I rossi lunghi tram di Leningrado

giovedì 6 marzo 2014

ripellino, poesie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I rossi lunghi tram di Leningrado
tagliano le siepi del mio cuore.
Pentolini di bruma, le strade
scoppiettano di magici colori.

La Nevà scorre come vetro fuso,
grumi di nafta indorano il suo volto.
Grande palude in un alone azzurro,
luccica la città di antiche borchie.

Qui la musica nasce dalla nebbia,
sospiroso ciangottío di gocce.
Qui l’anima si perde in una sghemba
tàrsia di stagni, di specchi, di pozze.

Il barlume vischioso dei semafori
versa sugli occhi un fiammante collirio.
S’apprendono alla pelle come làppole
parole ubriache, schegge di delirio.

E ciascuno s’accorge in questo gelo
d’essere un’ombra, una fiammella fatua,
un fluttuante fantasma che anela
di tramutarsi in pietra, in selce, in statua.

[Angelo Maria Ripellino, Poesie, Torino, Einaudi 1990, p. 14]