L’audiolibro della Svizzera
Nella quarta di copertina si leggeva: «Così adesso vai in Svizzera. Fai bene. Non ho mica niente, io, contro la Svizzera, ci sono anche stato, e mi è anche piaciuto, bel posto, pulito, grande libertà per le mucche, segno di civiltà, gente neutrale, che non si fanno incantare, decidono loro, no no, a me la Svizzera, guarda, adesso che ci penso mi piace anche più del Giappone».
Che è, più o meno, tutto quel che si dice della Svizzera, nel monologo La Svizzera.
A un certo punto, sulla Svizzera, avevo dato anche un’intervista nella quale mi chiedevano come mai uso tante ripetizioni, nella Svizzera, e io gli rispondevo che la ripetizione è una figura retorica, e che avere paura delle ripetizioni sarebbe come avere paura delle metafore, o degli ossimori, o delle metonimie, o della antonomasie, o degli eufemismi, non mi sembra abbia tanto senso, dicevo, ma forse mi sbaglio io.
Che umiltà.
Dopo, il protagonista si chiama Benito, volevo poi aggiungere, e è un pensionato che faceva il meccanico di biciclette.
Qui: clic


