Un passo più avanti

venerdì 28 marzo 2014

Fuga da Bisanzio, Brodskij

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vorrei spingermi un passo più avanti, a questo punto. Di per sé la realtà non vale un accidente. È la percezione a elevarla, a promuoverla alla dignità di significato. E c’è una gerarchia tra le percezioni (e, parallelamente, tra i significati): una gerarchia che ha al vertice le percezioni acquisite attraverso i prismi più raffinati e sensibili. Affinamento e sensibilità sono conferiti a questi prismi dall’unica possibile fonte di approvvigionamento: la cultura, la civiltà, il cui strumento principale è il linguaggio. La valutazione del reale fatta attraverso uno di questi prismi – e l’acquisizione di questa capacità è uno degli scopi cui tende la specie – è perciò la più esatta, forse anche la più giusta. (Se a questo punto si levano grida di «Vigliacco!» e «Etilista!», e magari si levano, guarda un po’, proprio in certe università occidentali, sarà bene infischiarsene, perché la cultura è «etilista» per definizione, e l’applicazione dei princìpi democratici nella sfera della conoscenza porta a mettere saggezza e idiozia sullo stesso piano).
Ciò che rende inattaccabili le parole che Nadežda Mandel’štam ha scritto sulla sua realtà, sul suo pezzo di realtà, è il possesso di questo prisma, procuratole dalla migliore poesia russa del ventesimo secolo, e non già la dimensione, pur eccezionale, del suo dolore. Che la sofferenza sia la matrice di un’arte superiore è un errore abominevole. La sofferenza acceca, assorda, devasta e spesso uccide. Osip Mandel’štam era un grande poeta prima della Rivoluzione. E così Anna Achmatova, così Marina Cvetaeva. Sarebbero diventati quello che diventarono anche se non ci fosse stato nessuno degli avvenimenti storici abbattutisi sulla Russia in questo secolo: perché erano dotati. In sostanza, il talento non ha bisogno della storia.

[Iosif Brodskij, Nadežda Mandel’štam (1899-1980). Un necrologio, in Fuga da Bisanzio, traduzione di Gilberto Forti, Milano, Adelphi 2008 (8), p .101]

 

[mi segnalano che c’è un refuso (elitista, e non etilista, ma etilista mi piace di più e ce lo lascio)]