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Dove andare la prossima volta che andate a Pisa (un consiglio)

sabato 9 luglio 2016

L’altro giorno ero al mare, a Viareggio, avevo appena portato al mare un mini router che avevo comprato, un aggeggio che ti permette di navigare in rete dovunque tu sia, appena sveglio ho aperto la posta elettronica, la prima mail che ho letto mi informava che era nato il primo comparatore di Funerali e Agenzie Funebri on line, il miglior modo per dare ai tuoi cari l’ultimo ciao, c’era scritto, che a me era sembrato proprio un bel modo, di cominciar la giornata.
Poi, l’altro giorno, con una bambina di undici anni e sua mamma e una sua amica siamo andati a Pisa siamo passati prima da piazza dei miracoli, che c’era l’amica della bambina che non l’aveva mai vista, poi dovevamo andare all’Ikea a comprare una sedia.
In piazza dei miracoli, la cosa che ho notato, che c’era pieno di turisti, prevalentemente stranieri, che può sembrare una cosa ovvia ma secondo me è strano, è come quando uno va a vedere la Gioconda, o il Giudizio universale, che non vede la Gioconda, o il Giudizio universale, vede una folla di turisti, prevalentemente stranieri, che guardano la Gioconda o il Giudizio universale, e Piazza dei Miracoli uguale, che più che vedere i monumenti e la piazza noi abbiamo visto della gente che era lì a guardar della gente che era lì a guardar della gente che era lì a farsi le foto con le mani per aria a far finta di tenere in equilibrio la torre, originali, come foto.
Dopo, come dicevo, siamo andati all’Ikea, di Pisa, e quando siamo entrati, verso mezzogiorno, non c’era nessuno, e si stava così bene, all’Ikea, c’era un freschino, abbiamo deciso di pranzarci, all’Ikea, che c’era anche un ristorante, self service, e intanto che facevamo la fila io mi ricordo che, c’è da avere un po’ vergogna, a confessarlo, ma ho pensato che, a Pisa, io stavo meglio all’Ikea che in piazza dei Miracoli, e m’è venuta in mente la teoria dell’Assenzialismo, teoria che riguarda il filosofo di Campogalliano e di San Giovanni in Persiceto Learco Pignagnoli e che è stata enunciata dallo scrittore modenese Ugo Cornia.
L’assenzialismo, secondo Cornia, è un movimento che sceglie il non esserci come pratica quotidiana di mancare a qualsiasi evento, anche eventi minimi di una mattina qualunque, sceglie di essere assenti il più possibile a se stessi, agli altri e alle cose.
Se nel corso di qualsiasi evento, dice Cornia qualcuno chiede “C’è Pignagnoli?” la risposta inevitabile è “No, Pignagnoli non c’è”, perché Pignagnoli non c’è mai.
Pignagnoli è sempre assente. Ma l’abilità, il sentire col fiuto qualsiasi situazione come situazione in cui mancare, assume in Pignagnoli il valore della profezia, cioè il fatto di non esserci già prima degli altri, che invece ci saranno ancora, il che in pratica si realizzava nel non esserci di Pignagnoli per esempio a cavallo degli anni cinquanta negli stessi luoghi in cui tutti non volevano più esserci negli anni novanta, ma nel cinquanta solo Pignagnoli era assente e mancava.
Di conseguenza, conclude Cornia, conoscere gli innumerevoli eventi presso i quali Pignagnoli non è già a partire da oggi o non è stato negli anni appena trascorsi, potrebbe mostrarci luoghi o eventi ai quali vorremmo mancare nel 2030 ma oggi, per una carenza di fiuto, tutti accorriamo anche senza bisogno di esser pagati, come io, l’altro giorno, in piazza dei Miracoli insieme a tutti quei turisti, prevalentemente stranieri, che mi guardavano.

[Uscito ieri su Libero]