Pubblici discorsi

22 febbraio – Milano

Venerdì 22 febbraio,
a Milano,
alle 19,
alla libreria Open,
in viale Monte Nero, 6,
con Tino Mantarro
parliamo di
Gogol’ maps
(e della Grande Russia portatile, un po’,
e della Guida del Touring
di Mosca e Pietroburgo, un po’)

Pubblici discorsi

23 febbraio – Formigine

Sabato, 23 febbraio,
a Formigine,
in Biblioteca,
in via S. Antonio,
alle 17,
La donna di picche,
di Aleksandr Puškin.

Pubblici discorsi

9 marzo – Bologna

Sabato9 marzo,
a Bologna,
in Salaborsa,
in piazza del Nettuno,
dalle 15 alle 18,
nella sala incontri del primo piano,
c’è la riunione di Qualcosa,
per lavorare al numero 7
(è aperta a tutti)

Pubblici discorsi

30 marzo – Formigine

Sabato, 30 marzo,
a Formigine,
in Biblioteca,
in via S. Antonio, 4
alle 17,
Memorie di un pazzo,
di Nikolaj Gogol’

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Sergej Esenin

    martedì 19 febbraio 2019

    Tra gli ospiti c’era la poetessa K. La donna piacque a Esenin. Cominciò a farle la corte. Per pavoneggiarsi le propose con semplicità: «Volete vedere una fucilazione? Posso organizzare tutto in un minuto tramite Bljumkin».

    [Vladislav F. Chodasevič, Esenin, in Necropoli, a cura di Nilo Pucci, Milano, Adelphi 1985, p. 170]

    Scuola elementare

    Le parole

    martedì 19 febbraio 2019

    In dicembre, quando la mamma di mia figlia ha preso l’influenza, io, me lo ricordo benissimo, le ho detto «Non mi ammalo mai». Due giorni dopo ho preso l’influenza e adesso ne ho presa un’altra. Come, qualche mese fa, quando ho detto «Questo cappello è più di un anno che ce l’ho, non l’ho ancora perso». Il giorno dopo ho perso il cappello: magia della parola.

    Scuola elementare

    Come scriviamo

    martedì 19 febbraio 2019

    Dove finisce il documento, comincio io.
    L’idea che tutta la vita sia documentata non ha nessun fondamento: ci sono anni interi, senza documenti.

    [Jurij Tynjanov, Come scriviamo, in Formal’nyj metod. Antologija russkogo modernizma, Kabinetnyj učenyj, Moskva-Ekaterinburg 2016, p. 699]

    Scuola elementare

    Tempi che passano

    domenica 17 febbraio 2019

    Nei romanzi russi dell’ottocento c’è, quasi in tutti: una scena di caccia, un ballo, un duello. Son tutte cose che oggi, metterle in un romanzo è così difficile.
    Se venisse, per esempio, qualcuno, domattina alle cinque, da me, e mi dicesse La sfido a duello. O La invito a caccia. O La invito a un ballo, io credo che gli risponderei Le sembra l’ora di presentarsi a casa della gente?

    Scuola elementare

    Venedikt Erofeev

    sabato 16 febbraio 2019

    Tre gattini chiamarli: Seduxen, Demidrolum e Luminale.

    [Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 126]

    Scuola elementare, Seminari

    I matti del canton Ticino

    sabato 16 febbraio 2019

    Questa volta forse riusciamo a fare il Repertorio dei matti del Canton Ticino (il 23 e 24 marzo, il 6 e 7 aprile e il 18 maggio).
    Informazioni qui: clic

    Scuola elementare

    Un dubbio

    sabato 16 febbraio 2019

    Stamattina, dovevo andare a correre, non avevo tanta voglia, ho pensato “Forse, prima di andare, è meglio se faccio un’analisi costi-benefici”. Dopo sono andato, ma mi è rimasto il dubbio che forse, prima di andare, era meglio fare un’analisi costi-benefici.

    Scuola elementare

    Prima e dopo la crisi

    venerdì 15 febbraio 2019

    Tra il 1885 e il 1887 furono pubblicati a Parigi Guerra e pace, Anna Karenina, Infanzia e Adolescenza, Polikuska, La morte di Ivan Il’ič, le novelle del Caucaso e i racconti popolari. In pochi mesi, in poche settimane, si svelava ai nostri occhi l’opera di tutta una grande vita, in cui si riflettevano un popolo e un mondo nuovi /…/
    Questi libri furono per noi quello che il Werther fu per la generazione precedente: lo specchio magnifico delle nostre capacità e delle nostre debolezze, delle nostre speranze e dei nostri terrori. Noi non ci preoccupavamo di accordare tutte queste contraddizioni, né soprattutto di fare entrare quell’anima multipla, in cui risuonava l’universo, in anguste categorie religiose o politiche, come hanno fatto quasi tutti quelli che, in questi ultimi tempi, hanno parlato di Tolstoj, incapaci di sciogliersi dalla lotta dei partiti, abbassando il livello delle loro passioni, alla stregua delle loro sette socialiste o clericali. Come se le nostre sette potessero dare la misura del genio!… E cosa m’importa che Tolstoj sia o no del mio partito? Cerco forse di quale partito fossero Dante e Shakespeare per respirare il loro soffio e assorbire la loro luce?
    Noi non dicevamo, come i critici d’oggi: «Ci sono due Tolstoj, quello prima della crisi e quello dopo la crisi; uno è valido, l’altro no». Per noi non ne esisteva che uno e lo amavano interamente. Poiché sentivamo, per istinto, che in anime come quella tutto è coerente, tutto è unito.

    [Romain Rolland, Tolstoj, traduzione di Giulia Passalacqua, Roma, Castelvecchi 2014, pp. 7-9]

    Scuola elementare

    Due posti

    venerdì 15 febbraio 2019

    Ho scoperto stasera che, nello slang dei giovani pietroburghesi, sigaretta si dice сига, cioè siga, come a Parma.

    Scuola elementare

    Stasera

    giovedì 14 febbraio 2019

    Bere vodka schietta, magari a collo, in questo non c’è niente tranne languore di spirito e fretta. Mischiare la vodka con l’eau de cologne, ecco in questo c’è un certa dose di capriccio, ma non c’è nessun patos. E invece nel bere un bicchiere di Balsamo di Caanan, in questo c’è sia del capriccio che un’idea che del pathos e per di più c’è anche un’allusione metafisica.
    Qual è l’ingrediente del «Balsamo di Caanan» che apprezziamo più di tutti? Be’, naturalmente il denaturato. Anche se il denaturato, essendo solo oggetto d’ispirazione, il denaturato di per se stesso di ispirazione è assolutamente privo. Che cosa, dunque, apprezziamo più di ogni altra cosa, nel denaturato? Ma certamente, la nuda sensazione gustativa. E ancora di più il miasma che emana. Per attenuare questo miasma serve almeno un pizzico di profumo. Per questo motivo, nel denaturato si versa – nella proporzione di 1:2:1 – della birra vellutata, meglio se Ostankino, o Senator, e della vernice per mobili depurata.

    [Stasera, all’Atelier sì, Mosca–Petuški]