Biciclette

domenica 15 agosto 2010

Qualche giorno prima, quando ero stato a leggere il discorso sul risorgimento, a Prato, sul treno che mi portava a Prato, di fronte a me, nel mio scompartimento, c’era un uomo che avrà avuto la mia età, o qualche anno in meno, e di fianco aveva un bambino che avrà avuto tre anni, o qualche mese in meno e gli aveva indicato il finestrino e gli aveva detto «Lo vedi quel treno? Quello è un treno merci che trasporta il gasolio, e il gasolio è una materia infiammabile che serve per molti scopi, come carburante, cioè per fare andare le automobili, i tutù, ma anche per gli impianti di riscaldamento, cioè per riscaldare le case, e tanti anni fa lo usavano anche per far luce, c’erano le lampade, a gasolio, o forse quelle erano a petrolio, non mi ricordo, comunque il gasolio viene poi dal petrolio, come anche la benzina, che anche quella serve per fare andare i tutù, ci son dei tutù a benzina e dei tutù a gasolio, e ce ne sono anche a gas, a dire il vero, liquido, e metano».
E il bambino spalancava gli occhi e non diceva niente, e veniva il dubbio che l’unica parola che aveva capito fosse tutù, e a un certo momento l’uomo aveva detto al bambino, «Lo sai che ti voglio bene, dammi il cinque», e il bambino gli aveva dato il cinque era stata una scena tristissima. Continua a leggere »

Bene

venerdì 13 agosto 2010

cravatta

Come mi vestirò

mercoledì 11 agosto 2010

La bambina di cinque anni è al mare, e due giorni fa, al telefono, stava parlando con me e ha detto Mamma, gli posso dire della cravatta? E poi mi ha detto che mi ha comprato una cravatta, così me la metto. Oggi, al telefono, stava parlando con me e ha detto Mamma, gli posso dire com’è la cravatta? E mi ha detto che la cravatta ha degli scheletri, ed è viola. Le piace molto il viola, ultimamente.

Salite

mercoledì 4 agosto 2010

Ieri siamo andati all’ipercoop, con la bambina di cinque anni, a comprare lo zaino e l’astuccio per la prima elementare. Nel tornare indietro, sulla salita del cavalcavia, con i ventidue chili della bambina di cinque anni sul seggiolino, una borsa della spesa e lo zaino sulle spalle pieno di spesa anche quello, a andar su facevo fatica, e a un certo punto la bambina di cinque anni ha detto Questa lurida salita finirà, e comincerà una bellissima discesa.

Luminosa

lunedì 2 agosto 2010

Alla bambina di cinque anni hanno regalato una bacchetta magica luminosa, e lei l’ha chiamata Psicologia.

Il terzo giorno a Basilicanova

sabato 31 luglio 2010

Siamo andati in piscina, con la bambina di cinque anni, a Santa Maria del Piano, in bicicletta, sette chilometri da Basilicanova, tutti in leggera salita tranne una discesa abbastanza ripida appena prima d’arrivare.
Quando siamo entrati, mi aspettavo che mi chiedessero quanti anni avevo, perché l’altra settimana, a Casalecchio di Reno, me l’avevano chiesto, all’ingresso: Scusi, mi avevano detto, glielo devo chiedere, lei ha più di sessant’anni? No, gli avevo detto io, ne ho quarantasette. Ah, mi avevano detto, peccato, se ne aveva di più aveva lo sconto. Invece a Santa Maria del Piano non me l’han chiesto. Non è neanche obbligatoria la cuffia, non l’avevamo, la cuffia. Non avevamo neanche da chiudere la bicicletta, l’abbiamo lasciata lì, aperta, non ce l’hanno rubata; c’era una lucertola che aveva messo fuori la testa dal tubo a cui era appoggiata la bicicletta e se la guardava.
Nel tornare, da Santa Maria del Piano, in bicicletta, quella discesca piuttosto ripida di prima era diventata una salita pesissima che io dicevo alla bambina di cinque anni, intanto che pedalavo con la marcia al minimo e andavo su pianissimo Non so se ce la faccio, e lei mi dava delle botte sulla schiena e mi diceva Dài, dài, che sei il papà migliore che ho.

Il secondo giorno di Basilicanova

venerdì 30 luglio 2010

Non siamo andati in piscina, siamo stati a casa a provarci dei vestiti vecchi.

L’altro giorno

giovedì 29 luglio 2010

Io voglio fare la pittrice, mi ha detto l’altro giorno la bambina di cinque anni, perché a fare la pittrice stai da sola, con i tuoi pensieri.

Il primo giorno a Basilicanova

mercoledì 28 luglio 2010

Alla bambina di cinque anni ho chiesto Vuoi andare in piscina? No, mi ha detto lei. Vuoi andare a trovare Ugo? No, mi ha detto lei. Vuoi andare a fare un giro in bicicletta? No, mi ha detto lei. Vuoi portarmi a vedere il fiore che hai piantato? No, mi ha detto lei. Dopo abbiam fatto degli archi, due, con le frecce. E due corde per saltare, con un soghetto. E siamo andati a fare un giro in bicicletta, nel greto della Parma, che alla bambina di cinque anni sembrava la foresta di Sherwood. E nell’andare, sull’argine siamo passati davanti a casa di Ugo, che era chiusa. E nel tornare, sull’argine, abbiamo visto un fiore blu, rotondo, stranissimo, e siam tornati indietro per raccoglierlo, e era difficile da raccogliere, pungeva. E siam tornati a casa e abbiamo chiesto cos’era e abbiam scoperto che era un cardo.