Scuola elementare.

Oggi a Ravenna

venerdì 13 Maggio 2022

«Ma come fai a mettere in fila la vita di Dostoevskij, ma chi ti credi di essere, Arrigo Petacco?»

[La presentazione di Sanguina ancora oggi a Ravenna non è in piazza ma al Palazzo dei congressi]

Tramonti

giovedì 12 Maggio 2022

Qualche anno fa mi ha telefonato un mio amico che fa lo scenografo e ha un cognome bellissimo, si chiama Tramonti, che per uno scenografo mi sembra molto azzeccato, a me piacerebbe, se fossi uno scenografo, chiamarmi Tramonti: Clic.

Diretta Instragram

giovedì 12 Maggio 2022

Dovevo preparare i documenti del primo trimestre per la mia commercialista, mi sono dimenticato la diretta Instagram, la faccio adesso.

Felicità?

mercoledì 11 Maggio 2022

C’è un grande romanzo russo dell’ottocento, Un eroe dei nostri tempi, di Lermontov, il cui protagonista, Pečorin, è un giovane molto elegante che si compiace di non aver mai ripetuto, in vita sua, per due volte la stessa battuta; io non sono giovane, e nemmeno elegante, e le ripetizioni mi piacciono sia nei discorsi che faccio che nelle cose che scrivo

[Domani, 12 maggio, alle 21, sul mio profilo Instagram, leggo il racconto Felicità? che è uscito su K n. 4]

L’incubo

mercoledì 11 Maggio 2022

La Russia è l’incubo dell’Occidente. Alla fine del diciannovesimo secolo, i vostri intellettuali hanno sognato la rivoluzione. Noi l’abbiamo fatta. Del comunismo, voi avete parlato e basta. Noi l’abbiamo vissuto per settant’anni. Poi è arrivato il momento del capitalismo. E anche lì, siamo andati molto più avanti di voi. Negli anni novanta, mai nessuno ha deregolamentato, privatizzato, lasciato il campo all’impresa privata come abbiamo fatto noi. Qui sono state costruite fortune immense, partite da niente, senza regole e senza limiti. Ci abbiamo creduto sul serio, ma non ha funzionato.
Adesso, ricominciamo.

[Giuliano da Empoli, Le mage du Kremlin, Paris, Gallimard 2022, p. 268]

Una cosa magnifica

martedì 10 Maggio 2022

«Ormai è chiaro che ci sarà questa guerra contro Napoleone. Se fosse una guerra per la libertà, capirei, sarei il primo a prestar servizio nell’esercito; ma aiutare l’Inghilterra e l’Austria contro il più grande uomo che ci sia al mondo… no, è una cosa che non va.»
A questi discorsi infantili di Pierre il principe Andrej si limitò a stringersi nelle spalle, come per dire che a simili stupidaggini non si poteva rispondere; ma in effetti era difficile rispondere a quelle ingenue argomentazioni in modo diverso da come rispose il principe Andrej.
«Se tutti andassero in guerra solo in base alle proprie convinzioni, le guerre non ci sarebbero più,» disse.
«E sarebbe una cosa magnifica,» disse Pierre.
Il principe Andrej ebbe un risolino.
«Sì, forse sarebbe una cosa magnifica, ma non si arriverà mai».

[Lev Tolstoj, Guerra e pace, traduzione Pietro Zveteremich, Milano, Garzanti 2014, p. 37 (l’immagine è di Sergej Bondar)]

La felicità

lunedì 9 Maggio 2022

e mi ero accorto che felicità, in dialetto parmigiano, non esisteva.
I parmigiani, la felicità, non sapevan neanche cos’era, non sapevano neanche dove stava di casa, non sapevano neanche com’era pitturata; non c’era, in parmigiano, un parola per dire felicità, non si diceva, in parmigiano, sono stato felice, si diceva «A ston stè ben», son stato bene.
Così come non c’era, in dialetto parmigiano, un’espressione per dire «Ti amo»; si diceva «At voj ben», ti voglio bene; e io, per quello, non ho mai detto a nessun «Ti amo», nella mia vita, e se lo dicessi ho l’impressione che mi crollerebbe la faccia, che dovrei poi raccogliere i pezzettini della mia faccia sparsi per tutta la stanza.
A mor, in dialetto parmigiano, non significa Amore, significa Io muoio. Che è una cosa diversa.
Cioè io, a pensarci, la mia lingua, il pozzo delle mie emozioni, io l’ho scavato a Parma, e quando devo lavorare con loro, con le mie emozioni, devo usare le parole che ho sepolto a Parma, devo tornare a Parma e buttare giù il secchio in quel pozzo lì che ho scavato a Parma non posso fare altrimenti.
E la lingua che uso, sia quando parlo che quando scrivo, è italiano, ma è un italiano che ha le sue radici nella lingua dei miei nonni, che avevano fatto la terza elementare e che parlavano un italiano che a me sembra meraviglioso.
Quando ho cominciato a scrivere, nel 1996, 16 settembre, il giorno dopo la morte di mia nonna Carmela, io mi ricordo che ho preso l’impegno, con me stesso, di scrivere cose che potesse capire mia nonna Carmela, e la felicità, mia nonna Carmela, non sapeva cos’era, ma non perché era infelice, perché era di Parma.

[Nel numero 4 di K c’è una cosa che ho (tra)scritto io che parla della felicità]

Il libro

lunedì 9 Maggio 2022

Sono stato all’Ennesimo Film Festival, a Fiorano Modenese, ho cominciato dicendo che so pochissimo di cinema ma so che una volta, a Mosca, due sono usciti da un cinema e uno ha detto all’altro Era meglio il libro, e l’altro ha chiesto Quale libro?, e il primo ha risposto Uno qualsiasi.

Con lei poesie a lei dedicate

domenica 8 Maggio 2022

«Nel caso dell’Achmatova, il carattere eccezionale dell’ ”io” era ribadito dalla sua bellezza eccezionale, una bellezza davvero stupefacente. Altra un metro e ottanta, capelli scuri, carnagione chiara, occhi di un pallido grigio-verde che ricordava gli occhi dei leopardi delle nevi, sottile e incredibilmente flessuosa, l’Achmatova fu ritratta per mezzo secolo da disegnatori e pittori, nel bronzo, nel marmo e in fotografia: tutta una moltitudine di artisti, a cominciare da Amedeo Modigliani. E con le poesie a lei dedicate si potrebbero riempire più volumi di quanti ne occorrano per tutta la sua opera».

[Iosif Brodskij, La musa in lutto, in Il canto del pendolo, trad. Gilberto Forti, Milano, Adelphi 1987, p. 23, immagine: Nina Kogan, Ritratto di Anna Achmatova, carta, matita, 1929]

Una scoperta

sabato 7 Maggio 2022

Io, non c’entra niente, ma io, la scoperta più stupefacente della mia vita è che il mio unico nemico sono io.