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Pubblici discorsi

28 settembre – Roma

Giovedì 28 settembre,
a Roma,
da Giufà,
in via degli Aurunci, 38,
alle 19 (se non mi sbaglio)
Strategia della crisi

Pubblici discorsi

29 settembre – Radio Rock

Venerdì 29 settembre,
a Radio Rock,
dalle 8 alle 10
Strategia della crisi

Pubblici discorsi

1 ottobre – Rovereto

Domenica 1 ottobre,
a Rovereto,
al Circolo operaio di Santa Maria,
alle 12,
Noi e i governi

Pubblici discorsi

3 ottobre – Bologna

Martedì 3 ottobre,
a Bologna,
in Via San Vitale, 69,
alla caffetteria dell’Atelier sì,
alle 19,
presentazione dei corsi
di quest’anno.

Pubblici discorsi

9 novembre – Bologna

Giovedì 9 novembre,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Zitti tutti!
di Raffaello Baldini

Pubblici discorsi

7 dicembre – Bologna

Giovedì 7 dicembre,
a Bologna,
all’Atelier Sì,
in via San Vitale 69,
alle 21,
Carta canta
di Raffaello Baldini

  • Vecchi discorsi

  • Vecchi seminari

    Scuola elementare

    Una nota

    lunedì 25 settembre 2017

    Il wipping boy (letteralmente «ragazzo da frustate») era il ragazzo assegnato, nella monarchia inglese del XV e XVI secolo, a un giovane principe, e che veniva frustato al suo posto quando quest’ultimo si comportava male o era negligente nello studio. L’espressione è poi passata a significare «capro espiatorio» (NdT).

    [Steven Pinker, Il declino della violenza. Perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l’era più pacifica della storia, traduzione di Massimo Parizzi, Milano, Mondadori 2013, nota 1 p. 783]

    Scuola elementare

    Tutte le volte

    domenica 24 settembre 2017

    Dovevo scrivere una cosa, non sapevo da che parte prenderla, mi son messo a stirare, mi son venute in mente due parti, da dove prenderla; succede così tutte le volte, non so cosa scrivere, comincio a fare qualcos’altro, mi viene in mente quel che devo scrivere, e mi stupisco sempre ma la cosa stupefacente è lo stupore, cosa mi stupisco a fare, che succede così tutte le volte?

    Scrittura emiliana

    A Mosca

    domenica 24 settembre 2017

    Tutte le volte che vado a Mosca, c’è un posto dove vado per piangere. È il cimitero del monastero di Novodevič’e. Ci vado per portare tre fiori sulla tomba del poeta su cui ho fatto la tesi, che si chiama Velimir Chlebnikov e che è nato nel 1885 e è morto nel 1922. E poi, tutto le volte, mi metto a piangere. Non so perché. Prima che nascesse mia figlia, pensavo che gli anni che avevo lavorato su Chlebnikov fossero il periodo più bello della mia vita, e tutte le volte che sono lì, sulla tomba di Chlebnikov, mi torna in mente la prima poesia di Chlebnikov che ho letto, nell’ottantanove, alla biblioteca Guanda di Parma: «Quando stanno morendo, i cavalli respirano, Quando stanno morendo, le erbe si seccano, Quando stanno morendo, i soli si bruciano, Quando stanno morendo, gli uomini cantano delle canzoni». Credo però che una visita al cimitero del monastero di Novodevič’e di Mosca, sia una cosa interessante anche per chi non ha fatto la tesi su Chlebnikov.

