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Dopo

domenica 8 ottobre 2017

Sono andato a far spesa, prima che chiudesse il supermercato, e quando sono arrivato allo stadio mi è venuto da ringraziare il Papa di non esser venuto a Bologna, questa domenica. Grazie.

Tradurre

domenica 8 ottobre 2017

Tradurre è uno sport anaerobico.

Caffè

sabato 7 ottobre 2017

E ho messo su il caffè e ho pensato Oh, adesso ci prendiamo proprio un buon caffè. Poi ho pensato Ma perché, si dice sempre un buon caffè? Perché non si dice mai un caffè cattivo? Allora poi ho pensato Oh, adesso ci prendiamo proprio un caffè cattivo.

Stamattina

venerdì 6 ottobre 2017

Stamattina non ero di buonumore, quando mi sono svegliato, meno male.

Dopo

giovedì 5 ottobre 2017

Stamattina mi sono svegliato di buonumore che era un sacco di tempo che non mi succedeva e dopo, a pensarci, intanto che facevo colazione, mi sono chiesto come mai mi sono detto che c’era qualcosa che non andava, secondo me.

Tre parole italiane

mercoledì 27 settembre 2017

Come in Pulvis et umbra di Antonio Manzini, anche nel libro di Velibor Čolić Manuale d’esilio ho trovato l’articolo gli davanti a pneumatici (a pag. 31: «Il mio animo è un lupo solitario che morde gli pneumatici delle vostre automobili di lusso», la traduzione è di Ileana Zagaglia).
A me questa cosa trasmette l’idea di una lingua scritta distante, e superiore, più raffinata, rispetto alla lingua parlata, che è un’idea che mi sembra sbagliata, triste, e molto diffusa nelle redazioni di alcune case editrici, pazienza.
E anche qui, come in Pulvis et umbra, di Antonio Manzini, ho trovato che si usa la parola Intonso per dire intatto (qui «Due cartoline di Zagabria intonse», in Manzini «Il letto intonso»).
Anch’io pensavo che volesse dire intatto, poi uno dei partecipanti al Repertorio dei matti della città di Genova mi ha fatto notare che intonso significa «Che ha i capelli e la barba lunghi e folti, non tosato», oppure, di un libro, «che ha i fogli non ancora tagliati», oppure, di una ragazza, «illibata».
E allora, da allora, se devo dire Intatto, faccio l’originale, dico Intatto.

Tutte le volte

domenica 24 settembre 2017

Dovevo scrivere una cosa, non sapevo da che parte prenderla, mi son messo a stirare, mi son venute in mente due parti, da dove prenderla; succede così tutte le volte, non so cosa scrivere, comincio a fare qualcos’altro, mi viene in mente quel che devo scrivere, e mi stupisco sempre ma la cosa stupefacente è lo stupore, cosa mi stupisco a fare, che succede così tutte le volte?

Contribuire

sabato 23 settembre 2017

Sto scrivendo dei contributi, se così si può dire, per la nuova edizione della guida del Touring di Mosca e San Pietroburgo, e ogni tanto cerco dei libri, nella confusione della mia libreria, ieri sera ne ho cercati tre e li ho trovati tutti e tre quasi subito e ci son rimasto male: credevo di avere la libreria molto in disordine, invece è un periodo che non son bravo nemmeno nel disordine, mi è venuto da pensare ieri sera intanto che scrivevo dei contributi per la guida del Touring di Mosca e San Pietroburgo.

Così

giovedì 14 settembre 2017

Quando rivedo i romanzi, quel lavoro lì di revisione che si fa dopo la consegna e prima della stampa, è l’unico momento che mi sembra di lavorare davvero ed è il lavoro che mi piace di più, tra gli innumerevoli non lavori che faccio io per stare al mondo.

Cose che succedono a Parma

venerdì 1 settembre 2017

Stamattina, ero a Parma, dalle parti della stazione, all’ora di pranzo, dovevo pranzare, sono entrato in uno di quei posti che ci sono in stazione, c’erano dei panini già pronti e dei pezzi di pizza freddi che sembravano morti, sembrava che fossero lì da dei giorni, tutti morti e sudati, poverini, non ho avuto il coraggio, allora sono uscito, ho visto un bar che fuori c’era la foto di un toast, sono entrato, ho chiesto alla barista «Mi fa un toast?». E lei mi ha sorriso mi ha detto «Un toast? Quella che fa i toast non c’è, io non sono capace. Scusa», mi ha detto. È stato bellissimo.