Pare
venerdì 14 Agosto 2026
all’università avevo dato un esame di Storia della lingua italiana e, tra i testi che si potevano scegliere, avevo scelto un commento di Gianfranco Contini al
sonetto «Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia, quand’ella altrui saluta, ch’ogne lengua deven, tremando, muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare».
Se ho capito bene, Contini diceva che quel pare del primo verso, sul quale ironizzano i liceali, pare gentile e onesta, ma in realtà, all’epoca di Dante significa si manifesta, è, si dimostra.
[Domani, sul Fatto quotidiano, un pezzo sulla prima volta]


