Scuola elementare.
venerdì 5 marzo 2010
Buongiorno. Questo romanzo, che si intitola i malcontenti, è un romanzo del quale faccio un po’ fatica a parlare, primo, perché è appena uscito, secondo, perché nella mia personale esperienza di scrittura di romanzi, questo è un po’ diverso dagli altri.
Il fatto che il romanzo sia appena uscito comporta una conseguenza che, in me, si è manifestata tutte le volte che è uscito un mio romanzo, cioè il fatto che a me mi viene vergogna. Ieri pomeriggio, per esempio, ho fatto la prima presentazione alla libreria Coop Ambasciatori di Bologna e io, ho dovuto fare uno sforzo, per andare là, sarei andato da qualsiasi parte tranne che là, e una volta là, se fosse stato per me, avrei letto dai romanzi vecchi, piuttosto che da questo nuovo. Continua a leggere »
giovedì 4 marzo 2010
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giovedì 4 marzo 2010
La bambina di cinque anni ha spiegato alla sua dottoressa che ha un gatto che si chiama Pepe molto simpatico ma un po’ somaro.
Gli piace giocare? le ha chiesto la dottoressa.
Non gli piacciono tutti i giochi, ha detto la bambina di cinque anni.
Per esempio, ha detto la dottoressa, quali sono i giochi che non gli piacciono?
Per esempio le torture, ha detto la bambina di cinque anni, non gli piacciono.
mercoledì 3 marzo 2010
Ieri, al parco dei pompieri. la bambina di cinque anni mi ha spiegato che si chiama parco dei pompieri perché se scoppia un incendio vengono i pompieri a spegnerlo.
mercoledì 3 marzo 2010

Mussolini ebbe sempre un profondo e costante odio per le barbe. Una volta Teruzzi uscì piuttosto turbato da un colloquio col duce.
«Che cosa è accaduto?» - gli fu chiesto con curiosità da quelli che erano in anticamera.
«Mi ha ordinato di tagliarmi la barba!» - rispose Teruzzi visibilmente pallido. Ma l’ordine fu puntualmente eseguito. Teruzzi, la volta seguente, venne dal duce senza barba.
Dopo qualche tempo, trovò il coraggio di confessare al capo che, senza barba, quando si specchiava la mattina, “lui non si vedeva più Teruzzi”; e pare che Mussolini, magnanimo, accondiscendesse a rivederlo di nuovo con la barba.
[Quinto Navarra, Memorie del cameriere di Mussolini, sl, ancora del mediterraneo 2004, p. 20]
martedì 2 marzo 2010
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martedì 2 marzo 2010
Ho scritto una cosa, poi l’ho riletta, l’ho cancellata.
Ho scritto un’altra cosa, poi l’ho riletta, ho cancellato anche quella.
Allora ho preso dalla mia libreria Vita di Moravia, di Alain Elkann, sono andato in cucina, l’ho pesato.
820 grammi.

lunedì 1 marzo 2010

– Be’, anche se non mi capisci molto bene, ti annuncio quel che segue: secondo me, è meglio spaccare i sassi per la strada, che permettere a una donna di possedere anche una falange di un tuo dito. È tutto… – Bazarov stava per pronunicare la sua parola preferita, «romanticismo», ma si trattenne e disse: – una sciocchezza. Tu adesso non mi crederai, ma io ti dico: io e te siamo capitati in una compagnia femminile, e ci stavamo bene; ma abbandonare una compagnia del genere è come roversciarsi addosso dell’acqua fredda in un giorno caldissimo. Un uomo non ha tempo di occuparsi di queste inezie. Un uomo deve essere crudele, dice un ottimo probverbio spagnolo. Ecco tu per esempio, – aggiunse rivolgendosi al contadino che sedeva in serpa, – tu, uomo intelligente, ce l’hai una moglie?
– La moliéra? C’è. Come fai, senza moliéra?
– La picchi?
– La moliéra? Delle volte. Ma sol se gh’è il motivo.
– Benissimo. E lei ti picchia?
Il contadino tirò le redini.
– E, che lavor c’a t’è dit, signor! At schersi semper… – era evidente che si era offeso.
[Ivan Sergeevič Turgenev, Padri e figli, capitolo XIX - esce in aprile]

domenica 28 febbraio 2010
Che a Milano, al planetario civico Ulrico Hoepli, siano comparse delle altre cose blu.

E altre, ma diverse, sembra che siano comparse anche qui.

E si dovrebbero trovare tutte, insieme ad altre, qui.