Una foto

giovedì 13 maggio 2010

La bambina di cinque anni, ha visto una mia foto, mi ha detto che dovrei mettermi una parrucca.

Domani

domenica 9 maggio 2010

La bambina di cinque anni, stanotte, prima di andare a letto, non voleva togliersi i vestiti perché aveva paura che domani non li trovava.

Stamattina

mercoledì 28 aprile 2010

Mi tremano le mani e mi vien da piangere, non è mica grave. Perché ho dormito poco.
C’è una canzone, di Šinkarëv, che sono quattro o cinque giorni che mi torna in mente, che gli tremano le mani e che fa piangere, ma avevano bevuto, loro. Io ho dormito poco.
Invece ieri, con la bambina di cinque anni, siamo stati alla coop. Lei ha messo le mani in un prosciutto, c’eran dei prosciutti interi, ha messo le dita nella sugna e io le ho detto Lascia lì, non si mettono le mani nei prosciutti. E lei mi ha chiesto Perché, ti si ingrassano le dita?

Le righe

sabato 24 aprile 2010

Un po’ di tempo fa ero in bicicletta con la bambina di cinque anni, stavamo andando al cinema, lei d’un tratto mi ha detto che lei, quando diventa grande, non le vuole le righe.
Che righe? le ho chiesto io.
Le righe nella faccia, mi ha detto lei.
Ah, le ho detto io, non c’è problema. Ci sono dei medici, le ho detto, che ti addormentano, poi ti taglian la faccia, poi la tirano, poi la ricuciono che non si vede niente e dopo te non hai più le righe.
Lei ha taciuto un po’ poi ha detto No, io le voglio, le righe.

Mi è venuto in mente

giovedì 22 aprile 2010

Ero lì in bicicletta, sulla via Emilia, in quella parte che si chiama via Saffi, l’ho messa a posto da poco e è un piacere, andare in bicicletta con una bicicletta coi fanali che funzionano, con la catena che non è arrugginita, con il sellino che non va su e giù, con un campanello brillante nel suo colore grigio argento che chissà di che materiale sarà fatto, ero lì in bicicletta, ho pensato che la bambina di cinque anni, in questi ultimi tre anni, è la persona con la quale ho parlato di più, probabilmente. Dopo domani racconto la storia delle righe.

Secondo me

lunedì 19 aprile 2010

La bambina di cinque anni, l’altro giorno, stava gattonando sullo schienale del divano, io le ho detto Secondo me quella cosa lì non va mica bene.
Lei mi ha guardato mi ha detto Tu non devi dire Secondo me, tu devi dire: Non va bene.

Una parola

giovedì 15 aprile 2010

Erano venti giorni che avevo un mal di collo, e un mal di schiena, anche, soprattutto quando mi coricavo. Delle volte il male si diffondeva per tutta la testa, come se ci fossero dei liquidi che andavano avanti e indietro tra il cranio e il cuoio capelluto e a toccarli facevano male. L’altro giorno mi han detto che forse avevo la cervicale, e che in farmacia vendevano delle cose. Allora sono andato in farmacia, mi hanno dato un antinfiammatorio, l’ho preso, m’è passato il male.

Dopo

martedì 6 aprile 2010

La bambina di cinque anni, quando ne aveva uno, che non abitavamo già più insieme, ci vedevamo due volte alla settimana, la portavo al parco, una volta che tornavamo dal parco, ce l’avevo in braccio, mi ha chiamato Babbino. E io ho pensato A chi dice?

Ecco

giovedì 1 aprile 2010

Una bambina di cinque anni, quando ne aveva tre, che aveva scoperto che era italiana, diceva: Io non sono italiana, io non voglio essere italiana.

Eh

sabato 20 marzo 2010

Una bambina di cinque anni, che sei mesi fa da grande voleva fare la sexy show girl, adesso vuol fare l’artista, mi ha detto.