Il predicato

lunedì 9 luglio 2018

E mi hanno piantato ancora in asso. L’ho guarda-
ta andarsene, era una donna, con repulsione. Soprat- tutto le calze bianche senza cuciture. Le cuciture mi avrebbero calmato, avrebbero alleggerito l’anima e la coscienza…
Perché sono tutti così maleducati? Eh? E maledu- cati ostentatamente, maleducati proprio in quei mo- menti in cui non si può essere maleducati, quando una persona inciclonata ha tutti i nervi scoperti, quando è vigliacco e mite. Perché è così? Oh, se tutto il mondo, se tutti, al mondo, fossero come sono io adesso, mite e pavido, e se non fossero sicuri di niente, né di sé stessi, né della serietà del proprio posto al sole, come sareb- be bello! Nessun entusiasta, nessuna impresa, nessuna mania, una generale vigliaccheria. Accetterei di vivere per l’eternità, se mi mostrassero un angolino dove non è sempre il momento di fare delle imprese. «Una ge- nerale vigliaccheria», si, ecco, questa è la salvezza da tutti i mali, questa è la panacea, questo è il predicato della massima perfezione!