

1 novembre – Bologna
Lunedì 1 novembre
a Bologna
alle ore 19,
alla Libreria Modo infoshop,
in via Mascarella 24/B
prima parte (di undici)
della lettura integrale delle
Anime morte
di Nikolaj Gogol’
Primo Capitolo
(Dal portone di un albergo
del capoluogo di governatorato
della città di NN)
dura 25 minuti circa.

Le notti ucraine
Conoscete le notti ucraine? Oh, voi non conoscente le notti ucraine.
[Nikolaj Gogol', Le veglie alla fattoria di Dikanka, traduzione di Giovanni Langella, sl, Einaudi - L'unità, sd, p. 68]

15 novembre – Bologna
Lunedì 15 novembre,
a Bologna
alle ore 19,
alla Libreria Modo infoshop,
in via Mascarella 24/B
terza parte (di undici)
della lettura integrale delle
Anime morte
di Nikolaj Gogol’;
secondo Capitolo
(Čičikov invece,
in una disposizione
di spirito eccellente,
sedeva nella sua carrozza che rotolava
da tempo sulla strada
maestra)
dura 45 minuti circa.

Pubblico discorso
Il premio letterario internazionale Russia Italia nei secoli l’han dato, poi dopo, alla traduzione alle Anime morte.
Ho fatto un discorso, che forse finirà nella prossima raccolta di pubblici discorsi, che diceva, più o meno, cito a memoria:
Vorrei nominare Albertine Cerutti, la responsabile della collana dei classici di Feltrinelli, che ha avuto l’idea di fare questa traduzione, e Barbara Travaglini, che ha redatto il volume e che ha lavorato con me alla revisione del testo. Eeeee, dopo, in una sala così bella, a ricevere un premio così importante, con una giuria così competente, verrebbe la tentazione di dire delle cose memorabili, peròòòòò, ho pensato che forse è meglio non cedere, a questa tentazione, e allora volevo solo ringraziarvi, grazie.
E finiva così. Ero molto contento.

Come è fatto il Cappotto
Sotto questo rapporto è interessante ancora un passo del Cappotto dove si fa la descrizione dell’aspetto esteriore di Akakij Akakievič: «Dunque in un “dipartimento” prestava servizio un certo impiegato: non si può dire che fosse un impiegato molto ragguardevole: di statura era piccolino, era un po’ butterato, un po’ rossiccio, persino (a vederlo) un po’ miope, con una piccola calvizie sulla fronte, con rughe sulle due guance, e con quel colore del volto che si chiama emorroidale” /…/.
È interessante che, nella redazione di minuta, questa frase era molto più semplice: «Dunque, in questo dipartimento prestava servizio un impiegato, si direbbe non molto attraente, di piccola statura, pelato, un po’ butterato, un tantino rosso, persino un po’ miope». Nella redazione definitiva questa frase non è tanto la descrizione dell’aspetto esteriore, quanto la sua riproduzione mimica, e pronunciata: le parole sono state scelte e collocate in un certo ordine non in base al principio di una significazione di tratti caratteristici, ma in base al principio d’una semantica fonica. La visione interna rimane intatta (non c’è nulla di più difficile, penso, che dipingere gli eroi gogoliani) – di ogni frase, nella memoria, rimane più di tutto l’impressione d’un certo ordine fonico, che si conclude con quel «emorroidale» rimbombante e quasi, dal punto di vista logico, insensato, ma per questo insolitamente forte, per la sua espressività. Qui si può pienamente applicare l’osservazione di D. A. Obolenskij, che Gogol’ talora ha «usato una parola sonora unicamente per l’effetto armonico». Ogni frase ha aspetto di un intero compiuto, di un certo sistema di gesti fonici, per la realizzazione del quale sono state scelte le parole.
[Boris Michajlovič Ejchenbaum, Come è fatto il Cappotto di Gogol', in Nikolaj Gogol, Il cappotto, trad. di Eridano Bazzarelli, Milano, Rizzoli1987, pp. 69-70]

Nicola Gogol
ANUCKIN
Scusate, egregio signore, la Sicilia avete detto, la Sicilia… è un bel paese, la Sicilia?
ZEVAKIN
Eh, bellissimo! Ci siamo stati 34 giorni. Il panorama? Divino, per servirvi! Boschi interi, eh, di alberelli, tutti melograni; e dappertutto delle italiane belle, come tante rose, da strapparvi i baci.
ANUCKIN
E educate?
ZEVAKIN
Meravigliosamente. Da noi solo le contesse hanno una educazione così. E quando si passava per le strade, eh, un tenente russo, con le spalline d’oro, qui, (accenna alle spalle) eh, quelle bellezze esotiche… sapete, ogni casa, là, ha il suo balconcino. E i tetti, ecco, sono piani come questo pavimento; e lì, dovunque guardi, dappertutto, dei fiori di bellezza. Eh, naturalmente, perché non pensino d’aver a che fare con uno zoticone, io m’inchino, (s’inchina e saluta con la mano) e lei, fa solo così… (muove la mano). E son vestite che è una meraviglia: qui un nastrino, lì un pizzo, tanti ornamenti. Eh, insomma, proprio tanti bocconcini da re!
ANUCKIN
Ma permettetevi di chiedervi ancora una cosa, egregio signore, che lingua parlano in Sicilia?
ZEVAKIN
Tutti il francese, naturalmente. Continua a leggere »

Al telefono
Un mio amico, ieri, al telefono, della Nota del traduttore alle Anime morte di Gogol’ mi ha detto Ho letto il tuo messaggino.