    Scuola elementare

    La crisi

    domenica 24 settembre 2017

    In un libro del poeta polacco Czesław Miłosz, pubblicato in Italia dal Adelphi col titolo La mente prigioniera e tradotto da Giorgio Origlia, c’è un pezzetto cha fa così:

    «Gli americani sono proprio così stupidi?» mi chiedeva un amico di Varsavia, e nella sua voce c’era una nota di disperazione e al tempo stesso di speranza che lo contraddicessi. Questa domanda è abbastanza sintomatica dell’atteggiamento che regna nelle democrazie popolari nei confronti dell’Occidente; una quasi completa delusione con un residuo di speranza.
    Sul piano politico l’Occidente ha offerto nel corso degli ultimi anni una quantità sufficiente di motivi di dubbio. Tuttavia nel caso degli intellettuali sono in gioco anche altri elementi, di gran lunga più complessi. Prima di entrare a far parte dell’Impero, i paesi dell’Europa centrale e orientale hanno fatto l’esperienza della seconda guerra mondiale, che per essi è stata infinitamente più dura che per l’Europa occidentale. Non soltanto la guerra ha distrutto la loro economia, ma ha anche annientato numerosi valori che fino allora erano considerati incrollabili.
    In generale l’uomo è incline a considerare naturale l’ordine nel quale vive. Le case che guarda andando al lavoro gli appaiono più come rocce generate dalla terra stessa che come opera della mente e delle braccia umane. La sua attività in una ditta o in un ufficio viene da lui considerata importante e decisiva per l’armonico funzionamento del mondo. Il modo di abbigliarsi, suo e degli altri, è a suo avviso esattamente quello che deve essere e l’idea che sia lui sia i suoi conoscenti potrebbero altrettanto bene indossare tuniche romane o armature medievali lo fa ridere. La posizione sociale di un ministro o di un direttore di banca gli sembra qualcosa di serio e degno di invidia, e il possedere una cospicua somma di denaro una garanzia di tranquillità e sicurezza. Non riesce a credere che in quella strada che conosce così bene, dove dormono gatti e giocano bambini, possa fare la sua comparsa un cavaliere che getterà un laccio al collo dei passanti per poi portarli in un mattatoio dove saranno subito uccisi e appesi a uncini. È anche abituato a soddisfare quei bisogni fisiologici comunemente considerati intimi nel modo più discreto possibile, lontano dagli occhi dei suoi simili, senza nemmeno riflettere sul fatto che tale usanza non è comune a tutti i consorzi umani. Insomma, si comporta un po’ come Chaplin nel film La febbre dell’oro che è tutto affaccendato nella sua baracca e nemmeno sospetta di essere sospeso sull’orlo di un burrone.
    Ma basta che una sola volta percorrendo quella strada egli veda sui marciapiedi uno spesso strato di vetri rotti dalle bombe mentre il vento porta via documenti a uffici evacuati in preda al panico, che già è intaccata la sua fiducia nell’illusoria naturalezza delle sue abitudini fino a quel momento. Come volano tutti quei fogli così pieni di timbri, con le diciture «confidenziale» e «segretissimo»! Quante casseforti, quante chiavi, quante pappagorge dirigenziali, quante conferenze, quanti uscieri, quanti sigari, quante signorine che battono tese sulle loro macchine da scrivere! E il vento si porta via tutti quei fogli che ognuno può prendere e leggere mentre invece nessuno lo fa perché ci sono cose più pressanti, come ad esempio procurarsi un chilo di pane. E il mondo va avanti come se niente fosse. Che strano! L’uomo avanza lungo la strada e si ferma davanti a una casa sventrata da una bomba. L’intimità delle abitazioni umane, i loro odori familiari, il loro tepore di cellule d’ape, i loro mobili che serbano la memoria dell’amore e dell’odio. Tutto è nudo adesso! La casa mostra la sua struttura: non più roccia che ha sfidato i secoli ma intonaco, calce, mattoni, armature. E al terzo piano, solitaria e accessibile ai soli angeli, una vasca da bagno bianca dalla quale la pioggia cancellerà il ricordo di coloro che vi si sono lavati. Persone ancora poco tempo fa potenti e venerate hanno perduto tutto ciò che avevano, e vanno per i campi mendicando dai contadini qualche patata. I soldi da un giorno all’altro cambiano valore, diventando mucchi di assurdi rettangoli stampati. Su un ammasso di rovine fumanti sta seduto un ragazzino che frugando nella cenere con un filo di ferro canticchia una canzone su un grande condottiero, tanto valoroso che non permette al nemico di avvicinarsi nemmeno alla frontiera.

