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Un decalogo in 18 punti, o 17

giovedì 29 maggio 2014

[Chiara Spaziani, che ha fatto la scuola elementare e la scuola media inferiore di scrittura emiliana, ha partecipato a 18 incontri (10 più 8) e ha tirato fuori diciassette regole, o diciassette parole, che forse chi non è stato agli incontri non le capisce, ma pazienza; sono spesso frasi o anche solo parole o concetti citati nel corso delle serate, spesso di altri, Chiara non ha trovato nessuna parola nel dodicesimo incontro, ne ho aggiunta una io]

18. fare una cosa dal principio, farla tutta, farla per bene. contro la fatica, la pigrizia, la difesa, non perderne un pezzo. tastare il vuoto che lascia quando finisce, un piccolo foro aperto dove nessuno può vedere, un foro da cui le cose non se ne vanno, ma iniziano a entrare.

17. quel che vive di contenuto muore davanti al contenuto, quel che vive della lingua, vive nella lingua.

16. io ogni giorno penso “è impossibile che vada a correre”, però è qualche mese che corro ogni giorno

15. non raccontate mai niente a nessuno. se lo fate finisce che sentirete la mancanza di tutti.

14. il fatto di scrivere delle cose belle, oppure no, dipende dal culo

13. ciò che puoi dire con 100 parole, dillo con 100 parole. ciò che puoi dire con 1 parola, dillo con una parola. Non usare mai un termine intermedio, quindi non scrivere mai usando 50 parole.

12. niente

11. le dita

10. leggere ad alta voce

9. edilizia ed editoria

8. la fiducia

7. quando usciremo dall’era dell’aggettivo per entrare in quella del sostantivo?

6. se raggiungeremo o meno i risultati previsti dal piano quinquennale è una cosa come chissà se anna e vronskij si sposano

5. e il messaggio? nessuno, non faccio mica il postino

4. non possiamo non dirci cani

3. i gesti parassiti

2. la sedia

1. lo straniamento