Se non avete credito

mercoledì 27 agosto 2014

Se non avete una casa, non avrete paura che bruci, e la moglie non vi tradirà con nessuno, se non avete mogli. Se non avete un cane, il vicino non lo avvelenerà e non litigherete con un amico, se non avete amici. Se non avete un cappello, non ve lo dimenticherete in giro, e non prenderete nessuna multa se non avete la macchina. Se non avete un letto, non vi farete la pipì a letto, e non vi cloneranno la carta di credito, se non avete credito. E se non avete lavoro, nessuno vi potrà licenziare, e non spenderete un capitale dal dentista, se non avete denti. Se non avete illusioni, sarà impossibile disilludervi, e non sarete mai disperati, se non avete speranze. Poi dopo, fate come volete, decidetelo voi: qual è la cosa migliore, avere o non avere?

[Liberamente tratto da Esli u vas netu teti, di Aleksandr Aronov]

E

sabato 23 agosto 2014

E se un invidioso sapesse come ci si sente bene a non esser più invidiosi, per invidia non sarebbe più invidioso.

Avrei voluto scrivere

domenica 17 agosto 2014

Ho finito un romanzo e lo sto rivedendo, è il seguito dell’ultimo romanzo che ho pubblicato (La banda del formaggio) e si intitola Siamo buoni se siamo buoni, esce in ottobre e è un romanzo che è fatto in un modo strano, mi sembra, e avrei voluto scrivere una nota, alla fine, dove spiegavo perché era fatto così solo che stamattina ho pensato che le note, alla fine, sono quelle che leggono tutti, cioè le legge più gente di quella che legge il romanzo, se te scrivi un romanzo che lo leggono diecimila persone, la nota alla fine la leggono in quindicimila, mi sembra, e allora la nota alla fine ho pensato che non la scrivo, per gelosia, perché io preferisco che leggano tutto il romanzo, quelli che vogliono, senza spiegare perché l’ho scritto così.

Ieri è venuto il tecnico della caldaia

giovedì 7 agosto 2014

Questo è un periodo che, non so come mai, mi si rompe tutto, prima la lavastoviglie, poi il caricatore del telefono, poi il caricatore del computer, poi la caldaia, e ieri è venuto il tecnico della caldaia che appena è entrato ha cominciato a starnutire e solo alla fine mi ha detto che è allergico ai gatti. «Uno, – mi ha detto, – riesco a sopportarlo, due sono troppi». E poi, prima di uscire mi ha chiesto «Ma lei, è quello che aveva fatto un incidente, giù, nella curva?». E mi è tornato in mente il periodo che io ero morto e ho pensato “Che bello, quando ero morto”.

Sgrassatori

sabato 12 luglio 2014

Se c’è uno sgrassatore, è universale (ma se qualcuno facesse uno sgrassatore galattico, o uno planetario, o anche uno continentale, o uno nazionale, o uno regionale, addirittura, io credo che li proverei).

La prima volta

mercoledì 9 luglio 2014

Son stato a prendere l’insalata, sono andato a piedi, pioveva, e sotto i portici, appoggiate a un pilastro, alla Croce di Casalecchio, c’erano due ragazze, e parlavan tra loro, e parlavano in russo, e a me è venuto in mente la prima volta che son stato in Russia e lo stupore provocato dal fatto che, era incredibile, parlavan tutti russo.

L’élite

martedì 8 luglio 2014

E niente, lui, che aveva conosciuto, un po’, l’élite, ecco, a lui, l’élite, cioè quelli che, in un certo senso, giudicavano gli altri, no?, che si sentivano moralmente autorizzati a giudicare gli altri, che uno potrebbe pensare che fossero pochi, no, erano tanti, tutti con questa aspirazione ad essere giudici, ecco, a lui, che non era mica nessuno, era lui, ecco, a lui, l’élite, gli faceva schifo.

Si vede

lunedì 7 luglio 2014

Sabato pomeriggio sono stato in centro che dovevo andare in una libreria a prendere una cosa, sono andato in bicicletta, saran state le cinque e mezza, quando sono arrivato in piazza maggiore, c’era pieno di gente, mi sono chiesto «Ma cosa ci fa, tutta questa gente, in centro?». «Eh, – mi sono risposto, – si vede che a casa loro non stan bene».

Una domanda

domenica 6 luglio 2014

Ma un triangolo rettangolo con i lati di lunghezza: zero, zero e zero, e un triangolo isoscele con i lati di lunghezza: zero, zero e zero, volevo chiedere, sono uguali?

Bianco e rosso

sabato 21 giugno 2014

A Parma, per dire che uno era molto pallido dicevano Bianco e rosso come un cinese, o Bianco e rosso come un telegramma o Bianco e rosso come i poveri morti.