La smetta

venerdì 20 Agosto 2010

sklovksij

Nel 1913 successe il fatto seguente, nel circo Ciniselli. Un acrobata aveva inventato un numero durante il quale saltava giù dal trapezio dopo aver infilato il collo in un cappio. Aveva il collo forte, il nodo era sistemato sulla nuca, evidentemente il cappio stesso passava sotto il mento, e dopo lo sfilava, si arrampicava su e salutava il pubblico. Il numero si chiamava L’uomo dal collo di ferro. Una volta sbagliò, il cappio capitò sul collo e rimase impiccato. Cominciò il panico. Furono portate scale: non bastarono. Lo raggiunsero, ma avevano dimenticato il coltello; un acrobata, salito fino a lui, non riusciva a liberarlo dal cappio. Il pubblico urlava, l’uomo dal collo di ferro continuava a penzolare. Allora dalla piccionaia si alza in piedi un omone dall’aspetto di mercante, grande e grosso, certamente una pasta d’uomo, tende avanti le braccia e grida: «La smetta, mia moglie piange!». È un fatto realmente accaduto.

[Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale, cit., p. 298-299]