martedì 31 gennaio 2012
Ho detto alla Battaglia che il vento, a Cracovia, ti tagliava la faccia.
E come facevi? mi ha chiesto lei.
Eh, c’eran dei medici, in albergo, che tutte le sere ti ricucivan la faccia te la mettevano a posto.
Davvero? mi ha detto lei.
No, le ho detto io.
lunedì 30 gennaio 2012

Per loro non era tragico, e per me lo era anche molto.
«E tutti scoppiavano a ridere, e Venja scoppiava a piangere».
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 121]
domenica 29 gennaio 2012

Be’, anche Chlebnikov ha dei meriti. Per esempio, ha inventato la parola «aviatore» (al posto di «aviatano» che l’aveva inventata Blok).
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 118]
sabato 28 gennaio 2012

Sto facendo tanti di quei progressi, sembro un villaggio del Kazakistan.
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 118]
venerdì 27 gennaio 2012

Le persone più insopportabili sono quelle per le quali tutto si spiega da sé. Cos’è questo tutto? E cos’è da sé? E cosa si spiega?
[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 119]
giovedì 26 gennaio 2012
Descrivi, diceva Puškin, e non fare il furbo.
mercoledì 25 gennaio 2012
Poi c’è stato un periodo che avevo un gatto che mangiava tantissimo, che siccome mia nonna, del camino, diceva Mangia come un avvocato, io mi ricordo il mio gatto mi ero messo a chiamarlo Avvocato.
[Da Si chiama Francesca, questo romanzo, e altri dieci romanzi con Learco Ferrari]
mercoledì 25 gennaio 2012
Mi sono accorto oggi di un’intervista di quest’estate, clic, dove dico delle cose insensate (per esempio dico che a Stalingrado ho visto grandi esempi di libertà, e io non ci sono mai stato, a Stalingrado). Quell’intervista lì, che avevamo registrato (ma si vede che il registratore non funzionava bene), me l’aveva fatta uno che, l’altro giorno, ha fatto una recensione a Si chiama Francesca, questo romanzo, (clic) che dice, tra altre cose, che io sono uno scrittore parmense (non è vero), che il protagonista del libro si chiama Leandro Ferrari (non è vero), che io non ho mai fatto audiolibri (non è vero), che la pagina più bella del libro è una conversazione tra Leandro Ferrari (non è vero) e una fotografa al palazzo delle esposizioni di Roma, e poi sotto c’è la pagina trascritta, esattamente come in un commento che una ragazza che si firma benedett@ ha messo due mesi fa su anobii (clic). Allora poi dopo, magari è una coincidenza, alla fine mi è venuto in mente uno scrittore parmense, Luigi Malerba, che quando gli chiedevano se aveva dei consigli da dare ai critici, lui diceva che il primo consiglio che si sentiva di dare era di leggerli, i libri.
martedì 24 gennaio 2012

Bellissimo invero sarebbe il paese cercato invano da Lorenzo Stecchetti (Olindo Guerrini) nei Postuma (XXXVII):
Conosci tu il paese
Dove non s’è mortali,
Dove alla fin del mese
Non scadon le cambiali?
[Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Milano, Hoepli 2002, p.271]