Scuola elementare.

Fidatevi

martedì 4 Giugno 2019

Tbilisi 26.04.2019

Su un auto con conducente presa in piazza Marjanishvili, dopo che ha capito che siamo italiani, l’autista si è fatto tre segni della croce poi ha cercato sul cellulare e ha fatto una videochiamata. Poi ci ha passato il telefono e si è vista una signorona con la permanente perfetta che ci ha detto in italiano: «Ciao, sono la sorella, fidatevi! Io abito a Bari, in via…». Non era meglio stare a casa?
M. C.

La dote principale

lunedì 3 Giugno 2019

Domani, a Milano, do i primi voti della mia vita, a un esame universitario, e non so come fare, e mi piace, fare delle cose che non son capace di fare, e credo che, come diceva Manganelli, la principale dote di uno scrittore sia l’incompetenza.

A Carpi

lunedì 3 Giugno 2019

Ieri, a Carpi, alla festa del racconto, con Alessandro Beretta, alle 12 e 30 parlavamo della Grande Russia portatile nel chiostro di San Rocco. C’erano venti file di sedie, le prime quattro all’ombra, le altre al sole. I posti all’ombra erano tutti occupati, quelli al sole tutti liberi e la maggior parte della gente era in piedi, all’ombra, sotto il portico. Gli abbiamo detto di prendersi le sedie e di sedersi lì, sotto il portico, e abbiamo fatto la nostra presentazione. Alla fine mi son dimenticato di dire alle (bravissime) (e simpaticissime) organizzatrici (una è una mia amica) di prevedere, l’anno prossimo, per le presentazioni che si fanno al chiostro di San Rocco, una sala alternativa in caso di bel tempo. Le mando adesso questo post (alla mia amica). E basta.

Il favorito tra i favoriti

lunedì 3 Giugno 2019

Ho già regalato questo libro a ventiquattro persone. Tra loro ci sono un poliziotto, un’addetta alle pulizie, una professoressa, il figlio di un mio cugino. Quest’ultimo si è diplomato l’anno scorso in un istituto tecnico. Un giorno è passato a trovarmi. Alla vista della mia libreria, dopo essersene uscito con un classico: «Hai letto t-u-t-t-i questi libri?» confessò di non averne mai letto uno. A scuola se l’era sempre cavata con i riassunti. «Magari ne avrei letto qualcuno» disse, «ma nella mia scuola vigeva la regola che chiunque fosse sorpreso a leggere veniva irrimediabilmente coperto di ridicolo: che razza di sfigato! Ma guardatelo, legge un libro! proprio un frocio fatto e finito!»
«Perché hai cominciato a leggere libri?» mi chiese d’un tratto, ed è la domanda che reputo la più interessante che mi sia mai stata posta.
«Perché mi sono sembrati più intelligenti delle persone che conoscevo allora»
«Consigliamene uno per cominciare»
E così, come a tanti altri prima e dopo di lui, gli diedi una copia de La morte dei caprioli belli, il mio favorito tra i favoriti.
Quelli che l’avevano ricevuto, mi chiamavano poi sbalorditi. «È il libro più antidepressivo del mondo» annunciavano (tutti all’infuori del figlio di mio cugino, che non aveva confronti).

[Mariusz Szczygieł, Postfazione, in Ota Pavel, La morte dei caprioli belli, traduzione di Barbara Zane, Rovereto, Keller 2013, p. 147-148]

Una paura

domenica 2 Giugno 2019

Quando devo lanciare un aggiornamento dell’iphone ho sempre paura che non si riaccende più.

Il tempo in cui io non esistevo

domenica 2 Giugno 2019

Nei suoi disordinati taccuini, uno dei quali è stato trovato, dopo la sua morte, sotto un piede del tavolo della cucina, Venedikt Erofeev ha scritto una volta: «È irrimediabilmente passato, il tempo in cui io non esistevo».
Ecco, per me, andare in Russia, vivere in Russia, incontrare la Russia, ha voluto dire, forse, constatare che era irrimediabilmente passato, il tempo in cui io non esistevo.

[Domani, a Carpi, La grande Russia portatile, con Alessandro Beretta]

Stasera a Traversetolo

sabato 1 Giugno 2019

C’era uno che in libreria chiedeva il Manifesto del Partito Comunista e poi stupito diceva: “Ma questo è un libro, io volevo il poster”.

[Quando c’è la finale di Champion’s League, io di solito lavoro, stasera a Traversetolo leggo i Repertori dei matti (questo è un matto di Prato)]

Gli altri giorni

venerdì 31 Maggio 2019

Sotto casa della Battaglia c’era una macchina con attaccato alla fiancata un disegno di Charlie Brown e Snoopy che sono su un pontile e guardano l’orizzonte e Charlie dice: «Un giorno ci toccherà morire, Snoopy», e Snoopy risponde: «Certo, Charlie, però gli altri giorni no».

A Parma

venerdì 31 Maggio 2019

Sul treno un ragazzo appena salito mi ha chiesto Scusi questo ferma a Parma?
Sì, gli ho risposto.
Questo qua?
Sì, gli ho risposto.
Ferma a Parma?
Sì, gli ho risposto.
E lui si è seduto.
Se me lo chiedeva un’altra volta gli dicevo di no.

Così

venerdì 31 Maggio 2019

L’uomo è fatto così, non sa controllare le sue emozioni.

Hannu Jortikka, Allenatore di hockey.

[Miika Nousiainen, Alla radice, traduzione di Marcello Ganassini, Milano, Iperborea 2019, p. 7]