Una goccia nel mare

giovedì 19 Giugno 2014

tolstoj

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dicono: l’attività dell’uomo è una goccia nel mare. Una goccia nel mare!
C’è una leggenda indiana su un uomo che lasciò cadere una perla in mare e che, per recuperarla, prese un secchio e cominciò ad attingere l’acqua e a versarla sulla riva. Lavorò così senza sosta e il settimo giorno il genio del mare ebbe paura che l’uomo prosciugasse il mare e gli portò la perla. Se anche quel nostro male sociale che è l’oppressione dell’uomo fosse il mare, anche in questo caso per riavere quella perla che abbiamo perso varrebbe la pena di sacrificare la propria vita a prosciugare il mare di questo male. Il principe di questo mondo si impaurisce e si sottomette più facilmente del genio del mare; ma il male sociale non è il mare, bensì un fetido mondezzaio che siamo noi stessi a riempire con cura delle nostre lordure. Basterebbe solo tornare in sé e comprendere quel che stiamo facendo, cessare di amare le proprie lordure, perché il mare immaginario si disseccasse immediatamente e ci fosse possibile impadronirci di quella perla inestimabile che è la vita umana e fraterna.

[Lev Tolstoj, Che fare?, traduzione di Luisa Capo, Milano, Mazzotta 1989, p. 174]