Raskolnikov ha letto un libro su Napoleone

venerdì 2 Dicembre 2016

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L’assurda particolarità della Russia consiste nel non avere nessuna particolarità. È originariamente postmoderna. E questa assenza originale di originalità della Russia è il suo migliore articolo di esportazione. Il primo a riconoscerlo è stato Dostoevskij, che era un genio degli scambi culturali e delle strategie del mercato culturale. Infatti fu il primo in Russia a comprendere che non si può praticare esclusivamente né l’importazione, né l’esportazione – che si tratta piuttosto di fondare un’azienda di import-export, e cioè di vendere tanto quanto si compra e di comprare tanto quanto si vende. Tutti i suoi romanzi sono strutturati secondo questo principio. I romanzi di Dostoevskij cominciano con qualcuno che arriva in Russia dall’Occidente, come ad esempio Myskin ne L’Idiota, o dall’occidentalizzata San Pietroburgo nella provincia russa, o con qualcuno che ha letto troppa letteratura occidentale e che si è identificato troppo con le idee e con i modelli occidentali, come ad esempio Raskolnikov di Delitto e castigo. Quindi inizia sempre tutto con una situazione di importazione culturale dall’Occidente alla Russia – un’importazione che consta delle idee occidentali in voga: libertà, uguaglianza, fratellanza, socialismo, liberalismo, progresso etc. Tuttavia questi beni culturali vengono modificati sostanzialmente dal contesto russo e danneggiati in modo irreparabile. Prendiamo un esempio: Raskolnikov ha letto un libro su Napoleone. Riflette su che cosa potrebbe voler dire essere Napoleone in Russia, e arriva alla conclusione che essere Napoleone in Russia significa ammazzare la sua anziana vicina. Questa è una deduzione alquanto strana, se si pensa che fu proprio Napoleone a tentare di fondare il moderno Stato di diritto. Ma è proprio la stranezza di questa conclusione a interessare Dostoevskij – perché vi distingue quel fraintendimento che secondo lui è tipicamente russo. E Dostoevskij rivende tale fraintendimento in Occidente. La merce occidentale danneggiata viene riconsegnata a Parigi come se fosse autenticamente russa.

[Boris Groys, Politica dell’immortalità. Arte e desiderio nel tardo capitalismo, traduzione di Eleonora Florio, Sesto San Giovanni, Mimesis 2016, pp. 99-100]