Descrivi quello che vedi dalla tua finestra

mercoledì 13 Ottobre 2010

La mia casa quando l’ho comprata la dovevano ancora costruire. Io ero andato a fare un giro, prima di, come si dice, firmare, per vedere la zona ma anche per sentire il treno. C’è la ferrovia di fianco, volevo sentire se faceva molto rumore, perché i rumori mi danno fastidio, a me piace il silenzio di tomba. Quel giorno però il treno l’ho sentito una volta sola, è una ferrovia secondaria, e di treni ne passa uno ogni ora. Avrei dovuto aspettare un’altra ora per essere sicuro, sono dato via. Oltre a quella del treno, anche se mi ero promesso di non farlo, sono tornato altre mille volte dopo che avevo firmato, per vedere il famoso avanzamento lavori. Appena hanno cominciato a costruire le finestre, sulla strada, mi sono messo dritto a quella che sarebbe diventata una mia finestra e così ho capito che il panorama sarebbe stato fortemente contraddistinto dal civico 50 di via fratelli cervi.

Nel civico 50 di via fratelli cervi, che nel mentre è diventata via delle officine, ci abitano 2 famiglie tutte e due al terzo piano. Gli altri appartamenti sono vuoti. Una delle due famiglie è formata da un signore sui sessanta con la canottiera e dalla sua mamma. Capita a volte che mentre sto fumando in terrazza il signore si affaccia e mi guarda con uno sguardo veloce e poi chiude le imposte. La mattina, spesso, la mamma fa una piccola camminata, è anziana e si aiuta con un treppiede, lui intanto legge il giornale su una sedia.

Nell’altro appartamento abitato ci sta una coppia giovane, penso che siano russi. Lei era incinta poi poche settimane fa c’era un fiocco rosa sul portone del civico 50. Qualche volta quando era caldo stavano fuori seduti a parlare sullo scalino del portone d’entrata.

Quasi tutti i sabati mattina un signore anziano viene a pulire uno degli appartamenti al piano terra. Apre tutte le finestre spazza e da lo straccio poi richiude tutto e va via. Stamattina però non è venuto. Stamattina non si vede nessuno, si sente solo la musica della fiera che c’è di la dalla ferrovia

[Dai compiti della scuola elementare di scrittura emiliana, soluzione di Edoardo Gatti]