Fare pochissimo

domenica 10 settembre 2017

C’era uno che conoscevo che diceva che voleva fondare una religione che la santità si conquistava facendo le cose che uno fa tutti i giorni.
La colazione, il lavoro, il pranzo, la cena.
Fumare.
Fumava, quello lì.
Andare allo stadio.
Fiondare.
Andare a letto.
Lavarsi.
Cioè ti lavavi i denti, in quella religione lì, e i tuoi discepoli «Ooooh, si è lavato i denti».
Ecco, io, quando cominciavo a pensar che ero bravo, mi veniva subito da preoccuparmi, perché mi conoscevo, e sapevo che la mia tendenza, la mia inerzia, se la lasciavo andare, mi avrebbe portato a pensare di essere il nuovo profeta di quella religione che i miei discepoli avrebbero dato chissà cosa per venire a casa mia, mettersi nell’ingresso, sbirciare attraverso la porta del bagno per vedere che mi lavavo i denti e dire: «Ooooh, si sta lavando i denti».
Invece, al contrario, quando le cose andavano male, che mi sembrava che nessuno volesse saperne, di me, ecco allora sì, che c’era da esser contenti.