Credo / ho paura

mercoledì 13 marzo 2019

Io credo a tutti, e prendo delle gran tranvate,
ma poi, dopo, gli credo di nuovo.
Credo nei gregari che si fanno un culo come un paiolo e non li nota nessuno.
Credo nelle benedizioni,
nelle rifiniture
e nelle ripetizioni,
nei profumi, un po’,
e in certe canzoni.
Credo in Elia, quando mi punta il dito e dice ‘non dire pifferate zia!’
E io, lui, vederlo, credo che forse è vero, che sono tutti contati,
i capelli del nostro capo.
Credo che mi voglia ancora bene, il mio sposo, ma forse, forse mi illudo.

Ho paura delle bisce (come la mamma di Bazarov),
ho paura di scottarmi al mare,
di dire quello che penso,
ho paurissima, io, dell’intimità,
e un po’ dei ladri, perché sono venuti.
Ho paura quando vedo il sangue, mi sento di svenire.
Ho tanta paura di avere un semino cattivo dentro
e che cresca cresca cresca e tutti vedano come sono io davvero.
Ho paura del giorno del giudizio,
quando mi verrà detto: ho avuto fame, e non mi hai dato da mangiare.
La trippa non la posso vedere, mi fa impressione.
Perché una volta da piccola ho aperto una pentola sul fornello, e dentro c’era una cosa spaventosa, sembrava una malattia in ebollizione.

[Elvira Antinozzi, Raccontate le cose in cui credete e le cose di cui avete paura, Scuola media inferiore di Anna Karenina, Bologna]