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Scuola elementare.

Italia Russia a Milano

venerdì 14 settembre 2018

Sabato 17 e domenica 18, riapre l’associazione Italia Russia di Milano in una sede nuova, in via Giulio Natta, 11: clic

Togliatti e il telecomando

venerdì 14 settembre 2018

A me non piace parlare bene di me, ma devo dire che oggi, ero a casa di Togliatti, son stato bravissimo, ho cambiato le pile al telecomando. Funzionava benissimo, il telecomando. Schiacciavi, cambiava canale. Erano anni e anni che non lo facevo, di cambiare le pile al telecomando, son quindici anni che non ho la televisione. Funzionava benissimo. Pile nuove, molto ben fatte. Non dovrei dirlo, ma mi sono stancato di cambiare canale. Dopo ho spento e ho ricominciato a leggere un libro, L’idiota, di Elif Batuman che non lo so, se mi piace. Adesso lo finisco, poi dopo vedo, magari.

To soréla e Qualcosa

giovedì 13 settembre 2018

Il 20 ottobre, che è un sabato, in Salaborsa, a Bologna, in piazza del Nettuno, dalle 15 alle 17, nella sala incontri del primo piano, c’è la riunione dei soci di To soréla entertainment e la riunione di Qualcosa, per lavorare al numero 7; dalle 17 e 30 alle 18 e 30, nell’auditorium Enzo Biagi, al piano sotterraneo della stessa Salaborsa, sempre sabato 20 ottobre, c’è la presentazione del numero 3 di Qualcosa. La cittadinanza è invitata e anche gli altri.

Un monologo

giovedì 13 settembre 2018

Per strada, Akàkij Akakèvič era come se stesse sognando. «Questo, così, questa cosa…» aveva detto tra sé, «davvero non credevo, che sarebbe saltata fuori questa cosa…»; e poi, dopo un breve silenzio, aveva aggiunto: «Così ecco cos’è! Alla fine ecco cosa è saltato fuori, e io proprio non lo potevo immaginare, che sarebbe stato così». Al che era seguito un altro lungo silenzio, dopo il quale Akàkij Akakèvič aveva detto: «Così ecco cos’è! Una cosa così è proprio inaspettata, una cosa così… non c’era verso di… ma che brutto lavoro!».

[Nikolaj Gogol’, Il cappotto]

Qui giace tutta la Francia

giovedì 13 settembre 2018

«Robespierre ghigliottina il boia dopo aver fatto ghigliottinare tutti i francesi». Così si legge nella didascalia di una stampa termidoriana in cui l’incorruttibile si staglia sullo sfondo di una foresta di ghigliottine, mentre in secondo piano campeggia un monumento sepolcrale che reca l’iscrizione «Cy gyt toute la France».

[Daniele Giglioli, All’ordine del giorno è il terrore, Milano, IlSaggiatore 2018, p. 47]

Una cosa che vorrei

giovedì 13 settembre 2018

Io comunque vorrei, nei prossimi milleduecento giorni, ricordami tutti i giorni che esistono solo le cose che si fanno tutti i giorni. Ecco. Buongiorno.

Elisabetta Bucciarelli, le riviste e Qualcosa

mercoledì 12 settembre 2018

A Mantova (clic)

Un finale

mercoledì 12 settembre 2018

E l’ultimissima cosa che mi preme di dire è una cosa che riguarda un paese in provincia di Reggio Emilia e un musicista italiano che si chiama Massimo Zamboni che l’anno scorso, nel 2017, ha fatto uno spettacolo dedicato alla rivoluzione russa e mi ha chiesto di interpretare la parte di Lenin, cosa che io non ho fatto perché, nel 2017, non volevo far niente che avesse a che fare con la rivoluzione russa, e anche perché, in quello spettacolo, io avrei dovuto dire le cose che mi dicevano loro e io, è una mia debolezza, cerco di dire le cose che dico io, allora pazienza.
Peccato però, perché il finale dello spettacolo mi piaceva molto e riguardava Cavriago, che è un paese in provincia di Reggio Emilia dove c’è ancora un busto di Lenin, busto che era stato donato a Cavriago in considerazione del fatto che nel 1919 il partito socialista di Cavriago aveva approvato un Ordine del giorno che apprezzava «il programma del Soviet di Russia» e plaudiva «al suo capo Lenin per l’instancabile opera che sostiene contro i reazionari sostenitori dell’imperialismo».
Questo ordine del giorno, pubblicato dall’Avanti, era stato citato da Lenin in un intervento del 6 marzo 1919 alla seduta del Comitato Esecutivo Centrale del Soviet di Mosca. Aveva citato Cavriago. Lenin.
Allora Cavriago ha sempre avuto una relazione, non so come dire, privilegiata, con l’Unione Sovietica, e quando, il 25 dicembre del 1991, sulla piazza rossa di Mosca era stata ammainata la bandiera sovietica, quella rossa, a Cavriago si eran trovati in tanti, in piazza Lenin, e, piangendo, avevano liberato dei palloncini rossi che si erano alzati in cielo.
Il cielo di Gagarin.
Quello senza Dio.
E senza santi.
Ecco.
Arrivederci.

E i giovedì?

mercoledì 12 settembre 2018

A Parma, quando io ero piccolo, i negozi erano chiusi al giovedì pomeriggio, tutti, mi sembra di ricordare.
C’erano delle famiglie, non so come dire, molto familiari, allora.

Mausoleo chiuso per restauro

martedì 11 settembre 2018

[Il mausoleo di Lenin chiuso per restauro, nel 1961, da @sovietvisuals]