Noi la farem vendetta
Copio qua sotto il paragrafo 31 di un libro che sto scrivendo e che si intitola Ma guarda: sono un coglione.
Ci son delle volte che sono in giro a presentare i libri, a fare gli spettacoli, che mi succede di pranzare con gli organizzatori, e una volta, dovevo fare una cosa in teatro, nel centro Italia, c’è stato uno di questi organizzatori che mi ha detto Io forse ho letto un tuo libro, tanti anni fa, parlava dei morti di Reggio Emilia, eri tu che l’hai scritto? Io uno l’ho scritto, gli ho detto io, si intitola Noi la farem vendetta. Sì, mi ha detto lui, quello lì.
Sai che, mi ha detto poi dopo, non mi è mica piaciuto tanto. Ma dài, gli ho detto io. Eh, sì, mi ha detto lui, ho fatto fatica.
Ma dài, gli ho ridetto io.
E intanto ho pensato che lo stimavo, perché lui era uno che mi diceva esattamente quello che pensava e io, invece, non son stato capace, di dirgli quello che pensavo, cioè che a me, del fatto che a lui gli non era piaciuto Noi la farem vendetta non è che mi interessava molto.
State bene.


