Stamattina a Milano

mercoledì 1 Agosto 2018

Adesso io non voglio fare quello che torna dalla vacanze in posti esotici e si dà delle arie che ha fatto delle esperienze straordinarie, ma la metropolitana di Milano, dopo quelle di Pietroburgo e di Mosca, sembra una metropolitana giocattolo. Che poi io a Bologna vado in giro in bicicletta, ma stamattina, a Milano, la metropolitana, mi è sembrata proprio una metropolitana giocattolo. Mi scuso. Mi dispiace. Ma è così.

Ancora il portacenere

mercoledì 25 Luglio 2018

Uno dei testi che compaiono in Samizdat, che non sono pubblicati e vengono letti sottobanco è Requiem, di Anna Achmatova.
Nella prefazione l’Achmatova scrive: «Negli anni terribili della ežovščina [il periodo in cui era commissario del popolo per gli affari interni Nikolaj Ivanovič Ežov], ho passato diciassette mesi in fila davanti alle carceri di Leningrado [il marito era stato fucilato, il figlio era stato arrestato]. Una volta qualcuno mi “riconobbe” – continua l’Achmatova – . Allora una donna dalle labbra livide che stava dietro di me e che, sicuramente, non aveva mai sentito il mio nome, si riscosse dal torpore che era caratteristico di noi tutti e mi domandò in un orecchio (lì tutti parlavano sussurrando): “Ma questo lei può descriverlo?”. E io dissi: “Posso”. Allora una specie di sorriso scivolò lungo quello che un tempo era stato il suo volto».
Lidija Čukovskaja, in un libro di memorie intitolato Incontri con Anna Achmatova, racconta come l’Achmatova scriveva quelle poesie, nella sua casa sulla Fontanka, uno dei canali di San Pietroburgo, poco distante dalla prospettiva Nevskij: «Anna Andreevna, quando veniva a trovarmi, mi leggeva versi di Requiem in un sussurro, ma a casa sua, alla casa sulla Fontanka, non si risolveva neppure a sussurrare; d’un tratto, nel bel mezzo del discorso, si interrompeva e, indicandomi con gli occhi il soffitto e le pareti, prendeva un pezzetto di carta e una matita; poi diceva ad alta voce qualcosa di molto frivolo: «Volete del tè?», oppure: «Come siete abbronzata!», scriveva velocemente fino a riempire il foglietto e me lo porgeva. Io leggevo i versi e, quando li avevo impressi nella memoria, glieli restituivo in silenzio. «L’autunno è venuto così presto» diceva Anna Andreevna ad alta voce e, acceso un fiammifero, bruciava il foglietto in un posacenere.
Era un rito: le mani, il fiammifero, il posacenere – un rito splendido e doloroso».

[DAlla Grande Russia portatile, esce in agosto]

Poco

martedì 24 Luglio 2018

E quando l’altra notte, a San Pietroburgo, ho visto questa cosa qua, ho pensato a quella poesia di Chlebnikov che dice: «Poco, mi serve. Una crosta di pane, Un ditale di latte, E questo cielo, E queste nuvole» (cliccare sull’immagine per ingrandire).

16/22 luglio San Pietroburgo

domenica 22 Luglio 2018

Da lunedì 16 a domenica 22 luglio
Russia istruzioni per l’uso,
a San Pietroburgo
(clic)

Buongiorno

domenica 22 Luglio 2018

Devo fare la valigia per andare a Mosca, non ne ho voglia, credo che i libri che ho preso non entreranno mai in valigia, dovrò buttarli via, vado a fare colazione, piuttosto.

Con apatia e indifferenza

sabato 21 Luglio 2018

[cliccare sull’immagine per ingrandire]

Degli sforzi

venerdì 20 Luglio 2018

Oggi siamo andati all’Aleksandrinskij teatr, il teatro di San Pietroburgo dove il 19 aprile del 1836 c’è stata la prima dell’Ispettore generale, commedia in 5 atti di Nikolaj Vasil’evič Gogol’, e dove il 17 ottobre del 1896 c’è stata la prima, disastrosa, del Gabbiano di Čechov, e quando siamo entrati in teatro c’erano le prove del Lago dei cigni, il palcoscenico pieno di ballerine che facevano degli sforzi così faticosi, e così seri, e così belli che siamo rimasti tutti incantati, di quel che diceva la nostra guida non ascoltavamo più niente.

Cose che ho comperato in Russia

giovedì 19 Luglio 2018

L’acqua gassata più gassata del mondo, un libro di Šklovskij, dei gettoni della metropolitana, una sim russa per telefonare, una rulet s makom (è un dolce con i semi di papavero), un quaderno con scritto: «Da Pietroburgo con apatia e indifferenza».

Spendere

mercoledì 18 Luglio 2018

E poi ho comprato il catalogo del museo russo, in russo, e una mia amica ha comprato il catalogo del museo russo, in italiano, e in italiano costava meno, e ho chiesto come mai alla cassiera, e la cassiera mi ha detto che non lo sapeva.
E a me poi è venuto in mente che ai russi, ultimamente, gli piace spendere, e mi son ricordato quella storiella di due uomini d’affari russi che si incontrano e hanno la stessa cravatta e uno dice all’altro «Quanto l’hai pagata?», «Cinquecento dollari», risponde l’altro, e il primo scoppia ridere «Io mille, – dice, – t’ho fregato».

Come ogni anno

mercoledì 18 Luglio 2018

sundukov

E dopo, come ogni anno, sono venuto a vedere questo quadro di Aleksej Sundukov (Coda, olio su tela, 1986, Museo russo, San Pietroburgo, cliccare sull’immagine per ingrandire), che ricorda questo libro di Vladimir Sorokin: clic