Per sentirsi meno sola

martedì 17 Marzo 2020

Una, dopo una serie di sfortune sentimentali, era andata a vivere per i fatti suoi. Per sentirsi meno sola dormiva con Guerra e Pace, edizione Garzanti 2016, e lo abbracciava a cucchiaio.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Lui

giovedì 27 Febbraio 2020

Uno consigliava di vivere totalmente casti per raggiungere la massima perfezione. Lui, di figli, ne aveva tredici.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Caio

mercoledì 26 Febbraio 2020

Quell’esempio di sillogismo che aveva studiato nel manuale di logica del Kiesewetter , Caio è un uomo, gli uomini sono mortali, perciò Caio è mortale, gli era sembrato, per tutta la vita, valido solo in rapporto a Caio, e in alcun modo in rapporto a se stesso. Una cosa era l’uomo-Caio, l’uomo in generale, e in questo caso il sillogismo andava benissimo; ma lui non era né Caio né l’uomo in generale, ma era sempre stato un essere molto, molto particolare, molto diverso da tutti gli altri esseri; era stato Vanja, con la mamma, col papà, con Mitja e Volodja, con i giochi, con il cocchiere, con la njanja ; e poi con Katen’ka, con le gioie, i dolori, gli entusiasmi dell’infanzia, dell’adolescenza, della giovinezza. Aveva mai sentito Caio l’odore del pallone di cuoio che al piccolo Vanja piaceva così tanto? Aveva mai baciato la mano alla mamma, Caio, e avevano mai frusciato così dolcemente, per Caio, le pieghe della seta del vestito della mamma? Aveva mai litigato, Caio, per le frittelle, all’istituto di giurisprudenza? E Caio, era mai stato innamorato? E sapeva, Caio, presiedere un’udienza in tribunale?
Certo che Caio è mortale, lui è giusto che muoia, ma io, piccolo Vanja, io, Ivan Il’ič, con tutte i miei sentimenti, i miei pensieri, io sono un’altra cosa. Non è possibile che mi tocchi morire. Sarebbe troppo orribile.
Questo sentiva.

[Mi hanno avvisato ieri che il prossimo giugno (salvo impedimenti) c’è la lettura integrale della Morte di Ivan Il’ič al Cimitero monumentale di Bologna]

La passione per il gioco

venerdì 31 Gennaio 2020

Uno scriveva nel proprio diario di essere vanitoso, orgoglioso, pigro, apatico, affettato, bugiardo, instabile, indeciso, imitativo, codardo, vittima dello spirito di contraddizione, troppo sicuro di sé, voluttuoso e che aveva la passione per il gioco.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Gelosia

venerdì 8 Novembre 2019

C’era uno che abitava a Parma, un inverno si era iscritto a un corso di scrittura a Bologna e faceva avanti e indietro in treno. Al corso leggevano Anna Karenina e facevano dei compiti, un compito era stato:
Raccontate una volta che siete stati gelosi, o che qualcuno è stato geloso di voi, o che qualcun altro è stato geloso di qualcun altro.
Questa era stata la sua soluzione.
Anna si avvicinò a Vronskij e si aggrappò al suo braccio, vi appoggiò la testa scarmigliata e guardandolo dal basso disse: “Partiamo bàtjuska, partiamo; portami lontano, in Italia voglio andare, in Italia!”
“Ma, così, su due piedi: ho la parata del reggimento la settimana prossima.”
“O bàtjuska, portamici, portamici!”
“E va bene. Dove vuoi andare di preciso?”.
“Non so…” e dopo aver fatto volteggiare le pupille grigie e scintillanti Anna disse “facciamo una pazzia, compriamo il parmigiano per Stiva e Dolly, andiamo a Parma!”.
“A Parma?” ripetè sorpreso Vronskij.
“Sì. A Parma, a Parma!” Continua a leggere »

Un consiglio

mercoledì 30 Ottobre 2019

Se volete perdere dei treni, scordarvi di scendere dagli autobus, fare tardi agli appuntamenti, mettetevi a leggere, o a rileggere, Guerra e pace.

[Da una conversazione a margine della scuola media inferiore di scrittura emiliana all’estero (Milano)]

Sopracciglia

sabato 24 Agosto 2019

Poi oggi mi è venuto il dubbio che le sopracciglia di Tolstoj, tutte farraginose, assomiglino a quelle di Moravia, tutte farraginose anche loro.

Un riccco

martedì 13 Agosto 2019

Il tre settembre del 1862 al Cremlino, nella chiesa dell’Ingresso del Natale della Madre di Dio, Lev Tolstoj si è sposato con Sofja Bers, figlia del medico (tedesco) Andrej Evstaf’evič Bers e della sua consorte Ljubov’ Aleksandrovna (da nubile Islavinaja). Tolstoj aveva allora 34 anni, sua moglie ne aveva appena compiuti 18.
I popolani presenti al matrimonio avevano mormorato: «Com’è giovane! Si sposa con un vecchio! Si vede che è ricco!».

[Pavel Basinskij, Lev Tolstoj, Moskva, Malodaja gvardija 2017, p. 90]

Le qualità di Tolstoj

venerdì 9 Agosto 2019

Nei diari scrive di sè di essere «brutto», e «sciatto», e «irritabile», e «noioso», e «immodesto», e «impaziente», e «vergognoso come un bambino». «Quasi maleducato». «Incontinente», «indeciso», «incostante», «stupidamente vanaglorioso» e «entusiasta, come tutti gli uomini senza carattere». «Senza coraggio». «Pigro».

[Pavel Basinskij, Lev Tolstoj, Moskva, Malodaja gvardija 2017, pp. 66-7]

Si deve e non si deve

lunedì 5 Agosto 2019

Provava lo stesso sentimento quando lo fasciavano. «A loro sembrava si dovesse fare così (cioè legarmi), io invece sapevo che non si doveva». E quando uccidono un capretto, e quando fustigano un soldato, o un servo della gleba, o quando chiudono un bambino in un ripostiglio, tutti i grandi pensano che «si deve» fare così. Tolstoj, invece, fin dai suoi primi barlumi di coscienza non è che pensi, ma sa che così «non si deve» fare.

[Pavel Basinskij, Lev Tolstoj, Moskva, Malodaja gvardija 2017, p. 11]