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Scuola elementare.

Non ci pensavo più da tanto tempo

mercoledì 18 ottobre 2017

Ma stamattina mi son ricordato che quando, alle superiori, mi chiedevano «Come stai?», io rispondevo spesso «Mi barcameno».

Piangere

martedì 17 ottobre 2017

«La corsa è ciò che mi aiuta a tener duro» ci dice. «Correre mi ha insegnato che nella vita, se lo vuoi, non si finisce mai. Quando vedo qualcuno che piange perché non ha vinto, perché è arrivato secondo, io mi sento di dirgli che non bisogna piangere quando si perde. Quando si perde bisogna riflettere e cercare di capire dove si è sbagliato. È quando si arriva primi che si può piangere»

[Biagio D’Angelo, Non ci resta che correre, Milano, Rizzoli 2017, p. 37]

Se

martedì 17 ottobre 2017

Se, come mi è capitato più volte di dire, e di pensare, la sensazione di non essere capaci di far niente è un’ottima condizione per chi deve scrivere delle cose, ho l’impressione di essere in splendida forma, stamattina.

Un riassunto

martedì 17 ottobre 2017

Un autobus con dei passeggeri che a guardarli sembra che dicano tutti “Anche da lontano, si vede, che non mi vuoi più bene”, una collega che quando la chiamano al telefono lei dice «Obitorio, buongiorno», una moglie con cui non si è sposati che è grama come le verze bagnate, una barista che quando le chiedi un toast ti chiede se te lo deve scaldare, una figlia che sa a memoria una canzone di Orietta Berti, un prete russo che sta cercando di avviare il processo di beatificazione di Stalin, un avvocato che imita Gianni Agnelli e telefona ai suoi clienti alle sei e quaranta del mattino, un insegnante di religione cattolica che, quando si va a confessare, il primo peccato che dice è: «Insegno la religione cattolica», una collega appassionata di trapani che ha un dogo argentino che si chiama Satana, un protagonista convinto che la vita è orribile e meravigliosa: tutte queste cose, e qualche altra ancora, forse fanno un libro che, se uno ha un po’ di pazienza, forse riesce a leggerlo dall’inizio alla fine.

[Di Fare pochissimo, di Paolo Onori, che esce il 9 novembre]

La copertina

lunedì 16 ottobre 2017

[del libro di Onori]

Un esordiente

lunedì 16 ottobre 2017

Mi hanno avvisato, da Marcos y Marcos, che sta per uscire il romanzo di un esordiente che ho paura potrebbe essere confuso con me, si trova qui, clic; se volete parlare con lui, non dovete scrivere a me, ma a lui, la sua mail è: opaolo.onori[chiocciola]gmail.com.
Grazie

La prosa

domenica 15 ottobre 2017

[D’Annunzio] Cantava, cantava, cantava “il selvaggio anelito, la gota che gronda, il lungo sforzo a testa bassa, i polsi tra le razze della rota, le spalle che sollevano la cassa e la portano, l’ordine del fuoco, la mira, il primo colpo nella massa nemica, il suolo raso, l’urlo roco delle strozze riarse ad ogni schiera abbattuta, l’allegro odor del gioco; o Ameglio, e il ferro freddo…” (sono, si capisce, versi, ma li trascrivo come prosa per vieppiù restituirli all’insensatezza e all’atrocità, poiché la prosa non perdona.

[Leonardo Sciascia, 1912+1, in Opere. 1984.1989, Milano, Bompiani 2002, p. 265]

Avventure

domenica 15 ottobre 2017

L’altroieri ho ricominciato a correre, e oggi, quando sono arrivato, mi sono piegato sulle ginocchia per rifiatare, e un signore che camminava sul marciapiedi e che avevo appena superato e che era arrivato alla mia altezza mi ha detto una cosa, non capivo, avevo le cuffie, mi sono tolto una cuffia, gli ho chiesto cos’aveva detto, «Si stanca troppo le fa male».
«No, si sbaglia, mi fa molto bene, dovrebbe provare anche lei».
«Ah sì?», mi ha chiesto lui.
«Sì», gli ho detto io.
E poi mi son messo a far stretching, e mi sono voltato a guardarlo, era lì che correva sul marciapiede, con le sue braghe blu e la sua camicia azzurra e i sui settant’anni circa.
Dopo, mi sono seduto sul gradino, mi sono steso di schiena a sentir la stanchezza, non avevo corso tanto, 35 minuti, ma son stato fermo tre settimane sono tanti, per me, 35 minuti, adesso, e ho chiuso gli occhi, li ho riaperto dopo 20 secondi, c’era una signora, china su di me, che mi ha chiesto «Sta facendo ginnastica o sta male?».
«Sto benissimo, signora, grazie».

Memorie di un giovane medico 2

domenica 15 ottobre 2017

[continua]

Questi racconti, ambientati e maturati nel 1917 (Bulgakov, medico anche lui, ha vissuto delle esperienze simili a quelle raccontate dall’io narrante delle Memorie di un giovane di medico), e pubblicati per la prima volta nel 1925 e nel 1926 su due riviste sovietiche, Medicinskij rabotnik (Il medico) e Krasnaja panorama (Panorama rosso, o Panorama bello – in russo rosso vuol dire anche bello), questi racconti, dicevo, a parte l’ultimo, che parla di quel che è successo a Kiev nel 1919, parlano pochissimo di rivoluzione, e se ci si trova una parola che significa anche rivoluzione (povorot, in russo), qui è usata nel senso del procedimento medico che serve per fare uscire un nascituro che è messo male nella pancia della mamma, e credo si traduca “rivolgimento”.
Del resto il protagonista di Cuore di cane (uscito anche lui nel 1925) Filip Filipovič Preobraženskij, è uno che ha il coraggio di dire, nella Russia degli anni venti: «Ja ne ljublju proletariat» («A me non piace il proletariato»), e il suo autore, Michail Afan’asevič Bulgakov, è uno che, nel 1930, scriverà a Stalin: «Passando in rassegna i miei ritagli di giornale, ho constatato di aver ricevuto dalla stampa sovietica, nei dieci anni della mia attività letteraria, 301 recensioni, di cui 3 favorevoli e 298 ostili e ingiuriose».
Ma, a parte il coraggio, che non credo sia necessariamente una qualità letteraria, si trova qui dentro un momento che, appena prima di cominciare a darsi da fare per un parto complicato, una “presentazione anomala”, «I volti dell’infermiere e delle ostetriche erano diventati seri, come ispirati», e, mi sbaglierò, ma a me son sembrati come dei musicisti che stanno per cominciare a suonare, e io credo che questa cosa, di diventare seri, come ispirati, sia successa, nei cento anni che sono passati da quando questa storia è incominciata, a innumerevoli lettori delle Memorie di un giovane medico di Michail Bulgakov intanto che leggevano questo libro stupefacente che si intitola Le memorie di un giovane medico e che è stato scritto da Michail Bulgakov.

P. N.
Casalecchio di Reno, ottobre 2017

[Seconda parte dell’introduzione a Michail Bulgakov, Memorie di un giovane medico, esce per Marcos y Marcos il 16 novembre]

E se c’è un angolo

sabato 14 ottobre 2017

È cottura.