Pubblici discorsi

16 maggio – Milano

Mercoledì 16 maggio,
a Milano,
al Centro della Repubblica Ceca
in Via G. B. Morgagni, 20
sono alla notte
della letteratura ceca
a parlare di Patrik Ouředník,
insieme a Patrik Ouředník,
tra le 21 e le 22
programma completo qui: clic

Pubblici discorsi

25 maggio – Piacenza

Venerdì 25 maggio,
a Biella,
al Museo del Territorio Biellese
(sala conferenze),
con Paolo Bianchi
si parla di
La meravigliosa utilità del filo a piombo,
Si chiama Francesca, questo romanzo,
Presente.

Pubblici discorsi

27 maggio – Piacenza

Domenica 27 maggio,
a Piacenza,
alla libreria Matilda,
cantone dei Cavalli, 9
alle 11,
letture dal Quaderno della scuola
elementare di scrittura emiliana a Piacenza,
con Beatrice Anelli, Patrizia Bernazzani,
Massimiliano Bulla, Angelo Calza,
Giuliana Cordani, Francesco Danelli,
Claudia Del Giudice, Marina Foletti,
Nadia Monti, Angelo Politi
Doriana Riva,
introduce e coordina Paolo Nori
(cioè io)

Pubblici discorsi

8 giugno – Poggibonsi

Veneredì 8 giugno,
a Poggibonsi,
alle 21 (credo)
Si chiama Francesca, questo romanzo
e altri 10 romanzi con Learco Ferrari,
con Carlo Boccadoro al piano
(seguono dettagli)

Pubblici discorsi

10 giugno – Carpi

Domenica 10 giugno,
a Carpi,
ale 21 e 45,
nel cortile di Palazzo Pio,
dentro un festival che si chiama
Disastri,
Concerto dei Nuovi Bogoncelli

  • Vecchi discorsi

  • Scuola elementare

    Non si dipinge

    giovedì 17 maggio 2012

    Non si dipinge per gli studenti di disegno o per gli storici ma per gli esseri umani e la reazione in termini umani è la sola cosa che dà veramente soddisfazione.

    [Mark Rothko, Scritti sull'arte, a cura di Miguel López-Remiro, edizione italiana a cura di Riccardo Venturi, Roma, Donzelli 2006, p. 105]

    Scuola elementare

    I ladri

    mercoledì 16 maggio 2012

    E a me, questa cosa, faceva pensare a mondo dove c’erano, non so, la domenica mattina in tutte le case si veniva svegliati dal rumore delle lucidatrici, dove c’erano i bicchieri infrangibili, i telefoni a gettone, dove i maschi andavano al bar, e costituivano la famosa clientela dei bar, dove i barbieri si chiamavan barbieri, e le pettinatrici pettinatrici, dove la domenica se suonava qualcuno al campanello di casa era probabile che fosse uno che ti veniva a vendere l’Unità, a domicilio, e tu la compravi non perché ti interessasse l’Unità, ma perché ti sembrava bello quel gesto lì, di andare in giro a vendere un giornale senza guadagnarci niente, dove la scuola dell’obbligo finiva alle medie, e alle superiori tutti si erano sentiti dire la celebre frase Questa non è più la scuola dell’obbligo, dove il lavoro in genere veniva pagato, dove la gente era talmente disperata che qualcuno si metteva a collezionare delle bottiglie mignon di liquori, e ne aveva tantissime, dove le partite di calcio cominciavano tutte lo stesso giorno alla stessa ora, dove fuori dallo stadio vendevano i ceci caldi, d’inverno, dentro dei cartocci di carta unta e gialla a pallini neri, e uno spruzzo di sale, sopra, dove una cubista era una pittrice con delle nostalgie dei primi del secolo, dove i pediatri consigliavano il latte in polvere perché era il progresso, dove quando era comparso il fax era sembrata la fine di tutti i problemi, come se non si dovesse neanche più lavorare, dove gli uomini politici erano quasi tutti avvolti in una specie di cappa grigia, e parlavano quasi tutti una lingua incomprensibile, e sembrava che dovesse andar bene così, dove c’erano i mangiadischi che andavano pile, e, per la maggior parte, chissà come mai, erano di colore arancione, dove il lucido da scarpe sembrava una cosa della quale non si sarebbe potuto assolutamente mai fare a meno, dove le donne si mettevan le calze, e prima di sedersi si passavano una mano di dietro, a mettere a posto la gonna, che non eran delle cose che andavano bene per forza. Continua a leggere »

