Ecco

giovedì 31 Marzo 2022

E gli studenti dell’accademia di Belle arti di Mosca che ho conosciuto nel 1993 vedevano tutte le puntate di una serie televisiva che si chiamava Sprut, La piovra, col commissario Cattani, e con loro mi sono trovato a cantare, intorno a un tavolo con sopra una bottiglia di vodka, due fette di pane nero e due pomodori, una canzone che non avrei mai pensato di cantare in vita mia, Un italiano vero, di Toto Cutugno, e lì ho capito che quello è il vero inno italiano e che sarebbe bellissimo se i calciatori della nazionale, al centro del campo, la mano sul cuore, cantassero «Buongiorno Italia gli spaghetti al dente, un partigiano come presidente, con l’autoradio sempre nella mano destra e un canarino sopra la finestra» e purtroppo non succederà mai.

Sempre domani, sempre sul Venerdì di Repubblica, sempre la mia Russia Sovietica