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Le canagliate della sintassi

mercoledì 11 novembre 2015

Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa

Ci sono libri che ci dànno una moderata sensazione di libertà, per il loro destino un poco periferico, che li fa restare ai margini delle storie ufficiali, scolastiche; sono libri un po’ bastardi, di dubbia legalità domestica, e senza discendenti riconosciuti. Sono dei tàngheri, dei mettimale, dei poco di buono; sono ambigui e insieme di buon umore in un modo provocatorio. Hanno del canagliesco. È bene che qualsivoglia sensazione di libertà abbia un che di canagliesco. Non occorre rompere lampioni; si possono fare più canagliate con una ben manipolata sintassi e un lessico furbesco che con le motociclette delittuose del cinema.

[Giorgio Manganelli, Quei mascalzoni di Pulci e Stendhal, in Il rumore sottile della prosa, Milano, Adelphi 2013 (2), p. 214]