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Arrivederci

domenica 29 gennaio 2017

Quest’anno, nel 2017, succederanno un po’ di cose strane, per esempio in novembre, in Russia, saranno passati cento anni dalla rivoluzione d’ottobre, che non è una cosa che succede tutti gli anni, e qualche mese prima, in luglio, se non succede qualcosa di grave alla mia salute, cosa possibile, dal momento che ho cinquantatré anni e che, ogni tanto, qualcosa di grave m’è successo, ma se non mi succede niente di grave nei prossimi sei mesi, io dovrei correre la mia prima maratona, a San Pietroburgo, il 5 luglio del 2017 che è una cosa, dal punto di vista della storia universale, insignificante, dal punto di vista della mia vita personale abbastanza importante, se ce la faccio, e anche se non ce la faccio, che me lo ricorderei comunque, se mi fermassi prima dei 42 chilometri e 195 metri, il 5 luglio del 2017, a San Pietroburgo.
E, dovendo fare una maratona tra pochi mesi, io cerco di allenarmi almeno quattro volte la settimana, e faccio 10 chilometri e 549 metri al giorno, un quarto di una maratona, così ogni settimana corro una maratona, ci metto sette giorni, e nei prossimi sei mesi devo fare in modo di riuscire a fare quello che adesso faccio in una settimana in poco più di quattro ore.
C’è del lavoro, in bottega, come dicono a Parma, e mi piace così, e ieri mattina, avevo quasi finito i miei 10 chilometri e 549 metri, ero contento, io son sempre contento, quando sto per finire di correre e ieri mattina, stavo finendo di correre, mi son ricordato che quest’anno, nel 2017, succederà anche una cosa un po’ più importante della mia maratona e un po’ meno importante della rivoluzione d’ottobre, le elezioni comunali di Parma.
E mi è tornato in mente che qualche giorno fa il sindaco di Parma, un signore che si chiama Federico Pizzarotti, ha comunicato che si ricandiderà per diventare sindaco per altri cinque anni.
Allora io, ieri mattina, siccome stavo finendo di correre e quando sto per finire di correre io son così soddisfatto, del fatto che è ancora mattina e io ho già corso 10 chilometri e 549 metri, e ho l’impressione che il mondo sia un posto sensato, allora ieri, siccome a me Federico Pizzarotti mi ricorda un signore di cui parla Viktor Šklovskij in un libro bellissimo che si chiama Viaggio sentimentale e che parla proprio di quella rivoluzione di cento anni fa (e che verrà ripubblicato da Einaudi nel 2017), un signore di cui Šklovskij dice che «parla con voce da soprano, giudiziosamente, con timbro che persuade. Ha il labbro superiore corto. È insomma un tipo ottuso, tagliato per la politica. Non sa parlare; è capace di vederti con una donna e chiedere se è la tua innamorata, ma senza vivacità, con un che di burocratico, . Non so se ho reso l’idea, altrimenti potete andare a parlarci di persona», scrive Šklovskij (la traduzione è Maria Olsoufieva), e ieri mattina, ero così di buon umore, mi sembrava che il mondo potesse essere un posto come si deve e mi son detto «Ma te, non fai niente per evitare che la tua città natale sia guidata per la seconda volta da un tipo del genere?».
E mi è venuta l’idea di lanciare un appello ai miei concittadini. Solo che io, siccome sono uno che scrive dei libri, e quelli che scrivon dei libri, le cose che dicono, la gente le prende in un modo strano, mi son ricordato di quel che è successo al grande scrittore russo Venedikt Erofeev, che quando è uscita la seconda edizione del suo capolavoro Moskva-Petuški, romanzo del 1969, nell’avviso al lettore di questa seconda edizione ha scritto che, nella prefazione alla prima edizione di Moskva-Petuški, edizione in un unico esemplare, l’autore, cioè lui, aveva avvisato tutte le lettrici giovani che il capitolo Serp i molot-Karačarovo era meglio non leggerlo, perché, dopo la frase «E giù a bere», seguiva una pagina e mezzo di bestemmie schiette, tanto che in quel capitolo non c’era neanche una parola castigata se si eccettua la frase «E giù a bere».
L’unico effetto di questo consiglio, scrive Erofeev, è stato il fatto che tutti, e soprattutto le lettrici giovani, si sono buttati sul capitolo Serp i molot-Karačarovo senza neanche leggere i capitoli precedenti.
Allora io volevo rivolgere un appello ai parmigiani.
Votate, per cortesia Federico Pizzarotti. Date fiducia alla suo nuovo partito politico Effetto Parma. Sentite che bel nome? Effetto Parma. Fatemi un piacere, parmigiani, votate Federico Pizzarotti. Votatelo, per cortesia, e fatelo votare anche ai vostri conoscenti che non sanno per chi votare. Se vi dicono «Non so per chi votare», rispondete loro: «Federico Pizzarotti, Effetto Parma». Votateli e fateli votare. Grazie. Arrivederci.

[Uscito ieri su La verità]