sabato 4 febbraio 2012
Lunedì 6 febbraio,
a Bologna,
alle 19 e 15,
alla libreria modo infoshop,
in via Mascarella 24/b
prima parte (di 11)
della lettura integrale di
Silenzio in Emilia
di Daniele Benati,
seguita dalla prima parte (di 11)
della lettura integrale delle
Opere complete di Learco Pignagnoli,
di Daniele Benati
(dura 50 minuti)
sabato 4 febbraio 2012

Opera numero 212
Credevamo che anche lui fosse d’accordo con noi nel dire che suo padre era un asino. Invece quando glielo abbiamo detto s’è arrabbiato.
[Daniele Benati, Opere complete di Learco Pignagnoli, cit., p. 98]
venerdì 30 dicembre 2011

Comunque non è vero che facevo una vita da bestia. Dicevo così per dire, nell’impeto di quello che stavo pensando. E che non facevo una vita da bestia ve lo dicono i miei centoventi chili. Quando sono partito ero sì e no settanta, e adesso sono centoventi. Come ho fatto a ingrassare così? Mangiando e bevendo.
[Daniele Benati, Silenzio in Emilia, Milano, Feltrinelli 1977, p. 72]
domenica 9 ottobre 2011
Domenica 9 ottobre,
a Gualtieri (RE),
a palazzo Bentivoglio,
salone dei Giganti,
alle 17,
Daniele Benati,
Ermanno Cavazzoni,
Ugo Cornia
e Paolo Nori
leggono Raffaello Baldini.
sabato 15 gennaio 2011

Il discorso sarebbe lungo, ma è un fatto che l’educazione scolastica penalizzi il comico a favore del tragico. E’ grande Leopardi, non Belli. E’ grande Foscolo, non Porta. La grande arte è tragica, ci dicono. Il comico può tutt’al più raggiungere il livello della farsa, della satira ecc. Mentre per me non c’è una distinzione così netta. Anzi, io spesso vedo le cose capovolte. Certi autori ritenuti seri mi sembrano comici, e altri considerati comici mi sembrano tragici.
[si trova qua]
venerdì 24 dicembre 2010

Opera numero 257
Il dizionario dei detti dilettali di Reggio Emilia riporta, alla voce Avarizia, il caso di una famiglia così taccagna che quando erano a tavola, pur di non consumare il tovagliolo, si pulivano la bocca con il gatto.
sabato 30 ottobre 2010

È uscita, per Einaudi, per la collana Letture, a cura di Paolo Bertinetti, una raccolta di racconti di Beckett, intitolata Racconti e prose brevi, che comprende un racconto nel quale, all’inizio, nell’originale, c’è l’espressione «I was feeling awful». Questo racconto, e questa espressione di Beckett, sono già stati tradotti almeno due volte. Una volta, in dialetto reggiano (da Daniele Benati), così: «A stèv mäl» (Stavo male). Un’altra volta, in italiano (edizioni SE, traduzione di Valerio Fantinel), così: «Avevo una tarantola di inquietudini in petto». In questa nuova edizione «I was feeling awful» è tradotto così: «Pessimo stato d’animo» (traduzione di Valerio Fantinel).
giovedì 21 ottobre 2010

Bisogna agire sulla psicologia, ha detto Landi facendo poi l’esempio di quel film dove Stanlio e Ollio avevano messo un annuncio sul giornale intitolato NON LEGGETE QUESTO ANNUNCIO sicuri che tutti l’avrebbero letto.
[Daniele Benati, Un altro che non ero io, Reggio Emilia, Aliberti 2007, p. 143]