Scuola elementare.

Molte cose

domenica 16 20 Febbraio20

Molte cose della nostra storia passata possono essere spiegate dal fatto che un russo, cioè Pietro il Grande, ha cercato di fare di noi dei tedeschi, e una tedesca, cioè Caterina la Grande, ha cercato di fare di noi dei russi. (Vjazemskij)

[Serena Vitale, Il bottone di Puškin, Milano, Adelphi 2000, p. 134]

Buona parte

domenica 16 20 Febbraio20

Ieri dovevo ritirare una cosa alla Coop, mi avevano mandato un sms con un codice, ho dato il telefono all’impiegata della coop, avevo nelle orecchie le cuffie senza fili, sentivo la radio che veniva dal telefono, una radio russa, Govorit Moskva, mi piace sentire che parlano russo nelle mie orecchie. L’impiegata non trovava la cosa che dovevano darmi, c’è voluto un po’ di tempo; dopo cinque minuti mi sono cercato in tasca il telefono, non lo trovavo, ho cercato nello zaino, non c’era, nelle due borse dalla spesa, non c’era; sapevo che non era lontano, sentivo la radio nelle orecchie, era a portata di bluetooth, a un certo punto ho pensato che forse l’avevo lasciato alle casse, stavo per andare, poi mi son ricordato che ce l’aveva l’impiegata della coop, di fronte a me. Buona parte della mia vita è tutta così.

Per favore

sabato 15 20 Febbraio20

Uno era un poeta e quando un suo amico gli aveva confessato di essere innamorato di sua moglie, aveva risposto: “Prenditela per favore, ti sarò riconoscente in eterno”.

[Dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Lieto fine

venerdì 14 20 Febbraio20

Sono a Rimini, hotel Card, ho perso la chiave dell’albergo. Dev’essere per forza nel portafoglio o nello zaino, ma L’ho cercata, l’ho cercata, non c’è stato verso di trovarla. Me la son fatta rifare. Nel cercarla, c’è da dire, ho trovato la chiave dell’hotel Pekin di Mosca, che avevo perso lo scorso giugno. Il prossimo giugno, quando sarò di nuovo all’hotel Pekin di Mosca, e perderò la chiave dell’hotel Pekin, credo che troverò la chiave dell’hotel Card di Rimini, e sarò contento.

Un romanzo

giovedì 13 20 Febbraio20

Ho cominciato ieri a riscrivere un romanzo, tre pagine al giorno per 60 giorni, oggi dovevo essere a pagina 6 sono a pagina 7, sono un po’ preoccupato: non sarò troppo bravo?

Due scuole

mercoledì 12 20 Febbraio20

Ci sono ancora 4 posti a Milano e 5 a Bologna alla scuola su Fëdor Dostoevskij: clic

Ecco

mercoledì 12 20 Febbraio20

Quando son su un treno, di solito dopo qualche minuto mi viene il dubbio di aver dimenticato a casa qualcosa allora controllo di aver con me: gli occhiali; la custodia degli occhiali; gli occhiali di riserva (nel caso che si rompano i primi occhiali); la custodia degli occhiali di riserva; lo straccetto per pulire gli occhiali (e, nel caso, per pulire gli occhiali di riserva); il telefono; il caricatore del telefono; il computer; il caricatore del computer; l’orologio; il caricatore dell’orologio; le cuffie (per le orecchie); il caricatore delle cuffie (per le orecchie); il caricatore portatile del telefono; il caricatore del caricatore portatile del telefono e del caricatore delle cuffie (per le orecchie); lo spazzolino elettronico; il caricatore dello spazzolino elettronico; il portafoglio; il portamonete; le chiavi; la cuffia (per la testa); i guanti; l’agenda; il taccuino; l’astuccio; la borraccia. Ecco.

Una copertina

martedì 11 20 Febbraio20

[Vladimir Šinkarëv, Mit’ki, immagine di copertina per Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Il sangue

martedì 11 20 Febbraio20

Dostoevskij è un cavaliere nel deserto con una faretra di frecce. E esce il sangue, dove arrivano le sue frecce.

[V. V. Rozanov, in Ljudmila Saraskina, Dostoevskij, Moskva, Molodaja Gvardija 2017, p. 5]

Ecco

martedì 11 20 Febbraio20

C’era una scritta luminosa verde, lampeggiante, sopra la farmacia Stadio, in via Andrea Costa, stamattina, a Bologna, diceva “Fine calendario”.