    Scuola elementare

    Ai primi freddi

    mercoledì 16 maggio 2012

    Mi piace da matti
    a me
    ai primi freddi
    stare in casa
    girare le braghe bagnate sul termo
    come una salamella sulla brace
    far bollire due patate
    tutto un vapore!
    con i vetri che sembra che sudino
    aspettare che qualcuno
    mi dia un colpo di telefono.

    [Giovanni Previdi, Tante belle cose, numero 1, p. 24]

    Scuola elementare

    Prolegomeni a una storia della letteratura italiana

    martedì 15 maggio 2012

    Giancarlo Narciso è nato a Milano. Dopo aver viaggiato in tutto il mondo ed essersi stabilito alcuni anni a Singapore, vive attualmente tra Riva del Garda e l’Indonesia. Di Narciso Fazi Editore ha già pubblicato Sankhara (2002) e Singapore Sling (2002).

    Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. Nella sua prima vita è stato alpinista e matematico, e a volte pensa di non avere mai smesso di essere nessuno dei due. Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi, cuoco. Insieme a Giorgio Carella è fondatore della casa di produzione cameracar. Ha deciso di fare lo scrittore in un cinema parrocchiale, dopo la proiezione del film L’attimo fuggente, nel 1992. Ha passato gli anni successivi alla ricerca del suo capitano, fino al giorno in cui, nel 1997, ha scoperto Raymond Carver. Da allora ama la letteratura americana e scrive racconti. Questo è il suo primo libro.

    Antonella Clerici è nata a Legnano (Milano). Da vent’anni è uno dei volti più amati della televisione italiana. Ha condotto numerose trasmissioni di grande successo, da La Prova del Cuoco al Festival di Sanremo. Continua a leggere »

    Scuola elementare

    Un inizio

    martedì 15 maggio 2012

    Per scrivere un romanzo rosa in una settimana ci vogliono otto giorni.

    [Stefania Bertola, Romanzo rosa, Torino, Einaudi 2012, p. 3]

    Scuola elementare

    Il voto a Parma

    lunedì 14 maggio 2012

    Forse chi ha scritto questo articolo, sull’Unità, (clic), ha inteso la mia critica al programma del Movimento 5 stelle di Parma (clic) come un appoggio alla candidatura a sindaco del presidente della provincia di Parma Bernazzoli. Se è così, si è sbagliato, non appoggio Bernazzoli; non abito a Parma, ma se abitassi a Parma non andrei a votare, perché nessuno dei due candidati mi sembra abbia il requisito minimo che io ritengo indispensabile per aver fiducia di un politico, che quel politico non abbia la faccia tosta di presentarsi come candidato. Uno così, potrei anche votarlo, uno che si presenta, non ci penso nemmeno, Bernazzoli compreso.

    Scuola elementare

    Presente

    lunedì 14 maggio 2012

    Due minuti di lettura da Presente filmati da Mauro Garofalo nella hall di un albergo torinese per uomini d’affari: Clic

    Scuola elementare

    Cose elettroniche

    lunedì 14 maggio 2012

    Al salone del libro di Torino, il tema di quest’anno, La primavera digitale, uno lo può anche tradurre come La paura che fanno gli ebook, i libri elettronici. Che siccome c’è stato, in questi ultimi anni, in concomitanza con la comparsa degli ebook, un calo di vendite dei libri di carta, calo che ha determinato perfino la chiusura di qualche libreria, può venire naturale mettere in relazione le due cose. Solo che, io non ne so niente, ma ho l’impressione che la chiusura delle librerie e il calo delle vendite siano da mettere in relazione con una situazione più generale, che ha determinato, per esempio la chiusura di alcuni locali pubblici e di alcune agenzie immobiliari, a spiegare le quali non è comparso nessun concorrente elettronico (aperitivi elettronici o appartamenti elettronici). Ho, insieme al mio amico Alessandro Bonino, una piccola casa editrice elettronica, per questo conosco i dati di vendita dei libri elettronici, in Italia, e sono grandezze che mi sembra non giustifichino la chiusura di niente. Dopo poi le paure son belle perché non costano niente, e una cosa nuova, un nuovo arrivato, una delle cose a cui serve è prendersi la colpa di tutto quel che succede. Si stava così bene, prima.

