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Un esempio

mercoledì 19 aprile 2017

Šklovskij, Viaggio sentimentale

Dopo di lui parlò Anardovič. Il suo discorso era saturo di buona fede. Innaffiatosi fino al midollo delle ossa dell’alcool del soviet, era, beato lui, del tutto all’oscuro della gravità e della complessità della nostra situazione. Le sue convinzioni lo rendevano semplice e persuasivo. Durante un’ora di discorso non tralasciò nessuno dei luoghi comuni dei discorsi sovietici. La rivoluzione aveva impresso il proprio marchio sul suo animo. Sembrava un cristiano praticante.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, traduzione di Maria Olsoufieva, Milano, SE 1991, p. 131]