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venerdì 28 agosto 2015

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Troppo contenuto.
Quando ci si potrà acconten[tare] della costruzione.

[Daniil Charms, Rasskazy i sceny, Moskva, Viktori 1994, p. 229]

Io comunque

venerdì 7 agosto 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Io comunque

 

Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.

Dov’è l’Australia

sabato 2 maggio 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Dov’è l’Australia

 

Volodja Zajcev è andato da Vasja Pirogov e ha detto:
– Vasja, dov’è l’Australia, in Africa o in America?
– Non so, – ha detto Vasja, – ma mi sembra in Africa.

Petrakov

mercoledì 29 aprile 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Un caso con Petrakov

 

Una volta Petrakov voleva stendersi a letto e si è steso, ma non ha preso il letto. Ha picchiato così forte sul pavimento che è rimasto lì steso e non riusciva a alzarsi.
Allora Petrakov ha raccolto le sue ultime forze e si è messo carponi. Ma le forze l’hanno abbandonato, è caduto ancora lungo disteso.
Petrakov è rimasto steso sul pavimento cinque ore circa. All’inizio era semplicemente coricato, poi s’è addormentato.
Il sonno ha ristorato le forze di Petrakov. Si è svegliato perfettamente in salute, si è alzato, è arrivato fino al letto, si è steso con attenzione sul letto. «Bè – ha pensato – adesso mi metto a dormire». Ma di dormire non ne aveva più voglia. Si girava Petrakov prima su un fianco, poi sull’altro fianco, e non riusciva in nessun modo a addormentarsi.
E questo, in sostanza, è tutto.

Era andato a dormire che era credente

domenica 12 aprile 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Era andato a dormire che era credente

 
Un uomo era andato a dormire che era credente, si era svegliato che era ateo.
Per fortuna, nella stanza di quest’uomo c’era una bilancia medica decimale, e quest’uomo era abituato a pesarsi tutti i giorni, mattino e sera. Così, andando a dormire il giorno prima, l’uomo si era pesato e aveva scoperto che pesava 4 pud e 21 funt. E il giorno dopo al mattino, dopo essersi svegliato che era ateo, l’uomo si era pesato ancora e aveva scoperto che pesava in tutto 4 pud e 13 funt. «Di conseguenza», aveva pensato l’uomo, «la mia fede pesava intorno agli 8 funt».

Bisogna essere imperturbabili

martedì 31 marzo 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: Bisogna essere imperturbabili

 

 

Bisogna essere imperturbabili, vale a dire esser capaci di tacere e non cambiare l’espressione fissa del viso.
E quando la persona che parla con te dice delle cose assurde, sii gentile con lui e dàgli ragione.

A un francese hanno regalato un divano

domenica 29 marzo 2015

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In relazione agli imminenti festeggiamenti per il centoundicesimo anniversario della nascita di Daniil Charms: A un francese hanno regalato un divano

 

 

A un francese hanno regalato un divano, quattro sedie e una poltrona.
Il francese si siede sulla sedia vicino alla finestra, ma gli vien voglia di coricarsi sul divano. Si corica sul divano, ha già voglia di sedersi sulla poltrona. Si alza dal divano e si siede sulla poltrona, come un re, ma nella testa i pensieri sono già che sulla poltrona è troppo sontuoso. Meglio qualcosa di più semplice, la sedia. Si sposta verso la sedia vicino alla finestra, solo non si siede su questa sedia, perché vicino alla finestra tira un po’ d’aria. Si siede sulla sedia vicino alla stufa e sente che è stanco. Allora il francese decide di coricarsi sul divano e di riposarsi, ma senza essere arrivato al divano gira da una parte e si siede sulla poltrona.
– Qui sì che si sta bene! – dice il francese, e poi subito aggiunge: – Però sul divano, secondo me è meglio.

Una cosa minuscola

martedì 13 gennaio 2015

Dopo, mercoledì sera, leggo, a Bologna, ad Atelier sì, in via Sanvitale, Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij (da Tre matti), e poi leggo un breve discorso senza titolo che contiene anche questa minuscola pièce di Daniil Charms:

Gogol’ (cade in scena da dietro le quinte e se ne resta pacificamente sdraiato).
Puškin (entra, inciampa in Gogol’ e cade): Maledizione! Non sarà mica Gogol!
Gogol’ (tirandosi su): Che schifo, non si può riposare un attimo! (Si allontana, inciampa in Puškin e cade). Non mi sarà mica capitato tra i piedi Puškin!
Puškin (tirandosi su) Non c’è un attimo di pace! (Si allontana, inciampa in Gogol’ e cade). Maledizione! Non sarà mica ancora Gogol’.
Gogol’ (tirandosi su) Ce n’è sempre una! (si allontana, inciampa su Puškin, e cade). Che schifo! Ancora Puškin!.
Puškin (tirandosi su) Ma questo è teppismo! Vero e proprio teppismo! (si allontana, inciampa in Gogol’ e cade). Maledizione! Ancora Gogol!
Gogol’ (tirandosi su): Ma questa è una presa in giro! (Si allontana, inciampa in Puškin e cade). Ancora Puškin!
Puškin (tirandosi su): Maledizione! É proprio una maledizione! (Si allontana, inciampa in Gogol’ e cade) Gogol’!
Gogol (tirandosi su) Che schifo! (Si allontana, inciampa in Puškin e cade). Puškin!
Puškin (tirandosi su): Maledizione! (Si allontana, inciampa in Gogol’ e cade al di là delle quinte) Gogol’!
Gogol (tirandosi su): Che schifo! (esce di scena).
Da dietro la scena si sente la voce di Gogol’: Puškin!

che sembra che non c’entri niente, e forse non c’entra niente davvero.

E be’?

domenica 21 dicembre 2014

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Dostoevskij era andato a trovare Gogol’. Aveva suonato. Gli avevano aperto. «Ben ma, – gli avevano detto, – Fedor Michajlovič, Nikolaj Vasilevič son già quindici anni, che è morto».
«E be’?,– aveva pensato Dostoevskij, che Dio l’abbia in gloria, – anch’io morirò, una qualche volta».

[Aneddoti attribuiti a Daniil Charms, in Daniil Charms, Vešč’, Moskva, Amfora 2000, p. 312]

I cani

venerdì 19 dicembre 2014

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A Lermontov piacevano molto i cani. Anche a Dostoevskij, che Dio lo abbia in gloria, piacevano molto i cani, ma lui era terribilmente suscettibile, e lo nascondeva (il fatto dei cani), perché nessuno potesse dire che imitava Lermontov.
Dicevano già tante di quelle cose, di lui.

[Aneddoti attribuiti a Daniil Charms, in Daniil Charms, Vešč’, Moskva, Amfora 2000, p. 317]