Scuola elementare.

Allegria allegria

venerdì 26 Giugno 2020

Riparte a luglio, nella provincia di Reggio Emilia, la rassegna Autori in prestito, in cui scrittori, scrittrici, registi, registe, musicisti, musiciste, pittori e pittrici ci raccontano i libri, le musiche, i film, i quadri che hanno letto, visto e ascoltato e che li hanno convinti a fare il mestiere che fanno.
La rassegna quest’anno si chiama Allegria allegria. Il titolo viene da due citazioni di Leonardo Sciascia. La prima: «È degli uomini diciamo speculativi, la capacità di estrarre da una condizione infelice una certa felicità, una sottile allegria».
La seconda: «Mi ostino a volere quel che non c’è mai stato e che evidentemente non c’è; e che continuando si fa meta sempre più lontana. Il che mi fa ancora e sempre apparire come un pessimista: e pare non sia permesso esserlo neppure di fronte al pessimo. Allegria, allegria».

[Se qualcuno vuole proporre degli autori da invitare, può scrivermi a paolo punto nori chiocciola gmail punto com]

Lev Tolstoj

giovedì 25 Giugno 2020

Dice benissimo Michelet: esistono solo donne, gli uomini sono i maschi delle donne.

[Lev Tolstoj in Viktor Šklovskij, L’energia dell’errore, traduzione di Maria Di Salvo, Roma, Editori Riuniti 1984, p. 212]

Dostoevskij, per dire

giovedì 25 Giugno 2020

Un professore di matematica cominciava i suoi corsi universitari così: «La materia è difficile, e io ne so poco, ma in giro c’è della gente che ne sa molto meno di me». Sto scrivendo un libro su Dostoevskij: anch’io ne so poco, e la materia è difficile, e la gente uguale.

Campo solare su Fëdor Dostoevskij

mercoledì 24 Giugno 2020

Sta per cominciare un Campo solare su Fëdor Dostoevskij, in presenza (a Bologna), o in assenza (su zoom).
Leggeremo Il villaggio di Stepančikovo e i suoi abitanti, traduzione di Alfredo Polledro ed. Quodlibet pp. 268 , Delitto e castigo, traduzione di Damiano Rebecchini ed. Feltrinelli pp. 608; La mite, traduzione di Serena Vitale, ed. Adelphi, pp. 102. Sono poco più di mille pagine, per 7 settimane, poco meno di 140 pagine a settimana, cioè venti pagine al giorno.
Scriveremo poi, tutte le volte, un compito, a partire dalle cose che abbiamo letto. Il primo compito che gli iscritti dovranno risolvere, se così si può dire, è: «La bellezza, salverà il mondo?».
Ci sarà una presentazione del campo solare, sia su zoom che in presenza (all’officina Margherita, in via Santa Margherita 4/A, a Bologna) martedì 30 giugno alle 19.
Funzionerebbe che chi viene, cioè partecipa in presenza, prenderebbe su un telefono o un computer, e si collegherebbe a zoom quindi sentirebbe anche chi è collegato e sarebbe sentito anche da chi è collegato.
Massimo di 14 iscritti in presenza e 25 totali.
Le date sono: 6, 16, 20, 28 luglio (2 lunedì, un giovedì e un martedì), il 3, il 10, il 17 e il 24 agosto (tutti lunedì), dalle 20 alle 22 e 30 all’officina Margherita, in via Santa Margherita 14/A a Bologna.
Il campo solare è organizzato da Tosoréla entertainment; per informazioni e iscrizioni: scuoletosorela@gmail.com, 340 5238915 (l’illustrazione è di G. D. Glikman)]

Una differenza

mercoledì 24 Giugno 2020

Se scrivi un romanzo in prima persona e ci sono delle contraddizioni, è il personaggio che si contraddice, e può essere un tratto affascinante. Se scrivi un romanzo in terza persona e ci sono delle contraddizioni è un marone.

Cosa vuol dire?

martedì 23 Giugno 2020

Cosa vuol dire, essere italiani? Avere lo zaino Invicta? Parlare male le lingue straniere? Gesticolare? Cantare canzoni d’amore? Mangiare la pasta al dente? Non pagare le tasse? Essere eleganti? Portare gli occhiali scuri anche di notte? Applaudire all’atterraggio dell’aereo?

Se mi dicono di vestirmi da italiano, non so come vestirmi al Paolo Pini di Milano nella rassegna Da vicino nessuno è normale clic (cliccare sull’immagine per ingrandire).

Io sono

martedì 23 Giugno 2020

Ogni uomo è stato un bambino – pensate – un bel bambino. / Ora ha i baffi, la barba, / il naso rosso, si sgarba / per nulla… Ed era grazioso / ridente arioso / come una nube nel cielo turchino. / Ogni uomo è stato un monello / – pensate – un libero uccello / tra alberi case calori. / Ora è solo un signore / fra tanti signori, / e non vola, / e non bigia la scuola. / Sa tutto e si consola / con una vecchia parola: ‘Io sono’. / Chi è? / Ditelo voi, bambini ignari / che camminate con un sol piede sui binari, / che scrivete ‘abbasso tutti / gli uomini brutti’ / col gesso e col carbone / sul muro del cantone. / Ditelo voi, bambini. Egli è… / un gallo chioccio che fa coccodè.

[Alfonso Gatto in Vanessa Roghi, Lezione di Fantastica. Storia di Gianni Rodari, Bari-Roma, Laterza 2020, pp. 40-41]

Un discorso sulla lingua che parliamo

martedì 23 Giugno 2020

Un po’ di tempo fa mi hanno invitato a Parma a un incontro dove c’erano una decina di persone che dovevano scegliere delle parole che non sopportavano e c’era anche il segretario del comune di Parma per il quale una di queste parole era stakeholders, e io, stakeholders, allora, non l’avevo mai sentita, non sapevo cosa volesse dire e gliel’ho chiesto e lui me l’ha spiegato ma io non ho mica capito tanto bene, e ancora adesso, questa parola stakeholders, non so, se mi chiedessero se voi, che mi ascoltate, siete degli stakeholders, io non saprei rispondere, siete degli stakeholders? A me non sembrate degli stakeholders, ma questo non significa niente, perché a me non è mai successo di essere, non so, in treno, o in autobus, o in bicicletta, e di vedere un gruppo di persone e di pensare “Ve’, degli stakeholders”.

[Da un discorso sulla lingua che ho fatto per il post un po’ di tempo fa]

Evviva

lunedì 22 Giugno 2020

Quando lavoravo in Iraq, era il 1987, ero giovane, c’era la guerra, certe notti mi svegliavo di colpo mi dicevo “Adesso arriva la bomba”: a Baghdad aspettavo la bomba. Adesso, è il 2020, son vecchio, ci sono dei pomeriggi che mi dico “Adesso arriva il disastro”: aspetto il disastro. Sono qui a braccia aperte a Casalecchio di Reno a aspettare il disastro.

Una cosa strana

lunedì 22 Giugno 2020

Ieri mattina, correvo da dieci minuti, ho sentito male alla coscia destra, mi sono dovuto fermare; credo sia una contrattura al bicipite femorale, se non interpreto male. Non posso andare a correre per un po’. Nessun senso di colpa. Che cosa strana. Mi viene in mente Charms quando dice: «Io sono stato perfettamente felice quando mi hanno tolto la carta e la penna e mi hanno impedito di fare qualsiasi cosa. La coscienza era tranquilla e io ero felice. È successo quand’ero in prigione. Ma se mi chiedessero se voglio tornare là o in una situazione simile a quella, io direi: no, non voglio».