Petrov e Zanzarov

venerdì 17 Maggio 2019

Petrov e Zanzarov

Petrov: Oh, Zanzarov! Andiamo a caccia di zanzare.
Zanzarov: No, non sono ancora pronto per questo; andiamo magari a caccia di gatti.

[Daniil Charms, autografo]

In sostanza

lunedì 15 Aprile 2019

Una volta Petrakov voleva stendersi a letto e si è steso, ma non ha preso il letto. Ha picchiato così forte sul pavimento che è rimasto lì steso e non riusciva a alzarsi.
Allora Petrakov ha raccolto le sue ultime forze e si è messo carponi. Ma le forze l’hanno abbandonato, è caduto ancora lungo disteso.
Petrakov è rimasto steso sul pavimento cinque ore circa. All’inizio era semplicemente coricato, poi s’è addormentato.
Il sonno ha ristorato le forze di Petrakov. Si è svegliato perfettamente in salute, si è alzato, è arrivato fino al letto, si è steso con attenzione sul letto. «Bè – ha pensato – adesso mi metto a dormire». Ma di dormire non ne aveva più voglia. Si girava Petrakov prima su un fianco, poi sull’altro fianco, e non riusciva in nessun modo a addormentarsi.
E questo, in sostanza, è tutto.

[Daniil Charms, Disastri]

Una bilancia medica decimale

martedì 2 Aprile 2019

Un uomo era andato a dormire che era credente, si era svegliato che era ateo.
Per fortuna, nella stanza di quest’uomo c’era una bilancia medica decimale, e quest’uomo era abituato a pesarsi tutti i giorni, mattino e sera. Così, andando a dormire il giorno prima, l’uomo si era pesato e aveva scoperto che pesava 4 pud e 21 funt. E il giorno dopo al mattino, dopo essersi svegliato che era ateo, l’uomo si era pesato ancora e aveva scoperto che pesava in tutto 4 pud e 13 funt. «Di conseguenza», aveva pensato l’uomo, «la mia fede pesava intorno agli 8 funt».

[Daniil Charms, Disastri]

Sempre e comunque

mercoledì 27 Febbraio 2019

Io comunque sono una figura stupefacente, anche se non mi piace molto parlarne.

Scene dalla vita di Tolstoj

domenica 20 Gennaio 2019

A Lev Tolstoj piacevano molto i bambini. Succedeva che gliene portavano cinque unità su una carrozza scoperta, lui li divideva tra gli ospiti. Naturalmente, Herzen ci prendeva sempre male. Delle volte uno coi pidocchi, delle volte uno che morde. Prova, a lamentarti. Prende il bastone, tràc, sulla testa.

[Da Disastri, di Daniil Charms, l’illustrazione è di Aleksej Nikitin (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Scene dalla vita di Lev Tolstoj

sabato 19 Gennaio 2019

A Lev Tolstoj piaceva suonare la balalajka (gli piacevano anche i bambini, naturalmente). Ma non era capace. È lì che scrive il romanzo Guerra e pace, e pensa, tra sé e sé: Ten-der-denter-den-ten! Oppure: Bram-pram-dam-daram-pam-pam!

[Da Disastri, di Daniil Charms, l’illustrazione è di Aleksej Nikitin (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Scene dalla vita di Lev Tolstoj

mercoledì 16 Gennaio 2019

A Lev Tolstoj piacevano molto i bambini, e non gli bastavano mai. Gliene portavano delle stanze piene, che non si poteva neanche camminare, e lui continuava a gridare Ancora! Ancora!

[Da Disastri, di Daniil Charms, l’illustrazione è di Aleksej Nikitin (cliccare sull’immagine per ingrandire)]

Le scemenze

martedì 1 Gennaio 2019

A me interessano solo le «scemenze»; solo quello che non ha nessun senso pratico. Mi interessa la vita solo nelle sue manifestazioni assurde.
Eroismo, pathos, audacia, moralità, pulizia, etica, commozione e fervore sono parole e sentimenti che non posso sopportare.
Ma capisco perfettamente e apprezzo: entusiasmo e ammirazione, ispirazione e disperazione, passione e riservatezza, dissolutezza e castità, tristezza e dolore, felicità e riso.

[Daniil Charms, Disastri]

Tutti gli anni

domenica 30 Dicembre 2018

Meglio

mercoledì 19 Dicembre 2018

Daniil Charms, nei suoi diari, una volta ha scritto: «Io sono stato perfettamente felice quando mi hanno tolto la carta e la penna e mi hanno impedito di fare qualsiasi cosa. La coscienza era tranquilla e io ero felice. È successo quand’ero in prigione. Ma se mi chiedessero se voglio tornare là o in una situazione simile a quella, io direi: no, non voglio». Ecco, essere malati, è come essere in prigione: puoi anche non lavorare e non ti dici, continuamente, che devi lavorare. Anzi, a pensarci, forse è perfino un po’ meglio, essere malati, di essere in prigione. Se hai una malattia piccola. Un’influenza, del tipo.