Eroismo

mercoledì 22 Dicembre 2010

«Ma anche da noi ci sono degli entusiasti. Avete letto sulla “Politica nazionale” di quell’obrlajtnant Berger dell’artiglieria che si era arrampicato sopra un abete bello alto e lì, in mezzo ai rami, aveva approntato il suo beobachtugspunkt [punto di osservazione]. E poi i nostri avevano ripiegato e lui non era più potuto scendere perché altrimenti l’avrebbero fatto prigioniero. Per cui aveva aspettato fino a che i nostri non avevano rimesso in fuga i nemici, e c’erano voluti quindici giorni prima che finisse l’attesa. E per quindici interi giorni lui era rimasto lassù sull’albero, e per non morire di fame aveva rosicchiato tutta quanta la punta, nutrendosi di ramoscelli e di aghi di abete. E quando giunsero i nostri, lui era così stremato che non ce la fece neanche più a reggersi lì sull’albero, è caduto giù e si è ammazzato. Dopo la morte gli è stata conferita la medaglia d’oro al merito per il valore dimostrato».
E il brigadiere aggiunse in tono grave: «Questa sì che è abnegazione, signor appuntato, questo è eroismo!».

[Jaroslav Hašek, Le vicende del bravo soldato Švejk, cit., p. 338]