    Ecco. Io, quel momento lì, che uno guarda la casa che mostra la sua struttura: intonaco, calce, mattoni, armature, e al terzo piano, «solitaria e accessibile ai soli angeli, una vasca da bagno bianca dalla quale la pioggia cancellerà il ricordo di coloro che vi si sono lavati», ecco, a me, una vista del genere, mi sembra meravigliosa; io, c’è poco da fare, ho un’attrazione, per questi momenti che il mondo va a rotoli, e devo averlo già detto più di una volta, in questo libro, che ho questa attrazione, ma portate pazienza, considerate che sono in crisi, per cortesia, grazie.

    Scuola elementare

    Contribuire

    sabato 23 settembre 2017

    Sto scrivendo dei contributi, se così si può dire, per la nuova edizione della guida del Touring di Mosca e San Pietroburgo, e ogni tanto cerco dei libri, nella confusione della mia libreria, ieri sera ne ho cercati tre e li ho trovati tutti e tre quasi subito e ci son rimasto male: credevo di avere la libreria molto in disordine, invece è un periodo che non son bravo nemmeno nel disordine, mi è venuto da pensare ieri sera intanto che scrivevo dei contributi per la guida del Touring di Mosca e San Pietroburgo.

    Scuola elementare

    Coinvolta

    sabato 23 settembre 2017

    Una aveva scritto un annuncio per la sezione degli annunci matrimoniali del Mattino di Padova. L’annuncio recitava “Roberta vedova 57enne imprenditrice, cm 172 castana occhi azzurri. Dinamica, giovanile; mi so adattare alle abitudini del mio partner; vorrei condividere tutto con lui: passioni, traguardi, dolori. Vorrei con il mio partner un rapporto che mi coinvolga a 380 gradi”.

    [Repertorio dei matti della città di Padova, esce il 28 settembre]

    Scuola elementare

    Ecco

    venerdì 22 settembre 2017

    E poi ieri, a Luzzara, dopo che ho letto una cosa che si intitola Forlimpopoli, un signore molto gentile mi ha chiesto di dirgli la verità, se io veramente non ero Daniele Benati. E poi dopo, a tornare a Bologna in treno, c’è stato un momento che ho avuto l’impressione di esser rimasto chiuso nel gabinetto, che era un po’ di tempo che non mi succedeva.

    Scuola elementare

    Rumeno

    giovedì 21 settembre 2017

    Un cliente aveva chiesto a un cameriere rumeno se si vergognava di essere rumeno.

    [Repertorio dei matti della città di Padova, esce il 28 settembre]

    Scuola elementare

    Se tutto va bene

    giovedì 21 settembre 2017

    Ieri, siamo usciti, con Togliatti, mi sembrava che fosse cambiata la stagione e le ho detto «È cambiata la stagione».
    E poi ho pensato che, siccome la stagione cambia quattro volte l’anno, e siccome io ho 54 anni, e, se tutto va bene, potrò scampare ancora circa trent’anni, quella frase lì, «È cambiata la stagione», io, se tutto va bene, la posso dire ancora circa 120 volte e poi dopo basta.

    Scuola elementare

    Due eventi importanti

    giovedì 21 settembre 2017

    Due eventi importanti stanno avendo luogo in questi giorni nel paese, e la gente ne parla: l’erezione di due mie statue come Eroe dell’Unione Sovietica e Eroe del lavoro socialista nel mio paese natale, e la mia promozione al rango di Maresciallo dell’Unione Sovietica.

    L. I. Brežnev a una riunione di dirigenti degli Uffici affari generali del partito, 19 maggio 1976

    [Andrea Graziosi, L’Unione Sovietica in 209 citazioni, Bologna, il Mulino 2006, p. 95]