Scuola elementare.

Da Gli scarti

lunedì 20 Maggio 2019

Io mi rendo conto che io come persona io non son mica adatto, al mondo sofisticato della letteratura. Io come persona mi sembra di essere, rispetto al mondo della letteratura, quello che era rispetto al mondo del football Nereo Rocco del Padova. Non come Nereo Rocco, che Nereo Rocco con il suo Padova ha scritto delle pagine indimenticabili, nel mondo del football, non in quel senso nel senso dei risultati, nel senso dello stile.
Nereo Rocco in origine era un bambino di Trieste che era figlio di un macellaio. Suo babbo, di Nereo Rocco, aveva fatto tanti di quei soldi con la macelleria che voleva che il figlio assumesse dei modi signorili, adatti al tenore sociale che la famiglia Rocco aveva acquisito grazie ai proventi delle vendite di carni equine bovine ovine suine. Gli aveva imposto di prendere lezioni di piano, a Nereo, e sognava per lui un futuro da concertista. Solo Nereo, nonostante le velleità di suo babbo, aveva fisicamente proprio la conformazione del macellaio, con delle dita che sembravano dei culatelli non riusciva a schiacciare un tasto alla volta, ne prendeva due o tre. Poi a lui gli piaceva giocare a pallone a dispetto della volontà paterna, come si dice, si diede al football.
Il football, prima della comparsa di Rocco, era uno sport per gentiluomini tutti impettiti vestiti di bianco molto rigidi nei movimenti molto eleganti molto sportivi. Dopo è arrivato Nereo Rocco. Nereo Rocco, con il suo Padova, lui ha inventato il catenaccio, undici in difesa e via di contropiede. Era una squadra che li chiamavano i manzi, una squadra che giocarci contro ti veniva una rabbia, raccontano quelli che son capitati a Padova in quegli anni lì. Raccontano anche che ai suoi difensori lui gli diceva, Nereo, Tutto quello che si muove sull’erba, colpitelo. Se poi è il pallone, diceva, pazienza.

[Oggi Nereo Rocco compirebbe 107 anni]

Un piccolo caimano

lunedì 20 Maggio 2019

L’albatro a cui tendevi
un piccolo caimano
volò così lontano
che non lo vedi più.

[Toti Scialoja, La zanzara senza zeta, Macerata, Quodlibet 2018]

Io e te

domenica 19 Maggio 2019

In quel film, Sergej Dovlatov. I libri invisibili, Dovlatov confida a un suo amico, un contrabbandiere, che, per entrare nell’Unione degli scrittori, lui, Dovlatov, dovrebbe parlare del mondo che lo circonda con un tono entusiastico, encomiastico, senza la minima ironia, e lui non ce la fa, e il suo amico lo guarda e gli dice: «Ma andiamo, io e te, a rubare una macchina, è una cosa più onesta».

[Da I russi sono matti, in preparazione]

Strane cose

domenica 19 Maggio 2019

Accadono strane cose: quando avevamo il nostro cabaret a Zurigo, in Spiegelgasse I, viveva dall’altro lato di quella stessa Spiegelgasse, al n. 6 se non m’inganno, Ul’janov Lenin. Ogni sera egli doveva ben sentire la nostra musica e le nostre sparate, non so se con piaceere e profitto. E mentre noi aprivamo la nostra galleria nella Bahnofstrasse, i russi rientravano a Pietroburgo per organizzare la rivoluzione…

[Hugo Ball, in Dominique Noguez, Lenin Dada, traduzione di Andrea Chersi, Salorino, Affranchi 1991, p. 10]

A andare in Svizzzera

sabato 18 Maggio 2019

I vecchi, sui treni, che parlano ad alta voce, mi ricordano mia nonna, che aveva un tono, quando parlava, come se dicesse State zitti adesso, che parlo io.

Petrov e Zanzarov

venerdì 17 Maggio 2019

Petrov e Zanzarov

Petrov: Oh, Zanzarov! Andiamo a caccia di zanzare.
Zanzarov: No, non sono ancora pronto per questo; andiamo magari a caccia di gatti.

[Daniil Charms, autografo]

Il giorno della confessione

venerdì 17 Maggio 2019

C’era una che era Mariangela di nome e di fatto. Amava tutti, era gentile con tutti e non aveva mai avuto la tentazione di schiacciare nemmeno un lombrico. E tuttavia, temeva come nient’altro il giorno della confessione: non commettendo mai peccati, non sapeva cosa dire al prete, ma era certa che lui avrebbe scambiato il suo silenzio per superbia. Così, faticosamente, li inventava, e poi sgranava le bugie nel bugigattolo del confessore. Ricevuto il dovuto carico di Ave Maria, se ne andava assolta dalla Chiesa, ma attanagliata dal dubbio: che fosse quell’inventare il peccato peggiore?

[Dal Repertorio dei matti del Canton Ticino, in preparazione (questo matto è di Sara)]

Il muratore che ha fatto le montagne

venerdì 17 Maggio 2019

Devo scrivere una cosa sulle favole, che son quelle storie che non le ha scritte nessuno, che è come se si fossero fatte da sole, come le montagne: ci sono, le montagne, ma chi le ha fatte? E chi lo sa, son lì da sempre, non c’è nessuno che ha visto un muratore che ha tirato su una montagna, però qualcuno la deve aver tirata su, perché è lì.
Ecco, io devo scrivere su quelle storie lì, sulle favole russe che è un po’ come scrivere delle montagne russe. Che son due cose che mi piacciono, tutte e due.

I matti sono il contrario degli influencers

giovedì 16 Maggio 2019

E una cosa bellissima, per me, di questi tre signori, poi ognuno nelle cose ci trova quel che gli pare, e per me, una cosa bellissima è il fatto che questi signori, il matto di Gogol’, quello di Dostoevskij e quello di Tolstoj non contano niente, non hanno nessuna influenza e ogni tanto è un sollievo, avere a che fare con della gente del genere.

Quello grasso

mercoledì 15 Maggio 2019

E avanti così, in generale, era tutta una miniera: chi tra i bambini alla dottrina diceva che il Padre era così contento per il ritorno del figliol prodigo che per far festa aveva ucciso il fratello grasso, chi diceva di ‘fare a gara nello sterminarsi a vicenda’, chi sceglieva forse meglio lo stimarsi ma solo ‘a Vicenza’, chi pregava a voce alta molto seriamente “perché regni la guerra e cessi la pace”, chi leggeva dalla 1° lettera di san Paolo apostolo ai Tessalo-Cinesi. E via dicendo.

[Elvira Antinozzi, Essere nudi e basta è troppo dura, esce in settembre per Sempremai]