Il discorso sulla censura

lunedì 10 Agosto 2026

Questa storia l’ho raccontata tante volte ma a me, forse l’ho anche già detto, mi piacciono le ripetizioni.
Quando ho letto la mail della Bicocca, l’ho riletta, e poi l’ho riletta ancora, perché non mi sembrava possibile che scrivessero una cosa del genere.
Solo che, dopo che l’avevo letta tre volte, mi sono accorto che effettivamente avevano scritto una cosa del genere e gli ho riposto «Non ho parole».
Poi ho aggiunto «Ma credo che le troverò».
E ho mandato.
Dopo, alla sera, ho fatto una diretta Instagram dove ho raccontato questa cosa che era successa con la Bicocca e ho detto che mi sembrava poco intelligente, prendersela con Dostoevskij il cui unico delitto era essere nato, 201 anni prima, a Mosca, cioè in Russia, e avere vissuto 60 anni quasi tutti a Pietroburgo, in Russia, recidivo.
Il giorno dopo sono andato a insegnare alla Iulm, a Milano, e è cominciata una cosa singolarissima che mi suonava continuamente il telefono.
Io avevo un impegno con il mio amico Claudio Sforza, dovevamo andare a vedere Monza – Parma, nona giornata di ritorno del campionato di serie B, e ho rifiutato tutte le interviste radiofoniche che mi avevano proposto perché avevo questo impegno, ne ho fatto solo una con Annalisa Cuzzocrea, che è una giornalista che mi piace molto e che, quando parla, mi sembra di capire quello che dice e, quando le parlo io, mi sembra che capisca quello che le dico che non è una cosa che succede spesso, coi giornalisti (e anche con i non giornalisti).

[Qua sotto, per gli abbonati a Bombé, il discorso sulla censura che ho detto giovedì scorso a Champoluc per Monterosa racconta: clic]