia. Non so cos’era, aveva qualcosa, è difficile usare la parola magia, ma era una specie di magia. Mi succede ancora con mia figlia e sua mamma; son dei momenti, ce ne son tre o quattro al mese, chissà cosa succede, chissà cos’è che li scatena, ma noi, in quei momenti lì, non siamo più tre, siamo un’unica bestia, ed è una cosa, non so come dire, commovente».
    Quel festival di poesia era in Sardegna, a Seneghe, si chiamava Cabudanne de sos poetos, che credo voglia dire Settembre dei poeti, e io ci sono andato per sei anni consecutivi e è stata una delle cose più sensate che ho fatto, nella mia cosiddetta carriera di persona che scrive dei libri.
    Il che, comunque, mi vien da dire, resta un po’ poco, sui festival letterari sardi, per riempire tutta una rubrica.
    Allora, d’accordo col direttore, ho pensato che non avrei parlato solo dei festival letterari sardi, ma anche di un corso, letterario e sardo, che faremo quest’autunno a Cagliari; sarà un corso di scrittura e di lettura, e la parte di lettura consiste nel leggere Guerra e pace (nella traduzione di Pietro Zveteremich – Garzanti) in sette settimane, 207 pagine a settimana, ventinove pagine al giorno, un’ora e mezza al giorno (sono pagine grandi): quarantanove giorni faccia a faccia con Guerra e pace, che è una cosa che ho già fatto a Bologna e a Milano e che in Sardegna sono convinto che sarà una cosa diversa, perché quello lì è un libro che, tutte le volte che l’ho letto, a me è sembrato un libro nuovo.
    La penultima volta, mi stavo separando dalla mamma di mia figlia, mi sembrava che Guerra e pace parlasse della separazione tra me e la mamma di mia figlia, della fine di quella bestia di cui si diceva sopra, che invece poi non era mica finita si era sbagliato, Tolstoj (scherzo).
    Il corso è organizzato dall’associazione Malik (laboratori@associazionemalik.it)  e è dentro una rassegna letteraria che si intitola I libri aiutano a leggere il mondo, che è un titolo che a me sembra un po’ ottimista, ottimismo sardo, probabilmente.
    Io non lo so se aiutano, o, perlomeno, non so se tutti aiutano, sono più pessimista, probabilmente, l’ultima volta che sono stato a quel festival di Seneghe io stavo così bene che mi è venuta in mente una frase di Zavattini che, presentandosi a Franco Maria Ricci scriveva: «Sono un pessimista, ma me ne dimentico sempre», e mi è sembrato di esser così anch’io.
    Il corso su Guerra e pace, ad ogni modo, lo faccio lo stesso, anche se è dentro una rassegna con un titolo così ottimista, e credo che mi succederà ancora una cosa che è successa al protagonista della Certosa di Parma, Fabrizio Del Dongo, che, intanto che era alla battaglia di Waterloo, ogni tanto si chiedeva «Ma veramente io sono alla battaglia di Waterloo?».
    E dopo che era stato alla battaglia di Waterloo, ogni tanto si chiedeva «Ma veramente io sono stato alla battaglia di Waterloo?»
    Ecco. Io, tutte le volte che ricomincio a leggere Guerra e pace ogni tanto mi chiedo «Ma veramente io sto leggendo Guerra e pace?». Questo a proposito dei festival letterari sardi.

    [uscito su Sardinia post magazine]

    Scuola elementare

    Venedikt Erofeev

    martedì 27 giugno 2017

    Uomo: suona triste (mi è scappato).

    [Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 62]

