Scuola elementare.

Ricordati

giovedì 24 Settembre 2020

Ricordati: non aprire gli sportelli del battitore prima che si sia fermato del tutto.

Bambini

mercoledì 23 Settembre 2020

Ho un gattino in affido, per una settimana, si chiama Argo e alle tre di notte mi viene a mordere i piedi che vuole giocare. Mi son ricordato della mia gatta, che si chiamava Learco, e di quando la Battaglia, che aveva quattro anni, era venuta a dormire da me e si era stupita della vitalità di Learco, di notte. «È per via che i gatti sono animali notturni», le avevo detto io. «I bambini, invece – mi aveva detto lei – sono animali giornurni».

La corrente

martedì 22 Settembre 2020

Non verificarlo con le dita, se c’è la corrente.

La solita storia

lunedì 21 Settembre 2020

Io faccio un mestiere che, quando cominci, se ti dici «Non ce la farò mai», hai qualche possibilità, altrimenti è difficile.

Yoga

domenica 20 Settembre 2020

C’è qualcosa di molto seducente in questa idea che ci si possa accontentare di una superficie di cinquanta per ottanta centimetri. Ci si dice che, se si fosse in prigione, basterebbe stendere un tappetino yoga per affermare, nello spazio soffocante di una cella, una forma di libertà.

[Emmanuel Carrère, Yoga, Paris, P. O. L 2020, p. 56]

Un quaderno nuovo

sabato 19 Settembre 2020

Ho un quaderno nuovo, la prima cosa che ho scritto è stata «Oggi è il giorno che arriva il gatto domani».

Mi raccomando

sabato 19 Settembre 2020

Raccogli i capelli.

Due case

sabato 19 Settembre 2020

Avere due case è comodissimo, puoi dimenticarti le cose da una parte o dall’altra, non ti senti in colpa, se non puoi lavorare.

Attenzione

venerdì 18 Settembre 2020

Attenzione coi forconi

Terza edizione

giovedì 17 Settembre 2020

«Vado a correre. Pavese, lui non poteva, andare a correre».
«Pavese?»
«No niente, avevo in testa Pavese».
«E non poteva andare a correre?»
«No. Erano gli anni Trenta, non l’avevano inventata, la corsa. Cioè l’avevano, inventata, ma la gente, non lo so perché, non correva. Pavese, sono sicura, non correva. Io invece vado a correre. Io vado a correre e dopo ci penso, te guarda pure il tuo telegiornale».

[Un’altra ristampa di Che dispiacere, molto contenti]