Scuola elementare.

Testuali parole

martedì 31 agosto 2010

Sono stato alla casa dei pensieri, ieri, alla festa dell’Unità di Bologna, c’era Vincenzo Cerami che diceva che quelli che facevano i graffiti nel pleistocene, perché facevano i graffiti? Mica perché credevano di essere artisti, mica perché si annoiavano, non c’era mica tanto tempo di annoiarsi, nel pleistocene, facevano i graffiti perché erano appena state scimmie e disegnavano quello che gli faceva paura. Perché, tra l’altro, ha detto, col passaggio dalla scimmia all’uomo, avevano perso anche in agilità.

Erofeev

lunedì 30 agosto 2010

erofeev

Anche quando sono in molti, io comunque do del tu a tutti.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, cit., p. 64]

Una premessa

lunedì 30 agosto 2010

Buonasera. Faccio una breve premessa. Questo breve discorso sulla poesia, m’han chiesto un titolo, qualche mese fa, e io gli ho detto che il discorso si sarebbe intitolato Ma pensa, che è un titolo preso da una poesia che si chiama Ma pensa te che fa così:

Ma pensa te

Mi son messo anche a scrivere
Delle poesie.

Solo che poi questa poesia qua, Ma pensa te, che è una delle prime poesie che ho scritto, a rileggerla adesso, 28 agosto 2010, mentre sto scrivendo questo discorso che dirò a Seneghe il 4 settembre, non mi sembra una poesia.

Ce n’era anche un’altra, che si chiamava Ma pensa te (2), che fa così.

Ma pensa te (2)

Non avrei mai pensato
Di mettermi a guardare
una femmina,
intanto che dorme,
e pensare
Guarda come dorme bene.
Avevo delle altre idee,
per il mio futuro.

Ecco, si potrebbe pensare che, essendoci anche Ma pensa te (2), avrei potuto lasciare il titolo Ma pensa, al discorso. Solo che oggi, 28 agosto 2010, mentre sto scrivendo questo discorso, neanche Ma pensa (2) mi sembra tanto una poesia. Un po’ più di Ma pensa te ma non a sufficienza per diventare una poesia, nella mia personalissima comprensione di questa parola, Poesia, e sicuramente non a sufficienza per diventare il titolo del discorso, che i titoli son delle cose importanti, quindi il discorso che sto per leggere e che nei programmi trovate indicato come Ma pensa non si chiama più Ma pensa si chiama Andare in giro nudi. Ecco. Adesso cominciamo.

A differenza di una montagna

domenica 29 agosto 2010

canto-del-pendolo1

Gli uomini diventano tiranni non perché ne abbiano la vocazione, e neanche per pura coincidenza. Se un uomo ha una vocazione del genere, di solito prende una scorciatoia e diventa un tiranno in casa sua, mentre è noto che i tiranni veri, come uomini di casa, sono soggetti timidi e non troppo interessanti. Il veicolo per arrivare alla tirannia è un partito politico (o un apparato militare, che ha strutture simile a quelle del partito), perché, se si vuole arrivare al vertice di qualcosa, occorre qualcosa che abbia una topografia verticale.
Ora, a differenza di una montagna o, meglio ancora, di un grattacielo, un partito è in fondo una realtà fittizia, inventata da individui che, mentalmente o in altro senso, non hanno nulla da fare. Questi disoccupati vengono al mondo e si accorgono che la realtà fisica del mondo, grattacieli e montagne, è già tutta occupata. Si trovano quindi a dover scegliere: o aspettare che si apra un varco nel vecchio sistema o creare con le loro mani un sistema nuovo, alternativo. Quest’ultima soluzione li attira perché è la strada più facile: se non altro, possono cominciare senza perder tempo. Costituire un partito è già un’occupazione, e anche abbastanza impegnativa. È vero che non dà subito i suoi frutti, ma il lavoro non è poi così duro e l’incoerenza di una simile aspirazione gratifica generosamente colui che la coltiva.

[Iosif Brodskij, Il canto del pendolo, cit., p. 268]

Fassino

domenica 29 agosto 2010

fassino

Giuseppe Caliceti fa un paragone (qui) tra il fatto che Fassino è andato in una trasmissione televisiva di Maria De Filipppi e il fatto che io scrivo su Libero. Adesso io non so come ha fatto Maria De Filippi a invitare Fassino, ma so come Francesco Borgonovo mi ha invitato su Libero. E l’ho già detto tante di quelle volte che non so neanch’io perché ne parlo ancora. Comunque, Francesco Borgonovo mi ha scritto perché aveva visto un pezzo che avevo pubblicato sul Manifesto, e mi ha detto: Mi piacerebbe che sul nostro quotidiano ci fossero degli articoli così. So che politicamente non la pensi come noi, ma se vorrai provare vedrai che sarai libero di scrivere quello che vuoi. Allora, se Maria De Filippi ha sentito un discorso di Fassino al Comitato Centrale del Partito Democratico (ammesso che esista) e gli ha telefonato e gli ha detto Mi è piaciuto molto il tuo discorso al Comitato Centrale del Partito Democratico dell’altro giorno, e mi piacerebbe avere dei discorsi simili in trasmissione da me. So che politicamente non la pensi come noi, ma se vorrai provare a venire in trasmissione da noi, vedrai che potrai fare qualsiasi discorso tu voglia, se è successo così, dicevo, allora va bene, capisco. Se non è successo così, mi sfugge il nesso.

Non abbiamo

sabato 28 agosto 2010

mondine

Sebben che siamo donne paura non abbiamo
per amor dei nostri figli, per amor dei nostri figli
sebben che siamo donne paura non abbiamo
per amor dei nostri figli in lega ci mettiamo.

[...]

Sebben che siamo donne paura non abbiamo
abbiam delle belle buone lingue, abbiam delle belle buone lingue
sebben che siamo donne, paura non abbiamo
abbiam delle belle buone lingue e ben ci difendiamo.

[La lega, in Nunzia Manicardi. Immagini e canti dalle risaie padane, Modena, Il Fiorino 1998, p. 70]

Opera n. 199

sabato 28 agosto 2010

pignagnoli

Io non ci ho quasi mai ragione. E poi dico sempre delle balle.

[Daniele Benati, Opere complete di Learco Pignagnoli, cit., p. 89]

Traslochi

sabato 28 agosto 2010

Ho delle case scalcinate e grandi.

Opera n. 193

sabato 28 agosto 2010

pignagnoli

Lì dove eravamo andati a lavorare io e Busecca c’era la produzione che stava attraversando un periodo di dormia.

[Daniele Benati, Opere complete di Learco Pignagnoli, cit,. p. 193]