Scuola elementare.

I primi mesi

martedì 19 marzo 2019

Giocare a tennis, i primi mesi, ti viene un po’ di nervoso perché non sei capace, finché non impari.

Vent’anni

martedì 19 marzo 2019

Io sono quello che non ce la faccio.
Io sono stanco, anzi, stanchissimo. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no.

[Sono vent’anni che è uscito Bassotuba non c’è]

Abolizioni

lunedì 18 marzo 2019

Alla camera dei deputati stanno abolendo la povertà, in questo momento. Spero non aboliscano la disperazione perché mi serve.

Tutti i giorni

lunedì 18 marzo 2019

Ogni lavoro letterario deve venire sempre corretto e ridotto. Nulla dies sine linea. Annulla una linea ogni giorno, vale a dire cancella una riga al giorno.

[Augusto Monterroso, Il resto è silenzio, a cura di Barbara Bertoni, Palermo, Sellerio 1992, p. 123]

A Roma

domenica 17 marzo 2019

Quando vado a Roma mi viene sempre in mente quella signora, di Via delle Fornaci, che ogni tanto faceva vestire le bambine con gli abiti da festa per andare a teatro e poi diceva che non andavano più così le educava alla difficoltà della vita.

Un’informazione sul Portogallo

sabato 16 marzo 2019

Tap Air Portugal è la compagnia più ritardataria del 2018. 42,4% aerei atterrati con +15 min di ritardo in un anno.
(fonte: OAG/CORRIERE)

[The Passengers, Portogallo, Milano, Iperborea 2019, p. 7]

Novella

sabato 16 marzo 2019

La voce automatica che parla negli altoparlanti delle stazioni italiane, dal modo in cui dice il Novella di Firenze Santa Maria Novella, sembra che non sia italiana.

Raccolte

sabato 16 marzo 2019

Domani vado a Peccioli, che è un posto dove c’è una discarica che funziona molto bene, mi dicono, e nel discorso che leggerò, tra le altre cose, dirò che, se c’è una raccolta, è differenziata.

Meglio evitare

venerdì 15 marzo 2019

«Per decidere se è Bene o Non Bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero. Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo, ciò che facciamo. Ad esempio, è proibito scrivere: “Nonna somiglia a una strega”; ma è permesso scrivere: “La gente chiama Nonna la Strega”. È proibito scrivere: “La Piccola Città è bella”, perché la Piccola Città può essere bella per noi e brutta per qualcun altro. Allo stesso modo, se scriviamo: “L’attendente è gentile”, non è una verità, perché l’attendente può essere capace di cattiverie che noi ignoriamo. Quindi scriveremo semplicemente: “L’attendente ci regala delle coperte”. Scriveremo: “Noi mangiamo molte noci”, e non: “Amiamo le noci”, perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. “Amare le noci” e “amare nostra Madre”, non può voler dire la stessa cosa. La prima formula designa un gusto gradevole in bocca, e la seconda un sentimento. Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe; è meglio evitare il loro impiego e attenersi alla descrizione degli oggetti, degli esseri umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione fedele dei fatti.»

[Agota Kristof, Trilogia della città di K., epigrafe a Nicoletta Bianconi, Qualcosa di Giallo, Roma, Sempremai 2019]

Si vede

giovedì 14 marzo 2019

Quanto sono competitivo si vede da come salgo sui treni, l’ansia da prestazione (se c’è un’ansia, è da prestazione).