Scuola elementare.

Che dispiacere

giovedì 14 Maggio 2020

Mi segnala Giancarlo Tramutoli (grazie) che su amazon la data di uscita di Che dispiacere è 1 gennaio 2030. A me avevano detto che usciva il 18 giugno 2020. Stiamo indagando. Clic

Venedikt Erofeev

giovedì 14 Maggio 2020

Io questi stagni li vieterei.

[Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe, Moskva, Vagrius 2001, p. 113]

Qualcosa che riparte

mercoledì 13 Maggio 2020

Ieri, andavo a casa della Battaglia, son passato davanti a una chiesa, c’era un funerale. E io ho pensato “Guarda, un funerale”. E ero contento. Mi è sembrato il segno di qualcosa che riparte. Un funerale. L’unico che non aveva la mascherina era il prete.

Talmente colpito

mercoledì 13 Maggio 2020

Uno di Pietroburgo aveva passato la mattina a leggere sui giornali le vicende della successione del trono spagnolo. Era rimasto talmente colpito che il trono fosse vacante che non era riuscito a fare niente tutto il giorno.

[Nikolaj Gogol’, dal Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Cose che succedono di pomeriggio

martedì 12 Maggio 2020

Guardo la dozzina di quaderni che ho cominciato per scrivere il romanzo che sto scrivendo e mi agito. Poi vedo la ventina di quaderni che ho cominciato per scrivere il romanzo che ho già scritto e mi calmo.

Una definizione

martedì 12 Maggio 2020

Uno pensava che la migliore definizione di uomo fosse: bipede ingrato.

[Fëdor Dostoevskij, da Repertorio dei matti della letteratura russa, in preparazione]

Insegnare

lunedì 11 Maggio 2020

Quando succede una cosa, dopo molti si domandano cosa ci ha insegnato, quella cosa lì. A me, vent’anni fa, quando mi sono ustionato, e ho fatto due mesi e mezzo di ospedale, alla fine è venuto un prete mi ha chiesto «Cosa t’hanno insegnato, questi due mesi e mezzo di ospedale?». «A pisciare da coricato», gli ho risposto io.

Una domanda

lunedì 11 Maggio 2020

Se io non ho sentito niente, tu non hai sentito niente, quell’altro non ha sentito niente, allora nessuno ha sentito niente, quindi chi ha sentito, ti domando?

[Fëdor Dostoevskij, L’idiota, traduzione di Licia Brustolin, Milano, Garzanti 2000, p. 415]

Stoccolma

domenica 10 Maggio 2020

Al mercato di Gavirate capitano certi ometti che vendono di tutto, e di più bravi di loro a vendere non si sa dove andarli a trovare.
Un venerdì capitò un ometto che vendeva strane cose: il Monte Bianco, l’Oceano Indiano, i mari della Luna, e aveva una magnifica parlantina, e dopo un’ora gli era rimasta solo la città di Stoccolma.
La comprò un barbiere, in cambio di un taglio di capelli con frizione. Il barbiere inchiodò tra due specchi il certificato che diceva: Proprietario della città di Stoccolma, e lo mostrava orgoglioso ai clienti, rispondendo a tutte le loro domande.
– È una città della Svezia, anzi è la capitale.
– Ha quasi un milione di abitanti, e naturalmente sono tutti miei.
– C’è anche il mare, si capisce, ma non so chi sia il proprietario.
Il barbiere, un poco alla volta, mise da parte i soldi, e l’anno scorso andò in Svezia a visitare la sua proprietà. La città di Stoccolma gli parve meravigliosa, e gli svedesi gentilissimi. Loro non capivano una parola di quello che diceva lui, e lui non capiva mezza parola di quello che gli rispondevano.
– Sono il padrone della città, lo sapete o no? Ve l’hanno fatto, il comunicato?
Gli svedesi sorridevano e dicevano di sì, perché non capivano ma erano gentili, e il barbiere si fregava le mani tutto contento:
– Una città simile per un taglio di capelli e una frizione! L’ho proprio pagata a buon mercato.
E invece si sbagliava, e l’aveva pagata troppo. Perché ogni bambino che viene in questo mondo, il mondo intero è tutto suo, e non deve pagarlo neanche un soldo, deve soltanto rimboccarsi le maniche, allungare le mani e prenderselo.

Rodari, A comprare la città di Stoccolma

Arrivederci

domenica 10 Maggio 2020

Il 25 novembre del 2019 a me mi era venuto da scrivere: «Mi sembra che parlino tutti moltissimo delle sardine, quasi quanto, tanti anni fa, parlavano del popolo viola». Ecco. Arrivederci.