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Il mio numero di telefono

giovedì 16 giugno 2016

le parole senza le cose copertina (immagine di Manfredi Ciminale)

Oppure, una volta, era nevicato molto, e io, in casa mia, era mancata la luce, e io, quel mattino lì che mi ero trovato senza luce dovevo partire per Torino e ero partito ero stato due giorni a Torino che non sapevo se, quando sarei tornato, ci sarebbe stata la luce oppure no che era una cosa che mi piaceva era come un’avventura, che quei due giorni continuamente pensavo “Ma ci sarà la luce, quando torno?”, e la casa senza luce mi sembrava una cosa da austerity, da crisi energetica della mia infanzia, da domeniche senza le macchine, che era, quelle lì, l’austerity e le domeniche senza le macchine, la cosa che, nella mia infanzia, aveva assomigliato di più a un’avventura, la cosa più vicina alla guerra che avevo visto prima di diventar grande, che poi da grande, a ventitré anni, avevo abitato per un po’ in Iraq la guerra l’avevo vista davvero ma questo non c’entra, quella volta lì, quando era nevicato, prima di partire avevo chiamato l’Enel per capire cos’era successo e m’aveva risposto una voce registrata e mi aveva chiesto il numero di telefono dell’appartamento in cui era mancata la luce, e io non avevo il telefono fisso, avevo la connessione internet ma non avevo il telefono fisso e allora avevo chiamato la Fastweb per chiedere che numero di telefono era collegato alla mia connessione internet e mi aveva risposto una voce registrata che mi aveva chiesto il mio numero di telefono cioè io, avevo scoperto, che eran degli anni che non avevo un telefono, io avevo ancora un numero di telefono anche senza telefono, però non lo sapevo e non riuscivo neanche a recuperarlo.