Charms

domenica 20 dicembre 2009

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Mi piacciono le donne, ma solo quelle del mio tipo.

[Daniil Charms, Polnoe sobranie sočinenij, Zapisnye knižki, Dvornik, Kniga 2, Sant Peterburg, G. A. Akademičestkij proekt 2002, p. 21]

La tigre per la strada

venerdì 11 dicembre 2009

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Ho pensato a lungo da dove era saltata fuori la tigre per la strada.
Ho pensato, ho pensato,
Ho pensato, ho pensato,
Ho pensato, ho pensato,
Ho pensato, ho pensato,

In quel momento è tirato il vento,
E mi son dimenticato quel che stavo pensando.

Così non so da dove era saltata fuori la tigre per la strada.

Karl Ivanovič Šusteling

[Daniil Charms, Tigr na ulice, San Peterburg, Azbuka 2000, p. 31]

Quattro illustrazioni

giovedì 13 agosto 2009

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[Di Davide Lippolis (grazie)]

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mercoledì 24 giugno 2009

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Caro Jakov Semënovič,

1. Un uomo, presa la rincorsa, picchiò la testa contro il muro di una fucina con tanta forza che il fabbro mise giù la mazza che teneva in mano, si tolse il grembiule di pelle e, lisciatisi i capelli col palmo della mano, uscì in strada a vedere cosa fosse successo. 2. Qui il fabbro vide un uomo seduto per terra. L’uomo stava seduto per terra e si teneva la testa. 3. «Cos’è successo?» chiese il fabbro. «Ooh» disse l’uomo. 4. Il fabbro gli venne più vicino. 5. Interrompiamo il racconto sul fabbro e sullo sconosciuto e cominciamo un racconto nuovo sui quattro amici dell’harem. 6. C’erano una volta quattro estimatori dell’harem. Essi ritenevano che debba essere piacevole avere a disposizione otto donne tutte in una volta. La sera si ritrovavano e discutevano della vita dell’harem. Bevevano vino; si ubriacavano fradici; cadevano sotto la tavola; vomitavano. Faceva schifo guardarli. Si azzannavano le gambe l’un l’altro. Si chiamavano l’un l’altro con epiteti ingiuriosi. Strisciavano sul ventre. 7. Interrompiamo il racconto che li riguarda e cominciamo un racconto nuovo sulla birra. 8. C’era un barilotto di birra, e lì accanto stava seduto un filosofo e rifletteva: «Questo barilotto è pieno di birra; la birra va fermentando e diventa più forte. E anch’io vado errando con l’intelletto per vette superstellari e il mio spirito si rafforza. La birra è una bevanda che scorre nello spazio, e io sono una bevanda che scorre nel tempo. 9. Finché la birra sta racchiusa nel barilotto non ha dove scorrere. Se il tempo si fermerà anch’io mi alzerò. 10. Ma il tempo non si fermerà, e il mio scorrere è immutabile. 11. No, è meglio che anche la birra scorra liberamente, perché è contrario alle leggi della natura che stia ferma». E con queste parole il filosofo aprì il rubinetto del barilotto, e la birra riversò per terra. 12. Abbiamo raccontato abbastanza della birra; raccontiamo adesso del tamburo. 13. Il filosofo batteva su un tamburo e gridava: «Ecco, io produco un rumore filosofico! Questo rumore non serve a nessuno, anzi dà fastidio a tutti. Ma se dà fastidio a tutti vuol dire che non è di questo mondo. E se non è di questo mondo è dell’altro mondo. E se questo suono è dell’altro mondo continuerò a produrlo». 14. Il filosofo continuò a far rumore a lungo. Ma lasciamo stare questo rumoroso racconto e passiamo al successivo, silenzioso racconto sugli alberi. 15. Il filosofo passeggiava sotto gli alberi e taceva, perché l’ispirazione lo aveva abbandonato.

27 marzo 1937

[Daniil Charms, Casi, A cura di Rosanna Giacquinta, Milano, Adelphi 1990, pp. 133-134]

Stasera

lunedì 25 maggio 2009

Stasera, alla scuola media inferiore di scrittura emiliana, si parlerà di Un bambino, di Thomas Bernhard. Allora lo sto rileggendo, e a pagina 49 ho trovato: Poliziotti e insegnanti diffondevano secondo lui un pessimo odore sulla superficie terrestre. Tuttavia non possiamo sopprimerli.

E mi è venuta in mente questa cosa qua:
Sterminare bambini, è una cosa crudele. Ma qualcosa con loro bisogna pur fare (Daniil Charms, Disastri, cit., p. 105).

Il fumare

giovedì 21 maggio 2009

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Il fumare è una lampante dimostrazione del fatto che il fumatore raccoglie il fumo in bocca, lo fa entrare nei polmoni e poi lo espelle nell’aria.

[Daniil Charms, Disastri, cit., p. 97]

Bisogna

mercoledì 20 maggio 2009

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Bisogna smettere di fumare per potersi vantare della propria forza di volontà.
È piacevole, senza aver fumato per una settimana, e convinti di essere in grado di astenersi dal fumo, andare da Lipavskij, Olejnikov e Zabolockij, e fare in modo che essi stessi notino che per tutta la sera tu non hai fumato.
E alla loro domanda: perché non fumi?, rispondere, celando in sé una terrificante smargiasseria: ho smesso di fumare.
È un bene e è una cosa pratica, per liberarsi dal vizio del fumo servirsi del vizio della smargiasseria.

[Daniil Charms, Disastri, cit., p. 98]

Stamattina

martedì 19 maggio 2009

Un po’ di tempo fa mi hanno rifatto i serramenti, in casa, e oggi ho messo le tende. Che è una cosa che, nella mia testa, ha molto a che fare con la letteratura per via di questa cosa qua:

Mi sono avvicinato nudo alla finestra. Nella casa di fronte, pare, qualcuno si è indignato, la moglie del marinaio, forse. Hanno fatto irruzione da me un poliziotto, il portiere e ancora qualcun altro. Hanno detto che da tre anni disturbo gli abitanti della casa di fronte. Ho messo le tende.

[Daniil Carms, Disastri, cit., p. 115]

Ieri sera

giovedì 1 gennaio 2009

Ho sentito il discorso del presidente della repubblica, ieri sera, l’inizio. Non ha iniziato dicendo Cari italiani, quando comprate un uccello, guardate se ci sono i denti o se non ci sono. Se ci sono i denti, non è un uccello. Sarà per l’anno prossimo.