    Scuola elementare, Seminari

    Scuola media inferiore di Dostoevskij

    lunedì 26 giugno 2017

    Sono aperte le iscrizioni alla Scuola media inferiore di Dostoevskij: otto incontri dalle 21 alle 23 e 30 all’Atelier Sì di via San Vitale, a Bologna, (martedì 24 e 31 ottobre, martedì 7, 14, 21 e 28 novembre, martedì 5 e 12 dicembre), dove leggeremo insieme la traduzione dei Demoni fatta da Rinaldo Küfferle (Mondadori 2016, ventottesima ristampa, 867 pagine, 13 euro) e la traduzione dei Fratelli Karamazov fatta da Agostino Villa (Einaudi Et, 2014, 1016 pagine 18 euro) e scriveremo delle cose a partire dai testi che leggiamo; ci saranno otto compiti a casa, il primo, da portare al primo incontro, sarà: «Descrivete Dostoevskij in cinque righe».
    Leggeremo 1.876 pagine in 7 settimane, 268 pagine a settimana, 38 (,286) pagine al giorno e vedremo cosa succede, perché questi, come tutti i libri, probabilmente, sono due libri strani.
    Carlo Fruttero diceva che I demoni è uno dei cinque libri più belli che siano mai stati scritti e Sigmund Freud, che era tedesco, diceva che i Fratelli Karamazov sono il romanzo più grandioso che sia mai stato scritto. Io, il primo mi piace moltissimo, il secondo, l’ho letto tre volte, questa sarà la quarta, non ci ho mai capito niente, ma era un non capirci niente che mi veniva da dire “Ma forse sono io, che non ho capito”, e ricominciavo dall’inizio.
    (Per fare la scuola media sarebbe meglio aver fatto la scuola elementare, per informazioni e iscrizioni: info@ateliersi.it, 3290898744 [l’illustrazione è di G. D. Glikman]).

    Scuola elementare, Seminari

    Ventesima scuola

    lunedì 26 giugno 2017

    Sono aperte le iscrizioni alla ventesima scuola elementare di scrittura emiliana e letteratura russa (con esercizi pratici); dieci incontri di due ore e mezzo, dalle 21 alle 23 e 30 (martedì 10 ottobre, lunedì 16, 23, 30 ottobre, lunedì 6, 13, 20 e 27 novembre, lunedì 4 e 11 dicembre all’Atelier Sì di via San Vitale, a Bologna) nei quali si tratta:
    dei semicolti e delle loro scritture,
    di letterario e di non letterario,
    del suono e del senso,
    di letteratura di finzione e di letteratura del fatto,
    dell’andare fuori tema,
    dello straniarsi,
    del non sapere,
    delle liste, delle fattografie,
    della storia delle cose,
    della frase,
    della ripetizione della frase,
    dei diversi modi di ripetere la frase,
    della trama e della non trama,
    del montaggio,
    del tutto e del niente,
    delle biografie,
    delle agiografie e del contrario delle agiografie,
    delle poesie,
    del suono nelle poesie e
    del contrario delle poesie,
    dell’editoria,
    delle pubblicazioni,
    del senso dello scrivere,
    del nostro portafoglio e di molte altre cose.

    (per informazioni e iscrizioni: info@ateliersi.it, 3290898744)

    Scuola elementare

    In caso di vittoria

    lunedì 26 giugno 2017

    Uno si era trovato a fare il sindaco. Non che si fosse trovato per caso, perché si era candidato, aveva fatto una lista e la campagna elettorale. Aveva presentato un programma nel quale prometteva, in caso di vittoria, che avrebbe spento l’inceneritore. Forse per questa promessa, forse per altre ragioni, alla fine era stato eletto e qualche mese dopo era sceso a manifestare a fianco di un comitato di cittadini che protestava contro la mancata chiusura dell’inceneritore.

    Scuola elementare

    Migliori amiche

    domenica 25 giugno 2017

    Oggi, quando la Battaglia ha detto che lei ha un po’ di amiche che lei direbbe che ciascuna di loro è la sua migliore amica, e io le ho detto che non è possibile, che la migliore amica può esser solo una, lei mi ha detto che invece è molto possibile perché lei ce le ha e sono più di una.

    Scuola elementare

    Per esempio

    domenica 25 giugno 2017

    A San Pietroburgo, adesso, per esempio, ci son 14 gradi, dicono su Meteo San Pietroburgo.

    Scuola elementare

    Stava benissimo

    domenica 25 giugno 2017

    Una stava benissimo, è andata in pellegrinaggio a Lourdes ha preso freddo e si è ammalata.

    Scuola elementare

    Come si dice in russo ammazzare

    sabato 24 giugno 2017

    Ammazzare, in russo, si dice (anche) порешить, che è un derivato di решить, che significa, prima di tutto, risolvere, trovare una soluzione.