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Война и мир

mercoledì 18 gennaio 2017

Non so se esiste ancora, ma qualche anno fa c’era un’agenzia di viaggi, o una specie di agenzia di viaggi, che si chiamava Avventure nel mondo, e a me pochi giorni fa è venuto da pensare che mi piacerebbe fare un corso dove, con i partecipanti, leggiamo insieme Guerra e pace, dall’inizio alla fine, che, per come me la ricordo io, la lettura di Guerra e pace, dall’inizio alla fine, è un’avventura, e quel corso lì mi piacerebbe chiamarlo Avventure nel mondo.

Ti senti vittima di caso di malasanità?

martedì 17 gennaio 2017

Stamattina stavo correndo, io corro col telefono, perché ascolto la radio, stamattina stavo correndo mi è arrivato sul telefono un messaggio che diceva «Ti senti vittima di caso di malasanità? Fallo valutare con serietà e obiettività». E poi c’era il nome della campagna e un un numero verde al quale chiamare e io, quando l’ho visto, ho pensato che era il governo, e ho pensato male del governo. Poi sono arrivato a casa, sono andato a vedere il sito internet, ho visto che non era il governo, eran dei privati, e ho pensato male dei privati. Buongiorno.

Tre volte

domenica 15 gennaio 2017

Ci son tre volte, tutti i giorni, che devo prendere le medicine e io sono così contento, quando devo prendere le medicine, perché ho qualcosa da fare, e a me avere qualcosa da fare è una cosa che mi piace che da piccolo ho passato tanti di quei pomeriggi, che non sapevo cosa fare, e mi vien da pensare che a diventar grande c’è una cosa, bella, che non ho altro che delle cose da fare, tre volte al giorno prendere delle medicine, per esempio.

A Genova

venerdì 13 gennaio 2017

Diamo lavoro ai compagni imbianchini

[A Genova, in via Balbi, ci son sempre delle scritte interessanti, secondo me (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Avventure ferroviarie

venerdì 13 gennaio 2017

Oggi, partivo da Bologna e poi dopo a Milano dovevo prendere un treno che andava poi a Genova, e il treno che da Bologna andava a Milano era in ritardo, e rischiavo di perdere il treno che andava poi a Genova, e allora ho chiesto alla capotreno (o capatrena) di guardare da che binario partiva l’intercity che andava a Genova che partiva alle 19 e 05, e lei mi ha detto che, di intercity che partivano alle 19 e 05, a Milano centrale, ieri sera, ce n’erano due, uno che andava a Venezia e che partiva dal binario 6, uno che andava a Livorno e che partiva dal binario 20, e io le ho detto che probabilmente il mio era quello che andava a Livorno, che quello che andava a Venezia era difficile che passasse da Genova, e lei mi ha detto «Non è che posso diffondermi in considerazioni geografiche», che è stata una risposta bellissima, secondo me, che voleva dire che lei era una ferroviera che non voleva sapere niente, lei la mettevan sui treni e poi dopo lei andava dove andava il treno, va mo là.

Pietramellara

mercoledì 11 gennaio 2017

Dopo, un mattino, mi ero trovato in tasca un euro, una moneta da un euro, e mi era venuto da fare un gesto, col braccio destro con la mano chiusa a pugno, come da esultare, e l’avevo appena fatto che mi ero detto Ma cosa esulti a fare?
Be’, mi ero risposto, metti che, in un anno, mi succeda tre volte al giorno che mi trovo in tasca un euro.
Eh, mi ero detto io.
Eh, mi ero risposto io, in un anno, facci il calcolo, sono millenovantacinque euro. In un anno bisestile millenovantotto. Buttali via, te.

[Da Fare pochissimo]

Abitudini

martedì 10 gennaio 2017

Dopo poi ero lì in bicicletta, al semaforo di via Ugo Bassi, avevo appena comprato un paio di occhiali, a me piace moltissimo comprare gli occhiali, dovevo andare in via Colombi al poliambulatorio Reno, ero lì che pensavo che io, a me non mi dava fastidio, essere vecchio, forse per via che ero stato vecchio anche da giovane ero abituato.

[Da Fare pochissimo, in preparazione]

Delle carpette

lunedì 9 gennaio 2017

Mi piace nominare delle carpette, credo si possa dire così, spianarle, si direbbe a Parma, dar loro un nome, scriverci sopra qualcosa e metterci dentro dei fogli che si riferiscono a quel nome, implementarle, ecco, forse ho capito cosa vuol dire implementare e, se si può implementare una carpetta, io implemento un sacco di carpette solo che poi, dopo averle implementate, le mie carpette, di solito, restano lì a prender della polvere, un po’, non son tanto capace, per il momento, di implementare, cioè di implementare son capace, non son capace di fare il passo successivo che non lo so, come si chiama.

La stessa cosa

domenica 8 gennaio 2017

Ho comprato un paio di scarpe da correre e il ragazzo che me le ha vendute, a Bologna, mi ha chiesto se voglio fare delle gare io gli ho detto di sì, che voglio fare la maratona di Pietroburgo, in luglio, e lui è diventato serio e ha detto «Caspita, quella lì è dura», e io gli ho detto che io non l’ho mai fatta ma che non credo sia dura, son sempre 42 chilometri e 195 metri, come tutte le maratone, e Pietroburgo è una città pianeggiante. «Ben ma, ci sarà freddo», mi ha detto lui, e io gli ho detto che in luglio, a Pietroburgo, non c’è freddo, ci sono anche trenta gradi, certi giorni, e lui mi ha detto «Ma pensa», e io ho pensato che io, un po’, quel ragazzo lì, lo capivo, che, vista dall’Italia, una cosa fatta in Russia sembra più seria e più complicata, di una cosa fatta in Italia, anche se è esattamente la stessa cosa.

Senza dir niente

venerdì 6 gennaio 2017

Quando ascolto qualcuno, quando lo ascolto senza dir niente, senza interromperlo, senza eccepire, io intanto che l’ascolto tra me e me penso «Guarda che bravo, che lo ascolto senza dir niente, senza interromperlo, senza eccepire. Complimenti», penso intanto che ascolto qualcuno, quasi tutte le volte che mi succede, non mi succede spesso, che io non ascolto quasi mai nessuno, di solito, bisogna dire.