9 settembre - Roma
Giovedì 9 settembre
a Roma
all’Alpheus
alle ore 22 e 30
insieme ad altre cose che non ho capito
bene
c’è una
lettura da
Chadži-Murat,
di Tolstoj


Giovedì 9 settembre
a Roma
all’Alpheus
alle ore 22 e 30
insieme ad altre cose che non ho capito
bene
c’è una
lettura da
Chadži-Murat,
di Tolstoj

Venerdì 10 settembre
a Roma,
a Radio rock,
e in streaming dovunque,
dalle 7 alle 9 circa,
con Emilio Pappagallo,
parliamo dei Malcontenti

Venerdì 10 settembre
a Castra,
frazione di Limite sull’Arno
alle ore 21,
lettura musicata di
Noi la farem vendetta,
con la Scorribanda.

Domenica 12 settembre,
a Novellara (RE)
dalle 15 e 30 alle 17,
in piazza unità d’Italia,
(dentro il festival
giovani.con
futuro cercasi)
si legge
Il bolide,
discorso sui Malcontenti,
segue dibattito.

Sabato 18 settembre,
alle ore 21,
a Modena,
dentro il festivalfilosofia
a Palazzo Santa Margherita,
nel chiostro,
lettura della
Donna di Picche
di Aleksandr Puškin
(che Dio l’abbia in gloria)

C’è uno scrittore francese che si chiama Jean-Paul Sartre (Parigi 1905, Parigi 1980) che dentro un romanzo intitolato in italiano La nausea dice che non bisogna avere paura.

Tutte le volte che vedo
una cassetta delle lettere
rossa
mi viene voglia di metterci
dentro
una cartolina.

C’è uno scrittore italiano che si chiama Gianni Rodari (Omegna 1920, Roma 1980) che ha scritto una favola dove a un certo punto un semaforo diventa blu e nessuno capisce cosa vuol dire.

Io quando entro, a Milano Marittima, nelle migliori boutiques, Che meraviglia, mi dicono, mi fan delle feste, è un passepartout.
[Stava parlando di un cane che voleva vendere a qualcuno al telefono]

C’è un attore americano che si chiama Buster Keaton (Piqua 1895, Woodland 1966) che quando era piccolo suo padre e sua madre lo travestivano da vecchio, con la parrucca e la barba, e poi se lo tiravano da una parte all’altra del palco di attori girovaghi che avevano loro, dentro una compagnia dove faceva i suoi spettacoli anche il mago Houdini.

C’è qualcuno, con un profilo di facebook intestato a Giulio Moscato, che deve aver visto una puntata di scrittori per un anno in cui si parlava dei fatti del 7 luglio del 1960, e che dice di essere il nipote di Cafari Panico, quello che è stato accusato di aver ordinato di sparare, e assolto con una sentenza che, a me, sembra vergognosa, cosa che ho detto in quella puntata di Scrittori per un anno e ribadito più volte perché è così. Be’, questo Giulio Moscato, ammesso che esista, mi ha scritto che io non avevo alcun diritto di dire le cose che ho detto e che dovevo chiedere la vera versione dei fatti ai discendenti di suo nonno e che avrei fatto meglio a scrivere dei romanzetti di fantascienza. Io gli ho risposto che secondo me non era tanto informato e gli ho chiesto se aveva letto non il mio libro, che quello va be’, non ha molta stima, di me, sembra, ma quello di Bigi, o di Murgia. Lui ha risposto che sono io a non essere informato, e che ho il tipico atteggiamento di una certa sinistra e che mi dovrei vergognare. Mi sarebbe piaciuto continuare questo dialogo, ma lui ha finito il messaggio scrivendo che noi non abbiamo più niente da dirci. Ecco. Io, veramente, a lui, cioè, mi ha cercato lui, però a questo punto io gli avrei risposto volentieri, solo che lui deve aver inibito la mia possibilità di scrivergli, e credo abbia cambiato anche l’immagine di facebook, perché non lo trovo più, ci son degli altri Giulio Moscato ma chissà qual è, lui. E niente. Pazienza.

Dicono che una volta lo scrittore russo Daniil Charms (Pietroburgo 1905, Leningrado 1942) avesse in mente di scrivere un racconto su un taumaturgo, cioè su uno che è capace di fare i miracoli, che per tutta la vita non faceva nessun miracolo, e dicono che poi, alla fine, Daniil Charms quel racconto non l’avesse scritto.
