Solo per farsi pubblicità

lunedì 2 Gennaio 2017

Boris Groys, Post scriptum comunista

Gli eventi economici sono anonimi e non sono esprimibili in parole. Perciò con essi non si può discutere, non li si può tirare dalla propria parte con le parole – si può solo adattare il proprio comportamento a questi eventi. All’interno del capitalismo l’approvazione o la confutazione definitiva dell’agire umano non sono una questione linguistica ma economica – non vengono espresse in parole ma solo in cifre. E con ciò il linguaggio viene messo fuori gioco.
Solo quando il destino non è più muto e non domina solo sul piano strettamente economico, ma al contrario viene formulato sin dall’inizio a livello linguistico e deciso a livello politico – come nel caso del comunismo –, allora l’uomo diviene un essere che esiste nel linguaggio e per mezzo del linguaggio. L’uomo ottiene così la possibilità di argomentare, protestare e sollevarsi contro decisioni fatali. Tali argomentazioni e tali proteste non si dimostrano serpe efficaci. Vengono spesso ignorate o addirittura represse, ma non sono in quanto tali prive di significato. È infatti giusto e sensato rivolgersi alle decisioni politiche per mezzo del linguaggio, poiché queste stesse decisioni vengono interpretate per mezzo di esso. Viceversa nelle circostanze imposte dal capitalismo ogni critica e ogni protesta sono fondamentalmente insensate. Nel capitalismo il linguaggio stesso funziona come una merce, ovvero è esso stesso muto. Discorsi critici o di protesta funzionano se si vendono bene – e falliscono se si vendono male. Questi discorsi non si differenziano assolutamente da tutte le altre merci, che a loro volta non parlano – o che parlano solo per farsi pubblicità.

[Boris Groys, Post scriptum comunista, traduzione di Silvia Rodeschini, Roma, Meltemi 2008, pp. 24-25]