    [Uscito su Libero di ieri]

    Scuola elementare

    Uomini d’affari

    domenica 13 maggio 2012

    Stamattina, sabato mattina, parto per la fiera del libro di Torino, e stanotte, sabato notte, dormirò in un albergo vicino al Lingotto, quell’ex fabbrica della Fiat che è diventata una specie di mega centro congressi. È un albergo dove sono già stato, geometrico, pulito, con un asceensore panoramico, un albergo da uomini d’affari. Prima di cominciare a scrivere dei libri, io ero un uomo d’affari: ero il responsabile amministrativo di una joint venture franco-italiana che doveva posare un gasdotto nel sud della Francia, e uno dei motivi per cui mi son messo a scriver dei libri, è non avere più niente a che fare con gli uomini d’affari, fuori e dentro di me. Perché a me sembra che la letteratura, più che nei centri congressi, sia più facile trovarla nella spazzatura, nei cassonetti, negli ospedali, sui filobus, nelle sale d’attesa degli ambulatori veterinari, nei bagni dei cinema, nei sottopassaggi abbandonati, sotto i cavalcavia, nei prati dopo che hanno smontato i tendoni dei circhi, nelle tabaccherie, nelle collezioni di francobolli, negli espositori delle cartoline, nei pavimenti dei bar quando sono cosparsi di segatura e in tanti altri posti ancora, ma è finito lo spazio di questo articolo.

    [uscito ieri su Libero]

    Scuola elementare

    A proposito di nuove tecnologie

    sabato 12 maggio 2012

    L’altra mattina, non erano neanche le otto del mattino, ho fatto un bancomat, e quando il bancomat mi ha chiesto se volevo la ricevuta, gli ho detto di no, e poi mi son ricordato del primo anno che avevo il bancomat che tenevo tutte le ricevute. Avevo una busta di plastica e c’eran dentro tutte le ricevute che io pensavo fossero una cosa preziosa. Dopo poi le ho buttate. Che, anche come documenti, non si sapeva neanche come metterli insieme, stavan tutti attorcigliati, c’era l’inchiostro che dopo un po’ colava giù, che anche quella carta lì delle ricevute non è una bella carta, è una carta chimica che non è fatta per essere conservata, è fatta per essere buttata via, e infatti io le ho buttate via. E sempre a proposito di nuove tecnologie, io da pochissimo tempo ho uno smartphone, uno di quei telefoni che puoi fare un sacco di cose, guardare la posta elettronica, mandare le email, registrar dei discorsi, fare dei video, e tante altre cose, e i giorni prima che mi arrivasse pensavo che ci sarebbero stati dei gran cambiamenti, nella mia vita, con questo smartphone, e invece non è cambiato praticamente niente, e mi continua a telefonare pochissima gente. E mi è venuto in mente quando avevo tredici anni che pensavo che l’anno dopo, quando ne avrei avuti quattordici e avrei potuto guidare il motorino, la mia vita sarebbe stata una vita con dentro una libertà e un’indipenza che io non avevo mai provato una libertà e un’indipendenza simili, prima. Invece poi dopo ho compiuto quattordici anni, e la libertà e l’indipendenza non sapevo neanche dove stavan di casa. Nonostante il motorino. Che era un motorino che era stato di mio nonno, a tre marce, un Malaguti, grigio e azzurro, e non c’era tanto da vantarsene. E non potevo neanche esser geloso di mio fratello, che aveva un Garelli verde pisello. A proposito di nuove tecnologie.

    [Uscito ieri su Libero]