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Gli specchi

mercoledì 2 febbraio 2011

Ecco, a me è successa una cosa che secondo me un po’ c’entra, con il discorso. Cioè che io, nel 2009, dopo sei o sette anni che non ci andavo, sono andato alla fiera del libro a Torino.
Il giorno prima di andare a Torino sono andato a Parma, con mia figlia, abbiamo dormito a Parma, da mio fratello, e poi son tornato a Bologna, ho lasciato mia figlia a sua mamma, in stazione e, senza passare da casa (abito lontano dalla stazione), ho preso un treno che mi ha portato a Torino. Era tutto calcolato andava bene. Solo che, a Parma, a casa di mio fratello, mi sono macchiato i pantaloni. Allora non potevo andare a Torino star via due giorni coi pantaloni macchiati, e mio fratello mi ha prestato un paio dei suoi. Solo che erano dei pantaloni con la vita bassa, che io non mi ero mai messo, e, il mattino dopo, nel tragitto che, in autobus, porta da casa di mio fratello alla stazione di Parma, mi sono accorto che mi sembrava che mi cascassero continuamente, mi sono trovato a tirarmeli su una ventina di volte, e ho pensato che non potevo star via di casa due giorni con quella sensazione lì che ti caschino le braghe che per me è proprio una sensazione sgradevolissima. Allora quando siamo arrivati nel piazzale della stazione, mi sono accorto che era giorno di mercato, e con mia figlia siamo andati in una bancarella di cinesi ho comprato un paio di braghe cinesi. Cinque euro. Un affare. Siamo andati nel bagno della stazione, mi sono cambiato le braghe, con mia figlia che mi guardava. Siamo usciti, era tutto a posto, tranne che, d’un tratto, mi è venuto in mente che avevo lasciato lo zaino sull’autobus. Noo, ho detto a mia figlia, ho lasciato lo zaino sull’autobus. Lei mi ha guardato mi ha detto Noo. Mia figlia ha cinque anni, allora ne aveva quattro. Mi ricorderò sempre il modo in cui mi ha detto Noo. Non so perché, è stata una cosa memorabile. Continua a leggere »

La casa nuova

domenica 3 ottobre 2010

Sul tavolo, in sala, c’è una castagna che mi ha dato la bambina di cinque anni da tenere in tasca per non far venire il raffreddore.

Una barriera

sabato 2 ottobre 2010

L’altro giorno eravamo in centro, con la bambina di cinque anni, e siamo passati in piazza del Nettuno dove, c’è il Cersaie, adesso, a Bologna, una fiera della ceramica, e in piazza del Nettuno l’altro giorno c’era una cabina doccia, un po’ futurista, azzurra, ci siamo passati di fianco con la bambina di cinque anni e io le ho chiesto Cos’è quella, e lei ha detto Una barriera telefonica.

Bicicletta

venerdì 17 settembre 2010

La bambina di cinque anni, dopo che ha imparato a andare in bicicletta, la cosa che le piace di più, è suonare il campanello. Suona il campanello a tutti quelli che supera, anche se c’è tutto il posto per passare. Solo che, siccome non è ancora sicurissima, per suonare smette di pedalare, e per esser sicura frena, anche, un po’, quindi poi spesso va a finire che suonare suona, ma superare non supera.

Cerimonie

venerdì 17 settembre 2010

La bambina di cinque anni ha sposato due bambolotti e gli ha recitato la formula di rito che era questa qua: E vi promettete di massacrarvi e di volervi bene per tutta la vita?
E loro han risposto: Sì, ci promettiamo di massacrarci e di volerci bene per tutta la vita.

Quello che è successo

mercoledì 15 settembre 2010

Dopo che le avevo chiesto per tre volte com’era andato il suo primo giorno di scuola, la bambina di cinque anni mi ha detto che quella è una scuola che dopo cinque minuti ti sei già dimenticato tutto quello che è successo.

Un matrimonio

domenica 12 settembre 2010

Devo andare a un matrimonio, tra qualche settimana, e siccome è un giorno che la bambina di cinque anni sarà con me, ho pensato di andarci con lei, non siamo mai andati a un matrimonio, secondo me ci divertiamo, e gliel’ho detto, e dopo un po’ lei mi ha detto che non ci vuole venire. E io le ho detto Ma non sei mai stata a un matrimonio. E lei mi ha detto Sì, ma ne ho già visti tre al cinema.

Come si fa a andare in bici

martedì 7 settembre 2010

I piedi fanno tutto loro, ha detto la bambina di cinque anni. Nessuna cellula del tuo corpo non muove niente, ha detto, i piedi vanno in aria e le mani stanno strette.

Un trucco

martedì 7 settembre 2010

La bambina di cinque anni, son partito che non sapeva andare in bicicletta, che bisognava tenerla per il sellino, correrle dietro, starle sempre vicino, stare attenti, son tornato dopo una settimana che mi ha portato giù in cortile e mi ha detto Guarda, è partita e andava. E a me, mi sembrava come un trucco da prestigiatore, Ma come è possibile, mi son chiesto, ma come fa?

Biciclette

domenica 15 agosto 2010

Qualche giorno prima, quando ero stato a leggere il discorso sul risorgimento, a Prato, sul treno che mi portava a Prato, di fronte a me, nel mio scompartimento, c’era un uomo che avrà avuto la mia età, o qualche anno in meno, e di fianco aveva un bambino che avrà avuto tre anni, o qualche mese in meno e gli aveva indicato il finestrino e gli aveva detto «Lo vedi quel treno? Quello è un treno merci che trasporta il gasolio, e il gasolio è una materia infiammabile che serve per molti scopi, come carburante, cioè per fare andare le automobili, i tutù, ma anche per gli impianti di riscaldamento, cioè per riscaldare le case, e tanti anni fa lo usavano anche per far luce, c’erano le lampade, a gasolio, o forse quelle erano a petrolio, non mi ricordo, comunque il gasolio viene poi dal petrolio, come anche la benzina, che anche quella serve per fare andare i tutù, ci son dei tutù a benzina e dei tutù a gasolio, e ce ne sono anche a gas, a dire il vero, liquido, e metano».
E il bambino spalancava gli occhi e non diceva niente, e veniva il dubbio che l’unica parola che aveva capito fosse tutù, e a un certo momento l’uomo aveva detto al bambino, «Lo sai che ti voglio bene, dammi il cinque», e il bambino gli aveva dato il cinque era stata una scena tristissima. Continua a leggere »