Charms

lunedì 23 gennaio 2012

Nel 1893 [Anton Pavlovič] Čechov ha fatto di [Ivan Pavolvič] Juvačëv [il babbo di Daniil Charms] il prototipo dell’eroe-rivoluzionario nel suo Racconto di uno sconosciuto.

[Aleksandr Korbinskij, Daniil Charms, Moskva, Molodaja gvardija 2009, p. 12]

Se nasce un disputa

martedì 13 dicembre 2011

Leonid Savel’evič ha perfettamente ragione, quando dice che l’intelligenza di un uomo è la sua dignità. E se non c’è intelligenza, vuol dire che non c’è neanche dignità.
Jakov Semenovič contraddice Leonid Savel’evič e sostiene che l’intelligenza di un uomo è la sua debolezza. Ma, per me, questo è già un paradosso. Perché l’intelligenza sarebbe debolezza? Ma per niente! Forza, piuttosto! Secondo me, eh?
Ci troviamo spesso, da Leonid Savel’evič, e parliamo di queste cose.
Se nasce una disputa, alla fine ne esco sempre vincitore io. Non lo so neanch’io, il perché.

[Daniil Charms, Cirk Šardam, Cankt Peterburg, Kristall 1999, p 719]

Due cose

mercoledì 7 dicembre 2011

Mi sono sempre considerato più intelligente di quelli che mi circondano e delle volte, ci crediate o no, me ne vergognavo.

(Fedor Michajlovič Dostoevskij, Memorie del sottosuolo, Capitolo II)

Può darsi che sul pianeta Marte ci sia qualcuno più intelligente di me. Sul pianeta Terra ne dubito fortemente.

(Daniil Charms, non trovo più dove)

Charms

mercoledì 21 settembre 2011

È proprio di ogni individuo tendere al piacere, che è sempre o soddisfacimento sessuale, o sazietà, o acquisizione di qualcosa. Ma solo ciò che non si trova sulla via del piacere conduce verso l’immortalità. Tutti i sistemi che conducono all’immortalità confluiscono in sostanza in un’unica regola: fai sempre ciò che non hai voglia di fare, perché ogni individuo ha costantemente voglia o di mangiare, o di soddisfare i propri appetiti sessuali, o di appropriarsi di qualcosa, o tutto questo più o meno simultaneamente.

[Daniil Charms, Menja nazyvajut kapuzinom, Mosca Pietroburgo, Karavento 1993, p. 292, traduzione di Linda Kleinefeld (nella tesi Il miracolo capovolto, una lettura di Starucha di Daniil Charms, p. 175)]

Una lettera, se otto ore

venerdì 8 aprile 2011

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Dei pezzetti

giovedì 31 marzo 2011

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Un’intervista

martedì 29 marzo 2011

[La pluriripetente della scuola elementare e della scuola media di scrittura emiliana Camilla Tomassoni stamattina discute una tesi nella quale, alle fine, c'è un lunga intervista che metto qua sotto, grazie Camilla]

La casa editrice Marcos y Marcos ha appena ripubblicato Disastri, l’antologia di scritti di Daniil Charms che hai tradotto per Einaudi (Stile Libero 2003). Prima di Disastri, il lavoro di riscoperta di questo autore, a cui sembri essere molto legato, era stato condotto, in Italia, quasi esclusivamente da Serena Vitale e da Rosanna Giaquinta, che comunque avevano presentato un’opera di Charms piuttosto diversa da quella che propone lei ai lettori. Qual è stata l’idea che hai seguito nel tradurre e curare questo libro?

La Vitale ha trattato Charms all’interno di un’antologia sull’avanguardia russa, della quale Charms e il suo gruppo rappresentano una specie di appendice, quindi in questo senso forse ha avuto ragione, a non enfatizzare l’importanza dell’opera di Charms nell’ambito dell’avanguardia russa, e tra l’altro la Vitale scriveva in un momento nel quale i testi di Charms ancora non avevano la diffusione che hanno oggi e che hanno cominciato ad avere dalla fine degli anni ottanta (la stessa cosa si può diro per modo in cui parla di Charms Vladimir Markov nella sua bellisssima Storia del futurismo russo); l’edizione curata dalla Giaquinta, Casi appunto, è uscita più tardi, nel 1990, e senza questo libro l’edizione di Disastri probabilmente non ci sarebbe stata, o, se anche ci fosse stata, non sarebbe stata così com’è. Io ho conosciuto Charms attraverso Casi, che è una specie di presentazione di Charms al pubblico italiano, è un testo che comprende opere molto diverse, tra loro, prose brevi, saggi filosofici e musicali, testi biografici, lettere. È un volume, Casi, che credo non sia stato pensato per essere letto dall’inizio alla fine, è un prezioso libro da consultazione, secondo me, ed è un libro al quale io sono molto affezionato e che, esistendo già, mi ha permesso di provare a fare qualcos’altro.
Facendo delle prove, prima di proporre l’antologia all’Einaudi, avevo avuto l’impressione che in Casi ci fosse un italiano leggermente più alto della lezione originale, come si fa di solito da noi, dentro nei libri, si alza, un po’. Ecco, io ho provato a riprodurre, per quanto son stato capace, il suono, di Charms, senza curarmi, quando non la trovavo nell’originale, di una coerenza grammaticale che a volte ritrovavo invece nella lezione della Giaquinta, e questa è una differenza ma la differenza principale, tra Disastri e Casi dipende, credo, dal fatto che io ho cercato di mettere insieme un libro che si potesse leggere di seguito, dall’inizio alla fine, tutto d’un fiato; ho provato, attraverso l’alternanza tra brani letterari di Charms e brani presi dai suo diari, a costruire una specie di sottotrama che tracciasse uno schizzo, per quanto minimo e impreciso, di Charms, schizzo che poi, nei limiti delle mie capacità e del materale biografico a disposizione, ho provato a completare nel saggio finale. Alla fine, non so se funziona, se funziona dovrebbe esserci un libretto che il lettore non ha difficoltà a seguire dall’inizio alla fine e dove risuona, in un certo senso, la voce dell’autore, cioè di Charms, e dove, un po’, se ne vede forse anche la faccia.
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Charms

venerdì 25 marzo 2011

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19 marzo – Carpi

sabato 19 marzo 2011

Sabato 19 marzo,
a Carpi,
allo spazio Meme,
in via Giordano Bruno, 4,
dalle ore 18 alle ore 21: Три левых часа
- ore 18: Presentazione e lettura del quinto numero dell’Accalappiacani, L’Almanacco dell’anno scorso;
- ore 19: Presentazione e lettura del Quaderno della Scuola Elementare di Scrittura Emiliana a Carpi
- ore 20: presentazione e lettura di Disastri di Daniil Charms