Scuola elementare.

Gogol maps luglio 2019

martedì 9 aprile 2019

Brodskij diceva che, all’inizio dell’ottocento, la letteratura, in Russia, si è messa a correre dietro alla realtà e che, dopo trent’anni, l’ha raggiunta.

Gogol’ maps Mosca (14-20 luglio): Clic MOSCA
Gogol’ maps San Pietroburgo (21-27 luglio) : Clic SPB

Marcello Marchesi

lunedì 8 aprile 2019

E’ sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili.

[L’ha scritto Marcello Marchesi, da una qualche parte]

Il personaggio importante

lunedì 8 aprile 2019

Quale fosse e in cosa consistesse la carica del personaggio importante, ancora oggi non si sa. Bisogna sapere che quel personaggio importante era diventato da poco un personaggio importante e, fino a poco prima, era stato un personaggio che non era importante.

[Stasera, alla scuola elementare di scrittura emiliana, parliamo del Cappotto di Gogol’]

Anche ieri

lunedì 8 aprile 2019

Per del tempo son stato convinto che Anna Achmatova avesse scritto una poesia che dice che la vita è orribile e meravigliosa. Non è vero, non dice così. Però mi sembra che sia vero lo stesso allora, anche se so che non è vero, ogni tanto lo dico: «Anna Achmatova ha scritto una poesia che dice che la vita è orribile e meravigliosa». Anche ieri a Lugano.

Tre matti di Reggio Emilia

sabato 6 aprile 2019

Uno ha iniziato a sciare sulle pistine di Febbio, con il sogno di vincere l’oro in slalom alle Olimpiadi e poi l’ha vinto davvero, nel 2010 a Vancouver.

Uno si allenava a correre nelle stradine della Bassa, con il sogno di vincere l’oro nella maratona alle Olimpiadi e poi l’ha vinto davvero, nel 2004 ad Atene.

Uno giocava a tennis al circolo Giambellino di Quattro Castella, due campi in terra rossa, con il sogno di vincere al Roland Garros, e invece gioca ancora al circolo Giambellino di Quattro Castella, due campi in terra rossa.

Il romanesco e l’italiano

sabato 6 aprile 2019

Nel De vulgari elquentia, Dante scrive che «la lingua volgare è quella che, senza bisogno di alcuna regola, si apprende imitando la nutrice. Abbiamo poi anche, – continua Dante, – oltre a questa, una seconda lingua che fu chiamata dai Romani “gramatica”. Questa seconda lingua è posseduta anche dai Greci e da altri popoli, ma non da tutti. Poche sono d’altronde le persone che giungono alla padronanza di essa, perché non si apprendono le sue regole e non ci si istruisce in essa se non col tempo e con l’assiduità dello studio. La più nobile di queste due lingue, – scrive Dante, – è il volgare, sia perché fu la prima a essere usata dal genere umano, sia perché tutto il mondo ne fruisce (pur nella diversità di pronuncia e di vocabolario che la dividono), sia perché ci è naturale, mentre l’altra è piuttosto artificiale. Proprio di questa lingua più nobile è nostro intento trattare», conclude Dante (la traduzione dal latino è di Sergio Cecchin). Un mio amico, Giuseppe Faso, saputo che mi occupavo di questa cosa (in un libro sul Morgante di Pulci) mi ha raccontato che alcuni dantisti ritenevano questa una contraddizione e proponevano, fino all’ottocento, nelle edizioni a stampa del De vulgari eloquentia, di sostituire quel «più nobile», «Nobilior», in latino, con un «più mobile» («Mobilior»). Che è una cosa che a loro non sembrava contraddittoria e che invece a me sembra incredibile, devo dire.

Almeno

sabato 6 aprile 2019

Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore

Lavorando, si impara col lavoro, si diventa più intelligenti.
O, almeno, io la penso così.

[Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 336]

Una cosa che mi piace

venerdì 5 aprile 2019

Mettere le marche da bollo alle fatture. Da matti, mi piace.

I russi sono matti

venerdì 5 aprile 2019

Ho cominciato a scrivere un libro che si chiama I russi sono matti, ed è una scuola elementare di letteratura russa (e sovietica) e parla di un centinaio di libri russi tra otto e novecento.
All’inizio, nell’introduzione, mi son ricordato di una frase di Roman Jakobson che cita «un grande poeta russo mai esistito, Koz’ma Prutkov, che affermava: “Nessuno abbraccia l’inabbracciabile”».
E ho pensato al mio professore di letteratura russa, Gian Piero Piretto, che a Milano, anni fa, doveva parlare di Memorie di un pazzo, di Gogol’, e si era definito un appassionato, di Gogol’, e io avevo pensato che aveva ragione, e che di grandi scrittori come Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj, Puškin e Čechov, nessuno poteva dirsi un esperto, eravamo tutti degli appassionati, perché si può essere esperti di tante cose, di cinema, di meccanica, di elettronica, di statistica, di raccolta differenziata, di agricoltura, di calcio, di pallacanestro, di sport estremi, di pattinaggio in linea, di cortometraggi, di tutto, tranne forse che di letteratura, perché i grandi scrittori, i grandi libri, sono, forse, come diceva quel grande poeta russo mai esistito, Koz’ma Prutkov, larghi così: inabbracciabili.

Venedikt Erofeev

venerdì 5 aprile 2019

Oppure cominciare così: «Mi piacciono molto le fighe, sono divertenti e intelligenti».

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 63]